mercoledì 19 marzo 2014

La Francia vieta il mais Ogm Mon 810. L’Italia invece rischia la deregulation totale

campo di mais appena seminato Si avvicina la stagione della semina – la primavera quest’anno è in anticipo – e sabato la Francia ha vietato la coltivazione e la commercializzazione del mais Ogm Mon 810, citando nuovi dati scientifici relativi all’impatto negativo di questa varietà transgenica sull’ambiente. La Francia sta invocando la cosiddetta “clausola di salvaguardia”, l’unica strada per impedire che l’Ue vieti di vietare le colture geneticamente modificate che essa ha approvato.


Anche il Parlamento italiano ha chiesto invano l’anno scorso che l’Italia invochi la clausola di salvaguardia contro il mais Mon 180: invece su di esso si è verificato un papocchio normativo. Allo stato attuale dei fatti, salvo un provvedimento tipo quello francese, con aprile potrebbe prodursi la deregulation totale del Mon 180, forse – e ho scritto forse – con l’eccezione del Friuli, la regione in cui il mais Mon 810 è stato coltivato e raccolto l’anno scorso.


Come scrive oggi Le Monde, in Francia una proposta di legge per vietare la coltivazione del mais Ogm sta facendo il suo iter parlamentare, ma il ministero dell’Agricoltura è intervenuto con un divieto provvisorio in attesa di una decisione definitiva, nel timore che quest’ultima venga adottata a semine ormai effettuate.


Il provvedimento provvisorio – che volendo l’Italia potrebbe copiare tale quale, non è mica reato – cita vari studi scientifici comparsi nell’ultimo anno sugli effetti negativi del mais Mon 810, il cui suo patrimonio genetico è stato manipolato in laboratorio inserendovi materiale genetico proveniente da un bacillo per mettere la pianta in grado di produrre una tossina insetticida. E’ accompagnato dalla richiesta che l’Ue proceda ad una nuova valutazione della sicurezza del Mon 810.


In Italia, dicevo, nulla di tutto ciò e confusione imperante. Giorgio Fidenato, l’imprenditore agricolo che l’anno scorso ha coltivato e raccolto mais Mon 810 in Friuli, si appresta a fare il bis; inoltre il Tar Lazio discuterà il 10 aprile il ricorso dello stesso Fidenato contro il pasticciatissimo decreto interministeriale (inapplicato e forse inapplicabile) che l’anno scorso vietò il Mon 810 in modo tardivo e velleitario, dal momento che mancava l’indispensabile invocazione della clausola di salvaguardia.


Se il Tar Lazio accoglierà il ricorso di Fidenato, i campi di mais Ogm potrebbero diffondersi in modo “selvaggio”, nel senso che (decreto interministeriale a parte) l’unica legge italiana ora in vigore per disciplinare gli Ogm delega alle Regioni la normativa per la “coesistenza” fra questi ultimi e le colture convenzionali.


Le norme per regolare la “coesistenza” potrebbero essere talmente rigide da impedire di fatto la coltivazione degli Ogm: la Giunta regionale del Friuli ha approvato un provvedimento in questo senso. Ma manca ancora l’indispensabile semaforo verde del Consiglio regionale. Le altre Regioni sono al grado zero.


Copiare la Francia. E’ l’unica carta che l’Italia può giocare e il Parlamento – lo ripeto – si è pronunciato in questo senso l’anno scorso. Se poi il Governo vorrà farlo, è un altro paio di maniche. Ma l’esempio francese dimostra che si tratta esclusivamente di volontà politica. Io e voi, lettori, prenderemo atto delle prossime decisioni del Governo. E lo giudicheremo di conseguenza.


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