giovedì 30 gennaio 2014

di Silvia Raffaella Formìa - L’altra sera sono andata al...





di Silvia Raffaella Formìa - L’altra sera sono andata al cinema a vedere “Hugo Cabret” di Martin Scorsese. Ad un tratto il protagonista bambino, parlando con un’amica, le dice che le macchine meccaniche sono costituite da una serie di pezzi specifici, ognuno che assolve un compito ben preciso. Nelle macchine nulla è superfluo e neanche un piccolo ingranaggio può mancare, affinchè la macchina funzioni a dovere. Ogni macchina ha uno scopo. Quello del treno è quello di condurre l’essere umano da un luogo ad un altro, quello dell’orologio è mostrargli l’ora e così via. Per questo, dice, i meccanismi rotti mi mettono tanta tristezza: non possono più fare ciò per cui sono stati creati. Se il mondo è una enorme macchina e gli esseri umani ne sono gli ingranaggi, ogni singolo uomo ha uno scopo preciso nell’economia del sistema e ognuno ha un suo senso, un compito da svolgere. Esattamente quello.

Un giorno il mio Maestro mi disse che una giornalista intervistò una delle Guide della Tradizione Essena. Gli chiese quale fosse il suo ruolo all’interno della Tradizione e lui rispose “Quello che mi compete”. Ho trovato questa risposta di una perfezione ed eleganza senza pari. Non dice nulla al profano ma ha un significato profondissimo per un iniziato. Infatti è proprio una questione di competenza. Come un piccolissimo ingranaggio all’interno di un orologio ha il suo posto e ruolo precisi e se venisse a mancare il meccanismo si incepperebbe, così ogni uomo è in questa dimensione con uno scopo molto preciso, per portare la sua irripetibile e preziosa competenza, in un ingranaggio infinitamente complesso e sconfinato che costituisce questo pianeta, ma non per questo meno preciso e impeccabile nelle sue funzioni. Quando ci sentiamo inutili e superflui e ci sembra che la nostra vita non abbia importanza nel grande mare dell’umanità, pensare che il mondo sia una grande macchina perfetta in cui ogni elemento, sia esso uomo, animale, pianta, minerale, stella, impresa dell’intelletto abbia una utilità, fa nascere la necessità di ricercare dentro sè stessi quale sia lo scopo per cui abbiamo deciso di incarnarci. (via Lo scopo spirituale - ALTRO GIORNALE)






via Nirvan (Ananda) http://ift.tt/1fzehd8