domenica 13 gennaio 2013

Scioccante confessione di una ex suora di clausura

La testimonianza della sorella Charlotte, ex suora di clausura, è sconvolgente e scioccante, ma fornisce informazioni importanti sul peggio della vita in convento e sulle dinamiche del Romanismo. Essa si aggiunge ad altri resoconti come "Monaca Maria" e "Il martire in nero: la storia della vita di sorella Giustina", e alle testimonianze di ex-preti, come Chiniquy, Fresenborg, e Hogan. La testimonianza della sorella Charlotte può sembrare incredibile, se non si conosce la storia della religione papista.


Scioccante confessione di una ex suora di clausura!

[modifica] Charlotte Wells

Le fonti indicano che Charlotte è nata nel 1898, ed entrò nel convento intorno al 1910. Ha sperimentato la salvezza nel 1945, ed ha cominciato a darne testimonianza negli anni successivi dopo la sua conversione alla fede protestante, in tutte le parti degli Stati Uniti e Canada per 15 anni, sotto lo pseudonimo "Charlotte Wells", per proteggersi da possibili ritorsioni. Si è spenta nel 1983 in una clinica in California.

[modifica] Fonte Audio originale

La testimonianza in lingua originale, è stata trascritta dalla registrazione audio di un raduno Cristiano, durante il quale la sorella Charlotte ha reso la testimonianza.

La sorella che Charlotte incontrò e grazie alla quale conobbe il Signore (se ne parla alla fine della testimonianza) è Nilah Rutledge, moglie del pastore John Mean della chiesa di Dartmouth. Nilah seguì Charlotte nei suoi viaggi in USA e in Canada.

La registrazione completa della testimonianza in lingua inglese, in formato audio (RealAudio), più fotografie, informazioni sul libro riguardante la vita di Charlotte, e diverse altre informazioni, sono disponibili su vari siti evangelici.

[modifica] Altre suore

Alla pagina geocities.com/mfblume/nuns.html, erano inoltre presenti testimonianze e resoconti riguardanti altre suore, con tanto di nome, cognome, città, e nome del convento; tra esse, Nellie Fortune (Convento di St. Joe, Tipton County, Indiana), Edith O' Gorman, Eva Moss, Mabel Gladenstein McClish, Florence Cleland (uccisa per essere fuggita da un ospedale cattolico di Washington), Ruby Collins, Elizabeth Schoffen, Minnie Scott Morrison, ecc.

[modifica] Note e approfondimenti

Questa testimonianza è stata tradotta dall'originale disponibile sul sito Jesus is Lord, dove sono disponibili molte altre testimonianze (anche sullo stesso argomento) e libri da scaricare, in lingua inglese.

Una traduzione libera di questa testimonianza in lingua portoghese è disponibile sul sito O novo Caminho.

La traduzione in italiano è stata effettuata dal curatore del sito Il Cammino Cristiano. È consentita la riproduzione integrale, nonché la diffusione, del presente documento. Si tenga presente che sebbene io abbia cercato di tradurre fedelmente il testo originale, qualche termine usato in questa traduzione potrebbe non corrispondere esattamente a quelli usati nell'originale in lingua inglese.

Non ha tradotto questa testimonianza per fomentare odio verso i credenti Cattolici, ma affinché anche da noi si sappia quel che è stato fatto e che si fa in diversi conventi Cattolici nel mondo. Non è dunque ai credenti Cattolici che rivolge il suo biasimo, ma alla chiesa Cattolica Romana, che pretende di essere l'unica vera chiesa cristiana al mondo eppure, con le sue azioni empie e le sue dottrine pagane, ha rinnegato Cristo e ha esposto per secoli il Cristianesimo intero a infamia.

Come dichiara la stessa Charlotte, e come si evince inequivocabilmente dalla testimonianza, sono proprio le false dottrine della chiesa Cattolica Romana la causa delle aberrazioni descritte, quindi non ha alcun senso parlare di "pochi casi isolati" di cui la chiesa Cattolica non avrebbe colpa.

[modifica] Articoli simili di denuncia

Si consiglia di leggere anche gli altri scritti presenti nella sezione principale del sito (tra cui uno studio sulla falsa dottrina del purgatorio), le testimonianze di un ex prete e di un ex sacerdote cattolico, e questo studio completo sulla chiesa Cattolica Romana e sulla storia del papato.


Che la corruzione denunciata da questa testimonianza non sia un caso isolato, è confermato da diverse fonti. Ad esempio, nelle memorie del "venerabile Scipio de Ricci, Vescovo Cattolico Romano di Pistoia e Prato, Italia", alla pagina 115, è riportata la lettera di Flavia Peraccini, priora di S. Caterina, al dr. Thomas Camparina, Rettore del Seminario Episcopale di Pistoia. Ella parla degli abusi compiuti da innumerevoli preti verso le suore, riferendo che "con l'eccezione di tre o quattro, tutti gli altri che ho conosciuto, vivi o morti che siano oggi, hanno lo stesso carattere, la stessa morale e la stessa condotta". Più avanti (pagina 188) ella scrive:

"Non supponete che questo sia il caso del nostro convento soltanto. La stessa cosa accade a S. Lucia, Prato, Pisa, Perugia, ecc. Conosco cose che vi lascerebbero attonito. È lo stesso dappertutto. Si, ovunque gli stessi disordini, gli stessi abusi prevalgono. Dico, e lo ripeto, che per quanto i superiori possano sospettare, non conoscono neppure la minima parte dell'enorme malvagità che si commette tra i preti e le suore da essi confessate".


E ancora, dal quotidiano Repubblica:

"Suor Maria O' Donohue, coordinatrice per conto della Caritas internazionale e dell'agenzia Cafod (Fondo cattolico per lo sviluppo oltremare) ha dichiarato: "Gli abusi sono diffusi, le segnalazioni molteplici. Aspiranti alla vita religiose violentate dal prete cui portano i certificati necessari. Medici di ospedali cattolici avvicinati da preti che portano ad abortire suore e altre giovani donne". Suor O'Donohue evoca la storia di "un prete che spinge una suora ad abortire, lei muore e lui celebra ufficialmente la messa requiem" per la sventurata. Vengono anche riportati molti casi dall'Africa dove la cultura non favorisce il celibato e dove per tradizione "è impossibile per una donna o un'adolescente dire no ad un uomo, specie ad un anziano e particolarmente ad un sacerdote".

In una nazione la superiora di una comunità di suore è stata avvicinata nel 1991 da preti che le chiedevano di poter usufruire dei favori sessuali delle sue monache. Purtroppo è piuttosto diffuso il fenomeno di «preti ed esponenti della gerarchia ecclesiastica che (così viene riportato) abusano del loro potere e tradiscono la fiducia di suore coinvolte in relazioni sessuali di sfruttamento». Accade spesso che preti invitino le suore a prendere la pillola. Poi succede, invece, che in una comunità venti suore si trovino incinte contemporaneamente. Ma accade anche che le autorità ecclesiastiche locali siano sorde alle denunce.

In un caso citato - 29 suore rese gravide dai preti di una diocesi - la superiora chiese invano l'intervento del vescovo. Fu, invece, «rimossa dal vescovo» e rimpiazzata da un'altra. L'appello alle istanze ecclesiastiche superiori non ebbe seguito. Testimonianze di abusi, ha dichiarato suor O'Donahue, vengono da 23 paesi del mondo: dal Burundi al Brasile, dalla Colombia all'India, dall'Irlanda, all'Italia, alla Nuova Guinea, alle Filippine, agli Stati Uniti. Le sue denunce, raccolte dal National Catholic Reporter in America e in Italia dall'agenzia Adista (che le metterà presto on line), non nascono da posizioni femministe - che lei respinge - ma esigono dal Vaticano un intervento educativo a tutti i livelli. Nel 1998 anche la superiore religiosa suor Marie Mc Donald ha presentato un suo rapporto, gettando luce su «molestie sessuali e stupri perpetrati da preti e vescovi»."


I portavoce della chiesa cattolica vorrebbero convincerci che si tratta di episodi accaduti secoli fa, e che oggi all'interno di questa chiesa non si verificano più casi del genere.

A questo proposito, riporto la seguente notizia recente: gli abusi in questione hanno finalmente ricevuto l'attenzione del Parlamento Europeo..

"DOC-1081. STRASBURGO-ADISTA. Gli autori degli abusi sulle suore devono essere giudicati in tribunale; il Vaticano deve considerare con serietà le accuse di abusi sessuali e rimuovere i responsabili dagli incarichi ufficiali, reintegrando allo stesso tempo nel loro ruolo le suore che hanno richiamato l'attenzione su tali abusi e che per questo sono state allontanate, nonché dare protezione alle vittime; è questo, in sintesi il contenuto di una risoluzione del Parlamento europeo "sulle violenze sessuali ai danni delle donne e in particolare di religiose cattoliche", approvata a Strasburgo con 65 voti a favore, 49 contro e 6 astensioni il 5 aprile scorso." -Documento tratto da ADISTA n.24 del 2001-

[modifica] Fonti

[modifica] altro su Charlotte Wells

[modifica] italiano

[modifica] inglese

[modifica] altri Articoli relazionati