Google Story of Send, ecco come viaggiano le tue email - VIDEO - Hitech e Scienza - Panorama.it

Google Story of Send, ecco come viaggiano le tue email - VIDEO

Credits: Google Green

Credits: Google Green

Che cosa succede a una email una volta che schiacci il tasto invia? È un processo talmente semplice e talmente integrato nella nostra quotidianità che nessuno probabilmente si pone mai questa domanda. Se la sono posta però quelli di Google Green, il distaccamento eco-impegnato di Big G, e già che c’erano hanno fornito una risposta chiara ed esauriente, con tanto di video illustrativo e sito facilmente esplorabile.

Hai finito di scrivere la tua mail, hai scelto il destinatario, clicchi invia. Da questo momento la mail abbandona il tuo computer e il tuo Internet Service Provider e raggiunge un router di dorsale. È qui che Google prende la tua mail e la trasferice al suo data center più vicino. Stando a Google, i suoi data center sono delle specie di fortezze informatiche costruite in modo da essere inespugnabili. La sicurezza fisica degli edifici viene preservata grazie ai fitti controlli che chiunque entri nel data center deve superare (barriere, controlli biometrici e telecamere piazzate ovunque), quella dei dati invece attraverso un sofisticato sistema di codifica, frammentazione ed eliminazione fisica dei dati giù utilizzati. Insomma, sulla carta, una sorta di Fort Knox per i dati digitali.

Ma l’obiettivo con cui Google ha confezionato questa guida illustrata al funzionamento di Gmail non è solamente quello di certificare la sicurezza della posta digitale di Mountain View, ma anche la sua ecosostenibilità. Sfruttando un utilizzo intelligente dei sistemi di riscaldamento, di raffreddamento naturale (acqua marina) e delle correnti d’aria, Google sostiene di risparmiare ogni anno migliaia di dollari, abbassando la propria impronta ecologica e, nel contempo, consentendo ai propri impiegati un ambiente sufficientemente caldo da “lavorare in pantaloni corti” (sic.).

Fin dal 2007 Google ha cominciato a costruire server partendo da componenti riciclate, arrivando a ottenere un’efficienza energetica particolarmente alta. Abbastanza da potersi bullare del fatto che un anno di utilizzo di Gmail consumi meno della metà dell’energia necessaria a supportare 3 giorni di YouTube.

Ma torniamo alla tua mail. Una volta raggiunti i server Google, il tuo messaggio viene scansionato (per individuare eventuali virus), analizzato (per decidere se si tratta di spam) e duplicato (in modo da avere un backup). A questo punto la tua mail è pronta per raggiungere il destinatario, un processo che in realtà non porta via che qualche istante.

Sul sito dedicato, Google Green ha allestito una sorta di illustrazione interattiva che, tra un’informazione e l’altra, non perde occasione per incensare la buona condotta di Big G in fatto di ecosostenibilità. Retorica a parte, questa iniziativa può essere sfruttata come utile strumento per conoscere (e far conoscere) le ricadute che la nostra attività online ha sull’ambiente che ci circonda. Ben pochi, infatti, sono al corrente di quanta energia sia necessaria per consentire alla tua mail di raggiungere il destinatario in un semplice e apparentemente innocuo click.

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