OGM: il Parlamento boccia la proposta della Commissione Europea sui divieti nazionali

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Il Parlamento Europeo ha bocciato la proposta della Commissione Europea relativa alla possibilità per gli Stati membri dell’UE di vietare o limitare gli OGM sul proprio territorio. La proposta è stata considerata inadeguata e insoddisfacente, non rispettosa del volere della maggioranza dei cittadini UE, fermamente contrari agli OGM.

In particolare i deputati temono che si possa rivelare impraticabile e che comporti la reintroduzione dei controlli alle frontiere tra i Paesi pro e anti OGM. La proposta riguarda la commercializzazione e l’uso di alimenti e mangimi geneticamente modificati in Europa. Il Parlamento Europeo vorrebbe che in materia di OGM venisse rispettata la volontà dei cittadini, al di là delle pressioni commerciali da parte delle multinazionali.

"Il voto di oggi manda un chiaro messaggio alla Commissione. La proposta potrebbe annullare i progressi compiuti con il mercato unico e l'Unione doganale" - ha affermato il relatore Giovanni La Via (PPE, IT), la cui raccomandazione di respingere la proposta è stata approvata con 577 voti favorevoli, 75 voti contrari e 38 astensioni.

Rifiutare la proposta della Commissione Europea in questo caso significa voler dare voce ai cittadini e garantire la democrazia. Il testo presentato dalla Commissione Europea è stato valutato negativamente perché non avrebbe fatto nulla per proteggere meglio i cittadini europei e l’ambiente dai rischi derivanti dagli OGM.

Come sottolinea Slow Food, secondo le regole del mercato comune dell’Unione europea, infatti, eventuali divieti nazionali sull’utilizzo di alimenti e mangimi geneticamente modificati sarebbero impossibili da attuare.

Slow Food Italia considera il voto, avvenuto nella giornata del 28 ottobre, come un segnale di buonsenso da parte del Parlamento Europeo in coerenza con il rifiuti agli OGM espresso dai cittadini e con le posizioni di cautela assunte dai 19 Stati membri che hanno richiesto di poter escludere i propri territori dalle coltivazioni di OGM, anche se approvate a livello comunitario.

Adesso bisognerebbe dunque ripartire dall’ascolto della volontà dei cittadini e dalla formulazione di una nuova proposta, più condivisibile, che risponda alle aspettative degli elettori e dei consumatori.

Come ricorda infine Slow Food, su tutta questa analisi aleggia poi lo spettro del TTIP, il trattato commerciale Europa-Usa che, se verrà approvato, rischia di sovrapporsi o di sostituirsi a decisioni che andrebbero invece prese dagli eletti con l’obiettivo del benessere dei cittadini.

Guardate qui il video del Parlamento Europeo, in cui si espongono le ragioni del rifiuto della proposta della Commissione Europea sugli OGM.

Marta Albè

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