domenica 30 settembre 2012

forum.riconquistarelasovranita.it - Leggi argomento - Il buco nero della BCE inghiottirà l'Europa

forum.riconquistarelasovranita.it - Leggi argomento - Il buco nero della BCE inghiottirà l'Europa

Voglio cominciare questo articolo ricordando e ringraziando genericamente quanti si stanno adoperando per informare – soprattutto su internet - la popolazione italiana di quello che realmente sta succedendo dietro le quinte. La lista sarebbe lunga e potrei dimenticare qualche nome, consiglio pertanto di mettere in un motore di ricerca le parole: “sovranità monetaria”, “uscire dall'euro”, “biglietti di stato a corso legale”, “signoraggio privato”, “separazione delle banche”, “divorzio bankitalia tesoro”, “emissione falso passivo”, “reddito di cittadinanza”, “reddito minimo garantito”, “truffa dell'euro”, “Aldo Moro 500 lire”, e simili. Avverto che, poiché si tratta di argomenti scottanti sotto il tiro degli spin-doctor (1), evitate di dar credito a quanti si firmano con nomi falsi e pseudonimi: è tutta gente con la coscienza sporca.
Fatta questa premessa importante che permette ad ognuno di farsi una propria opinione confrontando gli interventi in rete, voglio tornare su quello che è il punto importante che non viene mai sufficientemente messo nella dovuta luce, nemmeno nelle recenti esternazioni di Berlusconi (2). Anche se Cossiga ne illustra il contesto nel libro pubblicato postumo (3).
LA BANCA CENTRALE EUROPEA CREA UN ENORME - E FALSO - BUCO DI BILANCIO, CON LA COMPLICITA' POLITICA DELLA COMMISSIONE EUROPEA. QUESTO BUCO INGHIOTTIRA' L'EUROPA.
Ma andiamo per ordine. Per consuetudine storica dei banchieri falsari, quando essi creano moneta dal nulla la postano come passività nel bilancio al valore facciale. Una banconota da 500 euro crea una passività equivalente a 500 euro. Questa passività è falsa perché alla banca l'emissione di moneta costa NULLA. Ma come, e le tipografie come le pagano ? Gli fanno stampare qualche banconota in più e gliela lasciano. Per far quadrare i conti, poi, compensano il falso passivo con un attivo equivalente: in questo modo qualsiasi alunno di ragioneria capisce che la banca – col falso passivo – evade una cifra equivalente al medesimo da sommare alll'attivo dichiarato. Il bilancio formalmente va a zero e le banche non pagano tasse. UN MOMENTO, quali banche, solo quelle centrali ? No, anche le banche commerciali quando creano denaro scritturale lo postano al valore nominale nel passivo, come se un giorno dovessero davvero COPRIRE con mezzi propri questo valore. Ma ciò non accade. Quando si passò dalla Lira all'Euro sostituirono la vecchia cartastraccia con nuova cartastraccia. E l'evasione poté continuare. Sì perché si tratta di una EVASIONE COLOSSALE che deve essere coperta da una tassazione equivalente dei singoli cittadini. Tecnicamente, in economia politica, credo si definisca “Debito pubblico e profitti privati” (4). Ero ancora abbastanza ingenuo quando tradussi in italiano il libro “Révélation$” di Denis Robert (5), talmente ingenuo che l'editore italiano mi promise dei diritti oltre la 15.000esima copia, e ne stampò molte meno... Ma non abbastanza ingenuo per non capire che se le banche avevano 17.000 conti neri non pubblicati nella camera di compensazione interbancaria CLEARSTREAM, evidentemente avevano qualcosa di molto grosso da nascondere nei paradisi fiscali. L'elefante nell'armadio erano i profitti da signoraggio effettivo ottenuti truccando i bilanci contabili. E' un peccato che quando consegnai i tabulati dei conti alla GdF di Milano agli ordini del procuratore Gherardo Colombo, quest'ultimo poi si dette alla politica... ma non è l'unico caso. La GdF mi disse testualmente: “Non ci faccia perdere tempo!”
Me lo aspettavo perché la scusa ufficiale, immagino, è che essendo Clearstream in Lussemburgo, manca la competenza territoriale. La stessa che usarono per non indagare sulle speculazioni avvenute prima delle Torri Gemelle... Però per far le guerre umanitarie dall'altra parte del mondo, le competenze territoriali ci sono eccome ! (6) Ma tant'è. Torniamo all'Europa e cerchiamo di vedere come sistemare l'elefante. Che la messa al passivo del totale della moneta emessa sia un falso in bilancio è stato scritto da un importante membro della London School of Economics, oggi al FMI, in un saggio disponibile su internet (7), non è che mi sono impazzito io. E' proprio rettificando questa grottesca anomalia contabile che sarebbe possibile recuperare enormi risorse da impiegare per un nuovo rinascimento europeo. Ed è quello che succederebbe a livello dei singoli stati che decidessero di rimediare a questa “svista” tropicale dei Banchieri Forcaioli di Francoforte (BFF), uscendo dalla moneta unica e dalla truffa super-unica.
Ora io mi domando, e domando al lettore: che cosa ci vuole ad aprire un dibattito nel merito in questo paese dove tutti sembrano ridotti al “rubi-chi-può” ? Io, nel mio piccolo, cercherò di far mettere l'argomento nel programma di qualche partito, ma ci arriveremo vivi alle elezioni del 2013 ?

Di Marco Saba

Note:

http://it.wikipedia.org/wiki/Spin_doctor
http://pas-fermiamolebanche.blogspot.it ... stati.html
http://seigneuriage.blogspot.it/2011/08 ... e-dei.html
Meglio: socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti. http://www.beppegrillo.it/2008/01/debito_pubblico.html
http://www.ibs.it/code/9788889091067/ro ... -nero.html
http://pas-fermiamolebanche.blogspot.it ... i-del.html
http://www.nber.org/papers/w12919.pdf

Fonte: http://pas-fermiamolebanche.blogspot.it/2012/09/francoforte-scoperto-enorme-buco-nero.html

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venerdì 28 settembre 2012

Guide to buying Amazon mp3, ebooks, videos and downloads outside of USA

Update 9 Aug 2012: I found out the common problem is caused by associating a payment method with the shipping address.

This guide will help you bypass Amazon.com geographic restrictions to buy the digital content you want. By digital content, I mean mp3, ebooks, digital movies, video games and other downloads.

This guide is written for anyone who uses Amazon.com outside of USA.

There are a few things you need.

1. USA IP address

Amazon uses your computer's IP address to determine your location. You'll need is a software that gives you a new IP address, specifically one that's located in USA. You'll need that for purchases.

Below are three software that can do the job. Most are not free. But some offer trial versions so you can test if they work.

After you install and run the software, it will assign you a new USA IP address.

You can test your IP location at IP Location Finder to see if it's working.

continua su http://goo.gl/UVejW

Two ways to work around IFTTT’s removal of Twitter triggers

If This Then That kills Twitter If This Then That (IFTTT) is a really powerful service that could best be described as “the ultimate Web 2.0 mashup creation tool.” It lets you bridge Web 2.0 services together in really unique and powerful ways. You create “recipes” that follow the simple syntax “If this then that” (hence the name). The this (which IFTTT calls a “trigger”) consists of an action that you (or someone else) takes on one service (you post a new picture using Instagram; someone tags you in a photo on Facebook; someone sends you an email). When the trigger fires, that is when the that part of an IFTTT recipe comes in to play (which IFTTT calls “actions”). An “action” is something that IFTTT can do on your behalf using a variety of different services (create a note in Evernote; post a link to Twitter; SMS me). Their “about” page does a much better job than I of explaining what IFTTT’s all about, and you can check out the directory of public recipes to see the powerful and creative ways others are taking advantage of IFTTT.

Unfortunately, some recent API and policy changes Twitter has started putting into play has in effect neutered IFTTT’s capabilities as far as Twitter is concerned. While IFTTT still supports Twitter “actions” (so, e.g. you can post Tweets using IFTTT), they have removed all Twitter “triggers.”

Fortunately, with all the Web 2.0 services out there on the Internets, and using some of these services, I have found a way to accomplish the two things I was using IFTTT for, insofar as Twitter is concerned.

continua su http://goo.gl/mOgqw

domenica 23 settembre 2012

I moderni Frescobaldi…


via Byline

I moderni Frescobaldi…
Giuseppe Migliorino – www.borsari.it trovato su www.disinformazione.it

I Frescobaldi,  la cui attività vinicola risale al 1308, finanziarono i reali britannici per secoli, a partire da un prestito fatto a Edoardo I per sostenere la guerra nel 1270.

Ci stiamo dirigendo verso il governo unico mondiale: un pianeta globalizzato diviso in pochi padroni e miliardi di schiavi.
E’ un progetto che nasce a Venezia nel XIV secolo ed ha il suo perno nella famiglia Frescobaldi.
Quasi tutte le grandi monarchie mondiali traggono origine dai Frescobaldi e lo stesso si può dire delle altre grandi e ricche famiglie che dominano da secoli il mondo.
Il progetto è “disumano” come ebbe a dire Dante Alighieri, e prevede la “messa in schiavitù” dell’intera umanità… ma grazie a uomini di immensa statura morale e culturale (Dante, Petrarca, Boccaccio, Chaucer, Rabelais, Cervantes…) trova una grande opposizione popolare e, nel 1509, tutta l’Europa si allea contro Venezia nella “Lega di Cambrai”.
Subito dopo fu scontro armato nella battaglia di Agnadello, in cui i mercenari veneziani furono annientati.

Da lì in poi i Frescobaldi capiscono che Venezia non è più il luogo ideale per “coltivare quel progetto” e si trasferiscono in Britannia, a Londra, da dove cominciano a tessere le loro ragnatele di potere che, il 29 Maggio 1954 portano alla nascita del Bilderberg Group: un’elite mondiale che annovera tra le sue fila gli uomini e le donne più potenti del pianeta.

Perché un unico governo mondiale?


Perché rende più facile il controllo di miliardi di “schiavi”… certamente molto più facile dell’avere centinaia di governi nazionali ognuno con la sua cultura e la sua storia…
Se vuoi condurre le mandrie al macello, devi prima metterle tutte in fila dietro al cane che le conduce verso quell’unica meta…
Se vuoi instaurare il pensiero unico, devi prima distruggere la storia e la cultura di ognuno.

Ma che ci guadagnano a dominare il mondo… non hanno già abbastanza soldi?
Questo, vedete picciotte e picciotti, è uno dei risultati già ottenuti dai “manipolatori del pensiero”: vi hanno convinto che l’obiettivo di qualsiasi progetto umano sia solo l’arricchimento… il denaro… e, quindi, voi vi ponete sempre la domanda sbagliata.
Giovinotti, potete essere gli uomini più ricchi dell’Universo, ma se non controllate le menti dei vostri sudditi, sarete sempre esposti alle loro reazioni e potreste perdere tutto da un momento all’altro…

I Frescobaldi lo capirono dopo l’alleanza di tutta l’Europa contro Venezia nella Lega di Cambrai e la successiva battaglia di Agnadello.
Gli altri regnanti lo capirono dopo la rivoluzione francese del 1789, in cui la ricchissima famiglia reale francese fu mandata a morte dal popolo in rivolta. Se avessero controllato le menti dei loro sudditi, non sarebbe successo.
Il denaro e la ricchezza sono solo “effetti collaterali”, il vero obiettivo è impadronirsi delle menti e dei pensieri dei propri “schiavi”.
Il 30% dei siciliani chiamati alle armi nella prima guerra mondiale disertarono… e gli altri partirono solo perché un vero esercito di carabinieri stanò alcuni disertori nei loro rifugi e fece delle plateali esecuzioni di massa…

Se non controlli le menti dei tuoi “cittadini” quelli si rivoltano e non ti obbediscono.
Venticinque anni dopo, allo scoppio della seconda guerra mondiale, moltissimi siciliani partirono volontari… Mussolini era riuscito ad impadronirsi dei loro pensieri…
Vedete la differenza?
Mussolini e Hitler erano maestri del controllo delle masse: manipolavano l’informazione ed ottenevano consenso incondizionato.
…Cosa mai avrebbe condotto un ragazzo di Canicattì nella steppa russa a combattere contro i cosacchi, se avesse avuto la sua testa “libera” di pensare in proprio?
E cosa ci facevano i giovani tedeschi nei campi di concentramento a gasare ebrei, omosessuali, zingari etc… se non rispondere ad un condizionamento mentale di cui i nazisti erano maestri?

Non è, dunque, il denaro l’obiettivo degli “eredi dei Frescobaldi” (quello arriva di conseguenza), ma le nostre menti: più ci instupidiscono e più ci neutralizzano trasformandoci in zombie…
Non è, quindi, il nostro impoverimento materiale che perseguono, ma il nostro annientamento culturale… che ci trasforma in macchine ubbidienti…

Guardate ai fatti italiani di questi ultimi anni: dopo una crisi che sembra senza fine, ci arriva un governo “non richiesto e non eletto”…
Avremmo dovuto tutti gridare al golpe, imbracciare i fucili e scendere in piazza per difendere la nostra democrazia…
Invece…Monti all’inizio è stato salutato come il salvatore della Patria con quasi l’80% dei consensi…
Capite la tecnica usata?

Crei un grande problema (la crisi che non passa) e proponi la soluzione (Monti).
In quale altra maniera uno come Monti sarebbe arrivato al governo?

Quindi la “crisi” fa parte della “strategia” per arrivare al controllo delle masse mondiali?
Ovvio… perché, non era chiaro?

Picciotti, l’uomo ha fatto passi da gigante nella sua evoluzione solo quando ha risolto i problemi di base dell’esistenza: cibo, riparo, assistenza… Il leone tutti i giorni deve risolvere il problema della sua sopravvivenza (il cibo) e, dunque, solo di questo si interesserà…
L’uomo agiato che ha risolto i problemi di base, si può dedicare ad altro (studiare, pensare…); invece l’uomo che deve mettere insieme pranzo e cena, o arrivare a fare quadrare un bilancio familiare molto stretto, non avrà nè tempo e né voglia di pensare ad altro… Capite perché le crisi e la miseria che esse portano sono “fondamentali” in questo progetto?

Immaginatevi senza lavoro, senza introiti e con una famiglia da mantenere… cosa non sareste disposti a fare pur di risolvere (o attenuare) il vostro problema?
Quanti Mario Monti accettereste se solo vi facessero intravedere la possibilità di essere la soluzione che cercate?
Quanta voglia avreste di capire cosa sta succedendo davvero, se i vostri figli stessero morendo di fame? Le crisi e la miseria che portano, sono strumenti essenziali per “condurci” alla schiavitù…
Anche l’Europa?

Picciotti, per arrivare al governo unico, occorrono una serie di passaggi intermedi (aggregazioni parziali)… e, quindi, il progetto finale ha bisogno di un’Europa unita, un’America latina aggregata… etc…
C’è qualcuno che riesce a darmi dei validi motivi per cui italiani, spagnoli, greci, portoghesi… etc… stanno dentro ad un’Europa che li sta conducendo in miseria?
Lo vedete, ancora un volta, il controllo delle menti?

Si parla di Europa… di ideali… di padri fondatori… e non si parla mai di cose concrete, tipo: ma a noi, ‘sta cazzo d’Europa ci conviene?
Avete mai visto o sentito qualcuno spiegarvi (con numeri e fatti) che i vantaggi assommano a molto più degli svantaggi?
No… sono tutti impegnatissimi a spiegarvi che l’uscita dall’euro sarebbe una catastrofe (senza numeri e fatti che lo spieghino concretamente)… trascurando di dirvi che il rimanerci è già una catastrofe che stiamo pagando tutti giornalmente.

Il controllo delle menti passa per lo svilimento della Scuola: se riesci a sfornare dei simul-analfabeti sei già sulla buona strada verso il governo unico mondiale e la messa in schiavitù delle masse.
Il resto del lavoro lo faranno la Tv e gli altri media (quasi tutti controllati dai membri del Bilderberg Group)…
Ma, mi direte, oggi c’è Internet e le idee circolano velocemente…
Ma davvero?

Ammettiamo pure (per amore di esempio) che io dica delle cose intelligenti e concrete… a quante persone mi rivolgo?
Qualche migliaio (circa 150.000 nel mio video più visto).
Larry Page e Sergey Brin (fondatori di Google), Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook)… tanto per citarne alcuni, si rivolgono a milioni di persone tutti i giorni…
Io tiro con la fionda e quelli dispongono di armi nucleari.
… E quasi tutti quelli che hanno accesso alle “menti” di milioni di uomini e donne, sono “affiliati” al Bilderberg…

Inoltre, il giorno che quelli come me dovessero diventare pericolosi, saremmo “zittiti” senza difficoltà dalle solite “proposte che non si possono rifiutare”…
… Non so se mi ho capito…??
Quindi, non c’è speranza?
… C’è… ma è una sola ed è molto tenue… si chiama “conoscenza”…
Se io e quelli come me riuscissimo a risvegliare il “piacere di sapere” di quelli che ci ascoltano (come fecero Dante, Petrarca e gli altri citati sopra), allora una nuova Lega di Cambrai potrebbe essere possibile…

Ma è molto difficile… innanzitutto perché tra me ed i miei contemporanei, non c’è alcuna possibilità di paragone con quelli (Dante, Petrarca… etc..) che risvegliarono le coscienze dell’Europa molti secoli fa…
E poi perché i Frescobaldi di oggi hanno molte più frecce al loro arco (potere, media, etc..).
E’ una partita tra il Brasile di Garrincha e Pelè, contro l’Igea Virtus di Barcellona Pozzo di Gotto…
La giochiamo perché ritirarci sarebbe ancora più disonorevole… ma non ci facciamo alcuna illusione.

www.disinformazione.it

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Le nuove mappe di iOS6? Un grande flop al momento! | Chimera Revo

Le nuove mappe di iOS6? Un grande flop al momento!

Solo l’altro ieri è stato reso disponibile il nuovo aggiornamento dell’OS mobile di casa Apple, iOS6, e già il web pullula di utenti che si lamentano riguardo le nuove funzionalità. Una di queste è l’arrivo delle nuove mappe che hanno provocato la rimozione del famosissimo servizio Google Maps dal melafonino. Le nuove mappe introducono una visualizzazione in 3D fantastica (sì, dalle immagini della conferenza però), una buona reattività e una grafica semplice e chiara: beh senza dubbio un ottimo servizio non trovate?

Eppure queste mappe si sono dimostrate tutto tranne che ottime, la visualizzazione 3D mostra scenari assurdi, sembra quasi di vedere foto del film “2012″ o “The Day After Tomorrow”: ponti crollati, supestrade con dislivelli da far invidia a circuiti di Moto Cross e paesaggi incomprensibili. Ma non solo, molti utenti hanno persino segnalato che alcune posizioni erano totalmente errate, ad esempio il Monumento a Washington non lo segnala alla posizione esatta come fa invece il caro Google Maps.

 Beh che dire, queste mappe si sono mostrate un vero e proprio flop. Ah, ma non disperate, It’s Not a Bug, It’s a Feature!

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Google Maps: un successo garantito da 7100 dipendenti giornalieri | Chimera Revo

Google Maps: un successo garantito da 7100 dipendenti giornalieri

In questi giorni gli utenti si stanno scatenando con commenti, assolutamente negativi, ai danni delle nuove mappe di Apple debuttate con iOS 6. Anche noi di Chimera Revo vi abbiamo riportato alcune immagini degli strafalcioni che la società di Cupertino ha “regalato” ai propri clienti: intere strade mancanti, rialzi improvvisi del terreno, aree nascoste da nuvole, indirizzi errati e tanto tanto altro ancora. Risulta abbastanza chiaro che, almeno per il momento, non c’è storia tra le mappe di Apple e Google Maps che si conferma leader indiscusso nel suo settore ma con un segreto alla base del successo davvero impressionante.

Vi siete mai chiesti quante persone lavorano a Google Maps ogni giorno? Sono ben 7100 ed ognuno di loro ha un compito preciso: alcuni sono autisti di auto che contribuiscono alla crescita di Sstreet View, altri sono piloti di aerei, non potevano certo mancare sistemisti e personale addetto al controllo qualità. Una vera e propria famiglia in cui 1100 di questi dipendenti sono assunti a tempo pieno con mansioni specifiche e fondamentali mentre 6000 sono collaboratori che contribuiscono in vario modo allo sviluppo, mantenimento e gestione delle mappe Google.

Numeri imponenti che ci aiutano a comprendere meglio come Google riesce a sorprenderci ogni volta in positivo offrendo a tutti, davvero a tutti, un accesso immediato al miglior servizio gratuito di mappe che esista.

via

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A Cagliari P2P, la macchina che trasforma la plastica in carburante


via Byline

da www.sardegnaoggi.it
Arriva dall’India la nuova tecnologia che potrebbe rivoluzionare i settori dello smaltimento dei rifiuti e della produzione di energia. Presentato a Cagliari il sistema P2P, una dimostrazione di utilizzo dell’innovazione tecnologica che permette di trasformare i rifiuti di ogni genere in fonti energetiche quali oli combustibili, gas e flock, un rifiuto organico ad altissima resa energetica che può alimentare inceneritori e termovalorizzatori trasformandoli in impianti a biomassa.

CAGLIARI - Stamane al T-hotel si è tenuta una dimostrazione del processo, con la messa in moto del reattore del sistema P2P. Attraverso questo processo i rifiuti di plastica possono essere trasformati direttamente in carburante. La plastica, che può essere inserita nel reattore senza essere pulita o sterilizzata, quindi direttamente dopo la raccolta, viene trasformata in olio sintetico che, dopo la raffinazione dà origine a gasolio, benzina, kerosene e olio pesante.

Il sistema di trattamento per i rifiuti solidi urbani, unico al mondo per tecnologia, è un impianto che consente di trattare qualsiasi tipo di rifiuto e produrre carburanti e gas con costi di gestione molto bassi e soprattutto con emissioni zero. L’impianto comprende il sistema autoclave, per il trattamento degli RSU e il sistema P2P, per la trasformazione delle plastiche in carburanti e biogas. I due sistemi sono autonomi e integrabili, ma i costi di installazione, dai 7 ai 25 milioni di euro ne fanno una tecnologia dedicata alle imprese con alto fabbisogno energetico, che potrebbero ricavare giornalmente 25 mila litri di olio combustibile.

Molto soddisfatti del risultato ottenuto l’ingegnere indiano T. R. Rao che sostiene la possibilità, nel lungo periodo, di sostituire completamente la produzione di energia da nucleare e da prodotti petroliferi con la produzione di energia attraverso lo smaltimento dei rifiuti. Altrettanto soddisfatta Alessandra Zedda, assessore all’industria della Regione Sardegna che si impegna affinchè “la Regione collabori con i consorzi industriali e faccia da mediatore con gli imprenditori interessati”.

Alessio Ghiani

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mercoledì 19 settembre 2012

Bocconcini vegetariani

Non siamo d'accordo. La nostra gatta è vegetariana e mangia, fra le altre cose, i croccantini vegetariani della Amì. Sta bene ed è in salute. La taurina la si può assumere in molti modi, siamo nel 2012. Fermo restando che la nostra domanda era se la scatoletta fosse appetibile anche per un gatto ed avesse ingredienti compatibili con l'alimentazione felina... una persona potrebbe anche decidere di alimentare il proprio gatto con quelle Vostre scatolette alternate a pesce, no?
Renzo Samaritani
http://www.abcloud.org/
P.S.: mi chiedo come mai NaturaSi non venda i prodotti Amì

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Il giorno 19/set/2012, alle ore 13:22, Info Yarrah Organic Pet Food ha scritto:

Buon pomeriggio, non un gatto non può essere cibo vegetariano, è necessario taurina
-----Oorspronkelijk bericht-----
Van: Segreteria CS
Verzonden: woensdag 19 september 2012 12:35
Aan: Info Yarrah Organic Pet Food
CC: info@naturasi.com
Onderwerp: Bocconcini vegetariani

In riferimento all'immagine che Vi allego mi chiedo se possano andar bene anche per un gatto e se posso acquistare tale prodotto vegetariano presso NaturaSi di Bologna.
Renzo Samaritani

Image

lunedì 17 settembre 2012

Vittorio Sgarbi in Sicilia, un patrimonio di VHS per l'umanità, promesse non mantenute, ecc. Leggete bene cosa scrivono all'estero su una strana faccenda! The Strange Fate of Kim's Video - Page 1 - Movies - New York - Village Voice

Andate al link qui sotto per l'articolo originale e in fondo a quella pagina troverete i sotto links alle pagine successive, 5 in tutto.

The Strange Fate of Kim's Video - Page 1 - Movies - New York - Village Voice

From 1995 until January 2009, a music and movie megastore called Mondo Kim’s took up the bulk of a five-story building at 6 St. Marks Place in the East Village. The top floor was rented out as apartments, and the fourth floor was used by Yongman Kim—the owner of the building and of Mondo Kim’s—as office space. The third floor held what was widely considered to be the best, most diverse video-rental collection in New York City.

And then there was a basement, a dank, moldy, low-ceilinged space. At some point—around the summer of 2007, according to former employees—Kim had the idea to turn this basement into a dungeon.

"Kim was like, 'It'll be like jail,'" remembers filmmaker Alex Ross Perry, who worked at Mondo Kim's for three years. "'There'll be couches and beds in this room. And TVs. And someone will walk around with a cart, like in prison, and distribute movies that you have ordered. You'll rent it by the hour. You bring food in; you watch a movie.'"

Kim's staff was not exactly enthusiastic. "I think someone was just like, 'That sounds really dangerous,'" Perry recalls. "And Kim's response was, 'Imagine the press we'll get for this!' It was like, 'Yeah, bad press.'

"That was his outside-the-box thinking," Perry continues. "Not like, how can we make this collection accessible to more people, but how can we make money [by] locking people in a room and having them sit on a cot and watch their movie in a basement? That was really where his head would be at when it came to business decisions like that. It was just like, 'What fucked-up, crazy stuff can we do that'll be totally nuts, and people will go crazy for it?'

"That culminates," Perry adds, "in what happened with the collection."

The closing of a video store is not news. With Web streaming, the vanishing DVD sales market, and Netflix, it's an inevitability. Usually, the fate of the physical videos after the store's closing isn't news, either. Maybe there's a dollar sale. Maybe employees smuggle home the dead stock. The customers adapt. They find another video store. They use BitTorrent and YouPorn.

This is how it happens. If you've ever had a video-store membership, this has probably happened to you.

This is not how it happened with Mondo Kim's.

It's not surprising because Kim's was never your typical neighborhood video store. A former employee gleefully remembers the time Quentin Tarantino came in looking to rent Mark Rappaport's experimental documentary From the Journals of Jean Seberg. The Pulp Fiction director couldn't remember his membership number, but the clerk was adamant: no membership number, no rentals. The Oscar winner left sans VHS.

Kim's employees had earned the right to check credentials. Obsessive cinephiles with unique areas of expertise, including made-for-TV horror flicks, Turkish remakes of Hollywood blockbusters, and vintage sexploitation, Kim's clerks helped curate the insanely wide-ranging collection and served as mentors, gatekeepers, and pushers to the store's clientele. The store became a meeting place for New York's hardcore cinema obsessives. I became a member in 2003, when I was a cinema-studies graduate student at New York University. Kim's had films—on VHS tapes and out-of-print DVDs—that I couldn't get at school.

Filmmaker Perry remembers first visiting as an NYU undergrad. "They had these region-2 DVDs of '80s Godard movies, and I was like: 'Well, this is amazing. Now I can see this.' And then people behind the counter would be like, 'Yeah, get that, but there's also stuff here that you don't know about that we should make sure you're aware of.'

"It just made it totally accessible to people to have gatekeepers explaining things and alerting any customer, 'Oh, if you like that, you should get this, too.'"

When Mondo Kim's closed shop, the DVD-and-CD-retail business moved to a single-story storefront on First Avenue, a few blocks away. The new store didn't have space for the rental collection's estimated 55,000 DVDs and VHS tapes—by design. Although the retail business was profitable, the rental business barely took in enough income to pay the salaries of the four employees needed to stay open.

In fall 2008, Kim warned his patrons via an appeal to the community that the end of his rental business was coming. Posted in the store, his message quickly made its way around the Web: "Kim's Video is offering a collection of approximately 55,000 films to institutions, schools, business owners, or individuals who can accommodate Kim's full line of film collection."

The catch? "The condition to accept this collection requires 3,000 square feet of space, commitment to give access to Kim's members (charging minimum membership fee), and maintaining the collection. The exclusive film collection should still be available to the public, especially film students and film-lovers. We hope to find a sponsor who can make this collection available to those who have loved Kim's over the past two decades."

Near the end of 2008, signs announcing that December 31 would be the last rental day were posted inside the store. Kim had struck a deal—but not with a local institution, a school, a business, or an individual. Instead, Kim opted to send his rental collection 4,448 miles away, to Salemi, Italy.

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Spese di spedizione per i vostri libri


via Byline



Se avete scritto un libro cartaceo e avete la necessità di ordinare voi dei libri per altre persone, o ad esempio per lasciarli in conto vendita in qualche libreria, un problema sono le spese di spedizione. Se siete gli autori avete normalmente degli sconti quando acquistate, ma le spese di spedizione gratis ancora no. Come fare?

Importante! Se vi affidate a una piattaforma di self publishing, tenete d’occhio le promozioni. In occasione delle feste (Natale, Pasqua) o anche in altri periodi, come la primavera, molte piattaforme permettono di acquistare i libri senza pagare le spese di spedizione.

Iscrivetevi alla newsletter della piattaforma. Non avrete sempre la necessità di comprare libri, perciò alcune promozioni potrebbero sfuggirvi. Per evitarlo, iscrivetevi alla newsletter, vi arriveranno tutte le news via mail e potrete approfittare delle spese gratuite.

Anche se le spese non sono gratis, approfitatte dei periodi in cui potete usufruire di sconti sui libri. Anche in questo caso vale il discorso fatto sopra, potete risparmiare parecchio approfittando delle promozioni con sconti sul prezzo di copertina.

Occhio a come pagate. Il metodo che in assoluto vi permette di spendere meno (o in alcuni casi nulla) per la spedizione è Paypal/Postepay(per aprire un conto, chiedete alla Posta). Oltre a questo, valutate i prezzi delle spedizioni con bonifico bancario, postale, contrassegno e scegliete quello più conveniente per voi. 

Lara 

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Apericena Simabo e muffin cocco e cioccolato


via Byline

Venerdì sera sono stata ad un apericena benefit per SiMaBo , un'associazione che si occupa degli animali randagi dell'isola di Sao Vicente (Capo verde).
Prima dell'apericena c'è stata la presentazione dell'associazione e poi la conferenza "Le proteine dove le prendi? Miti e leggende attorno all'alimentazione a base vegetale" tenuta da Isa, che ha scardinato uno per uno tutti i luoghi comuni secondo cui non è possibile assumere corrette quantità di nutrienti con un'alimentazione a base vegetale. Davvero moolto interessante, grande Isa!!!!

La "location" è stata la Farm Serenity Cow, dove ci sono le "Caccamucche" :)! Si tratta di una fattoria dove le mucche  (ma anche cavalli, caprette, galline, maiali)  vengono tenute non per esser macellate ma solo per la loro cacca, che usano per concimare i terreni circostanti della tenuta agricola.

E' stato bellissimo ed emozionante poter guardare negli occhi questi animali e sapere che non finiranno nel piatto di nessuno ma che saranno trattati con cura e amore dalla splendida famiglia che gestisce la fattoria.

Dopo la conferenza ci siamo buttati sull'allettante buffet preparato da Isa, Sibia, Barbara..Ovviamente tutto vegan e tutto strabuono..dalle pizze fatte con farina di farro e orzo condite con sugo e semi di zucca, carote e mandorle, con le cipolle,con pomodorini,  torta salata cipolle e patate, la super insalata russa, crema di melanzana, cous cous con verdure, insalata d'orzo, ratatouille, fagottini con verdure di stagione, lenticchie al timo e tante altre cose buonissme..solo che ha avuto talmente tanto successo che benchè mi ci sia fiondata, molte cose erano già terminate e purtroppo non ho potuto assaggiarle!

Poi sono arrivati i dolci..Buonissimi anche questi: la torta pere e cioccolato di Sibia, brioches con gocce di cioccolato di Serena e l'ottima e bellissima torta al cioccolato di  Barbara..e i miei muffin :)
Ecco la ricetta per farne circa una ventina:
500 gr farina


1 bustina di lievito per dolci
250gr di latte vegetale
50gr di olio di mais
3 cucchiai di malto
100 gr di farina di cocco
una tavoletta di ciocc. fondente o gocce di cioccolato.

Come al solito, mettere tutti gli ingredienti asciutti in un recipiente dopodichè aggiungere malto, olio e latte vegetale e mescolare ben bene. Mettere in forno per 20 minuti a 180°..
Io adoro il connubio cocco e cioccolato quindi questi muffin mi sono piaciuti moltissimo..(ne avevo preparati alcuni per noi e in mezz'ora ne ho fatti fuori 4 -__- !!!! )


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Nella piu' totale indifferenza si stanno vendendo l'Italia!


via Byline

di Sergio Di Cori Modigliani


Un post noiosetto, lo premetto. Ma utile. Quantomeno me lo auguro.
Per dedicargli dei pensieri nell’arco del week end.
Qui si spiega che cosa stanno combinando Monti e Passera.
Mentre la cupola mediatica, ben orchestrata, gestiva la grancassa dello scilinguagnolo teledipendente in questo finale estivo -facendoci credere che il destino dei popoli europei e delle nazioni mediterranee dipendesse da ciò che fa il mattino Gianroberto Casaleggio-  Mario Monti & co. mettevano a segno l’operazione di schiavismo annunciato, gestendo a meraviglia “la tempesta perfetta”, peraltro da loro annunciata con enfasi su tutta la stampa cartacea. Bravi, non c’è che dire. Gli sta andando di lusso.
Talmente “perfetta” nella sua esecuzione  (questo era il vero e autentico Senso del suo essere “perfetta”) da passare completamente sotto silenzio, non commentata, non dibattuta, non analizzata. Per i detentori del potere, la “perfezione” consiste nell’omertà e nel silenzio acquiescente.  Loro devono essere liberi di poter operare a loro piacimento nell’ombra.  Per loro i parlamenti, la Politica, le persone, sono un impaccio.
A fine luglio, avendo preparato molto bene i vassalli dell’informazione, avevano annunciato che il mese di agosto sarebbe stato un mese terribile, che la speculazione si sarebbe scatenata e che bisognava prepararsi all’impatto. Tutti con l’elmetto in testa. C’era addirittura chi voleva esportare i capitali in attesa di clamorosi tonfi in borsa e uno spread a 650.
Avevano ragione quelli che annunciavano”la tempesta perfetta”.
E’ ciò che è puntualmente accaduto.
C’è stata.
Anzi, ci stiamo proprio dentro.
All’italiana, si intende, ovvero “a nostra insaputa”.
Approfittando della sonnolenza culturale e della complicità corrotta di chi deve informare, non hanno spiegato che la “cosiddetta speculazione” si muove da sempre –per definizione- su un binario, perché così funziona il mercato finanziario: rialzo e ribasso. Per il mercato finanziario che i titoli siano positivi o siano negativi è del tutto irrilevante, ciò che conta è lo spostamento del capitale in anticipo. Esempio pratico e banale: se io so che il 15 agosto la Tizio & associati varrà -6%, siccome io sono furbo, allora vendo le azioni il 30 luglio così evito un salasso; ma se un altro è più furbo di me e sa che la Tizio & associati il 15 agosto varrà -6% ma il 30 agosto varrà +12% perché il 16 agosto per evitare la bancarotta venderà il proprio pacchetto azionario al miliardario Vattelapesca che li riempirà di soldi, allora io sarò il primo a spingere al ribasso così le compro a un prezzo molto basso (e tutti avranno pena di me pensando che io mi sto rovinando e non so come va il mercato) e addirittura scommetto sopra che il 30 agosto varranno +12% e tutti arriveranno convinti che io sia un demente e accettano la scommessa puntandomi contro. Così il 31 agosto io mi ritrovo con azioni che ho sottopagato e incasso anche il premio delle scommesse vinte perché io sono stato più furbo dei furbi. Il mercato funziona così.
In Italia, invece, hanno fatto credere –per ovvi motivi- che il concetto di “speculazione finanziaria” viaggia su una linea retta singola piuttosto che su un binario parallelo. Questo Falso induce la gente a credere ciò che i telegiornali e il Sole24 ore & co. annunciano quando lo spread sale, le borse perdono, e le aziende denunciano insolvenza, e cioè: “la speculazione si sta accanendo approfittando della situazione di crisi e quindi le borse soffrono” ecc.,ecc. Questa argomentazione è falsa e fuorviante.
La verità che ogni novizio sa molto bene -assunto il giorno prima alla borsa di Milano- consiste nel fatto che è del tutto irrilevante dove punti l’indice; non ha nessuna importanza se le aziende colano a picco o godono di ottima salute, perché in aperto regime iper-liberista finanziario non conta più il bilancio, la produzione, il consumo, la circolazione della moneta, bensì ciò che conta “è la capacità di saper operare con tempismo ed efficacia sul mercato, prevedendo lo spostamento delle curve finanziarie per riuscire ad intervenire preventivamente e quindi essere in grado di spostare ingenti quantità di capitale finanziario dal mercato al ribasso al mercato dove si sta per manifestare il rialzo” (base dei principia economici della teoria della moneta di Milton Friedman sulla auto-regolamentazione dei mercati, basata sul principio che è la finanza ad avere il controllo di chi produce merci e non l’imprenditoria attiva, perché ciò che conta non è la produzione di ricchezza, indivuale e collettiva, bensì la produzione di “danaro puro” che consente al mercato la “possibilità di garantirsi accumulazione del capitale all’infinito grazie alla capacità di massimo impiego della libertà di investimento che consente al capitale finanziario di produrre capitale finanziario”).
Tradotto in parole chiare e nette: l’irruzione sul mercato della carta straccia, ovvero il virtuale che prende il posto del reale. Piuttosto che produrre lavatrici e correre il rischio di non venderle tutte perché io sono Pinco e invece Pallino le fa più belle e più economiche e quindi la concorrenza mi batterà, mi conviene investire i miei soldi, non nella produzione di lavatrici più belle e più economiche, ma in un fondo di investimento finanziario che gestisce il capitale di Pallino, così lo frego sul mercato perché anche se ha ordini di acquisto per tutte le sue lavatrici e le sue lavatrici sono le più belle e le più richieste al mondo, alla fine vinco io che neppure le produco perché siccome gestisco i suoi soldi dentro un modesto ufficio anonimo, posso –in qualunque momento io lo desideri- interrompere la catena negandogli l’accesso al flusso di cassa necessario a Pallino per produrre merci, distribuirle, pagare i salariati. Pallino ha 200 Tir pieni di lavatrici al parcheggio ma io banca non gli do i soldi per acquistare la benzina e trasportarli, quindi o Pallino mi paga l’interesse che io gli propongo oppure butta via le lavatrici.
Per far sì che questo meccanismo funzioni ho bisogno di “produrre e inventare crisi economiche cicliche”. Il punto centrale della teoria iper-liberista di Milton Friedman consiste proprio nella spiegazione di come si costruisce, si programma e si gestisce una crisi economica. Come Mario Monti, ormai in chiaro delirio di onnipotenza, ha candidamente confessato di aver fatto, tre giorni fa.
Ma qual’era lo scopo della “tempesta perfetta”?
E adesso veniamo alle notizie.
Questa noiosa premessa era necessaria per comprendere che cosa sta accadendo nel nostro paese, e capire, quindi, anche, alcuni sommovimenti politici.
Grazie alla crisi economica, grazie al crollo del consumo, grazie all’aumento del debito pubblico, grazie all’eccessiva spesa pubblica volutamente non contenuta, il governo ha fatto credere (e qui c’è “l’invenzione della tempesta perfetta”) di essere talmente nei guai, talmente in crisi, e talmente rovinati, da chiedere, pretendere e ottenere (come straripante vittoria della volontà) dalla BCE e dall’Europa e dai cosiddetti mercati, una copertura finanziaria che consenta il superamento della crisi stessa. Ha fatto credere alla gente che la tempesta è stata evitata perché grazie alla BCE c’è qualcuno che impedirà la “speculazione al ribasso” e quindi ci sono i soldi.
E i soldi sono arrivati.
E Monti e Passera annunciano che la luce è in fondo al tunnel.
E la borsa va su e i conti “magicamente” migliorano.
La cupola mediatica tira un sospiro di sollievo e definisce Monti e Draghi una coppia di maghi meravigliosi che ha evitato la “tempesta perfetta”.
E invece c’è stata, eccome.
La raccontano perfino sui giornali. Tanto la gente non si rende neppure conto di ciò che sta leggendo. L’inflazione bulimica dell’uso indiscriminato del termine “informazione” ha fatto dimenticare il fatto che, senza adeguata formazione, le informazioni sono inutili.
L’Italia industriale, oggi 14 settembre 2012 non è più l’Italia industriale del 14 giugno 2012.
Questa è la notizia in prima pagina nel mio quotidiano surrealista economico.
Ci stanno portando via la spina dorsale della nazione nel silenzio generalizzato.
La prima banca italiana non è più italiana.
Monti e Passera hanno gestito la ricapitalizzazione di Unicredit la scorsa primavera in modo tale da assicurare il pacchetto di maggioranza al fondo del Qatar, il quale si è alleato al Dubai, all’Arabia Saudita, all’Oman e al gruppo di Emirati Arabi del Golfo Persico e subito dopo si sono presi per qualche centinaio di milioni di euro Valentino  e la Marzotto (è l’inizio dell’addio del made in Italy nel settore tessile/moda/stile) e si sono impossessate di circa 50.000 aziende medio/piccole nel settore. Dopodichè sono andate all’attacco delle telecomunicazioni riempiendo di soldi il gruppo decotto di Mediaset che sta svendendo tutte le proprie consociate al pool di arabi e infine (notizia del giorno) sotto gli occhi di tutti, hanno iniziato lo smantellamento dell’ENI. I principali fondi di investimento arabi hanno dato inizio ad acquisizioni di pacchetti azionari di fondazioni bancarie italiane completamente decotte, le quali, essendo proprietarie delle banche, detteranno legge su che cosa bisogna produrre, ma soprattutto dove e a che prezzo: ovvero in Africa e in Asia Minore. Non più in Europa. Ieri è stata formalizzata la vendita di un pacchetto azionario nell’ordine di 1,7 miliardi di euro a soggetti in teoria anonimi senza alcun commento da parte di chicchessia. Il tutto gestito da J.P. Morgan di New York che risulta “ufficialmente” il mediatore e gestore dei nuovi pacchetti azionari.
Se tutto ciò fosse accaduto quando era vivo Enrico Mattei, a quest’ora ci sarebbero venti interrogazioni parlamentari con il coltello fra i denti.
Questi sono i risultati della “tempesta perfetta” pienamente riuscita.
Una gigantesca operazione di speculazione al rialzo che comporta una immissione di capitale finanziario all’interno del sistema Italia che NON VA AFFATTO ad inserirsi all’interno del mercato produttivo industriale che potrebbe quindi creare lavoro, occupazione e ripresa del paese, bensì lo de-industrializza, lo de-localizza, lo annienta. Con l’ottima scusa che, così facendo, si finisce per rispettare il pareggio di bilancio perché si eviterà un aumento dell’Iva. In termini economici secchi, ciò vuol dire che i conti “nudi e crudi” miglioreranno, ma aumenterà la disoccupazione; altre aziende chiuderanno senza che vi sia nessun impatto né sulla borsa nè sui mercati finanziari (e quindi zero notizie da dare) perché seguiteranno a salire in borsa i titoli di banche, finanziarie e aziende che valgono sempre di meno in termini reali, ma sempre di più in termini virtuali, spostando l’Italia dal suo baricentro geo-politico e spingendola, inevitabilmente, nella periferia delle nazioni che contano. L’amministratore dell’Eni, Paolo Scarano, annuncia di aver già dato avvio alle dismissioni nell’azienda Snam progetti (cavallo di battaglia strategico dell’autonomia energetica nazionale, del proprio investimento in innovazione tecnologica, ricerca, sviluppo, per renderci sempre più autonomi): un’altra fetta dell’Azienda Italia che se ne va.
Tra un po’ toccherà a Telecom, il Milan verrà venduto agli arabi, il 40% dell’industria tessile e del mobile marchigiano sta passando sotto il controllo di capitali stranieri, la cui conduzione è sempre gestita da J.P.Morgan e sono già pronti i piani strategici creati da architetti e ingegneri per andare a costruire gigantesche aziende produttrici di cucine, lavatrici, mobili, nello sterminato deserto arabo-saudita. Al posto di operai salariati garantiti –come in Italia- ci saranno gli schiavi sicuri in Asia Minore. Hanno bisogno di avere, proprio là, grandi aziende che producano acciao e alluminio, in modo tale da abbattere i costi di trasporto. E’ ciò che stanno facendo.
Questa è la vera “tempesta perfetta”.
Anonima, silenziosa, clandestina (ancorchè legale) con la totale complicità della classe politica italiana e l’apporto della cupola mediatica. Se andate su Il sole24 ore, oggi trovate quattro articoli a firma Celestina Dominelli, quasi incomprensibili, perché intrisi di termini inglesi, che raccontano la vendita dell’Eni, la dismissione dello Snam, ma quasi tra parentesi. Leggendo questi articoli non si capisce nulla. Il Senso è che l’Eni gode di ottima salute e svende tutto, il che –in teoria- sarebbe incomprensibile. Qual è la famiglia che si va a impegnare al monte di pietà i gioielli ereditati se ha i conti correnti in banca a posto?
Qui di seguito uno degli articoli del quotidiano di Confindustria di cui non si capisce nulla.
Lo propongo perché facciate caso al linguaggio usato, tutto zeppo di terminologia finanziaria anglo-sassone, senza nessun commento alla notizia POLITICA che viene quindi ridotta a meno che zero: ovverossia “L’ENI si sta scorporando ed è già iniziata la svendita a saldo d’autunno senza che nessuno lo sapesse”. Il Sole24ore è stato costretto a scrivere (si fa per dire) questo articolo perché ne parlano sulla stampa economica internazionale e quindi qualcosa bisognava pur dire anche da noi.
Ecco il testo: “Eni chiude il primo semestre 2012 con un utile netto a 3,84 miliardi di euro, in crescita dell'1,1% rispetto allo stesso periodo del 2011 (0,23 miliardi nel trimestre), e l'utile netto adjusted in salita dell'8%, a 3,94 miliardi (1,46 miliardi nel trimestre, +2 per cento). La crescita dell'esplorazione e della produzione, corroborata dalla ripresa delle attività in Libia, spinge poi, nei primi sei mesi dell'anno, a +19% l'utile operativo adjusted delle continuing operations, a quota 10,37 miliardi di euro (4,24 miliardi nel trimestre, +14%), mentre l'utile netto adjusted si attesta a 3,79 miliardi, in aumento del 4% (1,38 miliardi nel trimestre, +0,3%). 
Risultati che l'amministratore delegato Paolo Scaroni definisce «eccellenti». «Sono particolarmente soddisfatto dei nostri successi esplorativi e dell'ingresso in nuove aree ad elevato potenziale», prosegue. «In Gas & Power e Refining & Marketing abbiamo contenuto l'impatto della crisi dei mercati di riferimento. Le dismissioni già avviate delle nostre quote in Snam e Galp ci assicureranno una struttura finanziaria adeguata a sostenere, in qualunque circostanza di mercato, una robusta crescita di 
lungo termine». E, intanto, nel breve periodo, Eni assicura ai suoi azionisti un acconto di 54 centesimi sulla cedola 2012 (0,52 euro nel 2011). Poi, davanti agli analisti, Scaroni esclude «dividendi straordinari» e fissa la linea. «Rivedremo la politica di remunerazione con la nostra futura presentazione strategica. Penseremo a un dividendo sostenibile e daremo un'ulteriore remunerazione agli azionisti attraverso il piano di buyback», deliberato a luglio.
Trainato dai profitti del l'E&P, il gruppo è riuscito così a compensare la flessione registrata nei settori Gas & Power e Refining & Marketing a causa della contrazione della domanda. Nel secondo trimestre 2012, le vendite di gas ammontano infatti a 20,15 miliardi di metri cubi con una riduzione del 4%, mentre la produzione di idrocarburi è pari a 1,647 milioni di boe/giorno (+10,6% rispetto allo stesso periodo 2011).
Tornando ai conti, il flusso di cassa netto da attività operativa delle continuing operations è stato poi di 4,2 miliardi di euro (8,3 miliardi nel semestre) e, insieme a 774 milioni di incassi da dismissioni, ha consentito di coprire i fabbisogni finanziari connessi agli investimenti tecnici - 3,02 miliardi nel secondo trimestre concentrati su giacimenti e upgrading della flotta Saipem - e al pagamento di 2,3 miliardi di dividendi (di cui 1,8 per il saldo della cedola 2011), con l'indebitamento netto sceso di 1,1 miliardi di euro rispetto a fine 2011, a 26,9 miliardi di euro «che tiene conto - chiarisce Eni - dell'operazione di rifinanziamento con istituzioni creditizie terze di una parte del debito intercompany di Snam (1,5 miliardi di euro).
Proprio dalla spa dei gasdotti, in procinto di passare a Cdp, Eni ha ottenuto, come chiarisce il cfo Alessandro Bernini davanti agli analisti, «già 2,5 miliardi di euro» rispetto agli 11,2 di esposizione complessiva verso il Cane a sei zampe. E, a stretto giro, «entro settembre-ottobre», prosegue Bernini, Snam dovrebbe essere in grado di rimborsare l'intero ammontare. Quanto alla cessione della quota residua in Snam (dopo il collocamento accelerato di un primo 5%), Scaroni è chiarissimo. «Stiamo parlando con diversi potenziali investitori e in base alle 
condizioni di mercato valuteremo come procedere», ma ogni operazione avverrà dopo il closing dello scorporo, previsto in autunno. Nessuna fretta, dunque…..ma, aggiunge Scaroni, «se anche andiamo al di sotto, magari a 10, ci sentiamo perfettamente a nostro agio». 
Eni guarda poi con fiducia ai futuri progetti come il South Stream («la final investment decision è prevista tra fine anno e inizio 2013», confermano i vertici).
Anche in rete seguitano a non parlarne, ad esclusione di “Delusi dal bamboo” ottimo sito di “formazione del pensiero critico” non a caso gestito da un ingegnere intellettuale.
Possiamo ancora cercare di rompere qualche uova nel paniere.
Se non altro, facendo loro capire che siamo consapevoli dei veri giochi.
Se non altro, chiarendo, in tal modo (una volta per tutte) che chi fa dell’anti-politica oggi, sono i funzionari dei partiti che tutto ciò non lo dicono e non lo spiegano.
Se non altro, per spiegare ai cittadini che il vero populismo, la vera demagogia, il vero allarmismo, il vero terrorismo intellettuale è quello operato da coloro che hanno dato il via a una strategia complessiva anti-patriottica, che finirà per spazzare via la Azienda Italia dal nòvero delle nazioni industrializzate avanzate.
Se non altro per denunciare la complicità della cupola mediatica.
E la criminale connivenza dei partiti che si accontentano delle briciole che cadono dal tavolo dei Signori Ragionieri, pur di sopravvivere.
Sulle spalle degli italiani ignari.
“Devono andare tutti alle isole Barbados”.
Prima che siano loro, in un domani prossimo, a spedirci a noi nei Caraibi, in catene.
Come facevano i negrieri nel XVIII secolo perché avevano bisogno di forza lavoro gratis.
Non fatevi venire l'ansia ma soprattutto non fatevi mettere paura, è ciò che vogliono.
La paura sono loro a doverla avere. 
Devono capire che noi i loro trucchetti da baraccone li abbiamo capiti perfettamente.
Così, li potremo disinnescare.
Auguro a tutti un buon week end.
Fonte: Libero Pensiero
Tratto da:http://informare.over-blog.it/

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L’annuncio della settimana/No animali, no gay.


via Byline

Non è il primo e non sarà neanche l’ultimo annuncio omofobico. La “selezione” di un inquilino passa, spesso, per l’orientamento sessuale. C’è chi lo dichiara nell’annuncio e chi, più subdolamente, attende il “colloquio” conoscitivo, per fare qualche domanda inquisitoria. Ma qui, con l’associazione animali/gay, siamo andati oltre (grazie a Godot per la segnalazione).

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domenica 16 settembre 2012

RamAnanda

Renzo Samaritani collabora con l’Associazione Internazionale per la Coscienza Spirituale

www.CoscienzaSpirituale.tk

presso la quale potete contattarlo all’indirizzo

CoscienzaSpirituale@abcloud.org

L’Associazione divulga l’alimentazione e la medicina naturali, la spiritualità, l’ecologia e l’ambiente attraverso pubblicazioni

www.JagannathEdition.tk

e una webRadio

www.RadioYogaNetwork.tk

Blog di Renzo:

www.NirvanAnanda.tk


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Carnivorismo… ovvero il razzismo quotidiano in tavola


via Byline

Ci professiamo tutti democratici, almeno a parole, anche se, più o meno consciamente, continuiamo a tollerare il dominio di un sistema economico-culturale che nulla ha da invidiare al nazismo. C’è un razzismo quotidiano che imperversa e ci condiziona, dal linguaggio alle abitudini alimentari, e che si ripresenta puntualmente ogniqualvolta apostrofiamo qualcuno con epiteti desunti dal mondo animale o consentiamo, come se fosse scontato, che a tavola ci portino una bistecca, una braciola, un cosciotto, un filetto di tonno, un guazzetto di cozze, una fettina di formaggio o mozzarella, una frittata o, ancora, sorseggiamo un bicchiere di latte “salutare” o indossiamo un capo di abbigliamento in pelle.

C’è una presunta “normalità” che gronda sangue e risulta inaccettabile. Parafrasando un noto aforisma di Adorno, Auschwitz inizia ogni volta che passando da un bancone di un supermercato, dalla vetrina di una pellicceria o ci sediamo per mangiare facciamo le spallucce e diciamo che si tratta “solo di animali”, dimenticando, tra l’altro, che anche noi lo siamo nonostante indegnamente ci riteniamo superiori alle altre specie. Se si dà per scontata l’esistenza di un mattatoio, non ci si può stupire o indignare degli stermini di massa che hanno infangato il secolo trascorso. È eccessivo? Nient’affatto. Siamo circondati da migliaia di Buchenwald, Birkenau, Dachau.

Accettiamo, quasi per tacito patto, per viltà o convenienza, di convivere con l’orrore e, come per i tedeschi sotto il nazismo, fingiamo di non rendercene conto, di ignorarlo, lasciando che le urla di milioni e milioni di altri esseri rinchiusi in allevamenti intensivi, deportati in viaggi a dir poco infernali, seviziati, sventrati, sgozzati, massacrati non giungano alle nostre orecchie. Non vogliamo che i brandelli di carne che penzolano dai ganci o, confezionati nel cellofan, stanno in bella (orribile) mostra turbino i nostri sogni, la nostra (pessima) coscienza.

Operiamo una sorta di rimozione, finendo per considerarli anonimi pezzi di una catena di (s)montaggio. Viviamo in trance, come se il nazismo non esistesse, non fosse mai esistito. Teniamo il più lontano possibile da noi, dalle nostre case, dalle nostre città, gli allevamenti, i mattatoi, i laboratori di pellicceria, gli stabulari dove si consuma la “sperimentazione” animale. Facciamo sì che questi luoghi di reclusione e assassinio siano privi di trasparenza, negati alla visibilità. Se, infatti, così non fosse, si incrinerebbe, a poco a poco, quel sistema di produzione, sfruttamento, mercificazione su cui si regge il capitalismo. Un sistema che si estende, trasferisce e sovrappone pedissequamente a livello sociale.

Non a caso, Horkheimer è arrivato a descrivere la nostra società come un grattacielo la cui cantina è un mattatoio e il cui tetto una cattedrale. In cima stanno i «grandi magnati dei trust dei diversi gruppi di potere capitalistici» e alla base i poveri, i vecchi, i malati. «Sotto gli ambiti in cui crepano a milioni i coolie della terra andrebbe rappresentata – ha scritto Horkheimer – l’indescrivibile, inimmaginabile sofferenza degli animali, l’inferno animale nella società umana, il sudore, il sangue, la disperazione degli animali». Era forse Horkheimer un “pericoloso estremista animalista” o non, invece, un lucido analista dei meccanismi totalitari che contribuiscono a rendere sempre più esclusivamente nominalistica e svilita la nostra democrazia?

La sociologa e psicologa Melanie Joy non ha dubbi in merito: Horkheimer ha efficacemente immortalato il contesto sociale in cui, volenti o nolenti, siamo immersi. Un contesto, si badi bene, che, è vero, si protrae da secoli, ma che può (e deve) essere radicalmente cambiato. Dipende da noi, soltanto da noi. In “Perché amiamo i cani, mangiamo i maiali e indossiamo le mucche”, la Joy definisce “carnismo” l’ideologia che sostiene la violenza nei confronti degli altri esseri senzienti e che spaccia come incontrovertibile l’assunto secondo cui la carne sarebbe essenziale e ineliminabile dalla nostra alimentazione. Così ovviamente non è e, con intelligenza e dovizia di documentazione, l’autrice mostra come il “carnismo” altro non sia che una delle tanti varianti dello “specismo”, della concezione cioè che legittima l’(auto)conferimento da parte dell’uomo del proprio dominio sugli altri esseri e sull’intero mondo naturale.

Gli esiti devastanti e criminogeni di una simile visione sono sotto gli occhi di tutti e si riassumono in quello che Jeremy Rifkin ha efficacemente chiamato “ecocidio”, vale a dire la metodica distruzione dell’ecosistema planetario. Sulla scia di autori come Charles Patterson, Jim Mason, Jonathan Safrar Foer, Michael Pollan, la Joy si addentra in una severa requisitoria sugli allevamenti intensivi, sull’inaudita barbarie che ogni giorno, nell’omertoso, connivente, silenzio-assenso imposto dai mezzi di comunicazione, si abbatte su un numero sterminato di mucche, vitelli, agnelli, maiali, tacchini, galline, oche, pesci in luoghi “di dominio” in cui il nazismo celebra il proprio apogeo.

Per non parlare di cosa si cela dietro la produzione di latte, di uova o della cosiddetta “carne felice”, cioè dei posti in cui l’animale sarebbe nutrito “all’aperto”, “in modo naturale”, con mangimi privi di antibiotici, estrogeni e altri additivi, per andare “felicemente” incontro alla stessa fine, allo stesso macello, degli altri suoi simili allevati negli stabilimenti dei grandi gruppi industriali alimentari. Questo massacro, questo olocausto, paradossalmente visibile nonostante la propria invisibilità, può (e deve) però cessare. Spetta a noi la consapevolezza di una svolta.

Melanie Joy mette l’accento sul valore della testimonianza, sulla presa di coscienza che ognuno è chiamato a compiere per spezzare la catena di dolore e sangue che sta alla base del nostro sistema produttivo mercificante. Oggi sono sempre di più coloro che, in opposizione a questo sistema, adottano scelte di vita nonviolente, dal mangiare all’abbigliamento. E parallelamente aumentano coloro che, nel nome di una ricerca scientifica meritevole di tale nome, e quindi non dogmatica e non assoggettata agli interessi delle multinazionali e di potentati universitari, si oppongono al mito della inderogabilità della sperimentazione animale.

Piaccia o no a pseudoscienziati, devoti più allo scientismo che alla vera scienza, a saccenti epistemologi o a nutrizionisti cortigiani e macellai, un nuovo movimento è nato, sta andando avanti e niente e nessuno potrà arrestarlo. Il caso Green Hill lo ha ampiamente dimostrato. Una “nuova sensibilità”, per citare Herbert Marcuse, “è diventata forza politica”. È e sarà sempre di più contagiosa, estremamente contagiosa, perché reca il virus della liberazione dalla “carnocrazia” e da ogni forma di sfruttamento.

Francesco Pullia

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sabato 15 settembre 2012

Lucifero troneggia nella Chiesa cattolica

                                                                        
Cattolico studioso Dr. Malachi Martin, ex gesuita, professore alla Georgetown University e un confidente di addetti ai lavori del Vaticano, ha dichiarato apertamente in un'intervista di New York: "Sì, è vero. Lucifero troneggia nella Chiesa cattolica ".
Martin è stato anche intervistato da The Fatima Crusader, un noto pubblicazione cattolica. Ha di nuovo ribadito le sue accuse, e ha espresso il suo sgomento e angoscia che l'istituzione cattolica, di cui fa parte è cresciuto reprobi così decadente e moralmente in quanto la conferenza Vaticano II degli anni '60. La tesi secondo la quale ci sono satanisti a Roma è "completamente corretto", ha detto Martin, aggiungendo:
"Chiunque conosce lo stato delle cose in Vaticano negli ultimi 35 anni è ben consapevole del fatto che il principe delle tenebre ha e ha ancora i suoi surrogati alla corte di San Pietro a Roma."
Culto di Satana è ora dilagante all'interno della Chiesa cattolica. Ecclesiastici di alto rango sono accusati di crimine atroce contro Dio. Il fumo di Satana è entrato nel sacrario della Cattedrale di San Pietro in Vaticano. Da capogiro per quanto possa essere, sacerdoti e vescovi simili sono noti per aver preso contratto giuramento per servire il diavolo, firmato nel loro stesso sangue!

Apocalisse 13:04 - e adorarono il dragone perché aveva dato il potere alla bestia
Queste rivelazioni sulla adorazione del diavolo in Vaticano e le sue controllate sono venuto da critici ostili protestanti della Chiesa cattolica, ma da top-ranking Cattolica si prelati. Evidentemente, questo tumore terribile è così avanzato che il satanismo ha raggiunto il papato stesso e ha gravemente colpito le file di suore e sacerdoti negli Stati Uniti e in tutto il mondo. Adoratori di Satana sono ora mascherato da clero cattolico mentre segretamente omaggio a Lucifero.
Nel 1972 Papa Paolo VI esaminato il relitto della Chiesa dopo il Concilio Vaticano II ed è stato ampiamente segnalato per aver detto: "Da qualche parte, il fumo di Satana è entrato nel tempio di Dio". Arcivescovo Emmanuel Milingo ha aggiunto, "ho non ho sentito che qualcuno lo ha visto uscire. Dobbiamo pregare che se ne andrà. "
Nel 1976, Papa Paolo VI scioccato un'udienza papale confidando che "il fumo di Satana è entrato nel sacrario della Basilica di San Pietro." Il Pontefice ha spiegato che aveva la conoscenza di una mezzanotte, Black Mass satanico avendo stato condotto presso l'altare di San Pietro, nel punto esatto in cui il Papa stesso dice regolarmente di massa.
Con migliaia di partecipanti a Roma, Fatima 2000 International Congresso Mondiale per la Pace, un arcivescovo rispettato, Emmanuel Milingo, si diresse verso il podio. La folla rimase a bocca aperta, come hanno sentito Milingo solennemente affermare che i membri della gerarchia della Chiesa cattolica sono segretamente coinvolti nei più oscuri tipi di formale adorazione di Satana.
"Il diavolo nella Chiesa cattolica è così protetto, ora che egli è come un animale protetto dal governo, messo in una riserva di caccia che chiunque fuorilegge, in particolare i cacciatori, dal tentativo di catturare o uccidere. Il diavolo nella Chiesa di oggi è effettivamente protetto da alcune autorità della Chiesa da quella ufficiale diavolo cacciatore nella Chiesa - l'esorcista. Tanto che l'esorcista di oggi è vietato attaccare il diavolo. Il diavolo è protette in modo che colui che è il cacciatore, l'esorcista, è vietato fare il suo lavoro. "
Satana culto apparentemente è cresciuto rapidamente negli ultimi anni, come cardinali cattolici, vescovi e sacerdoti si sono uniti alla Loggia massonica in numeri da record. Fino al pontificato di Papa Giovanni Paolo II, l'appartenenza dei cattolici in qualsiasi tipo di ordine massonico era un'offesa scomunicabile. Ora, però, è comune.
Nel 1980, New York Terrance Cooke, uno dei cardinali più potenti d'America cattoliche, ha rivolto un raduno di 3.000 massoni. Cardinale Cooke elettrizzato il montaggio quando ha detto che, come amici, massoni e cattolici dovrebbero riconoscere l'altro.
Astenersi dal menzionare il nome di Gesù, il nome disprezzato da molti massoni e proibiti all'interno della loro logge-cardinale Cooke si inchinò al peggiore eresia Massoneria osservando: "So della tua ferma convinzione nell'Essere Supremo, il Grande Architetto dell'Universo, e degli scritti sacri appropriati per la religione dei vostri membri, e vi saluto per la vostra fedeltà a questi valori antichi. "
Cardinale Cooke Le parole erano ben scelti e intrisa di significato nascosto. Il Masonic Lodge "Supremo Architetto dell'Universo" non è altro che Lucifero, che si ammanta nella letteratura massonica con i nomi di divinità come Zoroastro, Shiva, Abaddon, e in altri massoniche pagana-dio travestimenti. Per quanto riguarda gli "scritti sacri" della Massoneria, questi hanno la loro origine nelle religioni misteriche romani, in occultismo 19 ° secolo, e in Egyptianism / Babylonianism. Questi sono i "valori antichi" del satanico massonica Lodge.
Queste rivelazioni di adorazione del diavolo all'interno delle chiese che pretendono di essere "cristiano" non dovrebbe sorprenderci. Il potere della profezia biblica è così manifesta. I libri di Daniele e Apocalisse descrive l'Anticristo come un uomo che appare come un agnello, ma ha le corna. Egli ordina (nomina) tra i suoi uomini, degli animali e le donne che sono assassini, bugiardi impenitenti, fornicatori, pedofili e gli adulteri. Daniel dice che l'Anticristo del diavolo deve parlare "frasi oscure" e deve adorare un dio i suoi padri non sapeva.
Ora capisco perché il culto di Satana è così fervidamente e irriverentemente praticato nella sede di Roma, all'interno del tempio infrangono il papi edificata - il tempio noto come Basilica di San Pietro, che ha il dio del sole egiziano obelisco in mostra nel cortile davanti. "Perciò, chi ha intelligenza, calcoli il numero della bestia, perché è un numero d'uomo, e il suo numero è 600, tre e sei punteggio (666) Rivelazione ~ 13:18. Il Papa, il suo Vaticano, e della sua gerarchia stanno preparando la strada per la Bestia corrotto.
Oggi, 18 febbraio (3 × 6), 2012, nazista tedesco Papa Benedetto ordinato (nominato) 22 nuovi cardinali in Vaticano. Questi nuovi cardinali (impenitenti assassini, bugiardi, fornicatori, pedofili e gli adulteri) avranno un ruolo nella selezione che sarà nominato come il pontefice. E se San Malachia previsioni sono corrette, l'ultimo Papa - Pietro il Romano.
San Malachia è stato un 12 ° secolo monaco irlandese, che, durante una visita a Roma ebbe una visione di tutti i papi che avrebbe mai regnare. Malachy "visto" e messo su carta, una serie di frasi latine che descrivono i papi a venire. Ha catalogato ciascuna con un verso epigrammatica, come 'le lacrime del sole'. Malachy fatto la profezia nel 1139. Secondo quanto riferito è stato affidato al papa Innocenzo II nel 1140. Ma per qualche motivo si è "perso" in Vaticano per 400 anni, solo per essere "scoperto" nelle previsioni 1595 dC Malachy s presumibilmente sono stati effettuati nel 1139 mentre era in pellegrinaggio in Vaticano, dove è stato nominato legato pontificio per Irlanda. Il suo viaggio ultima presso la Santa Sede a Roma, nel 1148, Malachia previsto con precisione il luogo e l'ora della propria morte: Clairvaux, in Francia, il giorno dei morti, il 2 novembre di quello stesso anno.
Malachy ultime parole: "Nella persecuzione finale della Santa Romana Chiesa ci regnerà Pietro il Romano, che pascerà il suo gregge tra molte tribolazioni, dopo di che la città dai sette colli (Roma, sede del Vaticano) sarà distrutto e il Giudice terribile giudicherà il popolo ".
Oggi, 18 febbraio (666), 2012 il leader del Reich - Sacro Romano Impero, Ratzinger ha nominato 22 nuovi membri del suo gregge per "il club più esclusivo della Chiesa cattolica". 22 assassini impenitenti, bugiardi, fornicatori, pedofili e gli adulteri (sospettato o presunta non fa alcuna differenza per le loro vittime) anche diventare, almeno informalmente, un candidato ad essere il prossimo papa, perché il prossimo papa sarà quasi certamente proviene dal circa 120 cardinali di età inferiore ai 80.
I nuovi cardinali ciascuno professato la loro fede e un giuramento di obbedienza al Vicario di Cristo (le rivendicazioni papali il titolo di Vicario di Cristo, che in latino è Vicarius Christi, si intende un SOSTITUTO PER CRISTO, che è sinonimo di Anticristo) e dei suoi successori durante la cerimonia di Sabato, chiamato il Concistoro, in Vaticano. Matteo 24:5 "Poiché molti verranno nel mio nome, dicendo: Io sono il Cristo, e ne sedurranno molti."
Uno per uno, i 22 cardinali nominati a piedi il pontefice e inginocchiarsi davanti a lui per ricevere il cappello tradizionale rosso, o "berretta", e anello d'oro - "I nuovi cardinali è affidato il servizio dell'amore: amore per Dio, l'amore per la sua Chiesa, un amore assoluto e incondizionato per i suoi fratelli e sorelle, fino alla effusione del sangue, se necessario, come espresso nelle parole di piazzare la berretta e come indicato dal colore delle loro vesti ", dice l'Anticristo Papa Benedetto XVI