domenica 29 settembre 2013

The world will add more solar power than wind this year, for the first time ever feedly


Today saw good news for solar power, as Bloomberg’s New Energy Finance group predicted 2013 would be the first year in which the world adds more solar power capacity than wind. The service predicted that 36.7 gigawatts of new solar power capacity would be added in 2013, up 20 percent from 2012, compared to 35.5 gigawatts of new wind power. The service credited the speed-up to new incentives in Japan and China, combined with a dramatic reduction in the cost of solar panels.


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Pensieri di Patrizia Vaier: striscia numero 2

Su:


http://goo.gl/gX4nUZ


Buon ascolto.


lo Staff

http://www.abcloud.org/soleluna









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sabato 28 settembre 2013

Purea di piselli thai


Ingredienti per 2 persone:


500 g di piselli finissimi surgelati

1 cucchiaio di pasta di curry verde thai

75 g di panna di soya acida

sale


viaPurea di piselli thai – Vegan blog – Ricette Vegan – Vegane – Cruelty Free.








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Le dirette radio che erano previste per oggi…

…sabato 28 settembre 2013, sono posticipate a domani giorno 29 oppure a sabato 5 ottobre… rimanete in chat (http://www.abcloud.org/soleluna) per maggiori e più aggiornate informazioni!


Grazie,


lo Staff di

Radio Yoga Network









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venerdì 27 settembre 2013

Pensieri di Patrizia Vaier

Un nuovo audioPensiero di Patrizia


http://vegetarianmode.wordpress.com/chi-siamo


domani sabato 28 nel "Ramananda Show" (http://goo.gl/z234DE) e, da domani sera, in random fra i vari programmi che si alterneranno giorno dopo giorno 24 ore su 24 su Radio Yoga Network:


http://www.abcloud.org/soleluna


Buon ascolto!


lo Staff



Pensieri di Patrizia Vaier anche via mail


La versione che troverete ogni settimana sul Portale R&M (e su iTunes), che andrà in onda a casa qua e là da domani per sempre, ogni giorno, fra i programmi di RadioYogaNetwork Canale1



è di bassa qualità allo scopo di permettere una più facile e rapida fruibilità anche da parte di persone che usano internet da località non coperte da rete adsl ad esempio o per chi utilizza il web solo da smartphone, ecc.


Sara comunque possibile ogni settimana scrivere a


radioyoganetwork


e richiedere il file originale ad alta qualità, ve lo manderemo gratis via mail (utilizzo ad uso personale per il solo ascolto).









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Presto potremo andare con l’iPhone dal nostro scrittore preferito e farci autografare il suo ebook

Se fino ad oggi ci siamo fatti autografare libri e CD dai nostri autori preferiti, presto potrà essere fatto lo stesso anche nel formato digitale.


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Con un brevetto appena depositato dalla Apple, presto qualsiasi libro o brano potrà essere autografato su iPhone, iPod touch ed iPad grazie ad una speciale applicazione. Con le app iBooks e Musica, ognuno di noi si porta dietro centinaia di libri e di album, senza però poterli vedere autografati dai propri scrittori e musicisti preferiti.


Ogni ebook ed album sarà in futuro fornito di un’apposita pagina bianca dove l’autore potrà inserire il proprio autografo digitale. Ma la novità più interessante è un’altra: la firma potrà essere condivisa solo dall’autore che avrà l’apposita applicazione installata sul proprio iDevice, quindi se ci troviamo (ad esempio) alla presentazione di un libro, l’autore farà l’autografo sul proprio dispositivo e tramite iCloud condividerà la firma su tutti i dispositivi presenti che hanno acquistato il libro.


13.09.26-Autograph-2


Ogni autografo sarà accompagnato da un certificato di autenticità, quindi non potrà essere clonato o trasferito ad amici e parenti, il che rende tutto più “personale”…anche se personalmente continuo a preferire il vecchio metodo.









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Scopri il nuovo libro di Renzo Samaritani

Tortellini, paté, cappone: insomma, i classici di ogni tavola natalizia che si rispetti. Irrinunciabili leccornie direte, ma se dovete condividere il pranzo natalizio con ferventi vegetariani o volete voi stessi sperimentare un menù alternativo? Nessuna paura. Si può riuscire a realizzare un ottimo e sontuoso pranzo. Ecco più di 50 gustose ricette che non faranno rimpiangere a voi né ai vostri ospiti il Natale dell’anno scorso.


Lasagne ai 5 formaggi

Gnocchi ai porri e Gorgonzola

Timballo di maccheroni facile

Ravioli di verdure e pecorino

Pasta con il sugo di carciofi

Crostoni con uova strapazzate cime di rapa e burrata


Zuppa di ceci e funghi

Risotto con zucca al forno e gorgonzola


Tagliolini al pesto di noci

Polenta pasticciata con funghi e asiago


Uova affogate con spinaci

Seitan in padella con le taccole

Tiramisù di panettone


…e molte altre!


Pazzi per il Natale


In vendita dal 28 settembre 2013.


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Presentazione Ufficiale:


28 settembre ore 12, Radio Yoga Network

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in diretta.









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giovedì 26 settembre 2013

Terremoto Pakistan: tutto sulla nuova isola emersa al largo di Gwadar, era già successo nel 1968


di Filomena Fotia


Mentre la terra tremava a causa della scossa magnitudo 7.8 nell’entroterra pakistano, gli abitanti della costa di Gwadar hanno visto sorgere dal nulla un’isola al largo, nel mare Arabico. Gli abitanti più anziani hanno raccontato che questo evento è un déjà vu: “un terremoto del 1968 aveva già provocato la nascita di un’isola comparsa anch’essa dal nulla; è rimasta sull’orizzonte per circa un anno, poi è svanita” ha raccontato Ali Mohammad ad NBC News. L’isola era stata qualificata dal British Indian Geological Survey come “abbastanza grande da permettere alle persone di attraccare con le barche e camminarci sopra.”


I sismologi difatti sospettano che l’isola non sia altro che una formazione temporanea dovuta ad un “vulcano di fango“, che ha eruttato fango misto a sabbia ed acqua, giunti fino in superficie mentre il sisma agiva al di sotto del fondale oceanico. “Gli strati di sabbia sotterranei vengono smossi, e si compattano,” sostiene John Armbruster, un sismologo del Lamont Doherty Earth Observatory, Columbia University.


viaTerremoto Pakistan: tutto sulla nuova isola emersa al largo di Gwadar, era già successo nel 1968 – ALTRO GIORNALE.








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Sabato 28 diretta Helga Schneider con i files di Maurizio Dj

Le due dirette fatte da Maurizio il 26, la conferenza tenuta alla Cisl di Bologna e altro materiale in "Ramananda Show" di questo sabato, ora di pranzo su

Radio Yoga Network

AM 1503 KHz

in streaming su


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lo Staff









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La cucina degli Hare Krishna: preparare il cibo con amore per arrivare a Dio

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di Manuela Zanni -


Non è una novità che l’amore sia un ingrediente fondamentale per la buona riuscita dei piatti. Che la cucina possa rappresentare un mezzo per arrivare a Dio acquisendo il significato di dono e di devozione dei fedeli, invece, è una piacevole e interessante scoperta abbiamo fatto curiosando tra le pagine dei libri che parlano della cucina degli Hare Krishna. Alla fine dell’articolo proponiamo a questo proposito una deliziosa ricetta della cucina "vedica": il riso basmati con panir fritto, uvetta e pinoli tostati.


Il cibo veloce e preconfezionato che domina la cucina contemporanea ci rende spesso passivi nei confronti del cibo e dell’alimentazione al punto da mangiare più per sopravvivere che per il piacere in sé che questa "pratica" quotidiana ci dovrebbe arrecare. È questo l’assunto di base dal quale si snoda la filosofia degli Hare Krishna, che viene dal lontano universo dell’induismo da cui deriva, a sua volta, la cucina vedica di origine indiana, totalmente vegetariana.


Si tratta di una cucina che tende a nutrire non solo il corpo ma, anche e soprattutto, la mente e l’anima. Il termine vedico deriva dal termine sanscrito "veda" che significa "conoscenza". Ciò che distingue soprattutto questa cucina dalle altre è la coscienza spirituale di chi prepara per offrire il proprio cibo a Dio. Mentre, infatti, nella maggior parte delle religioni sono i fedeli a chiedere a Dio "il pane quotidiano", gli Hare Krisna preparano a Krishna detto "l’infinitamente affascinante", dei pasti definiti Krishna-prasada in segno di adorazione e devozione.


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Per questo motivo, il movimento Hare Krishna, nato ormai molti decenni fa dall’opera di Abhay Charanaravinda Bhaktivedanta Swami Prabhupada (nella foto), viene spesso chiamato "la religione della cucina" poiché unisce la filosofia al buon cibo. Le pietanze che di norma vengono offerte durante un pasto possono raggiungere un numero illimitato, di norma però, un menù di base prevede un piatto di riso, un piatto di verdure, un piatto di legumi, una chutney (ossia una sorta di confettura mista di frutta, ortaggi, zucchero , aceto e spezie), un dolce e una bibita rinfrescante.


Le spezie rappresentano il cuore della cucina indiana, sotto forma di radici, cortecce, semi usati interi, schiacciati o polverizzati ( noce moscata, pepe, peperoncino, chiodi di garofano, assafetida, fieno greco, zafferano, cannella, cumino, mostarda nera, zenzero, curcuma, coriandolo, paprika, garam masala, curry). Le erbe sono foglie e fiori freschi, e tra gli altri condimenti è possibile trovare, oltre al sale e succo di limone, frutta secca e acqua di rose. Non si tratta di spezie necessariamente piccanti, infatti l’idea che il cibo indiano sia molto piccante è un luogo comune, in realtà più spesso si tratta di aromi delicati che regalano un inconfondibile sapore e profumo ai piatti.


Altrettanta importanza viene attribuita dalla cucina vedica al latte e ad i suoi derivati, poiché grazie ai suoi poteri nutrizionali viene considerato il più importante tra tutti i cibi, essenziale per lo sviluppo della società civile. Da ciò deriva la protezione e il rispetto per la mucca ritenuta "madre della società umana". Dal latte di mucca derivano tre elementi essenziali della cucina indiana il ghi (burro), il panir (formaggio) e il dahi (yogurt).


Ingredienti genuini, spezie profumate, condimenti gustosi , amore per la cucina e rispetto per la vita, questi sembrano essere gli ingredienti principali della cucina vedica in grado di solleticare il palato di chiunque, non necessariamente vegetariano, sia disposto ad ampliare i propri orizzonti gastronomici alla ricerca di sapori speziati in grado di nutrire lo spirito prima ancora che il corpo.


Per tutti coloro che sono alla ricerca di pietanze dal gusto insolito da proporre per una cena informale agli amici o per una romantica serata a due, riportiamo di seguito una gustosissima ricetta ispirata alla cucina degli Hare Krisna : il riso basmati con panir fritto, uvetta e pinoli tostati.


Questa semplice ricetta, si compone di due parti di cui la prima è propedeutica alla seconda poiché consiste nella preparazione del panir che servirà come condimento del riso.


PANIR (FORMAGGIO DI YOGURT)


Ingredienti:


1 Lt di latte (vegetale), 1 vasetto di yogurt (vegetale 9,1 limone, sale q.b., 1 bustina di zafferano).


In una pentola capiente, versate il latte, fatelo bollire insieme allo yogurt, al succo di limone, al sale e allo zafferano per circa 5 minuti. Non appena lo yogurt inizierà a "cagliare" staccandosi dal siero, versate il tutto in un canovaccio che avrete sovrapposto ad un colino a rete fitta e lasciate scendere la parte liquida (siero) in un contenitore in cui lo conserverete per usarlo successivamente. Una volta raffreddata, "strizzate" la parte solida all’interno del canovaccio, chiudetelo con un elastico e mettetelo in frigo.


RISO BASMATI CON PANIR FRITTO, UVETTA E PINOLI TOSTATI


Ingredienti per 4 persone:


Olio di semi, semi di cumino, garam masala (da acquistare negli empori indiani o in negozi specializzati), 1 cipolla bianca, 1 lt di siero di latte (ottenuto dal panir), 200 gr. di riso basmati, 50 gr. di pinoli, 50 gr. di uvetta.


In una padella capiente mettete a scaldare l’olio con la cipolla. Non appena sarà imbiondita unite una manciata di semi di cumino e un cucchiaino di garam masala e fateli tostare. Unite il riso crudo e fatelo rosolare insieme alle spezie e alla cipolla. Intanto scaldate il siero di latte ottenuto dalla preparazione del panir e versatelo nella padella fino a ricoprire il riso. Unite l’uvetta e fate cuocere coprendo per un coperchio finchè il riso non avrà assorbito tutto il siero. Nel frattempo estraete il panir dal frigorifero e tagliatelo a cubetti. Mettetelo in una padella e friggetelo con poco olio fino a quando avrà assunto un colore brunito. Quindi mettetelo in un piatto su carta assorbente. Nella stessa padella tostate i pinoli. Unite il panir fritto e i pinoli tostati al riso e servite caldo. www.saggieassaggi.it


http://www.resapubblica.it/it/sapori/3336-la-cucina-degli-hare-krishna-preparare-il-cibo-con-amore-per-arrivare-a-dio








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mercoledì 25 settembre 2013

Tofu incavolato


Ingredienti:


1 cavolfiore


1 panetto di tofu


2 cucchiaini di curcuma


2 cucchiaini di curry


salsa di soya qb


1/2 lattina di latte di cocco


viaTofu incavolato – Vegan blog – Ricette Vegan – Vegane – Cruelty Free.








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MeghaShyam Prabhu


Megha significa "nuvola", e specificamente la nuvola di monsone, piena di pioggia.




Shyam significa "nero, scuro". Quindi Meghashyam significa letteralmente, "nero, scuro come le nuvole di monsone".


Ovviamente, si tratta di un nome di Krishna o Vishnu, che (contrariamente a quanto spesso raffigurato da persone ignoranti anche indiane) ha una carnagione molto scura, praticamente nera.



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Shyam










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Obiettività

Chissà come mai tutti pensano che l’obiettività sia imparziale, eppure l’obiettivo vede solo ciò che gli sta davanti… da sempre… la visione obiettiva è parziale.


La visione parziale dell’obiettivo, come già il termine dice, non ci dà l’idea della totalità e il far fuoco potrebbe essere un gesto impulsivo di cui poi pentirsene amaramente, specialmente quando le armi che hai a disposizione sono le parole.


Veet









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lunedì 23 settembre 2013

Bigoli vegetali


Ingredienti:


20 pomodorini ciliegini


40 tegoline lunghe


3 spicchi di aglio


olio evo


sale


viaBigoli vegetali – Vegan blog – Ricette Vegan – Vegane – Cruelty Free.








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Il passato remoto di Gobekli Tepe


“Intercorre più tempo fra Gobekli Tepe e le tavolette d’argilla sumere di quanto non ve ne ne sia fra la civiltà sumera e noi”.


Gary Rollefson, archeologo


di Eva Danese


Oggi voglio portarvi in un luogo sorprendente.


Il luogo si chiama Gobekli Tepe, nell’attuale Turchia, ed è situato a circa diciotto chilometri dalla città di Şanlıurfa, presso il confine con la Siria. L’aspetto è quello di una collina alta circa quindici metri, con un diametro di trecento.


Qui, nel 1963 un gruppo di ricerca archeologico notò nella zona cumuli di frammenti di selce, segno della presenza, nel passato, di un’attività umana. Solo trent’anni dopo, però, se ne riconobbe il potenziale: un pastore notò che dal terreno spuntavano alcune pietre di strana forma. Avvisò il responsabile del museo della città di Şanlıurfa, e di bocca in bocca la notizia arrivò all’Istituto Archeologico Germanico. Nel 1995 cominciarono gli scavi, guidati dall’archeologo Klaus Schmidt, e in seguito il tutto passò sotto la supervisione di due università tedesche. Ciò che venne scoperto avrebbe lasciato non pochi a bocca aperta.


Vennero infatti alla luce, dopo un tempo incommensurabile, alcuni recinti circolari, delimitati da megaliti a forma di “T” di oltre quindici tonnellate ciascuno e di circa tre metri di altezza. Risalgono al 9500 a.C. Un’epoca in cui, fino a questo momento, gli studiosi non credevano fosse possibile per gli essere umani erigere una struttura del genere. Gli scavi continuano a tutt’oggi, e si calcola che decine e decine di megaliti debbano ancora essere riportati in superficie. A circa un chilometro dal sito riposa un megalite la cui lavorazione fu abbandonata a causa di una rottura. Questo significa che una volta finito sarebbe dovuto essere trasportato, forse, verso il sito. Vi lascio immaginare cosa significhi spostare un manufatto di tale peso.


viaIl passato remoto di Gobekli Tepe – ALTRO GIORNALE.








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