Sperimentazione animale: la Lorenzin entra nel dibattito. E' un male necessario?



Sono queste le parole con cui il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin è entrata nel dibattito che vede contrapposti i pro S.A. e gli animalisti, in occasione del convegno "Sperimentazione animale, diritto alla conoscenza e alla salute", secondo incontro nell'ambito del ciclo "Scienza, Innovazione, Vita e Salute", in corso a Palazzo Giustiniani.


"Purtroppo la sperimentazione sugli animali è ancora indispensabile anche se ovviamente vogliamo dimostrare a tutti che viene effettuata solo quando necessaria e con rispetto per gli animali. I test su animali hanno avuto un ruolo di primo piano in numerosi e ben noti esperimenti. Il sacrificio di questi ultimi si è rivelato essenziale", continua la Lorenzin, che parla della vivisezione come di un male necessario in vista del raggiungimento del fine della salute delle persone.


La LAV commenta favorevolmente la parte riguardo all'obiettivo della sostituzione della vivisezione e lo sviluppo dei metodi alternativi. E torna sul problema dell'articolo 13, per cui da giorni presidia il Ministerio. "Naturale e pratica conseguenza di queste dichiarazioni del Ministro è la riscrittura dello Schema di Decreto Legislativo attualmente alle Camere che invece non rispetta i criteri dettati dall'articolo 13 della Legge di delegazione europea come giá certificato dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato - ha dichiarato Gianluca Felicetti, presidente LAV - i minimi ma significativi cambiamenti che il Governo deve rispettare, pena la condanna per anticostituzionalitá, sono proprio in sintonia con alcuni dei principi espressi oggi dall'onorevole Lorenzin che ora deve dimostrare coerenza".


Inoltre, in una lettera aperta al Presidente del Senato e a tutti i Senatori della XII Commissione Igiene e Sanità, Michela Kuan, biologa, responsabile del nostro settore Vivisezione, spiega perché non ha partecipato al Convegno sulla sperimentazione animale al Senato: non è un campo neutro di confronto, non è un confronto alla pari.


"Per questo non parteciperò martedì 14 gennaio al convegno sulla sperimentazione animale formalmente promosso dalla Commissione Sanità del Senato ma, di fatto, gestito solo dalla Presidente De Biasi e dalla senatrice a vita Elena Cattaneo, uniche due parlamentari previste nel programma. Ed è proprio strano che la richiesta di partecipazione sia giunta, come minimo irritualmente, proprio dal segretario di una senatrice a vita - indicando per l'accredito al convegno un indirizzo email di altra persona all'Università di Milano - e non dall'Ufficio di Presidenza della Commissione", denuncia la biologa.


La Kuan fa anche notare come, dei diciassette nomi citati nell'invito fra relatori e coordinatori delle sessioni, ben quattordici sono chiaramente a favore della sperimentazione sugli animali. In tutta risposta a un'iniziativa che, così concepita, "getta discredito sull'Istituzione del Senato e viene chiaramente realizzata per tentare di accreditare la sostanziale violazione dell'articolo 13 della Legge 96-2013 di delegazione europea", la Lav chiama ha chiamato a raccolta i più importanti nomi della ricerca scientifica senza animali.


Ecco perché è stato organizzato una sorta di contro-convegno, il giorno precedente a quello delSenato, per spiegare soprattutto a chi accusa il mondo anti-vivisezionista di essere superficiale, o privo di rigore scientifico, che i metodi sostitutivi esistono e sono efficaci e predittivi.


Tra gli altri, sono intervenuti Claude Reiss, fisico e biologo cellulare, tossicologo molecolare, per 35 anni direttore di ricerca al CNRS (centro nazionale di ricerca scientifica francese), Marcel Leist, Professore, Università di Konstanz- Germania, specialista in bio-medicina e tossicologia in vitro e direttore del CAAT-EU Center for Alternative to Animal Testing, e Susanna Penco, biologa specializzata in Patologia generale, docente e ricercatrice presso l'Università degli Studi di Genova, vincitrice premio "Pietro Croce per l'abolizione della sperimentazione animale" nel 2007 e del "premio DNA" nel 2013. Inun coro unanime hanno spiegato perché la sperimentazione animale non è affatto un male necessario.


Roberta Ragni


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