Identikit del consumatore bio: le 3 tipologie di chi sceglie la spesa green

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Ama il cibo di qualità, è sempre più attento ad un'alimentazione sana e rispettosa del Pianeta, esige sicurezza dalle aziende ed è disposto a spendere un po' di più per mangiare meglio, nonostante la crisi. Ecco l'identikit del consumatore bio che è emerso da Sana 2014.


Questa descrizione generale, in cui forse per alcuni tratti vi riconoscete, porta in realtà alla definizione di 3 tipologie di consumatore bio. Gli italiani di solito si distinguono nel mondo per il loro gusto per il buon cibo. E la stessa Italia non ha nulla da invidiare ai Paesi esteri – anzi, forse ha qualcosa da insegnare – riguardo alla varietà e all'alta qualità degli alimenti da portare in tavola.


Il carrello di chi fa la spesa, anche in un comune supermercato, è sempre più verde. Sono cresciuti gli acquisti di frutta e verdura, di materie prime alimentari per l'autoproduzione e di prodotti certificati confezionati. Ognuno fa la spesa a seconda delle proprie esigenze alimentari, del tempo che ha a disposizione per cucinare e del budget. Ma c'è un unico denominatore comune: la preferenza per il bio, per i prodotti locali, per gli acquisti a chilometri zero.


Da Sana 2014 emergono alcuni dati molto interessanti. I consumatori di alimenti a marchio bio negli utlimi dodici mesi sono saliti del 59%. Meno della metà degli italiani dichiara di non aver mai acquistato un prodotto bio quest'anno. Fare la spesa bio sta diventando più semplice.


Di certo lo avete notato. I supermercati stanno creando delle aree apposite dedicate ai prodotti biologici. I prezzi non sono più esorbitanti come alcuni anni fa. E molti di noi hanno scoperto come fare la spesa bio in modo alternativo per spendere meno e meglio. No ai centri commerciali e sì ai mercati a chilometri zero, ai Gruppi d'acquisto solidale e alla spesa direttamente presso le aziende agricole. Altri ancora preferiscono fare la spesa bio nelle erboristerie di fiducia e nei negozi specializzati.


I consumatori bio non fanno parte, dunque, di un gruppo omogeneo. Le differenze possono riguardare il budget a disposizione per la spesa alimentare, l'età e la professione svolta, il livello di informazione riguardo alla sana alimentazione, le scelte alimentari più o meno consapevoli, orientate ad uno stile di vita vegetariano, vegano o alla preferenza per i prodotti locali. Tutti vogliono mangiare bio, ma si fa presto a dire "consumatore bio".


Ecco i 3 identikit dei consumatori bio, secondo i dati messi a disposizione da Nomisma:


1) I fedeli del bio


I fedeli del bio non fanno la spesa spinti dalla moda. Acquistano prodotti bio perché sono consapevoli che scegliere il buon cibo è un fattore fondamentale per la protezione della salute. Quasi tutti i giorni portano in tavola prodotti bio. Il loro primo acquisto va collocato lontano nel tempo, quando ancora del bio si parlava poco. Quando possono mangiano bio anche fuori casa. Fanno la spesa soprattutto nei negozi specializzati, dove trovano la varietà di prodotti di cui hanno bisogno. Fanno sempre la raccolta differenziata e acquistano direttamente dal produttore quando possono. I fedeli del bio sono soprattutto famiglie giovani, tra i 30-40 anni, con figli piccoli in età pre-scolare, dove la quota di vegetariani o vegani è più alta della media (16% a fronte del 7% nella popolazione).


2) Le new entry del bio


Il gruppo più ampio dei consumatori bio è formato dalle new entry, cioè da chi si è avvicinato da poco alla spesa bio, soprattutto perché attirato dalle promozioni. Lo sconto sui prodotti bio li ha incuriositi. I loro acquisti avvengono soprattutto al supermercato e si concentrano su una varietà di proposte inferiore, che privilegia soprattutto marmellate, succhi di frutta, uova e miele. Gli acquisti avvengono comunque poco di frequente, 2 o 3 volte al mese. Qui si collocano le famiglie che vogliono acquistare bio risparmiando e sono dunque attirate dalle promozioni.


3) I bio etici


Altro nuovo target in espansione è formato da coloro che scelgono bio soprattutto per ragioni etiche. La loro svolta è avvenuta soprattutto negli ultimi 2 o 3 anni. Proprio in questo periodo infatti si è diffusa una maggiore consapevolezza sul sistema produttivo del biologico, che assicura un maggior rispetto dell'ambiente. Chi fa la spesa bio guidato da scelte consapevoli è affezionato alle buone pratiche: la scelta non va soltanto ai negozi specializzati, ma soprattutto privilegia i Gruppi d'acquisto solidale e i produttori da cui comprare direttamente. Acquistano soprattutto olio d'oliva, ortofrutta, pasta e bevande vegetali. Di solito sono giovani, single e senza figli.


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In quale identikit del consumatore bio vi riconoscete?


Marta Albè


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