Pino Daniele, il rapporto dei medici legali: “Non è morto d’infarto”


Le conclusioni dei periti della procura di Roma, in merito all’autopsia di Pino Daniele, morto lo scorso 5 gennaio. Il cantante è morto per un decadimento della funzione cardiaca. Nessun «fatto acuto» o infarto, ma un fatale decadimento della funzione cardiaca che ha provocato un edema.

pino daniele

Sono queste, stando a quanto si è appreso, le conclusioni nel rapporto dei periti della procura di Roma, Vittorio Fineschi, Giorgio Bolino e Giuseppe Ambrosi, in merito all’autopsia. Gli accertamenti disposti dagli inquirenti, inoltre, hanno chiarito che un ricovero d’urgenza presso il più vicino ospedale avrebbe aumentato le chance di guarigione del cantautore napoletano, ma non avrebbe comunque garantito la sua salvezza. Daniele, dunque sarebbe deceduto per un perdita di energia della pompa cardiaca, ed è stato riscontrato che era in contatto con il cardiologo che lo aveva in cura da tempo. Sarebbe stato lo stesso artista, sempre in base a quanto si è appreso, a rifiutare di salire a bordo dell’ambulanza che lo aveva già raggiunto nella sua abitazione in provincia di Grosseto – per essere trasportato all’ospedale di Orbetello – e a chiedere di essere portato a Roma dal suo cardiologo di fiducia.

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