Krishna

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OSHO – La Luce del Nirvana nella Visione del Poeta


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Krishna è l’unico grande uomo in tutta la nostra storia che ha raggiunto l’assoluta altezza e profondità della religione eppure egli non appare serio, né triste, né in lacrime. In linea di massima, la caratteristica primaria di una persona religiosa è il fatto che sia sobria, seria e dall’aspetto triste come una persona sconfitta nella battaglia della vita, una persona che fugga dalla vita. In questa lunga fila di saggi è solo Krishna che si mostra mentre danza, canta e ride. I religiosi del passato erano tutti negatori della vita e masochisti, decantavano il dolore e la sofferenza come grandi virtù. Una religione ridente, una religione che accetta la vita nella sua totalità, deve ancora nascere. Ed è buono cosi che le vecchie religioni siano morte e che, con esse, il vecchio Dio, il Dio dei nostri vecchi concetti, sia anch’egli morto.


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Solo Krishna accetta la vita nella sua interezza. Possiamo dire che sia una piccola oasi di danza e celebrazioni gioiose in un immenso deserto di tristezza e negatività.

Solo Krishna accetta il corpo nella sua totalità.
E lo accetta in tutte le sue dimensioni.


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Oltre a Krishna, un altro è Zarathustra. Di lui si dice che sia nato ridendo. Ogni bambino entra nel proprio mondo con il pianto. Solo un bambino in tutta la storia rise al momento della propria nascita, e quello era Zarathustra. E questo è indicativo del fatto che un genere umano felice e ridente deve ancora nascere. Le vecchie religioni hanno insegnato la soppressione come la strada che ci porta verso Dio. All’uomo è stato chiesto di sopprimere qualsiasi cosa – per raggiungere, da solo, Dio. Senza dubbio deve esserci stato qualche errore fondamentale, nei fondamenti stessi di queste religioni. Il successo di una religione si dovrebbe acclamare come tale unicamente quando tutti gli alberi del giardino sono fioriti. Se un uomo combatte con se stesso potrà solamente giungere alla propria rovina e alla propria distruzione. Ecco come, attraverso la negazione e la soppressione dei propri istinti e delle proprie emozioni naturali, l’uomo è diventato suicida e si è ucciso.


Krishna accetta la vita in tutte le sue sfaccettature, in ogni suo clima e colore. Egli, da solo non sceglie, accetta la vita incondizionatamente. Come colui che ha conosciuto ed ha sentito Dio, egli, da solo non volta le spalle alla guerra. Egli è pieno di amore e compassione, eppure ha il coraggio di accettare una guerra e di combattere. Infatti, colui che conosce gli immortali dovrebbe essere libero dalla paura della morte. A cosa servirebbe infatti quel nettare che ha paura della morte? Che tipo di non-violenza è quella che ha paura della violenza? E come può lo spirito, l’anima, temere il corpo e fuggire da esso.


Krishna accetta la dualità, la dialettica della vita nel suo complesso e pertanto trascende la dualità. La trascendenza è possibile solo quando si accetta il tutto senza possibilità di scelta. Ecco perché Krishna ha un grande significato per il futuro. La fiamma di Krishna raggiungerà il suo picco, dirigendosi verso il culmine della propria brillantezza. Non è difficile accettare che la fiamma di una candela continui a brillare immobile in un luogo ben riparato dai venti e dalle tempeste, ma come si può credere che una candela continui a bruciare allo stesso modo anche nel mezzo della furia di tempeste e uragani? È stato sperimentato, e si è scoperto, che un uomo può rimanere, come il fior di loto nell’acqua, intatto e inattaccato mentre passa attraverso una relazione travagliata. Si è scoperto che un uomo può rimanere attaccato al proprio amore ed alla propria compassione anche sul campo di battaglia, il che rende difficile comprendere Krishna. Pertanto, coloro che lo hanno amato e adorato lo hanno fatto dividendolo in parti. Nessuno ha accettato ed adorato tutto Krishna, nessuno lo ha abbracciato nella sua interezza. Giorno e notte, estate e inverno, guerra e pace, amore e violenza, vita e morte, tutte camminano con lui, mano nella mano.


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NELLA MENTE DI ARJUNA È CRESCIUTO UN GRANDE IMPETO DI NON-VIOLENZA, ED EGLI SEMBRA PROTESTARE CON FORZA CONTRO LA GUERRA. KRISHNA CON FORZA SPINGE ARJUNA AD ABBANDONARE LA PROPRIA CODARDIA ED A COMBATTERE COME UN VERO GUERRIERO. ED I SUOI ARGOMENTI A SOSTEGNO DELLA GUERRA SONO BELLISSIMI, RARI ED UNICI.


Mai prima nel corso della storia sono stati avanzati argomenti così unici e magnifici a favore del combattimento, a sostegno della guerra. NON SI MUORE – NON C’È MORTE

PER COLUI CHE CONOSCE LA VERITÀ


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Quindi Krishna continua ad esortare Arjuna nel GEETA, “Si tratta solo di recitare; uccidere o morire fa solo parte del copione.” La vita di Krishna non accetta restrizioni. Non è vincolata ad alcuna regola, è vasta e senza limiti. Krishna è libero, illimitatamente libero. Non v’è suolo che egli non possa calpestare; nessun punto che i suoi passi debbano temere o sul quale debbano esitare, nessun limite che egli non possa oltrepassare. E questa libertà, questa vastità di Krishna, nasce dalla propria esperienza di autoconoscenza. È l’ultimo frutto della sua illuminazione. Per questo motivo il problema della violenza ha perso di significato nella vita di Krishna. Laddove la violenza non ha significato, anche la non-violenza perde la sua importanza. La spiritualità rifiuta sia la violenza che la non-violenza. Essa accetta l’immortalità dell’anima. E una tale spiritualità trasforma persino la guerra in gioco. La spiritualità o la religione accettano tutte le dimensioni della vita. Accettano insieme sesso ed affetto, relazione ed indulgenza, amore e devozione. È santo solo colui che è tutto. Krishna non è un falco, né un sostenitore della guerra per amore della guerra. Ma certamente non è preparato a sfuggire la guerra ad ogni costo …


Krishna mostra ad Arjuna la sua vera natura. ...


Pertanto Krishna ti dice di trasformare anche il combattimento in un evento beato e gioioso.


Nella vita c’è sempre una scelta fra il bene ed il male. Non c’è bisogno di avere paura della guerra. Krishna non ha nulla che vedere con alcun “ismo”. Infatti un “ismo” indica una scelta, cioè noi scegliamo uno degli contendenti. Krishna è un “non-ismo”. Afferma che qualsiasi cosa sia in grado di portare beatitudine e benedizione, e contribuisca alla crescita della religione, è la benvenuta. Ma una mente irrequieta è incapace di combattere. La vita è un’avventura di energie. Nel firmamento dei luminari religiosi, Krishna è la sola eccezione che accetta completamente l’intera vita. Non crede in una vita qui per il bene di un altro mondo e di un’altra vita. La libertà di Krishna è qui, ed ora. Le religioni del passato vedevano la vita negativamente, erano disfattiste, masochiste ed escapiste, ma Krishna afferma che questo mondo è divino. Egli afferma l’accettazione totale – l’accettazione del tutto …


Poiché la felicità è l’inizio della beatitudine – la beatitudine è l’apice della felicità


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Se prestiamo attenzione al dialogo fra i due, Arjuna sembra essere il più religioso, e ciò che Krishna dice non è poi così religioso. Krishna lo incita a combattere e Arjuna si rifiuta di farlo. Ogni persona religiosa dirà che Arjuna è un uomo saggio. Ma Krishna gli dice: “Sei matto se pensi di poter uccidere qualcuno. Nessuno muore mai. E non potrai sfuggire alla guerra, né potrai essere non violento, perché fintanto che io esisto – la non violenza è quasi impossibile”. Accetta ciò che ti sta di fronte. Ed è la guerra che ti sta di fronte. E devi lanciarti. Dopo di che potrai essere solo un giocatore, un attore. Un attore non ha una personalità. Così descriviamo la vita di Krishna come una recita, una rappresentazione. La vita di Krishna è un gioco aperto a tutti, il leela. Un uomo di carattere deve scegliere fra il bene e il male fra ciò che dovrebbe fare e ciò che non dovrebbe. Krishna sta cercando di fare di lui un attore. Krishna gli chiede di accettare ciò che è, ciò che egli incontra e di non scegliere, di non soffermarsi a pensare. Si tratta di un’accettazione assoluta – dove non vi è nulla da negare. Accettazione assoluta indica che non vi è niente di buono o di cattivo, né vizio né virtù, né dolore né piacere. Krishna dice ad Arjuna che nessuno è mai nato e nessuno mai morirà, che nessuno uccide e nessuno viene ucciso, in modo che Arjuna possa buttarsi a capofitto nella guerra senza paura e con abbandono.


Tutto su questa terra è divino


Tutto nell’esistenza è divino, quindi il problema che sia giusto o sbagliato non si pone. La non violenza dipende dalla violenza. Si tratta di due poli di una sola ed unica verità. Krishna dice: “Scegli e sbaglierai, scegli ed andrai fuori strada, scegli e sarai frammentato”. Krishna è senza scelta, è totale, è integrato, e perciò è il tutto ed è completo. L’oceano di Krishna è davvero dappertutto; è dilagante. La sua pace non ha limiti, eppure il suo amore è infinito, eppure ancora, egli non esiterà ad uccidere se sarà necessario. Egli ama Dio in modo incredibile. Egli è impegnato verso il tutto. Egli è il tutto. Strane sono le vie della vita. Si può comprendere Krishna solo quando si accettano insieme la felicità e la miseria, allo stesso livello. Sarà uno stato di beatitudine. Allora non sarai felice né infelice. Ora le cose sono come sono; ciò che è, è. Dolore e piacere, felicità e sofferenza sono come nubi in movimento nel cielo, senza che il cielo ne sia toccato. E questa è la tua coscienza. Questa è la coscienza di Krishna. Ed essere nella coscienza di Krishna significa essere in uno stato di beatitudine. Beatitudine significa verità, tutta la verità. Chiunque si trovi vuoto, è il tutto. Il vuoto è il fondamento del tutto. La mancanza di scelta ti porta al vuoto, al nulla. Ecco allora che sei ciò che sei, ma non puoi dire chi sei, cosa sei. La vita è misteriosa; ha le sue leggi. Se scelgo di essere qualcosa, questo “qualcosa” diventerà la mia prigione. Il tutto di Krishna sta nel fatto che egli non ha una sua personalità, che egli non è un individuo – ma l’esistenza stessa. Egli è semplicemente il vuoto. Egli non fa altro che riflettere qualsiasi cosa vi si ponga di fronte. Krishna non ha forma, è incorporeo. Egli non ha limiti. Soltanto il tutto può essere privo di forma, indefinibile. Egli è uno specchio vuoto. Non ha una sua immagine; è puro vuoto.


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Krishna simbolizza l’impossibile! È assolutamente ineguagliabile … DOPO CHE TE NE SEI ALLONTANATO, ALLORA EGLI RIFLETTE IL VUOTO. EGLI RISPECCHIA QUALSIASI COSA SI TROVI DI FRONTE A LUI, ESATTAMENTE COM’È. KRISHNA È UN FIORE IMMAGINARIO: LA SUA VASTITÀ È SEMPLICMENTE SENZA FINE, IMMENSA. COSÌ IL TUTTO DI KRISHNA RAPPRESENTA L’INFINITO. EGLI È INFINITO. LA MORTE DI KRISHNA SEMBRA ESSERE INSIGNIFICANTE. FA PARTE DELL’ORDINARIO COME LO SBOCCIARE DI UN FIORE,

IL SUO AVVIZZIRSI O MORIRE. QUEST’UOMO VIVE SENZA ALCUN PIANO, ALCUN PROGRAMMA.

EGLI VIVE NEL MOMENTO. CIÒ CHE ACCADRÀ, ACCADRÀ …
Anche in questo senso – Krishna è nell’infinito!


Vivere in questo modo, senza scegliere, è vivere nell’infinito. Nessun tempo, luogo o situazione rappresentano un problema per lui. Egli sarà tutt’uno con qualsiasi epoca, con qualsiasi periodo della storia dell’umanità. Il suo fiore germoglierà dovunque egli sia ed in qualsiasi momento. Ma egli non appartiene ad alcun momento o luogo particolare, egli può accadere in qualsiasi momento. E non è attaccato ad uno stile di vita idealizzato. L’essenza della vita di Krishna non è alcun tipo di disciplina spirituale, è un salto diretto nel risveglio, nell’illuminazione. La libertà è un tipo di esplosione completamente al di fuori di un concatenamento causa-effetto. Krishna non prescrive alcuna disciplina, codice morale o rituale, come fanno in generale le religioni. Krishna ti chiede solo di svegliarti e di aprire gli occhi per guardare ed il tuo ego scomparirà in un istante. Siamo il vuoto stesso, pertanto non dobbiamo diventarlo. Il vuoto è proprio la nostra natura; Krishna non ha affetti, eppure egli sa amare. Il vuoto di Krishna è al di là della nostra capacità di comprensione. Coloro che raggiungono il vuoto supremo spariranno presto da questa terra. Egli non sembra sostenere alcuno dei nostri convincimenti morali. Al contrario, egli disturba e scompiglia tutto quanto. Tutta la sua vita ed il suo vuoto sono il nulla vivente. Krishna afferma che, ovunque egli sia, si trova nel moksha, e non ha alcuna difficoltà di alcun tipo, a tornare qui ogni volta. Krishna fa una dichiarazione straordinaria sul campo di battaglia di Kurukshetra, quando dice ad Arjuna: “Continuerò a tornare ogni volta che il mondo è nei guai”. Il suo vuoto è positivo e completo, vivo e dinamico …


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L’illuminazione comincia dove il tempo ha fine. L’illuminazione è senza tempo.ILLUMINAZIONE SIGNIFICA TRASCENDERE IL TEMPO. IL SAMADHI, O ILLUMINAZIONE, ACCADE QUANDO IL MOMENTO CESSA DI ESISTERE. IL SAMADHI VA AL DI LÀ DEL PIACERE E DEL DOLORE. È UNO STATO DI BEATITUDINE E NELLA BEATITUDINE NON C’È UN TEMPO. NON

SOLO L’ESSENZA DI KRISHNA, MA L’ESSENZA DI CIASCUNO DURA PER SEMPRE, È ETERNA.

TUTTO LESSERE È ETERNO.E NEL SAMADHI LA MENTE CESSA DI ESISTERE.
Il Samadhi è uno stato della non-mente. Krishna è incommensurabile, eterno.


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Krishna afferma che è meglio morire nella propria natura che vivere nella natura di qualcun altro, che l’imitazione è distruttiva, suicida. Krishna dice ad Arjuna, “Sii immacolatamente te stesso.” E lo esorta a trovare la sua propria natura, la sua individualità intrinseca, il suo essere principale, il suo volto autentico, e ad esserlo. Gli dice di non essere in alcun modo diverso da ciò che egli sia. Puoi trovare la tua gioia solo nell’avventura, nell’affrontare sfide, nel combattimento. Puoi trovare te stesso solo attraverso un atto di avventura. Quindi, trova te stesso e sii te stesso, autenticamente te stesso. È meglio morire mantenendo la propria natura che vivere una vita in prestito, che non è nient’altro che orrore. Muori come un guerriero, piuttosto che vivere come un rinnegato. Krishna dice ad Arjuna “Non essere incerto, indeciso. Sii certo e deciso. Usa la tua intelligenza per decidere!”


Non seguire nessuno tranne te stesso


Krishna vive senza causa, vive con abbandono, vive solo per la gioia di vivere. E quando Krishna arriva, per questa sua libertà, egli è libero di andare e venire come preferisce.

Krishna non viene qui a causa tua. Viene da solo. Non ha vincoli, è la libertà stessa.
Se cammini con Krishna,

dovrai camminare senza fine. Il suo viaggio non ha destinazione,

poiché il viaggiare stesso è la sua destinazione.


Ma non seguire nessuno – nemmeno Krishna,

Buddha o Cristo.


Segui la tua natura intrinseca!


Ma, per quanto ti riguarda, tu vorresti raggiungere un qualche luogo e riposare. Ma Krishna direbbe: “Dobbiamo proseguire e andare ancora più lontano.”

Nella vita di ognuno dovrebbe arrivare il momento in cui si trascendono

i pensieri, in cui si va al di là delle parole e delle immagini.


Krishna sa suonare il flauto, sa danzare e con la stessa facilità egli sa combattere il nemico sul campo di battaglia con il suo chakra, la sua arma a forma di ruota. E non c’è contraddizione fra i due ruoli. Krishna è una sola persona in così tanti ruoli diversi – ed in questo sta la sua grandezza, la sua gloria. A questa è l’unicità di Krishna, la sua individualità. Chiamiamo Krishna l’incarnazione completa di Dio. È la completa simbolizzazione della vita; egli rappresenta la vita totalmente. Krishna è andato al di là dei pensieri, ha trasceso i pensieri. E si è diretto verso quell’integrità dell’anima, che è capace di trovarsi in ogni pensiero, in ogni tipo di pensiero. L’energia sessuale ha trovato nella vita di Krishna la sua espressione più naturale e più bella. Egli ha accettato il sesso senza riserve, senza pretese. Krishna prende la vita come una festa, come gioco, come divertimento. Fatta eccezione per l’uomo, tutto sotto il sole è gioco, è un carnevale. Fatta eccezione per l’uomo, l’intero cosmo festeggia. Ogni suo momento è una festa. Krishna porta questa festa nella vita dell’uomo. Egli dice, lasciate che l’uomo sia un tutt’uno con questa celebrazione cosmica.


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È vincitore solo colui che non vuole vincere
È VINCITORE SOLO COLUI CHE NON DESIDERA VINCERE

e colui che vuole vincere, perde …


Infatti, la sconfitta si nasconde nel desiderio stesso di vincere,

nelle profondità di questo desiderio. E l’assenza di questo desiderio di vittoria indica che

la persona interessata ha già vinto!


Se qualcuno desidera vincere nella vita e lotta per la vittoria, questo indica che nel profondo gli manca qualcosa. Nel profondo questa persona è consapevole dell’inferiorità che sta cercando di coprire con la vittoria. E se, al contrario, questa persona non si sforza di vincere, egli ha già stabilito la propria eminenza, non c’è nemmeno un’ombra di inferiorità in lui che egli debba sfatare facendo ricorso alla vittoria. Il tuo stesso desiderio di vincere si trasformerà nella tua sconfitta. È la brama di successo che in ultima analisi si trasforma in fallimento. La tua ossessione per la salute si trasforma necessariamente in malattia …


Dove si ottiene la scultura scimmia in guerre mafia?"La schimmia pensa, la mafia fa - Quando la fantasia supera la realtà"


La regola principale del judo recita: mai attaccare; colui che attacca sarà sconfitto sul campo. Poiché si ritiene che nell’attacco si sprechi molta energia, è sempre utile che io provochi il mio avversario, inducendolo ad attaccarmi mentre rimango a mio agio, rilassato. Non dovrei fare niente di mia iniziativa tranne che provocare l’avversario ad attaccarmi. Mentre dovrei alimentare la sua rabbia, la sua ostilità, dovrei fare attenzione a mantenere la mia pace interiore, nonostante le provocazioni del mio avversario. Questo è il segreto del judo. Non attaccare per primo, provoca il tuo avversario e spingilo all’attacco e se vieni attaccato, accogli l’attacco rimanendo perfettamente a tuo agio e fai in modo di assorbirlo. Se qualcuno ti colpisce, accetta il colpo senza opporre resistenza. È difficile apprendere quest’arte. Non devi tenerti sull’offensiva né sulla difensiva, perché in entrambi i casi sprechi energia. Piuttosto che colpire il tuo avversario devi indurlo ad attaccarti, a colpirti, e devi trovarti completamente pronto a ricevere il colpo e ad assorbirlo. Per farla breve, devi fonderti con esso. Se farai così, non solo non ti farai male, ma otterrai quell’energia in più che deriva dall’attacco dell’avversario. Accade così spesso che il contendete più debole vinca e che il suo fortissimo avversario perda.


SE KRISHNA HA VINTO CONTRO I SUOI POTENTI NEMICI, È STATO PERCHÉ, PER LUI COMBATTERE È STATO UN GIOCO, UNA FINZIONE, DIVERTIMENTO … KRISHNA NON È AGRESSIVO. SONO SEMPRE GLI ALTRI AD ATTACCARLO CON L’INTENZIONE DI DISTRUGGERLO.

IL SEGRETO DELLA VITTORIA DI KRISHNA SUI SUOI POTENTI AVVERSARI STA NEL SUO ESSERE BAMBINO,

MITE E DEBOLE!


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STA NEL FATTO CHE EGLI NON AMA COMBATTERE NÉ SCONFIGGERE ALCUNO. STA NELLA SUA TOTALE MANCANZA DI DESIDERI. KRISHNA PRENDE TUTTO, ANCHE L’ATTACO DI UN NEMICO – COME UN GIOCO, E VI RISPONDE DI CONSEGUENZA

CON LA PIÙ COMPLETA GIOCOSITÀ. D’ALTRO CANTO, COLUI CHE LO ATTACCA È TESO ED ANSIOSO;

È DIVISO, È SPEZZATO E QUINDI NECESSARIAMENTE PERDERÀ CONTRO KRISHNA!
TUTTO CIÒ SIGNIFICA CHE È DIFFICILE SCONFIGGERE UN BAMBINO

SE AVESSIMO GLI OCCHI – POTREMMO VEDERE L’UNIVERSO DAPPERTUTTO


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Se sai osservare con occhi in grado di amare,

vedrai il divino ovunque.
Tutto ciò di cui hai bisogno è avere occhi in grado di vedere.

Se sai guardare profondamente e totalmente dentro una goccia d’acqua,

vi vedrai celato l’intero oceano.


ANCHE ARJUNA POTÈ VEDERE,

PERCHÉ EGLI AMA TOTALMENTE KRISHNA

È DI RARO TIPO L’AMICIZIA CHE ESISTE FRA LUI E KRISHNA


NON C’È DA MERAVIGLIARSI CHE ARJUNA IN UN MOMENTO

DI PROFONDA INTIMITÀ CON KRISHNA VEDA IN LUI

LA FORMA UNIVERSALE DEL DIVINO


LA VISIONE DEL DIVINO PUÒ VERIFICARSI QUALCHE VOLTA E PUÒ PERDERSI DI NUOVO


Ma è molto difficile vivere su quell’apice;

ci vogliono milioni di vite per meritarlo, per guadagnarsi questa benedizione.

La visione del divino si manifesta e basta; non è qualcosa che si può dare o prendere.

Ma Krishna compie il miracolo; trasforma la morte in una benedizione …


Persino la morte è bellissima


La bellezza dipende dalla qualità della persona che la possiede. Ecco come nelle mani di Krishna

anche la morte è beatitudine!


Krishna è colui che vive nel momento; egli accetta ciò che ogni nuovo momento porta con sé.

Se porta la guerra, Krishna la accetterà ed andrà in guerra.

Colui che vive in libertà vive nel momento.


Krishna è un uomo spirituale, egli non è religioso!



Krishna accetta la vita con tutti i suoi fiori e le sue spine,
la luce e l’ombra, il dolce e l’amaro.

Accetta la vita senza scegliere,

… incondizionatamente!


La vita di Krishna contiene sia vittorie che sconfitte.
Non è votato alla vittoria, non è un egoista che non è in grado di accettare una sconfitta. Krishna è preparato per qualunque cosa la vita gli presenti. Accetta gli alti e i bassi della vita, incondizionatamente; davvero egli non ha scelta. La vita di Krishna è un fluire; egli si muove con i venti. Non può scegliere da solo di andare qui o là né in alcun altro luogo; va con la vita, totalmente. C’è un detto di Lao Tzu: Sii come i venti; muoviti come i venti; vai ovunque essi ti portino. E non scegliere. E ci sono persone che dicono “Sì” alla vita, che si pone lungo le correnti e si muove con loro senza sforzo e felicemente. Queste persone hanno un senso di profonda familiarità con l’esistenza; si muovono con essa, con una canzone nel cuore. C’è un flauto nelle mani di Krishna … … perché egli ha lasciato se stesso nelle mani dell’esistenza!


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È pronto ad andare dovunque il fiume della vita lo conduca. E dovunque egli sia danza e festeggia. La mancanza di scelta è la porta verso la beatitudine, l’estasi. La forma corporea di Krishna, la sua voce e la sua musica sono come le onde. Krishna era come un’onda nata dall’oceano, che ha danzato per un po’ con i venti ed è scomparsa di nuovo nel medesimo oceano. Krishna danza come un’onda è consapevole di appartenere all’oceano, egli è l’oceano stesso. Ma “noi” dimentichiamo di essere l’oceano. Il corpo materiale di Krishna, la sua immagine, la sua statua possono essere usati per entrare in contatto con la forma oceanica di Krishna – la sua anima. Il potere dei nostri pensieri inconsci è enorme. Ma non seguire nessuno, nemmeno Krishna.

L’imitazione è di per sé sbagliata, ed è suicida!


Krishna non imita mai nessuno. E Buddha non segue mai qualcun altro. Ma noi tutti cerchiamo di imitare gli altri. E l’imitazione è pericolosa. L’imitazione in sé è innaturale, sgradevole e sbagliata. Ognuno è diverso, unico e irripetibile. Dio è la creatività stessa; è sempre originale e tutto ciò che egli crea è originale. Non fa mai copie, non si ripete mai. E pertanto, se neghi la tua individualità e tenti di seguire qualcun altro e di essere come lui, stai violando la legge fondamentale della vita. L’imitazione è un crimine contro Dio. E questo è un pericolo intrinseco, spirituale. È una sorta di lento avvelenamento. Sia che tu imiti Krishna, o Buddha, non fa differenza; … qualsiasi imitazione è suicida …








via Cult of Soup http://provetecnichevarie.wordpress.com/2013/08/15/krishna/

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