venerdì 30 gennaio 2015

OGM, flop per le semine biotech in Europa: coltivazioni in calo del 3%

ogm europa


Flop per le semine biotech in Europa. La coltivazione di OGM nell'Unione Europea è risultata in calo del 3% per quanto riguarda il 2014. Nel resto del mondo si è registrata una crescita della superficie destinata agli OGM all'interno dei Paesi che ammettono la coltivazione di sementi geneticamente modificati.


Ricordiamo però che i Paesi del mondo dove si coltivano OGM sono soltanto 28 su 198 e non rappresentano dunque la maggioranza sul nostro Pianeta. Segno che si può proseguire nella crescita agricola anche senza ricorrere alle sementi geneticamente modificate?


L'Europa si sta impegnando per concedere ai singoli Paesi membri la libertà di decidere se permettere o vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio. Negli ultimi giorni, dopo il voto europeo della nuova legge sugli OGM, si attendeva che i Ministeri italiani coinvolti intervenissero entro la metà di febbraio per colmare il vuoto normativo nazionale che avrebbe potuto prospettarsi nell'attesa del recepimento della normativa UE.


La decisione di mantenere l'Italia libera da OGM è stata da poco confermata dalla firma da parte del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e di quello dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, del decreto sul divieto di coltivazione di mais Ogm MON810 con la proroga per un periodo di ulteriori 18 mesi del divieto già emanato con il precedente decreto interministeriale del 12 luglio 2013.


Il calo del 3% dei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa conferma la crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che lascia ancora molti dubbi e che, secondo quanto comunicato da Coldiretti, non rispetta le promesse.


In Europa il mais Monsanto (unica varietà ammessa nei confini UE) viene coltivato in soli 5 Paesi su 28. La superficie europea destinata al mais OGM nel 2014 è risultata di appena 143016 ettari. In Spagna viene coltivato il 92% del mais biotech europeo, per un totale di 131538 ettari.


Il restante 8% viene coltivato in superfici residuali del Portogallo, della Romania, della Repubblica Slovacca e della Repubblica Ceca. Molto probabilmente l'Italia non diventerà il 6° Paese europeo o il 29° Paese del mondo ad introdurre la coltivazione di OGM.


Siamo ora in attesa, come ricorda la Coldiretti, del via libera finale alla direttiva Europea che consentirà ai Paesi membri dell'UE di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo.



"Per l'Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura" – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo – "non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy".



Complessivamente sono stati appena 28 i Paesi che nel mondo hanno coltivato biotech nel 2014, per un totale di 181 milioni di ettari concentrati però soprattutto negli Stati Uniti (73.1 milioni di ettari), in Brasile (42,2 milioni), Argentina (24,3 milioni). India (11.6 milioni) e Canada (11,6 milioni) ma anche in Cina (3,6 milioni) e nei Paesi di via di Sviluppo che si sono trovati a sottostare alle pressioni delle multinazionali.


I dati sulla coltivazione di OGM nel mondo sono disponibili grazie all'ultimo rapporto ISAAA , che ha tracciato una mappa e una classifica dei Paesi coltivatori di OGM nel mondo. Quali sono i prodotti geneticamente modificati ammessi fino a questo momento in agricoltura?


Complessivamente nel mondo troviamo varietà geneticamente modificate di mais, soia, cotone, colza, barbabietola da zucchero, alfa alfa, papaia, zucca, pomodori, peperoni e melanzane. Ma, ad esempio, l'unico OGM coltivato in India e in Pakistan è il cotone, mentre numerosi Paesi ammettono tra le varietà geneticamente modificate coltivabili soltanto il mais Monsanto.


mappa ogm mondo 2014


Consulta qui la mappa e la classifica ISAA sugli OGM nel mondo.


Marta Albè


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