giovedì 31 luglio 2014

Ragù approvato!



Questa è stata una settimana di soddisfazioni veg-culinarie, ho fatto l’insalata russa per 17 persone (onnivore) e tutti l’hanno mangiata a dir poco di gusto! Addirittura 2 persone che mi dicevano “l’insalata russa non mi è mai piaciuta!” oppure “non la mangio mai perchè mi sembra nauseante”, o ancora “le cose light mangiatele tu!” alla […] via Vegan blog - Ricette Vegan - Vegane - Cruelty Free http://ift.tt/1pGHaYt

mercoledì 30 luglio 2014

Patburger



Ingredienti: 1/2 kg di patate (2-3 grosse) 1 zucchina 1 cucchiaino colmo di preparato per brodo vegetale 1 cucchiaio colmo di lievito in scaglie noce moscata olio evo qb Procedimento: Grattugiate le patate e la zucchina, poi spremete con le mani il liquido in eccesso. Mettete in una terrina il composto ottenuto e aggiungete una […] via Vegan blog - Ricette Vegan - Vegane - Cruelty Free http://ift.tt/1n3UKDA

Riso rosso in verde



Ingredienti: Riso rouge 300 gr di asparagi 1 limone 1/2 arancia 1 cipolla 2-3 spicchi d’aglio Olio, sale, pepe Zenzero 1 pizzico di peperoncino Coriandolo Semi di sesamo Scorza di limone Procedimento: Scaldare un pò d’olio e versare il riso. Tostare per un paio di minuti e coprire con acqua, salare e portare a cottura, […] via Vegan blog - Ricette Vegan - Vegane - Cruelty Free http://ift.tt/1oLY0bS

Torta al cioccolato paradisiaca



Ciao a tutte e a tutti! Devo assolutamente condividere con voi questa torta che ho fatto oggi! Cercavo una ricetta davvero semplice e accessibile a tutti, soprattutto ai non-vegani che non sanno mai cosa prepararti come dolce per farti piacere. Ecco la soluzione!! Una torta sofficissima (mai ottenuta una consistenza cosi’ prima!), gustosissima e con […] via Vegan blog - Ricette Vegan - Vegane - Cruelty Free http://ift.tt/1xzayEe

Nuovo romanzo di Renzo Samaritani



La saga etica e spirituale del personaggio di Stefania ideata dal fondatore dell'Akhet-Aton, l'Associazione che negli anni '90 portò la cosiddetta "new age" a Bologna, è uscito finalmente anche in versione digitale a cura della "Sole e Luna" di Bologna,
Come sempre le pubblicazioni del Circolo, che gestisce la nota "Radio Yoga Network", costano meno di un caffè perché a scopo non lucrativo.


Lui scrive e parla di una nuova coscienza, di vita tranquilla, di salute e benessere naturale. Non impone idee, le condivide.
Renzo Samaritani, conosciuto anche in rete come Ramananda, si lascia intervistare e risponde alle nostre domande con rapidità e dolcezza:

martedì 29 luglio 2014

Oleolito d’elicriso

Ciao a tutte e a tutti! Quest’anno abbiamo fatto un buon raccolto di erbe prevalentemente da usare in tisane e decotti, ma non solo… oggi volevo condividere con voi la ricetta del mio oleolito d’elicriso. Un olio prezioso dal profumo inconfondibile che io personalmente adoro e che è molto utile per esempio per trattare varie […]



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Le mie zucchine ripiene

Ciao a tutte e a tutti! Dopo un lungo momento di assenza dovuto ad un guasto al PC rieccomi con una ricettina semplice e deliziosa per utilizzare le zucchine dell’orto! Ingredienti: zucchine tonde proteine di soia (granulato fine) pomodori secchi capperi aglio cipolla basilico pangrattato olio evo tamari vino bianco sale, pepe Procedimento: Svuotare le […]



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lunedì 28 luglio 2014

Quinoa simply

Ho avuto la fortuna di comperare una zucca delicia buonissima, dal contadino vicino casa mia. Ecco una ricettina semplice che esalta la bontà di una zucca davvero speciale. Ingredienti: quinoa cipolla rossa dolce zenzero zucca delicia buccia di limone sale olio di girasole Procedimento: lavare bene la quinoa e lessarla in acqua (due parti di […]



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Polpette del ciclista

Ad esami finiti e in attesa di una fuga al mare, ho finalmente tutto il tempo per sperimentare ! Ispirata dalle ricette pubblicate in questo periodo, ho creato delle polpettine per il pranzo pre-biciclettata pomeridiana: leggere, ma nutrienti, perfette per dare la giusta carica per una giornata sportiva (ma anche non)! Ingredienti: 100 g di […]



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Krapfen PM vegan

Ciao a tutti, c’è stata una serata in spiaggia con tanti amici veg, ognuno portava qualche leccornia e io ho preparato i bomboloni con la pasta madre. Vi garantisco che la ricetta è stata molto apprezzata. Un pò lunga… ma ne vale la pena. Ingredienti (per 18 karpfen): 180g di farina manitoba 180g di farina […]



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domenica 27 luglio 2014

Crocchette pesto e fagiolini

Cronache (e crocchette) dall’estate più inconsueta della storia, della mia almeno. Spero per tutti i villeggianti, me compreso, che per agosto il tempo trovi un minimo di stabilità. Voi, cari veganfriendi, siete in partenza? In arrivo? In stazionamento? Mentre ci aggiorniamo, qualcuno gradisce una crocchetta dal cuore aromatico di pesto e fagiolini? Ingredienti per le […]



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ECCO PERCHÈ L’ANIMA ESISTE: LA SPIEGAZIONE DI UN FISICO

ECCO PERCHÈ L’ANIMA ESISTE: LA SPIEGAZIONE DI UN FISICO

altrogiornale.org.


Esiste l’anima? Fino a qualche decennio fa, questa domanda era lecita solo nell’ambito di una riflessione teologica. Oggi, invece, entra a pieno diritto nelle domande fondamentali della fisica teorica. Henry P. Stapp, fisico teorico presso la University of California-Berkeley, non vuole dimostrare l’esistenza dell’anima, ma che essa si inserisce all’interno delle leggi della fisica. Quando […]


ECCO PERCHÈ L’ANIMA ESISTE: LA SPIEGAZIONE DI UN FISICO

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sabato 26 luglio 2014

Hummus di cicerchia

Di hummus ce ne sono tanti, ma fatto con la cicerchia mi è piaciuto da morire! Ingredienti: 700 g di cicerchia cotta 6 cucchiai di olio evo2 cucchiai di curry 3 cucchiai di gomasio 1 aglio succo di 1 limone prezzemolo qb sale Procedimento: dopo aver messo in ammollo la cicerchia per 1 giorno, cuocerla […]



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venerdì 25 luglio 2014

Tumori: dalle piante tre sostanze naturali per proteggere la pelle dalla radioterapia


La radioterapia contro il cancro consiste nell'esporre il paziente direttamente alle radiazioni ionizzanti, come i raggi gamma o i raggi-X. I danni alle cellule tumorali sono immediati. Purtroppo, però, lo sono anche quelli al tessuto sano, specialmente per la pelle che si trova in corrispondenza della massa tumorale.


Così, si perdono i capelli, si arriva a problemi dermatologici e persino al cancro della pelle. Eppure, una soluzione potrebbe esserci, ed è stata da sempre ricercata dagli scienziati. O almeno è quello che sostengono nell'International Journal of Low Radiation, Faruck Lukmanul Hakkim dell'Università di Nizwa, Oman e Nagasaki, in Giappone, e colleghi: tre prodotti naturali derivati dalle piante sarebbero in grado di proteggere la pelle contro le radiazioni gamma durante la radioterapia.


Hakkim e colleghi discutono i benefici di 3 composti antiossidanti:



  • l'acido caffeico, chiamato così perché originariamente trovato negli estratti di caffè ma successivamente riscontrato ampiamente in natura (nell'angelica, nell'arnica, nella bardana, nella fumaria, nella melissa ed in elevate percentuali nel propoli, ma anche in cicoria, carciofo, piselli e fragole);

  • l'acido rosmarinico, presente in rosmarino, salvia, origano, timo, menta piperita e melissa;

  • l'acido cinnamico, che si trova nell'olio essenziale di cannella, in balsami come lo storax (o olio di storace, estratto da piante del genere Liquidambar) e nel burro di karité.


Questi 3 acidi organici avrebbero un effetto protettivo. Il team, infatti, sostiene che trattando le cellule epiteliali umane con essi, si possono proteggere le cellule del 40%, del 20% e del 15%, a seconda della tossicità del raggio gamma. Ma serviranno ulteriori studi, attualmente in corso, per studiare il potenziale clinico delle miscele dei tre prodotti naturali.


Roberta Ragni


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Testecalde: il ristorante dove pizza e spaghetti danno lavoro ai ragazzi disabili

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Pochi – ma buoni – ingredienti e una giusta ricetta hanno dato vita alle testecalde, dieci ragazzi diversamente abili inseriti del mondo del lavoro. Hanno aperto da appena un paio di giorni ma stanno già facendo impazzire i social e il web.


Il merito è della loro nuova pizzeria-spaghetteria- ristorante, che si chiama, appunto, 'Testecalde'. Si trova a Rutigliano, nel Barese, ed è frutto della collaborazione tra la cooperativa 'Dis-Abilità e Lavoro', la Comunità di Sant'Egidio e le aziende del settore gastronomico Birra Peroni e Divella.


Il locale consente a 10 persone disabili, aiutati da volontari e professionisti del settore, di acquisire una preparazione completa e di livello. L'accompagnamento formativo permette loro di entrare nel mondo del lavoro gradualmente, per farne dei veri professionisti.


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L'iniziativa è gemellata con la storica "Trattoria de Gli Amici" di Trastevere a Roma, una iniziativa promossa dalla Comunità di Sant'Egidio e attiva da oltre 10 anni, e mira ad accrescere le capacità, le conoscenze e le abilità professionali dei ragazzi e delle ragazze disabili e a favorirne l'inserimento lavorativo nel settore della ristorazione, in forma stabile o attraverso tirocini formativi.



"Dal servizio ai tavoli alla spillatura delle birre al bancone al 'Testecalde' i giovani impareranno il mestiere nella ristorazione - un settore molto vivo nonostante la crisi – con cui crescere e diventare autonomi" sostiene Michele Tatone Direttore Vendite sud Italia di Birra Peroni.



Il progetto nasce dal cuore di chi, da anni, è al fianco di bambini e ragazzi con disabilità attraverso tre centri diurni presenti sul territorio impegnati in attività ludiche e terapeutiche e supportato da chi spera che con il proprio aiuto si possa contribuire a migliorare il cammino riabilitativo e di integrazione sociale di molti giovani diversamente abili e delle loro famiglie, con la speranza di creare anche occupazione.



"Siamo molto contenti di collaborare in qualche modo alla nascita di "Testecalde" a Rutigliano - ha dichiarato Stefano Carmenati, Amministratore della Comunità di Sant'Egidio, l'esperienza e il successo della nostra "Trattoria de Gli Amici" a Roma, mostrano come l'inserimento al lavoro di persone con disabilità nel mondo della ristorazione non sia un peso o un problema, ma un valore aggiunto e una grande opportunità per tutti. Possiamo dire che è stata una sfida vinta. Siamo davvero contenti che altri amici inizino con noi questa avventura e auguriamo loro un grande successo".



Contro la discriminazione e l'esclusione sociale, uno slogan tutto gastronomico: "5 cose che una pizza non farà mai: lasciarti, chiamarti stupido, rifiutarti, maltrattarti, insultarti". Pronti per andare a trovarli? In fondo... siamo tutti Testecalde!


Roberta Ragni


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Auto elettriche: 23 Mitsubishi i-MIEV per l’Arma dei Carabinieri


La Mitsubishi i-MIEV conquista l’Arma dei Carabinieri e diventa uno dei veicoli che i militari potranno usare prossimamente durante lo svolgimento di alcuni compiti istituzionali. La novità è dovuta al contributo del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, che ha collaborato con Mitsubishi Motors Automobili Italia per mettere la propulsione elettrica al centro dell’attenzione.

Acque aromatizzate con frutta e verdura

Acque aromatizzate

Una variante gustosa è data dall’ananas tagliato a cubetti, menta fresca appena raccolta e zenzero tagliato a fettine, un pizzico di pepe per completare l’opera, da riporre al fresco. Oppure una manciata di mirtilli freschi da mescolare in acqua, con lime tagliato sottile e fettine di cetriolo. Rifiniscono il tutto un pizzico di timo e un rametto di rosmarino. Indispensabile chiudere perfettamente il contenitore per consentire l’infusione, rigorosamente in frigorifero per almeno 12 ore.
Impossibile non creare un’acqua aromatizzata sfruttando le primizie della stagione, quindi lamponi freschi, da affiancare a pezzettini di limone, cedro e scagliette dizenzero. Ma anche una variante autunnale dei frutti tipici del vin brulè, come fette sottili di mela, una di arancia, cannella e chiodi di garofano. Per dissetare il corpo sfruttate la frutta del mese, quindi tagliate a cubetti una fetta di anguria, mixate con menta e un po’ di limone. Oppure riponete in infusione pomodoro, sedano e basilico tagliati a pezzetti sottili, con un pizzico di timo. Per finire l’immancabile e goloso melone, da pulire, tagliare a cubetti piccoli e mescolare con menta fresca, magari un pizzico di finocchietto selvatico, fette di lime tagliate sottili e pesca noce a pezzetti.

giovedì 24 luglio 2014

Renzo Samaritani intervistato dalla mamma Helga Schneider



- Stefania, l'incontro di molti fiumi è il tuo terzo libro. Vuoi spiegarci di cosa parla? 

Nel terzo volume, "Stefania, l’Incontro di molti fiumi", il panorama spirituale e umano della protagonista e dei suoi amici si espande ulteriormente. Stefi e Nirva diventano attivisti culturali/ spirituali e cominciano ad aiutare la gente a evolversi verso un livello superiore di consapevolezza. Vengono a contatto con altre tradizioni spirituali/ religiose e lavorano a tempo pieno per l'evoluzione della consapevolezza planetaria.
Questo tema della nuova era e' diventato sempre piu' popolare e sentito negli ultimi decenni, per vari motivi.
Un numero crescente di persone si sta rendendo conto del fallimento e dei pericoli imminenti creati dallo sviluppo non-sostenibile a livello globale, dei difetti del sistema economico, sociale, politico e culturale dell'occidente, ed e' in cerca di un'alternativa fattibile, che risolva i gravi problemi in cui si trova il genere umano.
Siamo all'alba di un nuovo capitolo della storia umana, e il vecchio stile di vita si sta esaurendo - nel bene e nel male. Stefi e i suoi amici diventano i portavoce dell'inquietudine e delle domande di tutti, ma anche delle risposte e dell'integrazione delle varie prospettive possibili.

- Italo Calvino dice che "scrivere è sempre nascondere qualcosa in modo che poi venga scoperto." Al termine del tuo libro resta qualcosa che poi sarà scoperto nel quarto  che hai già in programma di scrivere?

Certo... il quarto e ultimo volume della storia di Stefi e' gia' in programma, e svelera' delle idee che considero veramente preziose sia per me stesso che per tutti coloro che vorranno raccoglierle e utilizzarle.
Ma di che cosa si tratta, lo scoprirete a suo tempo...

- C'è un genere letterario che ti affascina? Hai degli autori preferiti? E c'è un libro che hai letto ripetutamente?

Il libro che mi ha affascina piu' di tutti e' La profezia di Celestino, di James Redfield.
Quando l'ho letto per la prima volta, nella versione italiana, ho subito sentito che parlava di una profonda e urgente verita', di qualcosa che avevo sempre cercato e che volevo esplorare. L'ho riletto un sacco di volte, con una gioia sempre viva, e con sempre nuova ispirazione e soddisfazione.
Mi piacciono anche i brevi testi poetici, che esprimono sentimenti, sensazioni e riflessioni profonde, come le poesie giapponesi, che sono dei piccoli gioielli. Quello che pero' leggo di piu' sono gli articoli di informazione alternativa...

- Come ti sei avvicinato alla scrittura e quale posto occupa nella tua vita?

Gia' da qualche anno mi dilettavo a scrivere brevi storie, ma soprattutto a far circolare in vari modi informazione e consapevolezza delle questioni di attualita' e dell'antica conoscenza umana.
Il mio veicolo preferito era la radio, naturalmente, ma usavo molto anche i siti internet, i blog, i forum, i gruppi di discussione in Rete, in cui sono venuto a contatto con molte realta' diverse.
Il Villaggio di Luce, per esempio, e' stato un'esperienza molto interessante, in cui abbiamo approfittato del momento dei gruppi di discussione Yahoo per raccogliere un gruppo eterogeneo di sognatori e ricercatori spirituali, e scambiare esperienze e idee su un percorso che e' stato molto utile a tutti. Ho trovato anche delle importanti ispirazioni, e ho imparato molto sulle tecniche antiche e moderne di catarsi psicologica e spirituale tramite il teatro e la letteratura.
Cosi' e' nata l'idea di lavorare su me stesso in un modo nuovo, creativo, proiettando una mia "personalita' letteraria" che fosse libera dalle limitazioni quotidiane, una specie di "doppelganger" che viaggiasse intrepido nei territori del sogno e delle possibilita', e ne riportasse dei tesori preziosi anche per la mia evoluzione nel mondo interiore reale. Insomma, Stefania aveva la possibilita' di fare qualunque cosa io avessi mai desiderato o sognato, e di esprimerla aiutandomi a focalizzare e visualizzare meglio la mia vita.
Ormai Stefania e' parte integrante della mia vita: un personaggio vivo e reale, la mia migliore amica. Mi ha insegnato a scrivere, ad esprimermi in modo creativo, ed e' stato un regalo di valore inestimabile.

- Scrivere significa interessarsi non solo alla propria vita, ai propri sentimenti, ma anche a quelli degli altri. Tu pensi che per uno scrittore la dote dell'empatia sia indispensabile?

Se uno scrittore dovesse percepire, sperimentare e descrivere soltanto la propria vita e i propri sentimenti, il suo lavoro potrebbe diventare un noioso monologo.
L'empatia e' importante non solo nel campo letterario e creativo, ma anche nelle relazioni umane e sociali... bisogna assolutamente incoraggiare la gente ad aprirsi al mondo piu' ampio e alle esperienze di altri.

- Tu sei nato da padre italiano e da una madre nata in Slesia, cresciuta a Berlino e rimpatriata nel paese natio del padre, l'Austria. I lettori conoscono l'infanzia difficile di tua madre trascorsa senza amore, con la fame e sotto le bombe della II Guerra mondiale. Sicuramente una madre che, quando ti ha messo al mondo, aveva già alle spalle una vita complicata, piena di problemi e sofferenza. Che influenza ha avuto sul tuo carattere questa madre in un certo senso fuori dai canoni?

Da un lato questa madre“fuori dai canoni” era molto stimolante. Lei scriveva e io fin da piccolo volevo scrivere. Lei amava fotografare e io la imitavo con una macchina fotografica finta. Lei dipingeva e anch'io volevo dipingere, poi mi limitavo a disegnare e con gli amici del cortile vendevamo le nostre "opere" su un panchetto improvvisato davanti al nostro palazzo. Lei trasmetteva alle radio libere e io andavo con lei a occuparmi della  conduzione tecnica. Lei raccoglieva un gruppo di bambini e insieme a me ci portava in una tivù libera per realizzare una trasmissione dal titolo "La tavola verde", per la quale abbiamo anche ricevuto un premio. Lei da piccolo mi trascinava  nelle gallerie d'arte e io mi annoiavo da morire! Ma poi c'è stata la grande ferita, quando lei ha pubblicato un libro che raccontava di sua madre membro delle SS e guardiana ad Auschwitz-Birkenau - mentre io, suo figlio - ne ero totalmente all'oscuro.

- Cosa hai provato quando tutti i giornali parlavano di quel libro e di tua nonna definendola “un'aguzzina nazista”?

L'ho vissuto malissimo. Mi sentivo marchiato come nipote di una criminale di guerra quasi anch'io fossi colpevole. Ciò è stato fonte di rancore da parte mia, di conflitti e malessere. Per molti anni ho provato quasi un rifiuto verso mia madre ma poi, elaborando il suo passato, ovvero quello di mia nonna, finalmente ho capito che mia madre soffriva delle ferite che le aveva inferte un regime criminale e una madre egoista che, per servire questo regime, l'aveva abbandonata a soli 4 anni. Non è stato facile per mia madre scoprire a 34 anni che durante il nazismo sua madre è stata complice dello sterminio degli ebrei.)

- Ora com'è il vostro rapporto?

Abbiamo fatto un duro percorso per comprenderci a vicenda, attualmente il nostro rapporto è più sereno. Ma    c'è ancora un buon pezzo di strada da percorrere.

- Torniamo alla scrittura. Secondo te si può imparare a scrivere? Intendo realizzare letteratura di pregio e non buoni scritti in un perfetto italiano?

Ah, questo e' un punto davvero dolente.
Lo stile di uno scrittore e' l'espressione della sua sensibilita', creativita', passione, e a volte la preoccupazione di evitare quelli che vengono considerati correntemente errori o imperfezioni diventa soffocante. La paura delle  ripetizioni, l'ansia per le modificazioni eufoniche, le scelte per la punteggiatura sono tutte occasioni di confronto con l'editore e la discussione puo' diventare tesa.
Uno scrittore che vuole progredire verso la perfezione deve essere molto umile e disposto ad ascoltare e imparare... e non deve prendersela per le critiche e i commenti negativi, altrimenti e' finita. A volte quello che noi pensiamo sia "stile" e' in realta' un modo di scrivere "strano" e la maggior parte della gente pensera' che sia semplicemente cattivo italiano.
Trovare un buon editore che comprenda e rispetti i nostri gusti e il nostro stile e' una benedizione incredibilmente rara, specialmente quando e' un amico cosi' sincero che e' disposto a fare una brutta figura a livello professionale sorvolando su quelle che per noi sono espressioni di stile e licenze poetiche.
Io devo confessare di essere miracolosamente fortunato...

- Scrivi quando ti viene l'ispirazione o il tuo è un lavoro sistematico da tavolino?

Avendo un impiego professionale a tempo pieno oltre alla mia attivita' di scrittore, devo rispettare delle limitazioni di tempo. Quindi lavoro soprattutto nei week-end e durante le vacanze.
E' vero pero' che penso spesso alla storia sulla quale sto costruendo, e prendo appunti quando mi vengono delle buone idee.

- Secondo te cosa decreta il successo di un libro?

Il momento giusto della sua apparizione tra il pubblico.
Un libro ha successo quando la gente lo comprende e vi si riconosce - non necessariamente come esperienza personale, ma anche come come proiezione mentale, interesse o desiderio.
Non bisogna pero' dimenticare che ci vuole una buona dose di fortuna - sincronicita', direbbe James Redfield - e tantissimo lavoro, determinazione, pazienza e umilta'.



- La cultura, l'arte, sono un'assoluta necessità dell'umanità?

Si', senz'altro.
Naturalmente cultura e arte non devono essere limitate al livello accademico e convenzionale... ne troviamo degli esempi splendidi anche tra le popolazioni che vivono a livello tribale, e tra persone che non hanno percorso la via della scolarizzazione convenzionale e della preparazione professionale in campo artistico.
Dopotutto, cultura e arte corrispondono esattamente a conoscenza ed espressione creativa, e benche' l'argomento possa essere differente a seconda dell'individuo o del gruppo, tutti gli esseri umani cercano la conoscenza e sono capaci di creativita'.

- Per finire: secondo te e nella tua personale esperienza, la letteratura procura anche tensione e sofferenza?
Ad esempio: Gustave Flaubert scrive all'amica Louse Colet: "Ottobre 1847, notte di sabato, ore 2: "Lo stile, che è una cosa che mi sta a cuore, mi tende orribilmente i nervi, mi stizzisco, mi rodo. Ci sono giorni in cui ci sto male e la notte ne ho la febbre. Che strana mania quella di passare la vita a consumarsi su delle parole, e a sudare tutto il giorno per cesellare dei periodi. Ci sono volte, è vero, in cui si gode enormemente, ma con quanto scoraggiamenti e amarezze non si paga quel piacere!"

Si', e' vero.
Ma tutto cio' che ha veramente un valore profondo si conquista con tensione e sofferenza. Non solo il lavoro letterario.
Forse, volendo filosofeggiare, e' proprio questo il problema della societa' contemporanea. La gente non e' piu' disposta a riconoscere il valore del lavoro, dell'impegno, del sacrificio, e a tollerare qualche tensione e sofferenza allo scopo di raggiungere uno scopo superiore.

- Renzo, malgrado ci troviamo nel 2012 nell'era del computer e di Internet, ti riconosci un po' nelle affermazioni di Flaubert?

Il lavoro su computer e internet consiste per lo piu' nella stesura del testo, ma la nascita delle idee nella mente dello scrittore continua ad avvenire nel solito vecchio modo... il computer da solo non e' capace di fare niente.
Gli esseri umani devono imparare a usare la tecnologia, non ad esserne usati. E' un discorso vecchio ma sempre attualissimo... e - questa e' un'anteprima assoluta - lo inseriro' nel prossimo e ultimo volume della serie di Stefi.

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Osteoporosi: 20 minuti di sole ogni giorno rafforzano le ossa


Secondo gli esperti sono sufficienti 20 minuti al giorno di esposizione alla luce del sole per garantire il giusto apporto di vitamina D al nostro corpo. La vitamina D è molto importante per il nostro organismo in quanto contribuisce a fissare il calcio nelle ossa. Questo significa che una carenza, combinata spesso anche a bassi livelli del minerale, può essere pericolosa e portare a sviluppare osteoporosi.


In estate, quindi, scegliendo le ore giuste della giornata in cui esporci, possiamo accumularne un po', senza dimenticare di proteggere la nostra pelle. Per prevenire i danni da mancanza di vitamina D, la Siommms consiglia, oltre a una regolare esposizione al sole, anche un'alimentazione ricca di calcio.


Il presidente della Siommms, Giancarlo Isaia, Direttore del dipartimento di geriatria e malattie metaboliche dell'osso presso l'ospedale Molinette di Torino, secondo quanto riporta AdnKronos Salute, spiega:



"L'estate è il periodo dell'anno in cui c'è più luce e durante le vacanze è più facile prendere il sole, stimolando quindi la sintesi di vitamina D. Esponendosi ai raggi solari per 20 minuti al giorno per 5 giorni alla settimana, scoprendo almeno le braccia, il viso e le gambe".



In Italia l'osteoporosi colpisce 4,5 milioni di persone. Per questo andrebbe trattata come una patologia di priorità sanitaria e sociale.



"Facendo cultura su questo tema, risultano alti i benefici attesi in termini di qualità di vita dei pazienti e di costi sociali sensibilmente abbattuti. Il percorso di prevenzione è articolato ma uno stile di vita corretto, con attività fisica all'aria aperta, alimentazione equilibrata ed esposizione al sole è sicuramente un buon punto di partenza", conclude l'esperto.



Roberta Ragni


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Vitamina D: la carenza è un fattore di rischio per il cuore. E' bene prendere il sole






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Paracetamolo: non funziona contro il mal di schiena

paracetamolo


Il paracetamolo viene spesso usato come antidolorifico. Un nuovo studio scientifico mostra però come questo principio attivo sia inefficace contro il mal di schiena . I risultati contraddicono quindi le raccomandazioni dei medici in questo senso e anche i consigli di utilizzo che si trovano sui foglietti illustrativi dei prodotti a base di paracetamolo.


Lo studio, pubblicato su The Lancet, è stato effettuato su un campione di 1.643 persone affette da lombalgia acuta. Ad occuparsi di loro sono stati i ricercatori dall’Università di Sydney che hanno voluto fare un’indagine su larga scala confrontando gli effetti del paracetamolo e di un placebo sul mal di schiena.


I volontari sono stati divisi in 3 gruppi: ogni volta che sentiva dolore il primo gruppo prendeva un placebo, il secondo del paracetamolo mentre al terzo gruppo veniva somministrato paracetamolo per 3 volte al giorno (quindi complessivamente ne assumeva di più). Si riteneva infatti che questo principio attivo potesse non fare effetto in quanto non veniva dato in dosi adeguate.


I ricercatori si aspettavano quindi di notare un miglioramento nel terzo gruppo che invece non c’è stato: “Siamo rimasti sorpresi nel vedere che non importa quanto hai preso il paracetamolo, non faceva nessuna differenza” hanno dichiarato.


Gli scienziati sono dunque convinti che, nonostante sia uno dei rimedi più spesso raccomandati, il paracetamolo non aiuta a recuperare più rapidamente, a ridurre i livelli di dolore o migliorare il loro sonno e la qualità della vita di chi soffre di mal di schiena. Potrebbe essere più utile invece consigliare ai pazienti di riposare di più, migliorare la propria postura e fornire altri tipi di rassicurazioni sulla situazione.


Francesca Biagioli


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Fare il bagno dopo mangiato non è pericoloso, altre sono le cause di morte in acqua

bagno al mare mangiare


E’ risaputo che fare il bagno dopo aver mangiato può essere pericoloso perché l’acqua, soprattutto se fredda, può interrompere la digestione e provocare una congestione. Ebbene questo sarebbe solo un luogo comune, tra l’altro tutto italiano, e senza fondamento.


A dirlo Alberto Ferrando, intervistato dal Tgcom24, un pediatra istruttore di rianimazione cardiopolmonare. Secondo l’esperto questa convinzione sarebbe in realtà una bufala e lo proverebbe anche il fatto che in altri paesi non si segue questa consuetudine.


Ovviamente ciò non significa, dichiara l’esperto, che prima di farsi il bagno non bisogna tener conto di alcune cose importanti come ad esempio il fatto di non abbuffarsi. E’ sempre consigliato fare pranzi leggeri e, nel caso degli adulti, evitare di bere alcool. Altro accorgimento importante è quello di immergersi gradualmente nell’acqua soprattutto se è molto fredda o se si è particolarmente accaldati.


Ad essere pericoloso sarebbe dunque lo sbalzo termico che può provocare anche svenimenti in acqua con conseguente pericolo di annegamento.


Non sarebbe dunque colpa del cibo ingerito se ogni anno se registra sempre qualche caso di annegamento sulle nostre spiagge o piscine. Le principali cause di morte in acqua secondo Ferrando sarebbero altre:


- Avere un piscina in casa con bambini tra gli 1 e i 4 anni


- Non saper nuotare


- Mancanza di protezioni per i bambini in piscina


- Scarsa attenzione dei genitori


- Comportamenti pericolosi degli adolescenti al mare, fiume o lago


- Non utilizzo dei giubotti di salvataggio quando si va in barca


- Alcool


- Epilessia e altri problemi neurologici


Francesca Biagioli






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mercoledì 23 luglio 2014

Lilica, il cane generoso che porta da mangiare ai poveri (VIDEO)

lilica


I cani sono creature incredibili e Lilica, una randagia brasiliana, ne è un perfetto esempio. Vive in un quartiere povero di San Carlos, in Brasile, insieme ad altri animali e alla sua famiglia umana indigente. Per questo ogni notte percorrere chilometri e chilometri nel buio, sfidando il traffico, solo per portare cibo ai suoi fratelli: un altro cane, un gatto, un paio di galline e un mulo.




Lilica è stata abbandonata in una discarica quando era solo una cucciola. Neile Vaina Antonio, il custode la accolse e si prese cura di lei. Lilica è presto diventata amica di tutti gli altri animali della discarica, che si offrono a vicenda calore, compagnia e solidarietà. Quello che gli accomuna, oltre all'amore, è la povertà.


Tre anni fa, Lilica rimase incinta e partorì otto cuccioli. Sapeva che doveva trovare un modo per nutrirli e alla discarica il cibo non bastava per tutti. Così ha iniziato a uscire la sera, in cerca di scarti. Durante uno dei suoi viaggi notturni, ha avuto la fortuna di incontrare la volontaria animalista Lucia, un'insegnante che iniziò a darle da mangiare.


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"Camminava e annusava i bidoni della spazzatura e ha richiamato la mia attenzione. Ho pensato che fosse senza casa, perché era alla ricerca di cibo. Così le ne ho offerto un po'. Un giorno, ha smesso di mangiare, ha afferrato la busta ed è corsa via, portandosela dietro. Il cibo cadde lungo la strada, perché la busta era aperta. Il giorno dopo, quando ha finito di mangiare, ho legato la busta. E lei l'ha preso. Da quel giorno in avanti, è così che facciamo facciamo. Lego la busta e lei la porta", spiega Lucia.



Un giorno l'insegnante decide di seguire Lilica, per vedere dove scappa tutte le sere. È così che scopre il motivo per cui porta via la busta del cibo. Da allora Lucia non ha mai mancato un appuntamento con Lilica. Tutte le sere, alle 21:00 e l'aspetta con la busta del cibo. Lilica in arriva, mangia un po' e poi corre a nutrire la sua famiglia.


Roberta Ragni


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Il distributore automatico per fare il pieno di... detersivi alla spina!

deterfriend cover


Siete alla ricerca di detersivi più rispettosi dell'ambiente? A Padova negli ultimi tempi è arrivata una novità. Si tratta di Deterfriend, un distributore automatico per la vendita di detersivi alla spina. Lo ha ideato Enrica Sanavio, una biologa a cui la natura sta molto a cuore e che proprio per questo progetto di recente ha ricevuto il Premio Innovazione dell'Impresa Femminile.


Deterfriend è un negozio automatico dove i cittadini possono prelevare da soli il detergente liquido sfuso, un po' come farebbero per il carburante. In questo modo si ottiene il vantaggio principale legato alla scelta dei detersivi alla spina, cioè la riduzione dei rifiuti prodotti dagli imballaggi.


Infatti per acquistare i detersivi alla spina dal distributore Deterfriend si possono utilizzare flaconi o contenitori propri di qualsiasi dimensione. Una libertà che si traduce in un sistema di acquisto che non produce rifiuti. Grazie ai distributori automatici di detersivi sfusi avremo meno accumuli di plastica e una riduzione delle emissioni di Co2.


Ogni distributore è dotato di un dispositivo conta litri. I detersivi vengono erogati in quantità che corrispondono al credito inserito, a partire da 30 centesimi. Un'opzione che permette di acquistare soltanto il quantitativo di detersivo di cui si ha davvero bisogno e che consente di risparmiare.


Il progetto Deterfriend ricorda che per la pulizia della casa non serve utilizzare un numero esagerato di prodotti. Per questo l'offerta è ridotta ad 8 detersivi, alcuni dei quali sono multiuso, cioè risultano adatti alla pulizia di superfici differenti.


La maggior parte dei detersivi proposti sono "ECO", cioè rispondono a criteri ambientali minimi per la protezione delle acque (secondo il decreto del 24 maggio 2012 del Ministero dell'ambiente e della tutela del mare e del territorio). Si tratta del detersivo per i piatti, dello spray per i vetri, dell'anticalcare, del detersivo per la lavatrice e dell'ammorbidente.


Speriamo che presto anche i prodotti rimanenti, cioè lo sgrassatore, l'antibatterico e il detersivo per i pavimenti, possano rispettare gli stessi criteri. Sul sito web dedicato al progetto potrete trovare le schede tecniche e le schede di sicurezza di tutti i detersivi passando il mouse sulla voce Prodotti del menù.


I prodotti in vendita sono stati selezionati secondo criteri di superamento di prove di efficacia nell'ambito delle industrie alimentari. Sono dunque ad elevato potere pulente ed ideali sia per l'igiene domestica che per l'uso professionale, ad esempio in attività della ristorazione, ma anche scuole, asili e studi medici.


Deterfriend è un progetto in Franchising, nato per promuovere l'apertura di più punti vendita a vantaggio dell'ambiente, grazie alla promozione dei detersivi alla spina, senza imballaggi. Deterfriend promuove inoltre campagne di sensibilizzazione a favore dell'ambente anche in collaborazioni con associazioni ed enti locali. Qui maggiori informazioni sulle opportunità di Franchising.


deterfriend distributore detersivi


deterfriend detersivi sfusi


Il negozio Deterfriend si trova a Padova, in via Madonna della Salute 86, ed è aperto tutti i giorni. Chi non può recarsi presso il negozio self-service, può usufruire di un negozio virtuale con servizio di consegna a domicilio e reso del vuoto, attivo per i cittadini del Comune di Padova.


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Marta Albè


Fonte foto: deterfriend.com


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lunedì 21 luglio 2014

Orsi animali 'dannosi': la delibera che dispone anche abbattimento e cattura

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La Provincia di Trento ha creato una nuova definizione per gli orsi, non più "specie protetta" ma "dannosa". E ne dispone l'abbattimento e la cattura. Cosa significa? Che di fatto si darebbe ai cacciatori, o a chi per loro, un nuovo bersaglio su cui scagliarsi, dimenticando tutto di un colpo dei finanziamenti pubblici che proprio Trento ha ricevuto per la reintroduzione di questi animali.


Gli 'orsi dannosi' in Trentino, infatti, potranno essere muniti di radiocollare, ma anche catturati o abbattuti, se non saranno efficaci le misure di prevenzione. È quanto dispone una delibera della Giunta della Provincia autonoma di Trento, che entra a fare parte del Piano d'azione interregionale per la gestione dell'orso bruno nelle Alpi centro-orientali (Pacobace).



"Siamo attenti - ha spiegato l'assessore Michele Dallapiccola - al turismo culturale e sportivo, ma anche agli aspetti naturalistici. Se da una parte il progetto di reintroduzione degli orsi ha rappresentato un'attrattiva, siamo anche consapevoli delle difficoltà che talvolta comporta per i danni al bestiame. Un lavoro approfondito di monitoraggio effettuato nel 2013 ci ha portati a formulare questa proposta".



Per la Lav, però, la definizione di specie dannosa, che non esiste nel nostro ordinamento, è illegittima:



"Gli orsi non sono dannosi, fanno semplicemente gli orsi e hanno il diritto di vivere nel loro habitat, senza essere messi al patibolo per ignoranza o per discutibili interessi, così si calpesta la legge 157/92 e gli artt. 544 ter e bis del codice penale. Il Ministro dell'Ambiente Galletti respinga questa delibera scellerata!".



L'associazione, ricordando che l'orso è una specie particolarmente protetta, annuncia ricorso e valuta l'opportunità di un esposto alla Corte dei Conti per la sospetta 'malagestione' dei cospicui fondi nazionali e UE destinati, negli anni, al Progetto di reintroduzione LIFE Ursus. Per la Lav si tratta di una delibera dannosa e contraria a qualsiasi legge, ma anche a qualsiasi ragionamento logico. Quanti orsi seguranno le sorti dello sfortunato M13?


Roberta Ragni


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martedì 15 luglio 2014

Super pasta, super vino e super caffe' conditi da una camminata il segreto per stare bene a tavola negli incontri scientifici su salute e nutraceutica

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Parola d'ordine: promuovere sani stili di vita, cominciando con una bella camminata fino ad arrivare a tavola con la "super pasta", un bicchiere di "super vino" e per chiudere un caffè, super anche questo. Disseminare nella società questa cultura è quanto si prefigge la terza edizione del programma di incontri di alto profilo scientifico dedicati alla salute e agli apporti della nutraceutica, coordinato anche quest'anno dal professor Enrico Roda, noto gastroenterologo di fama internazionale e presidente della Fondazione Istituto di Scienze della Salute.


Gli incontri, come ormai è tradizione, si terranno tutti nelle sale convegno di BolognaFiere durante il SANA, il 26° Salone Internazionale del Biologico e del Naturale organizzato da BolognaFiere in programma da sabato 6 a martedì 9 settembre (www.sana.it). Quest'anno però il programma di incontri prevede una novità: sarà inaugurato infatti da una "Camminata per la salute" che si snoderà da Piazza Santo Stefano, nel cuore del centro storico di Bologna, fino al Santuario della Madonna di San Luca, la basilica che si trova sul Colle della Guardia che domina la città. "Siamo impegnati in collaborazione con il SANA in un'opera di disseminazione divulgativa della cultura della salute – spiega il professor Roda – e abbiamo pensato di cominciare con una camminata per promuovere l'attività fisica, in particolare il camminare, come ingrediente fondamentale per mantenersi in buona salute. L'iniziativa sarà solo la prima di una lunga serie: in futuro vorremmo infatti organizzare una camminata al mese, magari per raggiungere punti di interesse culturale e artistico con l'aiuto di tutor ed esperti". Intanto alla prima Camminata per la salute hanno aderito, tra gli altri, i ministri Federica Guidi e Gian Luca Galletti, Romano Prodi, Piero Gnudi, il sindaco di Bologna Virginio Merola, il presidente di Genus Bononiae Fabio Roversi Monaco, il presidente della Virtus Pallacanestro Renato Villalta, il patron di Valsoia Lorenzo Sassoli de Bianchi, l'Ordine dei Medici di Bologna.


La camminata darà il via alla serie di convegni promossi dalla Fondazione Istituto di Scienze della Salute nell'ambito di SANA. I congressi medici, indirizzati anche alla comunità scientifica, andranno ad integrare il mondo della salute con quello della produzione alimentare, con particolare attenzione alla produzione di alimenti che utilizzano l'impiego di elementi nutraceutici e che rappresentano gli ingredienti-base della Dieta Mediterranea.


Tra i temi al centro dei convegni ci saranno la celiachia, l'intera filiera della Dieta Mediterranea, l'idratazione e le proteine vegetali. Queste ultime, "svestite" dai grassi, hanno un ruolo fondamentale nella creazione della cosiddetta super pasta, che così integrata costituirebbe sia primo che secondo nella nostra alimentazione. Lo stesso discorso vale per il caffè e per il vino, che grazie agli studi scientifici possono essere integrati e diventare super caffè e super vino. "Ormai tutti gli studi hanno abbattuto il vecchio pregiudizio della medicina secondo il quale il caffè fa male: non è così. Anzi, la durata della vita – afferma Roda – dipende anche dal numero di caffè bevuti. Recenti studi hanno dimostrato, per esempio, che chi beve caffè riduce della metà la probabilità di ammalarsi di cancro al fegato".






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venerdì 11 luglio 2014

Tulou: le case circolari degli Hakka nate per creare comunita' autosufficienti

tulou hakka


Tulou, le case circolari degli Hakka, a metà tra le corti di una volta e il co-housing. Guerre e conflitti spesso provocano la distruzione delle case e delle costruzioni architettoniche dei Paesi coinvolti, ma possono anche portare ad una vera e propria rinascita e dare vita a nuove costruzioni che definiscono l'identità culturale dei popoli e dei loro luoghi. La popolazione degli Hakka fu coinvolte in scontri armati per l'approvvigionamento delle risorse primarie fin dal 17esimo secolo.


Per porre rimedio alla loro situazione, gli Hakka iniziarono a costruire strutture massicce che permettessero loro non soltanto di allontanare gli intrusi, ma anche di formare comunità autosufficienti, che comprendessero lo spazio per la conservazione degli alimenti, per l'abitazione, per i templi e per il bestiame.


Gli Hakka sono una popolazione cinese dell'etnia Han. Vivono nella Cina meridionale, tra le province di Guangdong, Jiangxi, e Fujian. I loro antenati probabilmente provenivano dalla Cina centrale e, attraverso flussi migratori, si trasferirono nel sud-ovest della Cina, in particolare nella provincia montana di Fujian.


Hanno formato delle comunità e abitazioni speciali note con il nome di Tulou, che si caratterizzano per la presenza di fortezze di forma circolare o quadrata. La strutture di solito avevano un solo ingresso e finestre posizionate verso il suolo. Ogni comunità nel proprio edificio poteva resistere ad un assedio prolungato, poiché le abitazioni erano attrezzate con scorte di cibo e fonti interne di acqua. Inoltre spesso erano presenti sistemi fognari fortificati.


Queste case circolari sono state costruite con mattoni di pietra o più spesso con terra battuta. Hanno muri spessi fino a 6 metri ed hanno un altezza pari a 3 o 4 piani. Alcune strutture hanno una superficie davvero straordinaria, pari a centinaia di metri quadrati, e risultavano in grado di ospitare fino a 80 famiglie.


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I Tulou, che significa "costruzioni di terra", sono considerate abitazioni contadine collettive e residenze tradizionali tipiche del popolo degli Hakka. Al centro si trovava un cortile di cui le famiglie ususfruivano in comune.


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I Tulou sono delle vere e proprie testimonianze dell'efficienza, dei valori e dei benefici che possono derivare da uno stile di vita basato su abitazioni collettive. Nel 2008 l'Unesco ha dichiarato i Tulou Patrimonio Mondiale dell'Umanità , citando questi speciali edifici come esempi eccezionali di una tradizione che ha permesso di creare abitazioni uniche e funzionali.


Marta Albè


Fonte foto: unesco.org


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Salute: a causa della crisi peggiora quella mentale. Ben 2,6 milioni i depressi in Italia

depressione italia


Secondo gli ultimi dati Istat, in Italia il grado di salute mentale dei cittadini sta peggiorando a causa della crisi. Sembra che nel nostro paese siano ben 2,6 milioni i depressi e si tratta di una situazione destinata a peggiorare, secondo gli esperti.


Quelli più provati sembrano essere i giovani fino a 34 anni, ma subito dopo si trovano gli adulti tra i 45 e i 54 anni. La depressione vera e propria, secondo i dati Istat, riguarda una percenutale doppia di donne indipendentemente dall’età. Nel complesso comunque l’indice di salute mentale nel 2013 ha registrato un -1,6 punti rispetto al 2005.


Nonostante la crisi abbia avuto influenze particolarmente negative sulla salute mentale sembra invece che quella fisica non ne abbia risentito rimanendo nel complesso stabile tra malattie che insorgono più spesso e altre che invece si è riusciti a tenere a bada. Sono infatti diminutite l’artrosi e le malattie respiratorie croniche e si invecchia generalmente in maniera più sana di contro però sono aumentati cancro, Alzheimer e demenza senile.


Un dato molto importante, poi, riguarda la prevenzione: rispetto al 2005 ad esempio sono aumentati gli screening preventivi che riguardano i tumori femminili, in particolare si registrano più controlli tra le donne oltre i 65 anni, quelle che appartengono alle fasce di popolazione meno istruite e le straniere.


Per quanto riguarda il ricorso alla medicina, un vero crollo si è registrato rispetto alle visite dal dentista che hanno registrato un -30%. Scende anche l’utilizzo di medicinali omeopatici dal 7% del 2005 al 4.1% del 2013 e il ricorso a medicine alternative dal 15.8% all’8.2%.


Francesca Biagioli


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giovedì 10 luglio 2014

Ospedali: i pulsanti degli ascensori ospitano piu’ batteri che i wc

ascensori batteri


Fin da quando siamo piccoli risuonano nelle nostre orecchie raccomandazioni del tipo: non appoggiarti nei bagni pubblici sono pieni di batteri e puoi prenderti delle malattie! Ovviamente questo è vero ma spesso sottovalutiamo che tanti altri oggetti e luoghi intorno a noi pullulano ugualmente di vita microscopica. Tra questi sembrano esserci anche i pulsanti degli ascensori, in particolare quelli degli ospedali!


Un nuovo studio, condotto da un team di ricercatori dell’università di Toronto e pubblicato sulla rivista Open Medicine, ha voluto analizzare 120 pulsanti degli ascensori negli ospedali confrontandoli con 96 superfici di bagni (soprattutto maniglie) scoprendo con sorpresa che si trovavano più batteri (il 61%) sugli ascensori piuttosto che nei bagni.


Gli esperti hanno sottolineato che si trattava di organismi non patogeni ovvero non potenzialmente pericolosi per l’organismo umano. Questo però non toglie il fatto che esista comunque un rischio contaminazione per tutte le persone che li utilizzano frequentemente all’interno degli ospedali. Inoltre, come sottolinea il dottor Donald Redelmeier a capo della ricerca, gli ascensori: "Sono molto attivi in ogni momento della giornata e sono toccati da più persone e quasi sempre con le mani senza guanti. Non possono essere puliti ogni secondo della giornata e una volta che sono puliti, non rimangono tali molto a lungo”.


Come difendersi? Lavarsi sempre bene le mani subito dopo aver usato l’ascensore è certamente il consiglio più utile da dare. Importante però, come sottolinea il dottor Redelmeier, assicurarsi di lavare bene anche la punta delle dita, in particolare il dito indice della mano che utilizzate di più. "Spesso quando le persone usano un detergente, sono molto bravi a lavarsi le mani, ma non le dita. Eppure la maggior parte delle trasmissioni batteriche non avviene nel palmo o dorso centrale, ma si verifica alla periferia della mano".


Francesca Biagioli


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mercoledì 9 luglio 2014

Anguria Art: 10 modi originali e creativi per servire il cocomero

anguria food art


L'anguria è la regina dell'estate, un frutto fresco, dissetante e gustoso che di solito è amato da tutti, anche dai bambini.


La potrete rendere ancora più appetitosa e speciale grazie ad alcuni trucchi ed idee che vi permetteranno di trasformarla in animali e oggetti variopinti da posizionae come centrotavola, aggiungendo anche altra frutta per creare delle macedonie.


Ecco come servire e decorare l'anguria grazie alla food art.


1) Porcospino


Da una normale anguria ecco nascere un porcospino, che sarà un bellissimo centrotavola da cui i vostri ospiti potranno servirsi direttamente per prendere dei pezzetti di frutta con gli stuzzicadenti, che formano gli aculei del porcospino. Potrete creare gli occhi con i mirtilli e il naso con i fichi, sempre aiutandovi con gli stuzzicadenti.


anguria porcospino


fonte foto: countryandvictoriantimes.com


2) Coniglio


Per realizzare un bel coniglio a partire da un'anguria vi servirà un po' più di abilità ma il segreto è tutto nell'iniziare a sperimentare. Al suo inteno potrete servire, oltre ai pezzetti di anguria, una macedonia di fragole e di frutti di bosco. Con i mirtilli e i lamponi potrete creare occhi e naso, mentre per i baffi usate la parte bianca dell'anguria tagliata a striscioline. Qui tutte le spiegazioni.


anguria coniglio


anguria coniglio 2


fonte foto: watermelon.org


3) Squalo


Ecco un altro progetto davvero divertente che vi permetterà di creare con l'anguria un piatto davvero originale da servire. Si tratta di intagliare il frutto in modo da formare uno squalo e di inserire al suo interno tanti cubetti di prelibatezze colorate e gustose, in modo da formare una macedonia. Qui il tutorial completo.


anguria squalo


fonte foto: goodsmiths.com


4) Torta


L'anguria cambia ancora una volta forma rispetto al solito e si traforma in un'elegante torta di frutta. Dovrete creare la base della torta tagliando la parte superiore e la parte inferiore dell'anguria. Poi con l'apposito strumento scaverete la polpa dell'anguria per ricavare tante palline, che diventeranno la decorazione della vostra "torta", come mostra bene la foto.


anguria torta

fonte foto: pinterest.com


5) Medusa


Ecco un'idea molto semplice da realizzare per servire l'anguria ai bambini - e non solo - in modo divertente. Dovrete soltanto tagliare l'anguria a fette e decorarne ognuna com una fettina di melone per formare la bocca, fettine di cetriolo e prugne o altri piccoli frutti per gli occhi e buccia del cetriolo per creare i tentacoli della medusa.


anguria medusa


fonte foto: littlefoodjunction.com


6) Barbecue


Finalmente un barbecue davvero salutare e a tutta frutta. Potrete trasformare una grossa anguria in un barbecue decorativo grazie agli stecchini di legno per gli spiedini. Poi preparerete tanta frutta tagliata a fettine e a pezzetti, senza dimenticare il melone e gli stessi cubetti d'anguria. L'effetto sarà davvero originale.


anguria barbecue

fonte foto: pinimg.com


7) Tartaruga


L'anguria può diventare anche una meravigliosa tartaruga grazie alla food art. In questo caso dovrete intagliare l'anguria con molta pazienza sulla parte esterna per poter formare gli esagoni che compongono il guscio della tartaruga, come nella foto. All'interno potrete servire una macedonia di anguria e frutti di bosco. Qui tutte le istruzioni.


anguria tartaruga


fonte foto: hgtv.com


8) Carrozzina


Ecco un'altra creazione davvero inaspettata. Si tratta di realizzare una carrozzina a partire da una normalissima anguria, con tanto di neonato-bambolotto creato con delle composizioni di frutta. Per le ruote della carrozzina potrete utilizzare delle grosse fette di limone e dei lamponi oppure altri frutti di bosco. Qui il video tutorial da seguire.


anguria carrozzina


fonte foto: betsyciao.blogspot.com


9) Stelline


Per creare questi spiedini con le stelline di anguria questa volta non dovrete lavorare tanto sull'esterno del frutto quanto sulla parte interna e sulla polpa. Dovrete affettare l'anguria in modo da poter ottenere delle stelline, magari con l'aiuto di una formina metallica per biscotti. Poi potrete servirle con uno stecchino di legno. Qui il tutorial completo.


anguria stelline


fonte foto: domesticfits.com


10) Rosa


Infine, c'è anche chi ha pensato di intagliare una bellissima rosa all'interno della polpa di un'anguria. E' vero, occorre molta pazienza, ma poi il risultato sarà davvero sorprendente. Potrete completare il piatto con chicchi d'uva di colori differenti e con palline di polpa di melone e di anguria. Qui il tutorial completo.


anguria rosa


fonte foto: instructables.com


Marta Albè


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Anguria: proprieta' e benefici e come gustarla al meglio






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VV Newsletter 09 Luglio 2014

VV Newsletter 09 Luglio 2014


Caro devoto e devota, caro amico e amica, Hare Krishna!


SRAVANAM KIRTANAM 12 e 13 LUGLIO:


L’evento più atteso dello yoga e della meditazione. Due giorni di estatica immersione nell’antica e mistica pratica del Kirtan in un luogo stupendo nella valle del Chianti. Ospiti del panorama dello yoga e cantanti di Kirtan internazionali ti aspettano per guidarti, attraverso Mantra (suoni sacri) in un viaggio di emozioni spirituali!

Unisciti a noi, dalle 10 di mattina alle 10 di sera!Per info e pernottamenti: kirtan.italy@gmail.com (mailto:kirtan.italy@gmail.com)


VV Iskcon on FaceBook:


E’ nata la nuova pagina su Facebook “Villa Vrindavana Iskcon”, vi invito tutti gentilmente a cliccare “mi piace” e a condividere questa notizia con i vostri amici.


>> http://ift.tt/1kdEOxW (http://ift.tt/1qdCG0P)


NUOVI PROGRAMMI:


Da domenica 29 giugno a domenica 20 luglio ci sarà l’animazione per bambini dalle 16.30 alle 18.30 a cura di bhaktin Yris.

Per info 320 4886100 yrisgga@hotmail.com (mailto:yrisgga@hotmail.com)


KARMA E DESTINO NELL’ASTROLOGIA VEDICA:


La tua vita è segnata dalla nascita?

In questo incontro Zoran Radosavljevic, direttore della scuola di Jyotish SIVA, ci farà percorrere un affascinante viaggio tra gli antichi scritti vedici tra cui lo Srimad Bhagavatam, mostrandoci cosa c’è di vero e cosa c’è di falso di quello che si crede e si…


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IL SOLE E GLI INSEGNAMENTI DI BHISMADEVA (S.B. 5.20.29-30 – Harikirtana dasa, 9Lug14)


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Bandiere del Gusto: tutte le delizie a tavola regione per regione

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Ricette regionali, specialità regionali, prodotti agroalimentari tradizionali, tipicità da mettere a tavola: c'è da leccarsi i baffi con le "Bandiere del Gusto" conferite all'Italia nel 2014 sulla base delle tipicità alimentari presenti sul territorio nazionale per opera di Coldiretti.


Con un nuovo capitolo dedicato alle birre, le bandiere raggiungono il numero record di 4813, tutte specialità che sono ottenute secondo sapienti regole tradizionali protratte nel tempo per almeno 25 anni secondo la quattordicesima revisione del censimento dei prodotti agroalimentari tradizionali delle regioni. È quanto emerge all'Assemblea della Coldiretti che ha tracciato la mappa regionale della classifica del patrimonio enogastronomico che i turisti italiani e stranieri potranno gustare quest'estate.



Sono ben 115 i prodotti in più rispetto allo scorso anno: "E' questo il risultato del lavoro di intere generazioni di agricoltori impegnati a difendere nel tempo la biodiversità sul territorio e le tradizioni alimentari", afferma il presidente della Coldiretti Roberto.



Sul podio delle bandiere del gusto assegnate a livello regionale salgono la Toscana con 463 prodotti, la Campania con 429 prodotti e il Lazio con 386 prodotti. Seguono poi il Veneto (371), l'Emilia-Romagna con 356 prodotti davanti al Piemonte con 341 specialità e alla Liguria che può contare su 295 prodotti. A ruota tutte le altre Regioni: la Calabria con 269 prodotti tipici censiti, la Lombardia con 246, la Sicilia con 235, la Puglia con 233, la Sardegna con 184, il Molise con 159, il Friuli-Venezia Giulia con 156, le Marche con 152, l'Abruzzo con 147, la provincia autonoma di Trento con 107, quella di Bolzano con 92, la Basilicata con 90, l'Umbria con 70 e la Val d'Aosta con 32.


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Le specialità regionali che prevalgono? Certamente i 1468 diversi tipi di pane, pasta e biscotti, seguiti da 1334 verdure fresche e lavorate, 781 salami, prosciutti, carni fresche e insaccati di diverso genere, 487 formaggi, 192 piatti composti o prodotti della gastronomia, 158 bevande tra analcoliche, liquori e distillati, 158 prodotti di origine animale (miele, lattiero-caseari escluso il burro) e 146 preparazioni di pesci, molluschi, crostacei.


LE NEW ENTRY – In Campania entrano nella nuova lista 2014 la ricotta di fuscella di Sant'Anastasia (provincia di Napoli) e il fagiolo di cera (caratterizzato da un seme color avorio con buccia sottilissima e coltivato nella fascia pedemontana del massiccio del Matese); in Basilicata i "viscuttini di Lauria (una specie di tarallo ricoperto da glassa di zucchero che viene donato agli ospiti durante i matrimoni), nelle Marche le paccucce di Colmurano (Macerata), spicchi di mela, preferibilmente rosa, messi ad essiccare al sole o al forno e conservati per l'inverno immersi nella sapa, per essere utilizzate in vario modo, in particolare nella preparazione di dolci e crostate; in Sardegna la sindria call'e boi, una pregiata anguria coltivata a Gonnosfanadiga, nel Medio Campidano, ritenuta tra le migliori dell'isola sino agli anni Sessanta ed ora a rischio d'estinzione e gli "ndremappi di Jenne, tipico piatto della transumanza nell'Alta valle dell'Aniene a base di pasta povera ottenuta da farina integrale, acqua e sale, condita con un sugo fatto con olio, aglio, peperoncino, pomodoro e alici.


LE BIRRE – Le prime ad essere censite sono la birra di Savignone (Liguria), la birra della Valganna (Lombardia) e la birra di Fiemme (Trentino), tre preparazioni che vantano le loro caratteristiche artigianali che si fondano, rispettivamente, sulla leggerezza e il contenuto di vitamine, sulla qualità dell'acqua e sulla storia (nelle grotte della Valganna nel 1977 nacque la prima birra di Angelo Poretti) e sui pregi del lupino e dei luppoli selvatici lavorati usando tecniche e metodi di una volta, riscoperti dopo lunghe ricerche sul territorio valligiano trentino.


Germana Carillo


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