martedì 13 agosto 2013

La dieta vegetariana protegge il cuore: incidenza delle patologie crolla del 32%


Il rischio di morte o di ospedalizzazione per una patologia cardiaca è più basso del trentadue per cento tra i vegetariani rispetto alle persone che mangiano carne e pesce secondo un nuovo studio dell’Università di Oxford. La ricerca pubblicata sul Journal of Clinical Nutrition suggerisce che la dieta vegetariana puo’ significativamente ridurre il pericolo di subire un attacco cardiaco o di ammalarsi di patologie al cuore. “La maggior parte dei benefici della dieta vegetariana sulla salute e’ causata dagli effetti sul colesterolo e sulla pressione sanguigna” ha spiegato Francesca Crowe, autrice dello studio.L’indagine ha coinvolto oltre 45 mila volontari – I ricercatori dello studio EPIC hanno analizzato, a partire dal 1990, il livello di salute di 45.000 persone provenienti dalla Scozia e dall’Inghilterra. Di queste il 34% sono vegetariani da più di undici anni: il lasso di tempo che coincide con la durata stessa dello studio. Durante questo arco temporale sono stati identificati tra i 45.000 volontari, 1235 casi di malattie cardiache. Di questi 169 sono giunte allo stadio terminale portando alla morte delle persone colpite, mentre le restanti 1.066 hanno generato ricoveri per problemi cardiovascolari. In generale è emerso che i tassi di decesso più alti sono stati registrati tra gli onnivori, oltre ad avere questi ultimi anche i livelli più alti di colesterolo “cattivo”. I vegetariani invece, secondo lo studio, hanno una pressione sanguigna più regolare e un indice di massa corporea (IDM) nella norma. La riduzione di problemi cardiaci comunque si rifà – per i ricercatori – anche a uno stile di vita più sano, in genere praticato dai vegetariani: fumano e bevono meno e sono più propensi a fare movimento.


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