lunedì 25 giugno 2012

Terremoti e vulcani sorvegliati speciali in Italia


via Byline

Lincei, le previsioni sono impossibili, le contromisure necessarie

Vesuvio, Marsili, Colli Albani, Campi Flegrei, e ancora, terremoti, maremoti e amianto: sono molti i pericoli al legati al complesso sottosuolo italiano, un vero e proprio mosaico composto da 63 tessere. In occasione della chiusura dell'anno accademico dell'Accademia dei Lincei il geologo Annibale Mottana ha illustrato i molti pericoli legati alla 'geodiversita'' italiana invitando le istituzioni a una maggiore attenzione al tema, a cominciare dal completamento della Carta Geologica italiana.

Mappa geologica: Avviata nel 1988, la Carta Geologica (Carg) avrebbe dovuto rappresentare una fondamentale fonte di informazioni per monitorare il territorio ma il progetto è stato interrotto nel 2004 quando era stato studiato poco meno del 40% del territorio nazionale. La mappa nasceva dalla collaborazione tra Stato e Regioni, coinvolgendo enti territoriali, Istituti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr) e dipartimenti universitari.

Vulcani: I pericoli numero uno si chiamano Colli Albani, Vesuvio, Campi Flegrei e Marsili. L'attività dei molti vulcani del territorio italiano è monitorata costantemente, ma i pericoli connessi a eventuali eruzioni non sono generalmente tra le attenzioni primarie delle amministrazioni locali. A partire dai Colli Albani, a un passo da Roma, fino ai Campi Flegrei, vicini a Napoli, che di tanto in tanto mostrano piccoli segni di attività nel sottosuolo. Vesuvio e Vulcano, sono vulcani 'dormienti' ma costituiscono due problemi effettivi: ''quando il Vesuvio deciderà di dare avvio al suo prossimo ciclo eruttivo comincerà con un'esplosione'', ha spiegato Mottana, e il tempo a disposizione per l'evacuazione potrà essere di minuti o al massimo poche ore, considerata l'insufficienza delle vie di fuga. ''Bisogna dire senza tanti eufemismi che il mezzo milione di persone che abitano le pendici del Vesuvio sarà destinato in gran parte a perire''. E' ancora il poco noto Marsili, un gigante sottomarino alto 3.000 metri e il pericolo maremoti nel Tirreno, a Messina nel 1908 si ebbero 80.000 morti.

Terremoti: Le recenti esperienze de L'Aquila e dell'Emilia dimostrano come l'Italia non abbia saputo coniugare la prevenzione dai rischi naturali con il suo sviluppo e, ha sottolineato Mottana, ''ciò che più preoccupa è l'atteggiamento degli amministratori. Non c'é nessuna giustificazione possibile per le deroghe che essi concedono alla corretta edificazione, peggio se nei luoghi dove il rischio sismico è particolarmente frequente''.

Amianto: I pericoli legati al sottosuolo possono anche essere più estesi ma difficili da individuare, come nel caso dell'amianto e molti altri composti pericolosi legati alle operazioni minerarie. L'amianto, ha spiegato ancora Mottana, ''rappresenta un esempio del rapporto conflittuale che esiste tra lo sprovveduto uso delle risorse del nostro territorio e la sicurezza sociale e sanitaria dei suoi abitanti''.

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Bersani non ha padroni


via Byline

Bersani_senza_padroni.jpg
Bersani è troppo complesso, ha un pensiero elaborato, difficile da capire per le persone normali. Per questo è diventato segretario del pdmenoelle. Lo ascoltavano e, non capendo una mazza di quello che diceva, hanno attribuito alle sue rughe frontali profondità oceaniche, che neppure la Fossa delle Marianne. Quando dice: "Il Pd è un partito senza padroni ad Arcore o che ci arrivano via Internet" faccio fatica a seguirlo come quando leggo Hawking o Kant. Cosa vorrà mai dire? Che il web è proprietà privata di qualcuno e lui, pur sapendolo, non lo vuole dire in pubblico? Dietro Grillo c'è un blog, dietro il pdmenoelle ci sono la Repubblica e l'Espresso e altro ancora della tessera numero uno pdmenoellina, lo svizzero De Benedetti, e poi cooperative, telegiornali, fondazioni bancarie e non. Bersani non andartene ancora per un po'. Rimani con noi e stravinci le primarie. Abbiamo bisogno di schiattare dalle risate.

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Stop ai test cosmetici sugli animali: 350 mila firme a Bruxelles | Ecologiae.com

Stop ai test cosmetici sugli animali: 350 mila firme a Bruxelles

350 mila firme a Bruxelles contro i test cosmetici su animaliLe 350 mila firme raccolte dalla petizione Cruelty Free 2013 per lo stop ai crudelissimi test cosmetici sugli animali sono state consegnate a John Dalli, Commissario Europeo per la Salute e la Politica dei Consumatori. Il 21 giugno, in occasione della consegna, la Lush, casa produttrice di cosmetici 100% animal free ed ecoresponsabili, ha organizzato una performance pacifica in costume: 27 attivisti di 27 paesi europei in costume da coniglio per ricordare all’Europa quanto previsto dalla Cosmetics Directive, ovvero l’entrata in vigore della messa al bando dei cosmetici testati su animali nel corso del prossimo anno.

Diverse industrie produttrici hanno richiesto lo slittamento dell’applicazione della direttiva (derivante da una legge europea approvata già nel lontano 1993) di altri dieci anni e la risposta degli attivisti europei non si è fatta attendere: in svariate forme hanno ribadito negli ultimi mesi la richiesta di rigore e coerenza da parte della Commissione Europea.

L’iniziativa lanciata da Lush “Lotta dura ai test su gli animali” (Fighting Animal Testing) rappresenta al momento la più vasta campagna contro i test sugli animali nell’industria cosmetica in area europea. Denis Cumella, Lush Country Manager per l’Italia, ha dichiarato:

Dopo la performance shock che ha riprodotto su una cavia umana i più comuni test sugli animali, avvenuta sia a Londra che a Roma Lush prosegue il suo impegno nella campagna “Lotta dura ai test sugli animali” tenendo fede al suo slogan con sempre nuove e diverse iniziative pacifiche.

In seguito alla performance pacifica e alla consegna delle firme della petizione Cruelty Free 2013, organizzata in collaborazione con la Humane Society International, la Lush, catena presente anche in Italia con 32 punti vendita, ribadisce quindi la sua volontà di vigilare sull’attuazione della direttiva tenendo desta l’attenzione dei media e della popolazione con iniziative che continueranno fino all’entrata in vigore, come previsto, della messa al bando dei test nell’Unione Europea. Alle nuove iniziative non mancherà di certo il sostegno delle grandi e piccole associazioni animaliste del vecchio continente.

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La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso


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Fonte: Ambiente Bio

Ogni anno, in Italia, oltre 380 mila tonnellate di pneumatici vengono gettati nella spazzatura.Secondo i dati Ecopneus, ogni anno vengono immessi per il ricambio circa 30 milioni di pneumatici derivanti da autovetture, 2 milioni derivanti da autocarro, 3 milioni da mezzi a due ruote e 200 mila da mezzi industriali ed agricoli. Ma dove va a finire tutto questo materiale?

Gli pneumatici non sono biodegradabili perché contengono polibutadiene (o C4h8), e se bruciati sprigionano gas tossici nell’atmosfera rilasciando metalli pesanti e benzene; è altrettanto vero, però, che questo materiale è resistente all’acqua, ai cambiamenti di temperatura anche estremi, agli acidi e ai raggi Uv. Un materiale prezioso che può diventare una preziosa ‘materia prima seconda’ che si presta a diverse realizzazioni, come pavimentazioni stradali, arredi urbani ma anche borse o cinture e capi d’abbigliamento.

La Cingomma realizza una serie di originali cinture utilizzando gomme destinate alle discariche, accompagnandole a un solo tipo di etichetta, quella che indica quanti copertoni sono stati rimessi in vita. Per farlo, l’azienda va a cercare i copertoni usati o scartati dalle aziende, li sottopone a lavaggio e lavora i diversi battistrada in modo da rendere ogni pezzo unico per tonalità di colore e trama del copertone. Si può anche scegliere il grado di usura della propria cintura: leggera, significa che il copertone è stato scartato presto mentre i segni delle sgommate e un materiale particolarmente secco sono indice di una vita vissuta fino in fondo.

Dalla Colombia arriva la Cyclus che dal 2000 realizza borse e zaini da pneumatici usati. L’azienda ha ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui il premio come Miglior Eco-prodotto Industriale al Bioexpo Colombia 2005 e il Premio Nazionale ‘Produzione Pulita’. La stilista Doreen Westphal con copertoni e camere d’aria realizza accessori ‘eco-fashion’ di ogni genere, da borse e borsette a portachiavi e braccialetti. Anche noi possiamo riciclare i copertoni usati della nostra bicicletta: si possono trasformare in originali sottobicchieri, manici antiscivolo, elastici e presine imbattibili per aprire i coperchi dei barattoli.

Vi diamo ora qualche idea divertente facile per poter arredare il vostro giardino con pneumatici usati e aver modo di riciclare riusando…

La cosa più semplice che possiamo realizzare è una bellissima altalena per i nostri bimbi, la possiamo lasciare al naturale o dipingerla tutti insieme….

altalena bimbi pneumatici1 114x150 La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso La cosa più semplice che possiamo realizzare è una bellissima altalena per i nostri bimbi, la possiamo lasciare al naturale o dipingerla tutti insieme…. fioriere pneumatici1 150x150 La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso Ed ecco delle bellissime fioriere che possono essere collocate così,oppure separatamente,in base ai vostri gusti
 La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso E questo gioco per i nostri bimbi?…allegro,

colorato e compatibile con il nostro ambiente

vaso cerchione pneumatico 150x150 La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso Girando nel web ho trovato questa bellissima idea per realizzare un porta vasi, porta fiori creato con il pneumatico e anche i cerchioni.Basta tagliare da un lato il pneumatico, completo di cerchioni e poi rigirarlo…ecco fatto.

 

puff pneumatici 150x150 La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso E per arredare casa? ecco delle idee con dei puff carini colorati e veloci…molto trendy…questo un pò più alti ma nell’altra versione…. puff pneumatici2 150x150 La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso …ecco piccoli puff da inserire nel salone in camera per creare anche un’atmosfera orientale
bagno pneumatici1 150x150 La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso Questa è un idea di design trovata ma originale per arredare il bagno…un possibile spunto per chi ha una buona manualità anche in lavori idraulici e non solo….
vasi copertoni 150x150 La nuova vita dei pneumatici..riciclo riuso E se vogliamo dare nuova vita anche a dei vecchi vasi li possiamo rivestire con le camere d’aria delle biciclette vecchie…è un idea veramente originale, traiamo spunto da questi vasi di design per creare delle belle idee economiche e sostenibili….

 

Agnese Tondelli

Fonte”it.ibtimes”arredamentoxarredare”

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IL MANIFESTO - attualità - Ecco come uno degli assassini di Federico si "sfoga" sui social

Cinzia Gubbini
25.06.2012

Sulla pagina Facebook "Prima Difesa" pioggia di insulti contro la famiglia di Federico. Che querela. Loro cancellano tutti i post. Ma eccoli qui: 1,

Cinzia Gubbini - 25.06.2012
"Che faccia da culo che aveva sul tg una falsa e ipocrita… spero che i soldi che ha avuto ingiustamente possa non goderseli come vorrebbe… adesso non sto più zitto dico quello che penso e scarico la rabbia di sette anni di ingiustizie…". Parole piene di odio. Parole di Paolo Forlani, uno dei quattro condannati - fino al terzo grado di giudizio - per l'omicidio del giovane Federico Aldrovandi, diciotto anni, morto a Ferrara il 25 settembre del 2005. Proprio l'altra settimana la Cassazione ha scritto la parola fine: Paolo Forlani, Monica Segatto, Enzo Pontani e Luca Pollastri hanno ucciso Federico Aldrovandi, provocando il suo soffocamento a causa di una condotta violenta e imprudente.

Una cultura violenta
E' l'ora del silenzio? Neanche per idea. Uno dei quattro poliziotti coglie la palla al balzo e annuncia "adesso mi sfogo io dopo sette anni di ingiustizie". Lo sfogo avviene sulla pagina Facebook dell'associazione Prima Difesa. I commenti sono stati intercettati e rilanciati sul social network da persone che sono vicine alla famiglia di Federico e ne sostengono la causa. La pagina Facebbok di Prima Difesa ha cancellato i post "incriminati". Ma non ha fatto i conti conti con l'attivissima pagina, sullo stesso Social network, dedicata a Giuseppe Uva (un altro morto ammazzato mentre era in custodia della polizia) i cui amministratori, previdenti, hanno salvato la schermata dei post (1, 2, 3). E' scoppiato un putiferio. Perché non si tratta di spiegazione su quanto successo quella sera, posizioni ragionevoli. No. Se qualcuno ancora non l'ha capito, tra chi ha assalito Federico quella notte a Ferrara c'è chi ha una mentalità violenta, una cultura che non ha alcun rispetto né per le istituzioni né per il dolore di una famiglia. E, dunque, sono insulti contro la famiglia di Federico, in particolare contro la mamma del ragazzo. Non solo Forlani, ma anche altri personaggi che frequentano il profilo Facebook di Prima Difesa: terribile il commento di un tale Sergio Bandoli "La madre, se avesse saputo fare la madre, non avrebbe allevato un 'cucciolo di maiale', ma un uomo". Forlani ovviamente non si dissocia, e neanche Simona Cenni, presidente di Prima Difesa e colei che ha aperto la pagina dell'associazione su Facebbok - e si ritiene ne sia l'amministratirce. Anzi, qualche post più giù di questa terribile affermazione, Paolo Forlani fa osservazioni da reduce del Vietnam: "Vedete, gente, non puoi fare 30 anni questo lavoro e essere additato come assassino solo perché qualcuno è riuscito a distorcere la verità. Io trovo chiunque a leggere gli atti e a trovare una prova che Federico è morto per le lesioni che ha subito". Davvero incredibile, dopo cinque anni di processi Paolo Forlani non ha ancora capito che è stato condannato non perché ha ammazzato Federico di botte (altrimenti l'imputazione sarebbe stata direttamente per omicidio preterintenzionale, e a quest'ora Forlani e i suoi tre colleghi sarebbero in galera invece di sfogarsi sui social network) bensì perché schiacciando a terra il corpo di Federico hanno provocato la rottura del fascio si Hicks, causando un infarto.

"E' colpa dei genitori"
 Ma non c'è niente da fare. Per Paolo Forlani la causa di tutto quello che è accaduto il 25 settembre non sta nella "impeccabile" condotta degli agenti, bensì nel fatto che Federico sarebbe stato un tossicodipendente, e quindi ovviamente per colpa della "cattiva educazione" dei genitori. Ecco qua un'altra chicca: "Noi paghiamo per le colpe di una famiglia che pur sapendo dei problemi del proprio figlio non hanno fatto niente per aiutarlo. Paghiamo per gli errori dei genitori". Simona Cenni, che ha attraverso la sua associazione garantito in Appello e in Cassazione la difesa dell'avvocato-sper star Niccolò Ghedini per l'agente Monica Segatto, continua ad ignorare il commento sul "cucciolo di maiale" e invece dà manforte a Forlani, e ai suoi commenti sulla famiglia Aldrovandi "Federico faceva uso di sostanze stupefacenti, alcol, mamma e papà sapevano...Dormiva dal nonno Federico e non a casa dei genitori". E, poi, nello stesso post, ancora un po' di demenziale infangamento del nome di una famiglia: "E Federico ha dato tanto alla famiglia...DUE MILIONI DI EURO...Riposa in pace ragazzo, sapendo che se la tua famiglia ti avesse aitutato saresti ancora vivo". Un commento agghiacciante, che riceve ben tre "mi piace" nell'allegra comitiva della pagina Facebook di Prima Difesa. I due milioni di euro sono il risarcimento che la famiglia di Federico, compreso il nonno, il fratello, gli zii, hanno ricevuto dopo la sentenza di primo grado. Una cosa normale per chi è vittima di un tale abuso.

Ce l'hanno anche col manifesto
 Nei post post sentenza della Cassazione, ovviamente non mancano - in un perfetto continuum culturale, si potrebbe dire - commenti anche contro i "comunisti" e il manifesto. Quello di Forlani è secco: "VERGOGNATEVI TUTTI COMUNISTI DI MERDA". Simona Cenni, invece, in un post ancora visibile apre la conversazione dicendo che "Oggi in tribunale due giornalisti del manifesto mi hanno riconcorso nei corridoi dicendomi che sono choccati che esiste una associazione che fìdifende le forze dell'ordine e le forze armate". Come no, chi scrive e Checchino Antonini (che non è un giornalista del manifesto, anche se l'articolo sulla sentenza della Cassazione lo ha pubblicato su questo giornale) hanno rincorso la signora Cenni per i corridoi del tribunale con il preciso intento di comunicarle le proprie convinzioni...In verità quello che è stato chiesto a Cenni è ciò che tutti si chiedono: chi ha pagato Ghedini? Cenni ha spiegato che esiste un pool di avvocati, di cui fa parte anche il difensore di Silvio Berlusconi, che difendono personale delle forze dell'ordine "per la causa" e ricevendo solo un rimborso spese dall'associazione Prima Difesa. C'è da credere che non vengano pagate grandi cifre se è vero, come risulta dal sito internet, che l'unico sostegno economico, a parte i tesseramenti, viene da un negozio di tecnologia di Pesaro... Nessuno pensa che sia strano che esista un'organizzazione che difende i diritti armati delle forze di polizia (esistono, per esempio, i sindacati). Certamente abbiamo espresso sconcerto quando Simona Cenni ha affermato che è necessario "difendere i diritti umani dei poliziotti della Diaz", cioè gli agenti che hanno partecipato al massacro avvenuto nella scuola di Genova durante il G8 la notte del 21 luglio 2001.

La famiglia querela
La famiglia di Federico ha dato mandato ai suoi legale di querelare Simona Cenni, Paolo Forlani e Sergio Bandoli. La cosa viene segnalata anche sulla pagina Facebook Prima Difesa: "La mamma di fEderico ci ha querelati" e poi "Per favore non commentate". Ma a un tale Roberto Syd commenta "Vorrei poter dire la mia ma si vede che come persone non possiamo esistere". Forse non sa che il re delle querele è proprio Paolo Forlani, il quale ha querelato più di una volta Patrizia Moretti. Tutte archiviate.

domenica 24 giugno 2012

Fame in Grecia, che presto arriverà pure in Italia


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Clicca per ingrandireUna Collettività in cui i Candidati alle cariche pubbliche devono rincorre il consenso popolare facendo promesse non mantenibili per cercare di ottenere una maggioranza di governo si mette invariabilmente sulla strada di una spesa pubblica sempre più crescente ed incontrollata. Al deficit consegue un innalzamento del debito pubblico, che aumenta fuori da ogni possibile controllo, e che alla fine diventa non più a lungo gestibile.

Esaurite le risorse e persa ogni credibilità, il sistema implode. A quel punto tutto è perduto, e, diciamolo francamente, da sprovvidi.

La conseguenza dell’interventismo dello stato in economia ha un unico sbocco finale: la fame. Quella vera.

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"il Rogo di Berlino" di Helga Schneider, editore Adelphi, il figlio Renzo Samaritani parla della nonna SS. in diretta radio


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Renzo
"il Rogo di Berlino" di Helga Schneider, editore Adelphi, il figlio Renzo Samaritani parla della nonna SS. in diretta radio - http://cultofsoup2.posterous.com/il-rogo...
"il Rogo di Berlino" di Helga Schneider, editore Adelphi, il figlio Renzo Samaritani parla della nonna SS. in diretta radio
Posted via email from CultOfSoup - Renzo

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I segreti della casta: Beppe Grillo censura "I segreti della casta" e sponsorizza raduni neonazisti

Beppe Grillo censura "I segreti della casta" e sponsorizza raduni neonazisti


Spero che qualcuno capace e competente faccia un lavoro minimo di selezione dei blog collegati all'aggregatore, per non mettere ulteriormente in difficoltà Grillo, che da quando è emerso il suo successo elettorale, viene costantemente spulciato e attaccato su tutto (anche se questo è un aspetto insopprimibile della democrazia e della libertà di stampa: chiunque inizi a conquistare una massa considerevole di consenso viene passato sotto la lente di ingrandimento dei mass-media e dell'opinione pubblica). Da parte mia ripubblico il post scritto all'indomani della mia cancellazione dall'aggregatore tzetze, gestito dalla Casaleggio Associati, sperando in un loro ripensamento.

Sono sempre stato affascinato dalla forza critica di Beppe Grillo e dall'attivismo politico del movimento 5 stelle, e forse proprio per questo sono incavolato più del solito con loro.

Insomma è possibile mai che si possano denunciare le malefatte di tutti i partiti e i politici italiani e mondiali, ma non si possa nemmeno accennare una critica se la questione invece riguarda un personaggio politico e istituzionale del Movimento 5 stelle?

E' successo proprio questo: a gennaio ho pubblicato un post su "Spunta lo Scilipoti dei grillini: eletto in consigliere regionale, chiede vitalizio per lui, moglie e figli", dove raccontavo la vicenda dell'on. Boilè del Movimento 5 Stelle che, a suo dire per un mero errore casuale, aveva firmato la richiesta di reversibilità del vitalizio a favore della moglie. Errore di non poco conto, però!

Ho deciso di parlarne perchè mi sembrava corretto non fare distinzioni preferenziali per un politico o un altro,  malgrado la mia stima per l'impegno anche dello stesso Boilè.

Ho letto e inserito anche un link alla precisazione del consigliere regionale che prometteva di rinunciare a fine mandato a questo privilegio, tuttavia da quel giorno questo blog è stato bannato, cancellato e rimosso dall'aggregatore di siti http://www.tzetze.it/ presente sul blog di Beppe Grillo.

Mi è dispiaciuto molto di questo comportamento,  ho chiesto spiegazioni sia a beppe grillo sia ai gestori dell'aggregatore di notizie, cioè la Casaleggio Associati, ma non avendo ricevuto alcuna risposta non ho potuto far altro che invitarli a non percorrere i medesimi atteggiamenti autoritari e di censura dei partiti politici tradizionali.

Purtroppo, se queste sono le premesse, ho paura purtroppo che rischiano di finire come altre storie simili che ho conosciuto negli ultimi anni.

Mi ricordo ancora quando i primi leghisti sbarcarono alla Camera dei deputati ed erano veramente gente di popolo catapultati in un altro mondo. Così come ricordo l'orgoglio dei deputati di Rifondazione Comunista che versavano l'80% del loro stipendio parlamentare al partito, perchè lo Statuto imponeva loro di guadagnare soltanto il salario medio dell'operaio metalmeccanico.

Poi sappiamo tutti che fine hanno fatto e lo spettacolo osceno di queste settimane tra i gioielli nascosti, i fondi neri in Tanzania e i milioni di euro in tasca al Trota, non fanno che confermare il mio scetticismo sulla capacità di  resistenza alla corruzione che ti avvolge quando entri nei palazzi del potere.

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Segreti della Repubblica, 334 boss senza 41 bis | Informare per Resistere

Segreti della Repubblica, 334 boss senza 41 bis

Sembra uno Stato smandrappato. Ma quando si tratta di custodire un segreto nelle segrete stanze l’Italia ha una sua eccellenza di qualità asiatica, anzi cinese. Per diciannove anni – si è dunque scoperto – i molti governi di sinistra, di centro e di burlesque, hanno tenuto nascosto che 334 boss mafiosi, nell’autunno del 1993, vennero svincolati dal carcere duro del 41 bis, grazie a una “mancata proroga” siglata dall’allora ministro di Grazia e Giustizia, Giovanni Conso.
 

Utile a dare un “segnale positivo di distensione”, come parte della trattativa ultra segreta tra lo Stato e la mafia.

Per diciannove anni non se n’è accorto nessun magistrato. Nessun giornale. Nessun cronista. Nessun investigatore. Nessuna Commissione inquirente. Nessuna opposizione. Tutti partecipando – nei diciannove anniversari di ogni strage, quelle di Falcone e Borsellino in primis – a una commozione di copertura. Perché anche la retorica delle corone fiorite, delle bandiere a lutto, dei pennacchi schierati, dei messaggi ai parenti, serviva a occultare l’indicibilità del segreto. Che non serve solo a nascondere. Ma anche a rinsaldare legami e ricatti. Dai punti più oscuri dello Stato, fino al colle più alto.

 

 

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via San Giuseppe, Bologna | CoscienzaSpirituale.org Blog

Leggete https://www.facebook.com/lecceseperporto/posts/434158699950939 Fermo restando che la situazione di via San Giuseppe compreso problemi MERCATINO “SAN GIUSEPPE COLORART” – BOLOGNA ma, soprattutto, extracomunitari (niente contro di loro, è solo una constatazione di fatto) ogni sera fino a tardi nella piazzetta a urlare e spaccare bottiglie E’ DISPERATA. Il Quartiere non fa nulla, la Polizia Municipale qui la sera non si vede MAI (da anni), anche stasera hanno quasi ammazzato una donna (naturalmente sempre a suon di bottigliate in testa). Ogni notte per ripristinare una situazione di “normalità” la Hera fa, ripeto OGNI NOTTE, un intervento straordinario e costoso di ore ed ore di pulizie con vari operai e mezzi… questo naturalmente lo paghiamo noi cittadini (se la sera quelle persone non sostassero per ore a bere nel giardinetto basterebbe una normale pulizia a prezzi standard) anche con ore di non sonno (tali pulizie notturne sono molto rumorose)… sonno che già e poco sempre per colpa del suddetti elementi che spaccano bottiglie e urlano come sopra descritto (OGNI SERA). La situazione è ormai intollerabile, qualcuno deve intervenire. Per il resto (https://www.facebook.com/lecceseperporto/posts/434158699950939) attendiamo ancora risposte da Teatro Arena del Sole Bologna , da laRepubblica e dal Sindaco di Bologna Virginio Merola .

sabato 23 giugno 2012

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la Pietra Antica

il colore della curcuma: POLPETE di tonno per il Recipetionist

POLPETE di tonno per il Recipetionist

Basta pollo e riprendiamo con le verdure... o no!
Oggi sono a casa, una giornata tutta pe me, ci mancherebbe, è sabato! E cosa ho fatto?
2 lavatrici, la polvere, lavare pavimenti, e devo mettere a posto l'armadio perché con l'arrivo dell'estate e questo caldo Africano, solo vedere un maglione con le maniche mi fa star male! No, lascio stare, non ce la faccio! Qua si suda anche da seduti senza a fare niente scrivendo questo post! Ma per queste polpette tonnate vale la pena sopportare il caldo, anche quello di friggererle...


Questo mese Flavia di cuocicucidici, per il suo The Recipetionist di giugno ha ospitato come vincitrice Terry di i Fornelli profumati. Facendo un giro tra le sue ricette mi sono accorta che è una patita e spreta in dolci cosa che mi ha spaventata un po', ma da buona dona "salata" l'occhio mi è caduto su queste polpette al tonno, facile da preparare ma gustose e non serve dirlo sfiziose! E come ogni buona polpetta si rispetti, una tira l'altra!





Alla ricetta originale di Terry ci ho aggiunto un cucchiaio di capperi tritati, e devo dire che ci stano proprio bene. Queste polpette, le ho servite come apperitico accompagnate da una maionese al curry e senape, e un bel martini bianco con l'oliva (la mia perdizione...)




ingredienti per 23/25 polpette:
2 scatolette di tonno
150 gr di mollica 
2 uova
1 cipolla piccola (io molto piccola)
un cucchiaio di capperi (la mia aggiunta)
pan grattato
sale
pepe
olio per friggere




Versare il tono (una volta tolto l'olio) in una terrina, aggiungerci la mollica di pane, le uova svatute, la cipolla (io grattugiata), i capperi tritani, il sale e il pepe. Amalgamare per bene, come dice Terry, meglio con le mani, ma io un po' ho fatto con la forchetta per tritare bene il tono e amalgamare le uova. Se risulta troppo morbido aggiungere del pane grattugiato, ma a me non è servito. Fare delle polpettine poco più piccole di una noce (così ne vengono di più e ti da più soddisfazione perché ne mangi di più...!
Passarle nel pane grattugiato e friggere in olio bollente per circa 2 minuti, io non adopero la friggitrice e le ho fatte in padella ma sono venute perfette lo steso, guardate un pò...




Terry, Flavia, per voi la mia versione tonnata e polpetosa




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Allarme dagli Usa: «Vesuvio bomba per tutta l'Europa».


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NAPOLI - Il ticchettio non lo sentiamo neanche più, abituati come siamo a considerare il Vesuvio soltanto come parte del panorama; immagine da cartolina che la rivista Nature (ripresa dal National Geographic) smonta ricordando che il vulcano che domina il golfo di Napoli è «la bomba a orologeria d’Europa». Secondo Nature il rischio Vesuvio è sottovalutato, così come lo era l’ipotesi di un terremoto disastroso in Giappone. La prossima eruzione potrebbe essere peggiore di quanto prevista dal piano d’emergenza.
La giornalista Katherine Barnes, autrice del servizio, raccoglie diversi studi e li mette a confronto. Il punto di partenza è rappresentato dagli studi del team di Giuseppe Mastrolorenzo, vulcanologo dell’Osservatorio Vesuviano, che assieme ad altri studiosi già nel 2006 indagò sulla cosiddetta eruzione delle Pomici di Avellino, l’evento che circa 3.800 fa devastò l’intera Campania, con effetti ancora più disastrosi della successiva eruzione di Pompei del 79 d.C.
Il primo dato riguarda l’area da ritenere a rischio. La zona rossa comprende attualmente 18 comuni e circa 600mila residenti. Nature mette in discussione in piano di evacuazione e d’intervento. «Quando si appronta un piano di emergenza – sottolinea la rivista scientifica - occorre tener conto anche del cosiddetto ”worst-case scenario” cioè del peggiore caso possibile». Ed in effetti l’eruzione del Vesuvio con caratteristiche altamente distruttive metterebbe letteralmente in ginocchio non solo la Campania ma lo stesso sistema nazionale e, di conseguenza, l’intera Unione europea. Nature cita a proposito la teoria dei «cigni neri», vale a dire eventi poco probabili ma potenzialmente devastanti. 
Ma quali sono gli elementi che creano allarme? Mastrolorenzo e la sua collega Lucia Pappalardo hanno ipotizzato, sulla base di una serie di indagini sismologiche, l’esistenza di una vasta camera magmatica a circa 8-10 chilometri di profondità sotto il Vesuvio; segno di un possibile risveglio violento del vulcano. Lo studio ribadisce la possibilità che i flussi colpiscano anche al di là della cosiddetta «zona rossa», della quale da anni lo stesso Mastrolorenzo chiede l’estensione all’intera area urbana di Napoli, il che imporrebbe un’evacuazione di tre milioni di persone invece delle 600mila attualmente previste. 
Nature ha, quindi, interpellato anche i rappresentanti del dipartimento della Protezione Civile che ribattono come il piano di emergenza sia in continuo aggiornamento e che la valutazione del rischio viene compiuta «sulla base delle condizioni presenti del vulcano». Secondo il vulcanologo Warner Marzocchi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia «non si può investire tutto in previsione del peggiore evento possibile: la riduzione del rischio deve basarsi su presupposti razionali. Un’evacuazione di tutti i tre milioni di abitanti dell’area urbana di Napoli sarebbe impossibile da gestire».
Mazzocchi e i suoi colleghi, segnala Nature, stanno sviluppando una serie di modelli probabilistici che potrebbero aiutare le autorità a valutare la situazione e a decidere le possibili soluzioni in caso di crisi. Un metodo simile a quello utilizzato dall'équipe di Peter Baxter dell’Università di Cambridge in occasione dell’eruzione avvenuta nel 1997 sull’isola di Montserrat, nei Caraibi. Le previsioni di Baxter consentirono di evitare l’evacuazione dell'intera isola. Per il Vesuvio, Baxter e i suoi colleghi hanno approntato un modello di previsione che tiene conto dei possibili scenari in caso di eruzione. In base allo studio, un’eruzione media come quella del 1944, con flussi di lava e moderate emissioni di cenere, resta l’evento più probabile. Qualora il vulcano dovesse risvegliarsi, la probabilità che lo faccia con un’eruzione pliniana, devastante come quelle di Pompei o di Avellino, viene calcolata intorno al 4%. Un simile approccio probabilistico, conclude l’articolo di Nature, sembra l’unico a disposizione di autorità e studiosi, in mancanza di sistemi più accurati per prevedere le eruzioni.

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Napolitano, il garante della casta | Informare per Resistere

Napolitano, il garante della casta

L’ultimo capitolo della vicenda agghiacciante sulla trattativa o meglio sulle trattative tra Stato e Cosa Nostra registra l’irruzione, con un intervento senza precedenti nella storia repubblicana del presidente Giorgio Napolitano.

Il presidente della Repubblica, mentre si accumulano i verbali delle rassicurazioni indirette, tramite il consigliere giuridico-suggeritore Loris D’Ambrosio, ma pare anche dirette da parte dell’inquilino del Colle all’ex ministro dell’interno Nicola Mancino, ha ritenuto opportuno intervenire non solo a difesa del proprio operato, ma con un attacco inusuale all’informazione non allineata.

Napolitano ha parlato di diffusione “di pagine con conversazioni intercettate” di cui “sono state date interpretazioni tendenziose e versioni talvolta manipolate ” per screditare il suo operato e ha garantito i cittadini sulla sua assoluta fedeltà alla Costituzione.

Ma è anche andato all’attacco sulle intercettazioni sollecitando un intervento non più procrastinabile da parte del Parlamento per regolamentarle e cioè in concreto, limitarle nell’uso e nella diffusione con pene fino a tre anni come per i giornalisti come previsto nell’ultimo ddl, ovviamente con consenso bipartisan.

All’interventismo quotidiano del Capo dello Stato ci siamo forse ormai abituati, anche se sarebbe legittimo domandarsi se corrisponda allo spirito della Costituzione vigente, di cui tutti si riempiono la bocca, ma che viene sempre più affossato nella pratica.

Ma la domanda ineludibile è se, prima e dietro l’ultima esternazione quirinalizia non solo difensiva,  il comportamento del Capo dello Stato e dei suoi più stretti e fidati collaboratori sia stato, su una vicenda di assoluta gravità e di primaria importanza sotto il profilo della indipendenza tra i poteri dello Stato, pienamente aderente al dettato costituzionale. 

Era forse compito e dovere del consigliere giuridico del Quirinale che si dichiara al telefono sempre in costante sintonia con la presidenza della Repubblica prestarsi a raccogliere quelli che vengono derubricati  a “sfoghi” da parte di un indagato per false comunicazioni ai PM, quale è l’ex ministro ed ex vicepresidente del CSM Nicola Mancino?  Dove prevede la Costituzione che il suo massimo garante tramite un consigliere giuridico o peggio ancora senza mediazione alcuna, come risulta da brogliacci di trascrizioni telefoniche, rassicuri un indagato terrorrizzato dall’interrogatorio e più ancora dal confronto con altri due testimoni in grado di smentirlo, gli ex ministri Vincenzo Scotti e Claudio Martelli?

E soprattutto come si fa a giustificare l’attivismo e la concitazione di cui lo staff quirinalizio si fa interprete e promotore in forza di supposte esigenze di coordinamento delle indagini tra procure a cui si appella un po’ vagamente Napolitano (disciplinate peraltro in modo adeguato ed esaustivo dal codice di procedura penale e non pertinenti al caso)?  

Il presidente della Repubblica ha ribadito la bontà del suo operato e la correttezza dei suoi diretti collaboratori,  difesi strenuamente per difendere se stesso, sostenendo che sempre e comunque  il suo comportamento è stato motivato  “dall’accertamento della verità”  sulle “orribili stragi del ’92-’93“.

Solo che molto concretamente dietro a queste dichiarazioni di intenti chiarificatori rimangono dei documenti che proverebbero il contrario, come il verbale di riunione del 19 aprile 2012 a palazzo Cavour sede della Cassazione, dopo che Loris D’Ambrosio aveva rassicurato Mancino sull’ intervento di Napolitano:  ”Adesso io parlo con il Presidente e lui chiama Grasso.” Da quella riunione, secondo i desiderata dei promotori, sarebbe potuta o dovuta uscire una agognata avocazione da parte del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso dell’inchiesta molto scomoda che turbava i sonni di Mancino e molti altri potentissimi della prima e seconda Repubblica, da Calogero Mannino a Marcello Dell’Utri.

Solo che come ha rilevato Piero Grasso, che aveva già fatto un incontro con le tre procure interessate di Palermo, Caltanissetta e Firenze impegnate su fronti non connessi già nell’aprile 2011, non esistevano violazioni tali da configurare l’ipotesi di avocazione prevista dall’art. 371 bis c.p.p. Senza contare il non piccolo dettaglio che l’istituto dell’avocazione e cioè la sottrazione dell’inchiesta al giudice naturale da parte della procura generale presso la corte d’appello o dei magistrati della direzione nazionale antimafia è stato sinonimo quasi ininterrottamente nella storia repubblicana di tentativi di insabbiamento delle indagini.

E la sua natura eccezionale è peraltro confermata dalla formulazione dell’art. 371 bis (Attività di coordinamento del procuratore nazionale antimafia) che la prevede solo ed esclusivamente nel caso di “prolungata e ingiustificata inerzia” del PM o nel caso di “ingiustificata o reiterata violazione dei doveri di coordinamento” in indagini collegate. E data la gravità della misura, la legge prevede anche che il decreto con cui viene disposta l’avocazione sia motivato e che il magistrato che la subisce possa ricorrere contro il provvedimento davanti al procuratore generale presso la Cassazione.  

Non a caso “gli sfoghi” di Nicola Mancino finalizzati alla cosiddetta “unificazione” dei procedimenti, per sfilare l’inchiesta a  Palermo, erano arrivati, tramite lettera inoltrata dal segretario generale Donato Marra e supervisionata dallo stesso Napolitano, al  procuratore generale della Cassazione Gianfranco Ciani che a seguire aveva convocato Piero Grasso.

Il ministro Severino in risposta all’interpellanza di Antonio Di Pietro sulla opportunità di istituire una commissione parlamentare di inchiesta “per accertare responsabilità politiche delle istituzioni” ha obiettato che non vi sono “violazioni di legge” che autorizzino iniziative del Ministero.

Ma al di là di specifiche violazioni di legge il combinato disposto dell’ attivismo del Quirinale, che esula dallo status di parte super partes come dal ruolo di presidente dell’organo di autogoverno dei magistrati, e del richiamo ultimativo a fare presto sul ddl anti-intercettazioni per autotutelare il sistema, è una palese rivendicazione di appartenenza alla casta. Ed un un pessimo modo per concludere un settennato che ha fatto rimpiangere quelli precedenti.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/06/22/napolitano-il-garante-della-casta/271181/

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Come Aumentare la Ricezione del Segnale Wifi Migliorare Rete Wireless di Casa

Come Aumentare la Ricezione del Segnale Wifi Migliorare Rete Wireless di Casa

Non so in quanti di voi adotteranno questo escamotage per migliorare la vostra wireless di casa, ma è interessante sapere che c’è chi con una lattina di barra riesca ad aumentare e quindi migliorare il segnale della propria rete wifi…

Sinceramente quando un mio collega mi aveva raccontato questo trucchetto non ci avevo dato nemmeno troppo peso, ma dopo aver letto anche su internet di questa possibilità ho deciso di condividerla con tutti voi. In poche parole ecco cosa dovremo fare per migliorare la nostra ricezione wifi in questo gratis visto che una lattina di birra o qualcosa di simili la si può rimediare in qualunque momento.

Come prima cosa dovremo tagliare la nostra lattina di birra o quello che abbiamo con un taglierino in questo modo senza farci male ovviamente. Si presuppone che abbiate lavato la lattina.

Dovremo tagliare la parte superiore e la base della lattina in modo da avere un risultato simile.

Grazie a questo trucchetto, chi ha eseguito l’operazione ha dichiarato di aver rilevato 97 wireless rispetto alle 58 reti rilevate in precedenza…

Non ho testato questa procedura, ma il mio collega che l’aveva provata mi aveva detto che funzionava. E voi ci avete provato?

 


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venerdì 22 giugno 2012

How to Make a Gravestone Rubbing


via Byline

Headstone, tombstone or gravestone rubbings are a great way to preserve a bit of history. If you're interested in genealogy or even just the art in your local cemetery, it's easy to get started.

Edit Steps

  1. Check that it's okay to take gravestone or tombstone rubbings in your local cemetery. Some headstones may be considered too fragile to take rubbings but on the whole, most people won't mind you taking a rubbing.

    • Be considerate if there is a funeral taking place nearby.
    • Don't trespass! If the cemetery asks that people keep out, it is for a good reason, most likely your safety or for preservation of the graves.
  2. Assemble the items needed. You'll need a soft brush, scissors, masking tape, large sheet of paper or rice paper, rubbing wax or a large, sturdy dark colored crayon, spray bottle with distilled water, a clean rag, rubber band and a poster tube.

  3. Select a suitable gravestone. In choosing a gravestone for a rubbing, look for well defined text and patterns that interest you. If you like how it looks, that should be enough of a reason to take a rubbing of that gravestone. Another reason might be that you're researching the family tree and want to take a rubbing of a specific family member's gravestone. Or perhaps you just want to take a rubbing of a historical gravestone.

    • If you can't find a particular gravestone that you know should be in the cemetery, ask the cemetery caretaker to assist you.
  4. Clean the gravestone. Be respectful when deciding whether it's okay to touch a gravestone. Some look better with the signs of age on them but usually cleaning off moss, dirt, bird droppings, squashed insects, etc. is fine. Start by using the soft brush to take off the easiest dirt build-up, and if needed, wipe over gently using the water sprayer. You only need to clean enough to show the distinguishable features on the gravestone. Some key things to note are:

    • Some gravestones are very fragile. If you notice breakage, decay and erosion, err on the side of alerting the cemetery caretaker rather than attempting to clean it.
    • Never use anything stronger than water to clean the gravestone. A few spritzes and a wipe with the rag should sufficient. If the dirt is not coming off with this method, then leave it well alone.
  5. Place the sheet of plain paper over the desired gravestone. Cut off any excess but having a little tuck around the back of the gravestone makes it much easier for you to tape it in place and gives the paper the most stability.

  6. Hold the paper while you tape it in place. You might also consider using poster tack. Make sure that the tape is easy to remove afterwards and isn't likely to harm the gravestone in any way. Be especially careful to avoid taping over any eroded parts of the stone, as the sticky side will lift out crumbling stone when you remove it.

  7. Start rubbing. Using the rubbing wax or crayon, begin from outer edges of the headstone and work your way in. This way, you identify the border or edging and can gradually rub in the remaining design outlines. Be sure to get both the text and any patterns used on the gravestone.

    • Keep rubbing until the design depth and wax or crayon shading is sufficiently to your liking. There are no rules on what's enough––it's what suits your needs that counts.
  8. Once completed, carefully remove the tape or poster tack from the back of the gravestone. Roll the rubbing up with care and place a rubber band around it. If you've brought along a poster tube, slip the rubbing inside it for protection on the way home. If you wish to make more gravestone rubbings, select the next one and repeat the steps above until you've made enough rubbings.

  9. Return home. Once back at home, trim the rubbing into a neat shape along the sides and decide what to do with it next. If you'd like to display it, it can be simply framed on a wider backing of card stock in a nice color or even just tack it straight to the wall as it is. If using for genealogy purposes, you may need to take a photo of it to upload online for other family members.


Edit Video

Edit Tips

  • It is best to work slowly when you do your rubbing as some gravestones are very fragile. Also, you could tear the paper if you work too fast.
  • Some churches or cemeteries may already have pre-made gravestone rubbings. If they do, then ask to see them to get inspiration to do your own.
  • In some churches, workshops or sessions on gravestone rubbing are sometimes held as part of vacation or special occasion activities. Inquire within.
  • If you are doing this for record-keeping reasons, it's advisable to also take photographs of the relevant gravestones.

Edit Warnings

  • Be careful to not leave any blu-tack or tape remaining on the gravestone when you have finished, as this is vandalism.

Edit Things You'll Need

  • Soft brush
  • Scissors
  • Masking tape or painter's tape; don't use any tape that is strongly sticky as it can harm the gravestone; poster tack is another alternative
  • Large sheet of paper or rice paper
  • Rubbing wax or a large, sturdy dark colored crayon; some also suggest using artist's charcoal although it can be quite messy
  • Spray bottle with distilled water
  • A clean rag
  • Rubber band
  • Poster tube

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    registrazione Diretta Ramananda di oggi e Renzo su iTunes, RadioYogaNetwork | CoscienzaSpirituale.org Blog

    giovedì 21 giugno 2012

    Untitled

    Saltano uffici postali in Italia Solo in Emilia 120 chiusure

    Dai primi di luglio diventano esecutivi i tagli delle Poste italiane. La società sta comunicando a vari comuni le chiusure degli uffici. Poste Spa è la più grande azienda di servizi italiana. Solo in Emilia Romagna saltano 120 uffici e 500 portalettere principalmente nelle zone montane ma anche le aree urbane verranno toccate dai tagli. Cgil, Cisl, Uil dichiarano lo sciopero. I tagli avverranno anche nelle aree del terremoto anche se le Poste hanno garantito la copertura del servizio per le località maggiormente colpite

    Lunedì, 18 giugno 2012 - 14:09:00
    posteitalianeai

    La drastica chiusura degli uffici postali è un processo in corso in tutto il Paese. Non si conoscono ancora i dettagli comune per comune ma si è saputo che solo in Emilia Romagna ne chiuderanno 120 su 849 attivi. A questi seguono i tagli dei portalettere. Ne salteranno 500 solo in regione.

    continua su http://goo.gl/VHfyq

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    mercoledì 20 giugno 2012

    Una ciotola con acqua fresca fuori dai bar può salvare la vita ai randagi


    via Byline




    Molti le hanno già messe: proprietari di bar, stabilimenti e anche alcuni cittadini hanno messo delle ciotole posizionate vicino ai muri (ho saputo che a Palermo hanno messo tante ciotole in giro).


    Sono tanti gli animali che deperiscono in questo periodo dell'anno. Il caldo rovente non perdona e spesso oltre alla sofferenza provocata dalla sete, molti animali muoiono disidratati. Una ciotola d'acqua può impedire che accada tutto ciò. E poi è un gran gesto di civiltà.

    Poi diciamolo soprattutto a chi è contrario: nessuno diventerò più povero perché sta offrendo l'acqua ai cani e gatti disagiati....

    Quindi voi che avete un stabilimento in una zona in cui ci siano bisognosi e che non ci sia una fontanella vicino: date acqua a gli animali che hanno sete, posizionate una ciotolina con acqua all'esterno dello stabilimento...










    ---





    in riferimento a Vostro articolo apparso nel web in data 26-06-2016 di cui alleghiamo link :


    http://periodicoitalia.blogspot.it/2012_06_01_archive.html

    http://vivereverde.blogspot.it/2012/06/una-ciotola-con-acqua-fresca-fuori-dai.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed:+VivereVerde+(Vivere+Verde)


    Siamo ad avvisarVi che abbiamo contattato da tempo sia l' associazione E.N.P.A che l' associazione
    L.I.D.A.A  e parlando con il Sig. Lorenzo Croce , responsabile della stessa , si sono rese conto
    dei gravi problemi che si sono invece formati ultimamente posizionando ciotole atte all' abbeveraggio
    degli animali nei periodi caldi dell' anno , appoggiando da subito la nostra iniziativa , il cui
    contenuto è stato fonte di riflessione e " cambio di rotta " per molti Sindaci di Comuni italiani e
    per molte altre più piccole associazioni.

    Vi alleghiamo il link della nostra petizione ( già ben accolta presso la Comunità Europea e in
    attesa di essere tradotta in tutte le lingue del paese , anche se molte le abbiamo già tradotte
    per
    nostro conto ) sicuri che leggendola Vi si aprirà un nuovo punto di vista

    https://www.change.org/p/ausl-eliminare-le-pericolose-e-incustodite-ciotole-per-cani-posizionate-nei-periodi-caldi



    La nostra azienda , Canichepassione® Italia supporta e produce l' omonima soluzione ,
    l' "APERICANE® ",   ad oggi l' unica e in continua evoluzione , SENZA SCOPO DI LUCRO , speranzosa
    di
    effettuare un radicale cambiamento in tutti i centri abitati di tutto il pianeta dove il pericolo
    "avvelenamenti " è oramai all' ordine del giorno .
    Non abbiamo inventato " l' acqua calda " , nella sua semplicità è una SEMPLICE CIOTOLINA MONOUSO
    NON RICONDUCIBILE AD USO UMANO "
    Si usa e si getta . Ad oggi è in Pet ma abbiamo gia' in cantiere di produrlo in materiale ecologico
    da poter inserire nel compostaggio.
    ( sempre senza scopo di lucro )

    Ci siamo anche visti purtroppo obbligati a registrare il brand tutelandoci per ogni forma di
    evento
    , anche benefico ( poichè purtroppo chi li crea illecitamente ad oggi lo fa esclusivamente a scopo
    di lucro , fingendo spesso una falsa beneficenza e senza supportare nè il progetto nè la soluzione
    )


    https://www.facebook.com/APERICANE%20/?fref=ts

    Ecco perchè Vi scriviamo , per portarVi a conoscenza del tutto aggiornato ad oggi , richiedendoVi
    magari di eliminare
    l' articolo , a nostro avviso ,  molto pericoloso pur avendo come fondamenta un atto d' amore.

    "Chi salva una vita salva il mondo " come dice il Talmud
    ... eliminando l' articolo si potrebbe salvare la vita di un solo cane o di un gatto ( e di altri
    animali assetati ) e , a nostro parere , ne vale la pena .

    Stiamo percorrendo tutti uno scopo comune ...noi siamo a disposizione . Grazie

    Cordiali saluti

    Team Canichepassione® Italia
    Guaitoli Paola 347 5434783 ( a disposizione )

    * abbiamo notato che il link  inserito che rimanda alla petizione di Napoli non è attivo

    Cordiali saluti,
    Canichepassione Italia | canichepassione@canichepassione.it