Spaghetti all'oppio: il ristoratore che drogava i clienti per farli tornare

noodles ristorante


Spaghetti cinesi con un insolito ingrediente. Il proprietario di un negozio di noodles, in Cina, ha dovuto ammettere di aver alterato i piatti serviti ai suoi clienti con dosi massicce di semi di papavero. Si trattava di un escamotage per farli tornare e fidelizzarli.


È successo a Yan'an, nella provincia dello Shaanxi, come rivela la BBC , dove il misfatto è venuto alla luce in seguito a un test di routine sulle urine da parte della polizia stradale su un cliente, Liu Juyou. Cosciente di non aver in alcun modo ingerito droghe, il malcapitato è riuscito a collegare i risultati positivi alla droga con il pasto un paio d'ore prima.


Liu è stato detenuto per 15 giorni e, nel frattempo, ha chiesto alla sua famiglia di aiutarlo a testare questa strana teoria. I suoi parenti, quindi, sono andati a mangiare le 'tagliatelle' al ristorante incriminato e si sono sottoposti a loro volta al test delle urine. Quando anche loro sono risultati positivi alla droga, hanno allertato la polizia, che ha avviato un'indagine.


Si è così scoperto che, in effetti, proprietario del negozio aggiungeva al cibo delle parti della pianta di papavero, da cui si ricava l'oppio. Se assunte in maniera continua, le sostanze chimiche contenute al loro interno possono accumularsi nel corpo tanto quanto basta da rendere positivo un test di droga sugli oppiacei.


Nonostante la provata colpevolezza, il ricorso di Liu contro la sua detenzione è stato respinto dalla polizia, si legge su South China Morning Post. Nulla si può contro la missione di individuare le droghe e punire i consumatori. La legge anti-droga cinese vieta non solo oppio, eroina e marijuana, ma anche la morfina.


Roberta Ragni


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