Caccia, dal 02 Settembre si ricomincia a sparare. Ecco cosa possiamo fare

Dal 2 settembre torna la caccia. Anche se la legge nazionale sulla caccia dispone che la stagione venatoria si apra a partire dalla terza domenica di settembre di ogni anno le deroghe anticipano la caccia sin dall'inizio del mese, anche se non per tutte le specie.

"Una deroga che viene utilizzata con grande disinvoltura dai politici e dagli amministratori regionali, i quali, alla costante ricerca di qualche voto in più, non esitano a consentire la caccia, anche alle specie per le quali lo stesso ISPRA – il massimo istituto nazionale per lo studio della fauna selvatica – esprime parere negativo", tuona 

E così si moltiplicano lungo lo stivale le ventilate delibere filovenatorie. Proprio in piena stagione turistica, quando migliaia di famiglie e legioni di turisti stranieri vogliono frequentare e conoscere le meraviglie della Natura offerte dalla campagna italiana.

"Si tratta di un triste copione già visto che mortifica le istituzioni, espone i funzionari ad ogni rischio, priva i cittadini del loro diritto di intervento. In particolare, si tratterebbe di una misura di forte impatto sulla fauna selvatica in una fase tanto delicata della sua vita, quando alcune specie hanno ancora i piccoli nella fase di dipendenza dai genitori, senza dimenticare quel disturbo biologico a tutta la biodiversità che gli spari comportano e che l'Europa considera uno dei fattori più devastanti per i selvatici", spiegano le associazioni ENPA, LAV, LIPU.

Così, nelle nostre campagne, sulle colline ed in montagna, moriranno centinaia di migliaia di animali selvatici, e, purtroppo, in qualche caso anche gli esseri umani, cacciatori o ignari cittadini che non hanno nulla a che vedere con la caccia, bersagli accidentali dei fucili.

caccia settembre

Per tentare di arginare l'invadenza dei cacciatori ed aumentare quindi la sicurezza dei cittadini, la Lav diffonde un elenco che riporta gli obblighi imposti dalla Legge 157/92, ai quali devono sottostare i cacciatori:

  1. I cacciatori non possono avvicinarsi a meno di 100 metri da qualsiasi stabile adibito ad abitazione o luogo di lavoro o da macchine operatrici agricole in funzione, a meno che il loro fucile non sia scarico e inserito nella custodia.
  2. I cacciatori non possono avvicinarsi a meno di 50 metri da ferrovie e strade carrozzabili, a meno che il loro fucile non sia scarico e inserito nella custodia.
  3. I cacciatori non possono entrare nei parchi pubblici e privati, nei terreni adibiti ad attività sportive, nelle aie e nelle corti o altre pertinenze di fabbricati rurali, a meno che il loro fucile non sia scarico e inserito nella custodia. Non possono in nessun caso entrare nei fondi chiusi da recinzione alta almeno 120 cm.
  4. I cacciatori che usano la doppietta non possono sparare da distanza inferiore a centocinquanta metri in direzione di stabili adibiti ad abitazione o a posto di lavoro, di vie di comunicazione ferroviaria e di strade carrozzabili, di funivie, filovie, di stabbi, stazzi, recinti ed altre aree delimitate destinate al ricovero ed all'alimentazione del bestiame; per i cacciatori che usano i fucili a canna rigata, la distanza di sicurezza sale ad una volta e mezza la gittata (circa 4-5 Km).
  5. Divieto di caccia in forma "vagante" nei terreni con coltivazioni erbacee da seme, nei frutteti specializzati (es. mele, kiwi, pesche, ecc.), negli oliveti e vigneti fino alla data del raccolto, nelle coltivazioni di soia, riso e mais fino alla data del raccolto.
  6. Divieto di sparo da natanti o automobili anche se fermi.

Qualsiasi cittadino che dovesse rilevare la violazione anche di una sola delle disposizioni riportate, può denunciare il fatto a qualsiasi autorità (Corpo Forestale dello Stato, Carabinieri, Polizia Municipale, Polizia), meglio se corredando le sue dichiarazioni con fotografie o testimonianze oculari.

Roberta Ragni

 

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