martedì 16 aprile 2013

Una MRI della materia oscura potrebbe facilitare la caccia alla particella nascosta


di Lisa Grossman


Ogni perdente ha i suoi giorni. Usando la stessa fisica degli scanner MRI, un nuovo esperimento potrebbe accelerare la ricerca di uno dei candidati della materia oscura: l’assione. I cosmologi pensano che la materia oscura componga quasi l’80% dell’Universo, ma nessuno sa di cosa sia fatta. Molte ricerche si concentrano sulla rilevazione di particelle individuali e molto sfuggenti, conosciute come particelle dotate di massa che interagiscono debolmente (WIMP). Per esempio, un telescopio apposito sulla Stazione Spaziale Internazionale cerca segni delle WIMP che impattano tra loro e decadono in elettroni e nelle controparti di antimateria, i positroni. Questa interazione dovrebbe alterare il rapporto tra elettroni e positroni rispetto ai livelli di fondo. I primi risultati dell’esperimento, detto Alpha Magnetic Spectrometer, mostrano eccitanti indizi di questo processo, ma è ancora troppo presto per dire con confidenza che le WIMP esistono. Il candidato in corsa come particella di materia oscura è l’assione, che dovrebbe comportarsi più come un fluido. Il problema è che è più difficile da trovare.


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