giovedì 18 aprile 2013

Quanto lavoro crea smantellare le centrali nucleari


Sogin e Nomisma parlano di 12mila nuovi posti per le attività di bonifica e decommissioning. Un’occasione di sviluppo per l’Italia


di Emanuele Perugini


Il decommmissioning delle vecchie centrali nucleari potrebbe essere non solo un’occasione di rilancio di un settore industriale che il nostro paese ha abbandonato, ma anche una nuova importante occasione di sviluppo in Italia e nel resto del mondo. A spiegarlo, nel corso di una conferenza stampa a Roma, l’ Ad di Sogin, Giuseppe Nucci, che ha presentato insieme a Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia un rapporto sull’impatto economico-occupazionale della bonifica dei siti nucleari in Italia e nel mondo. In tutto si parla di circa 12mila nuovi posti di lavoro che potrebbero essere creati nei prossimi anni, quando le attività di smantellamento delle vecchie centrali nucleari italiane e dei centri di ricerca, entreranno nel vivo anche con la creazione del nuovo Deposito unico nazionale per le scorie nucleari. In tutto si tratta di sette nuovi posti di lavoro dell’indotto per ogni milione investito, con un picco nel 2016 e nel 2017.


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