sabato 31 gennaio 2015

E dei risultati di BICEP2 restò solo la polvere

E dei risultati di BICEP2 restò solo la polvere

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Il finale non sarà una grande sorpresa per chi ha seguito tutte le puntate precedenti della storia, ma ormai è chiaro che quella trovata da BICEP2 non era la prova dell’esistenza di onde gravitazionali primordiali. Per l’ufficialità e i dettagli tecnici bisognerà aspettare la settimana prossima, quando uscirà su Physical Review Letters l’articolo che riporta


E dei risultati di BICEP2 restò solo la polvere

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Fa l'autostop e riceve un passaggio dal presidente 'povero' Jose' Mujica


Non sareste rimasti sorpresi anche voi se, facendo l'autostop, un leader mondiale vi avesse offerto un passaggio in macchina? È quello che è successo a Gerhald Acosta, alla ricerca di un passaggio dopo un inconveniente sulla strada che porta da casa sua al luogo di lavoro, una cartiera nel sud-ovest dell'Uruguay.


Mentre camminava con il pollice alzato ha visto fermarsi un veicolo con targa ufficiale del governo. L'uomo al volante gli chiede dove stesse andando e gli offre di salire. Una volta in auto, Acosta riconosce la donna che era nell'auto insieme al guidatore e si rende conto che ad offrigli aiuto era stato il presidente uruguaiano José Mujica in persona, accompagnato da sua moglie la Senatrice Lucia Topolansky.


"Conoscevo quella donna. Era Lucia, con il loro cane Manuela me Pepe sul sedile anteriore", ha detto l'autostoppista a El Observador. "Non riuscivo a crederci. Il presidente mi stava dando un passaggio". Il presidente e la moglie si stavano dirigendo verso la loro residenza e hanno deciso di fermarsi ad aiutarlo. Anche se la corsa è stata breve, il gesto della coppia conferma che Mujica non è un presidente come gli altri.


acosta


Il leader è stato anche soprannominato "il presidente più povero del mondo", grazie alla sua decisione di donare il 90 per cento del suo stipendio in beneficenza. Nei passati cinque anni ha anche introdotto i matrimoni tra omosessuali, legalizzato l'aborto (in America Latina è legale solo a Cuba e Città del Messico) e la vendita di marijuana, con lo scopo principale di reprimere il traffico illegale della droga. Lascerà la presidenza nelle mani del neoeletto Tabaré Vázquez il prossimo 1 marzo.


Roberta Ragni


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Mujica: il presidente povero dell'Uruguay ha donato 550mila dollari durante il suo mandato (VIDEO)



Arriverderci José Mujica: il presidente povero conclude il suo mandato dopo aver trasformato l'Uruguay


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Radicamaro con brio

Ecco per voi, amici carissimi di Veganblog, uno sformaggio disintossicante ma con brio, da gustare senza sensi di colpa, da solo o in compagnia di un buon pane ai semi di lino, con un filo di ottimo olio extravergine del Garda ! Ingredienti: 250 g di radici amare di songino 150 ml di acqua o […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1yQw5YT che ringraziamo.

Torta allo yogurt

Per le porzioni di questa torta ho usato il vasetto di yogurt… spero vi piaccia, come potete vedere non sono riuscita a fotografare la torta intera… mamma ne sai qualcosa? haha Ingredienti: 2 vasetti di yogurt di soia bianco (o come più vi piace) 1.5 di vasetti di olio di semi di mais 3 vasetti […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1wLjyFj che ringraziamo.

venerdì 30 gennaio 2015

Mal'Ara 2015: la classifica delle città italiane più inquinate

qualitaria2015


Nelle nostre città si respirano sempre più veleni. Polverisottili e ozono sono spesso fuori controllo e la conseguenza è che ci ritroviamo sempre più esposti a livelli di smog oltre la soglia consentita. Lo scorso anno la peggiore è stata Frosinone. Qui almeno una centralina di monitoraggio ha superato il limite (pari a 35 giorni) oltre la soglia massima per il PM10. Sono questi i dati emersi da Mal'aria 2015, il dossier di Legambiente che monitora l'aria che si respira nelle nostre città capoluogo.


Altro che 35. Nel 2014, Frosinone ha superato per ben 110 giorni i limiti. Ma non va bene neanche nelle città più grandi come Torino in quarta posizione con 77 giorni di superamento al pari di Vicenza e Benevento. Seguono Milano con 68 e Palermo con 65. Anche Roma non brilla finendo tra le peggiori, con 43 giorni oltre la soglia limite.


Dal monitoraggio effettuato da Legambiente su PM10 nel 2014, è emerso che 33 capoluoghi su 88 (il 37% di quelli monitorati) hanno superato almeno con una centralina il limite di 35 giorni oltre la soglia massima ammissibile per il PM10.


Per quanto riguarda gli altri inquinanti il bilancio è relativo al 2013, ultimo anno per cui è stato possibile reperire i dati a livello nazionale. Allora ben 11 città su 63 (il 21%) hanno superato i limiti previsti per il PM2,5 (26 g/m3 come media annuale). Nel 2013 non è andata meglio per il biossido di azoto. In questo caso, 15 capoluoghi sono risultati fuori dal limite medio annuo. Ancora più grave la situazione relativa all'ozono troposferico (O3) in cui il 59% delle città monitorate (50 su 86) ha superato i 25 giorni previsti dalla legge.


E l'anno appena iniziato è tutt'altro che rassicurante. Sono 32 i capoluoghi che nel primo mese del 2015 hanno registrato oltre 10 giorni di superamento della soglia massima di PM10, mentre in 14 si è registrato un superamento un giorno su due. Tra queste troviamo tutti i principali centri urbani dell'area padana e alcune grandi città del centro sud, come Roma (12 giorni di superamento) e Napoli (11). Frosinone e Parma sono le città più colpite dalle polveri sottili del 2015 con 20 giorni di superamento del limite, come mostra la tabella:


aria2015


L'infografica che segue mostra le 12 città in cui l'aria è risultata più sporca, tenendo presente i dati ottenuti dalla centralina peggiore


classificamalaria2015legambient


Fonte: Legambiente


Ed ecco la classifica completa dei capoluoghi di provincia che hanno superato con almeno una centralina urbana la soglia limite di polveri sottili in un anno, nel 2014:


classifica2014malaria


Le cause? Il trasporto su gomma è tra le principali fonti di inquinamento nelle città. In questo settore, il nostro paese detiene ancora il record per numero di auto per abitante, 65 ogni 100 contro una media europea di 48 circa, con un tasso di motorizzazione addirittura in crescita negli ultimi anni. Ma è anche il trasporto privato a finire sul banco degli imputati, essendo la modalità più diffusa per muoversi verso le città e al loro interno.


Estendendo l'analisi a livello internazionale, l'Italia risulta una delle peggiori a livello europeo, soprattutto per quanto riguarda il PM10, il PM2,5 e l’ozono Il nostro paese infatti è quello col più alto numero di morti premature dovute all'inquinamento da ozono: con circa 3.400 vittime all’anno (dato relativo al 2011) precede la Germania, la Francia e la Spagna. Un primato di cui andare poco fieri ma in generale a livello europeo oltre il 90% della popolazione residente nei centri urbani è esposta a valori di polveri sottili (PM2,5) e di Ozono troposferico (O3) superiori a quelli previsti dalla normativa vigente.


Per consultare il dossier completo, clicca qui


Francesca Mancuso


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OGM, flop per le semine biotech in Europa: coltivazioni in calo del 3%

ogm europa


Flop per le semine biotech in Europa. La coltivazione di OGM nell'Unione Europea è risultata in calo del 3% per quanto riguarda il 2014. Nel resto del mondo si è registrata una crescita della superficie destinata agli OGM all'interno dei Paesi che ammettono la coltivazione di sementi geneticamente modificati.


Ricordiamo però che i Paesi del mondo dove si coltivano OGM sono soltanto 28 su 198 e non rappresentano dunque la maggioranza sul nostro Pianeta. Segno che si può proseguire nella crescita agricola anche senza ricorrere alle sementi geneticamente modificate?


L'Europa si sta impegnando per concedere ai singoli Paesi membri la libertà di decidere se permettere o vietare la coltivazione di OGM sul proprio territorio. Negli ultimi giorni, dopo il voto europeo della nuova legge sugli OGM, si attendeva che i Ministeri italiani coinvolti intervenissero entro la metà di febbraio per colmare il vuoto normativo nazionale che avrebbe potuto prospettarsi nell'attesa del recepimento della normativa UE.


La decisione di mantenere l'Italia libera da OGM è stata da poco confermata dalla firma da parte del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, del ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e di quello dell'Ambiente, Gian Luca Galletti, del decreto sul divieto di coltivazione di mais Ogm MON810 con la proroga per un periodo di ulteriori 18 mesi del divieto già emanato con il precedente decreto interministeriale del 12 luglio 2013.


Il calo del 3% dei terreni seminati con organismi geneticamente modificati in Europa conferma la crescente diffidenza nei confronti di una tecnologia che lascia ancora molti dubbi e che, secondo quanto comunicato da Coldiretti, non rispetta le promesse.


In Europa il mais Monsanto (unica varietà ammessa nei confini UE) viene coltivato in soli 5 Paesi su 28. La superficie europea destinata al mais OGM nel 2014 è risultata di appena 143016 ettari. In Spagna viene coltivato il 92% del mais biotech europeo, per un totale di 131538 ettari.


Il restante 8% viene coltivato in superfici residuali del Portogallo, della Romania, della Repubblica Slovacca e della Repubblica Ceca. Molto probabilmente l'Italia non diventerà il 6° Paese europeo o il 29° Paese del mondo ad introdurre la coltivazione di OGM.


Siamo ora in attesa, come ricorda la Coldiretti, del via libera finale alla direttiva Europea che consentirà ai Paesi membri dell'UE di limitare o proibire la coltivazione di organismi geneticamente modificati sul territorio nazionale, anche se questi sono autorizzati a livello europeo.



"Per l'Italia gli organismi geneticamente modificati (Ogm) in agricoltura" – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo – "non pongono solo seri problemi di sicurezza ambientale, ma soprattutto perseguono un modello di sviluppo che è il grande alleato dell'omologazione e il grande nemico del Made in Italy".



Complessivamente sono stati appena 28 i Paesi che nel mondo hanno coltivato biotech nel 2014, per un totale di 181 milioni di ettari concentrati però soprattutto negli Stati Uniti (73.1 milioni di ettari), in Brasile (42,2 milioni), Argentina (24,3 milioni). India (11.6 milioni) e Canada (11,6 milioni) ma anche in Cina (3,6 milioni) e nei Paesi di via di Sviluppo che si sono trovati a sottostare alle pressioni delle multinazionali.


I dati sulla coltivazione di OGM nel mondo sono disponibili grazie all'ultimo rapporto ISAAA , che ha tracciato una mappa e una classifica dei Paesi coltivatori di OGM nel mondo. Quali sono i prodotti geneticamente modificati ammessi fino a questo momento in agricoltura?


Complessivamente nel mondo troviamo varietà geneticamente modificate di mais, soia, cotone, colza, barbabietola da zucchero, alfa alfa, papaia, zucca, pomodori, peperoni e melanzane. Ma, ad esempio, l'unico OGM coltivato in India e in Pakistan è il cotone, mentre numerosi Paesi ammettono tra le varietà geneticamente modificate coltivabili soltanto il mais Monsanto.


mappa ogm mondo 2014


Consulta qui la mappa e la classifica ISAA sugli OGM nel mondo.


Marta Albè


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Indagini scientifiche sulla coscienza

Indagini scientifiche sulla coscienza

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Partendo dalla “Macchina Kirlian”, egli ha sviluppato una serie di apparecchi tecnologici chiamati Electrophotonics, che consentono con il computer di elaborare in tempo reale le emissioni di elettrofotoni dell’organismo vivente e anche quello di chi ha lasciato il corpo

All’interessante convegno Il cerchio della Vita, che si è tenuto a Roma dal 3 al 5


Indagini scientifiche sulla coscienza

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Sformato di patate

Ingredienti (per 3-4 persone) 1 kg di patate bio 120 g di affettato vegan (tipo prosciutto) 200 g di formaggio filante vegan di pasta media 80 g di parmigiano vegan 1/2 tazza di yogurt di soia bianco non dolce sale marino integrale qb pangrattato senza grassi animali qb olio evo bio qb burro di soia […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/160ovnx che ringraziamo.

Cambiamenti climatici: a Copenaghen un quartiere a prova di riscaldamento globale e inondazioni

quartiere copenaghen


Un progetto che permetterà a Copenaghen di resistere alle conseguenze dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale. Si tratta di un quartiere che permetterà il deflusso di milioni di litri d'acqua e che potrebbe salvare la città, a partire dalla zona di San Kjeld.


A Copenaghen si temono soprattutto nubifragi e innalzamento del livello del mare. Come fare per creare dei bacini che possano raccogliere acqua piovana? Si sta pensando di puntare a viali e parchi che diventeranno dei veri e propri punto di raccolta per l'acqua proveniente dalle precipitazioni eccessive.


L'idea è di consentire il deflusso verso il mare di milioni di litri d'acqua, con le strade presenti nelle vicinanze dei bacini di raccolta, che diventeranno dei veri e propri canali di scolo. Copenaghen ha deciso di mettersi in gioco per proteggere se stessa, gli edifici e la popolazione dopo il nubifragio che l'aveva colpita nel 2011.


I danni erano stati molto gravi e avevano pesato sull'economia per almeno 1 milione di dollari. Se il mondo non sembra avere fretta nell'intervenire per cercare di rallentare i cambiamenti climatici, Copenaghen ha voluto mettere in campo la creatività per proteggersi.


Come fronteggiare il rischio inondazioni? Il progetto per lo speciale quartiere a prova di cambiamenti climatici è stato presentato dallo studio di architettura Tredje Natur . Così Copenaghen si prepara alle conseguenze del riscaldamento globale, alle forti precipitazioni e all'innalzamento del livello del mare.


Nello speciale quartiere di San Kjeld finalmente si inizia a dire addio all'asfalto. Ecco che allora nelle piazze troviamo tappeti erbosi e percorsi pedonali, anziché il solito cemento e i classici marciapiedi. Non mancano speciali tubazioni per raccogliere l'acqua piovana dai tetti e convogliarla nella direzione corretta.


La gestione dell'acqua piovana dovrebbe riguardare soprattutto i mesi autunnali e invernali, ma come affrontare le temperature estive, che potrebbero innalzarsi per via del riscaldamento globale? I progettisti hanno pensato di inserire uno speciale dispositivo al centro della piazza principale per vaporizzare nell'aria goccioline d'acqua rinfrescanti.


Marta Albè


Fonte foto: preventionweb.net


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Fotovoltaico: il Bangladesh 100% solare entro il 20121

Bangladesh solar power


Il Bangladesh punta ad essere la prima nazionale solare del mondo. La produzione di energia elettrica del paese asiatico infatti potrebbe dipendere esclusivamente dal fotovoltaico. Con l'aiuto finanziario della Banca Mondiale e di altri partner, il governo del Bangladesh vuole cercare di fornire energia elettrica a tutte le famiglie del paese entro il 2021 e usando la luce del sole.


Un programma fotovoltaico ambizioso se si considera che ancora oggi alcuni villaggi, come Islampur, nel distretto del Bangladesh settentrionale di Naogaon, non sono connessi ad alcuna rete. Il programma solare prevede di produrre 220 MW di energia elettrica per circa 6 milioni di famiglie entro il 2017.


Ogni sistema domestico utilizzerà un pannello fotovoltaico installato sul tetto dell'abitazione. Un pannello da 250 watt può produrre fino a 1 kW di potenza al giorno. Molti abitanti del villaggio di Islampur hanno già installato impianti solari domestici off-grid. “Siamo più che felici, perché non ci sono interruzioni di corrente nel nostro sistema. Ma per coloro che sono collegati alla rete nazionale, i blackout sono regolari,” spiega Islam , uno gli abitanti.


E i bambini sono contenti tanto quanto i genitori: “Ora i bambini possono avere il proprio momento di divertimento ogni giorno” senza contare che possono studiare fino a tarda sera grazie alla luce elettrica.


È stata la Infrastructure Development Company Limited di proprietà del governo (IDCol) a dare inizio al progetto per il fotovoltaico domestico nel 2003. Da allora, 3,5 milioni di famiglie - circa il 10 per cento del totale del paese - hanno installato i pannelli fino al 2014. Lo scorso anno, nel mese di luglio, il governo del Bangladesh ha firmato un finanziamento supplementare di 78,4 milioni di dollari fornendo ulteriore sostegno per il programma dei sistemi solari domestici. Il progetto ha contribuito ad installare altri 480.000 sistemi off-grid nelle zone che non hanno accesso alla rete elettrica.


Bangladesh solar power2


Ogni mese, 50.000-60.000 famiglie del Bangladesh si collegano con un sistema domestico fotovoltaico. Nel mese di maggio 2014, sono state effettuate più di 80.000 connessioni,” ha detto Mahmood Malik, capo della IDCol. La società gestisce il programma con 47 partner, tra cui organizzazioni non governative e imprese.


Non è stato tutto rose e fiori, soprattutto all'inizio, come ha spiegato Dipal C. Barua, pioniere del solare domestico in Bangladesh e presidente della Bangladesh Solar and Renewable Energy Association, secondo cui quando la tecnologia è stata introdotta nel 1996, ha dovuto affrontare una serie di ostacoli, come l'elevato costo dei pannelli e la mancanza di competenze per l'installazione.


Bangladesh solare


Ma 18 anni dopo, entrambe le barriere si sono allentate e i sistemi fotovoltaici domestici hanno permesso di evitare l'uso di 200.000 tonnellate di cherosene all'anno, pari a circa 180 milioni di dollari.


Obiettivi ancora più ambiziosi. Il sogno di Barua è quello di responsabilizzare i 75 milioni di bengalesi attraverso le energie rinnovabili entro il 2020 e di rendere il Bangladesh la prima nazione solare del mondo.


E le premesse ci sono tutte considerando che il governo sta fornendo prestiti a basso interesse per le aziende private che importano e installano pannelli solari. Dal canto loro, le imprese offrono alle famiglie o agli utenti finali costi bassi e la possibilità di rimborsare il costo di un sistema domestico per un periodo da uno a a tre anni. Un pannello di 100 watt costa circa 50.000 taka del Bangladesh ($ 640).


Ma non è finita. Oltre a favorire il fotovoltaico sul tetto, il governo ha costruito una centrale solare da 100 kilowatt a Sandwip Island, nella Baia del Bengala, che ha iniziato ad operare nel 2010 e sta incoraggiando gli investimenti nazionali ed esteri negli impianti, offrendo borse di studio e prestiti a basso interesse.


Francesca Mancuso


Foto: Flickr


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12 tipi di pizze e focacce da preparare con la pasta madre

pizze focacce pasta madre


Pasta madre, il lievito naturale è perfetto per preparare pizze e focacce fatte in casa rispettando i giusti tempi di lievitazione. Una lunga lievitazione rende gli impasti di pizze e focacce più leggeri e digeribili.


Abbiamo raccolto per voi dieci ricette per preparare in casa pizze e focacce con la pasta madre in diverse varianti regionali e tradizionali, che potrete eventualmente personalizzare a seconda delle vostre preferenze, dando la primaria importanza all'impasto di base.


Ecco dieci ricette per preparare in casa pizze e focacce con la pasta madre.


1) Pizza napoletana


Siete abituati a preparare la classica pizza napoletana con il lievito di birra? Se avete a disposizione la pasta madre, provate a fare un esperimento casalingo. Certo, avere a disposizione un forno a legna sarebbe l'ideale, ma tentar non nuoce. Magari provate a suggerire il lievito madre al vostro pizzaiolo di fiducia. Qui una ricetta a cui ispirarvi.


pizza napoletana


fonte foto: www.laverace.info


2) Pizza bianca romana


Ecco una ricetta tipica della capitale, la pizza bianca romana. Risulta dorata ma comunque morbida e facile da tagliare. Di solito viene farcita all'interno con i propri ingredienti preferiti. La potrete preparare in casa con la pasta madre. Qui la ricetta completa.


Leggi anche: Pizza bianca romana: come prepararla in casa con la pasta madre



3) Pizza scrocchiarella


Dopo la pizza bianca romana, ecco un'altra specialità che troverete raramente al di fuori di Roma. Si tratta della pizza scrocchiarella, una pizza molto sottile e croccante che di solito viene condita in superficie con olio extravergine e rosmarino. Provate a prepararla in casa con la pasta madre. Qui la ricetta.


Leggi anche: Come fare la pizza scrocchiarella con la pasta madre



4) Pizza foggiana


La pizza foggiana è una pizza alta condita con pomodori pachino, olio extravergine, origano e aglio. Sostituite la preparazione del lievitino a base di lievito di birra con il rinfresco della pasta madre. Qui la ricetta a cui ispirarvi per preparare la pizza foggiana con la pasta madre. Qui un'altra ricetta utile.


pizza foggiana


fonte foto: peperoncinoecannella.blogspot.it


5) Pizza green al pesto


State cercando un'alternativa alla classica pizza al pomodoro? Per variare potrete condire la pizza con una salsa diversa, ad esempio preparata con un pesto di rucola e basilico, da arricchire con noci, olive e zucchine. Per la lievitazione naturale vi servirà la pasta madre. Qui la ricetta.


Leggi anche: Pizza green al pesto di rucola e basilico con noci, olive e zucchine



6) Focaccia alle olive


La focaccia alle olive è una delle focacce più classiche. La possiamo trovare facilmente in vendita un po' ovunque, sia dal panettiere che al supermercato. Ma nessuna focaccia alle olive sarà mai gustosa e fragrante come quella preparata in casa da voi con la pasta madre. Qui la ricetta.


Leggi anche: Focaccia alle olive preparata con la pasta madre



7) Focaccia genovese


Potrete provare a preparare la classica focaccia genovese utilizzando la pasta madre. L'ideale sarebbe avere a disposizione olio extravergine ligure per l'impasto e il condimento. Qui la ricetta per preparare la focaccia genovese con la pasta madre. Qui la ricetta tradizionale con il lievito di birra per chi non ha ancora a disposizione la pasta madre.


focaccia genovese


fonte foto: impastandosimpara.it


8) Focaccia barese


La focaccia barese è una preparazione con impasto molto morbido, preparato con farina, semola, sale, lievito di birra o lievito madre e acqua. Per il condimento vi serviranno olive verdi denocciolate, sale e pomodorini. Qui la ricetta completa.


focaccia barese


fonte foto: misya.info


9) Focaccia bianca


La focaccia più semplice da preparare con la pasta madre è la focaccia bianca. Infatti vi serviranno soltanto lievito madre, farina preferibilmente macinata a pietra, acqua, sale e olio d'oliva. In questa ricetta si utilizza la pasta madre liquida. Qui tutte le istruzioni per preparare la focaccia bianca con il lievito madre.


focaccia bianca lievito madre


fonte foto: www.cucchiaio.it


10) Focaccia alle patate


Alcune ricette per la preparazione della focaccia prevedono di utilizzare le patate come ingrediente all'interno dell'impasto. Una variante molto interessante che potreste sperimentare in abbinamento alla pasta madre. Qui la ricetta completa a cui ispirarvi.


focaccia alle patate


fonte foto: blog.giallozafferano.it


11) Focaccia dolce di segale


Non soltanto focacce salate, ma anche focacce dolci, come la focaccia di segale da preparare con la pasta madre. Vi serviranno farina di segale e semola di grano duro rimacinata. Potrete aggiungere anche un pizzico di cannella o un pochino di scorza di limone. Qui la ricetta completa per preparare la focaccia dolce di segale con la pasta madre.


Leggi anche: Focaccia dolce di segale



12) Focaccia all'uva


La focaccia all'uva è nota anche come ciaccia all'uva o schiacciata all'uva. La ricetta classica prevede lievito di birra, zucchero bianco e farina di grano tenero 00. Noi abbiamo modificato la ricetta scegliendo la lievitazione naturale con la pasta madre e ingredienti il meno possibile raffinati. Qui la ricetta per preparare la focaccia all'uva con la pasta madre.


Leggi anche: Focaccia all'uva: la ricetta con la pasta madre



Marta Albè


Fonte foto copertina: signwr.com


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Pasta madre: 10 ricette da preparare in casa con il lievito madre


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Velluto

Inizio con una ricetta semplice semplice, ma buona e abbastanza calda per queste giornate così fredde, adatta dunque al primo giorno della merla. Ingredienti: 2 finocchi 3 patate acqua 1 cucchiaino di dado vegetale autoprodotto sale olio evo 1 rametto di timo Procedimento: Lavate, pelate e tagliate a dadini le patate; lavate, pulite e tagliate […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1CFSMoz che ringraziamo.

giovedì 29 gennaio 2015

Karkastrudel salato

Dopo la scoperta di domenica scorsa, ho testato la sfoglia al karkadé tirata fine e cotta in padella, con uno sfizioso ripieno d’insalata belga e broccolo romano… Operazione riuscita ! Ingredienti per la pasta: 4 cucchiai colmi di farina manitoba 6 cucchiai di karkadé 1 cucchiaio di olio evo sale qb Ingredienti per il ripieno: […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1A3RZOL che ringraziamo.

Medicina e Mantra

Medicina e Mantra

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Il Cromopuntore di “Luce Cosciente”

“Esiste una sola malattia: l’incoscienza”

(Satprem)

E’ innegabile che la medicina moderna abbia fatto negli ultimi 100 anni progressi notevoli. La tecnologia ha dato un grosso apporto, soprattutto in ambito diagnostico. La medicina e la chirurgia d’urgenza hanno contribuito a salvare milioni di vite, sicuramente impresa impossibile fino al secolo


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Biscotti pizzicosi

Ingredienti: 500 g farina integrale di farro 7 g lievito secco disidratato (oppure 15 g di lievito di birra) 175 g olio 200 g mandorle 230 g acqua 8 gr sale 7 gr pepe. Preparazione: Tritare metà delle mandorle. Sciogliere il lievito in mezzo bicchiere di acqua con un pizzico di zucchero integrale di canna. […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/18yErPG che ringraziamo.

Porridge apricuore

È un po’di giorni che ho ripreso a fare colazione con del porridge, crudo o cotto che sia. Questo è quello di ieri e ho deciso che era proprio il caso di condividerlo con i VeganBloggers perché è risultato particolarmente godurioso e ha reso allegra la mia giornata che si preannunciava di super stress. Ingredienti: […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1KaV7IG che ringraziamo.

12 tipi di pizze e focacce da preparare in casa con la pasta madre

pizze focacce pasta madre


Pasta madre, il lievito naturale è perfetto per preparare pizze e focacce fatte in casa rispettando i giusti tempi di lievitazione. Una lunga lievitazione rende gli impasti di pizze e focacce più leggeri e digeribili.


Abbiamo raccolto per voi dieci ricette per preparare in casa pizze e focacce con la pasta madre in diverse varianti regionali e tradizionali, che potrete eventualmente personalizzare a seconda delle vostre preferenze, dando la primaria importanza all'impasto di base.


Ecco dieci ricette per preparare in casa pizze e focacce con la pasta madre.


1) Pizza napoletana


Siete abituati a preparare la classica pizza napoletana con il lievito di birra? Se avete a disposizione la pasta madre, provate a fare un esperimento casalingo. Certo, avere a disposizione un forno a legna sarebbe l'ideale, ma tentar non nuoce. Magari provate a suggerire il lievito madre al vostro pizzaiolo di fiducia. Qui una ricetta a cui ispirarvi.


pizza napoletana


fonte foto: www.laverace.info


2) Pizza bianca romana


Ecco una ricetta tipica della capitale, la pizza bianca romana. Risulta dorata ma comunque morbida e facile da tagliare. Di solito viene farcita all'interno con i propri ingredienti preferiti. La potrete preparare in casa con la pasta madre. Qui la ricetta completa.


Leggi anche: Pizza bianca romana: come prepararla in casa con la pasta madre



3) Pizza scrocchiarella


Dopo la pizza bianca romana, ecco un'altra specialità che troverete raramente al di fuori di Roma. Si tratta della pizza scrocchiarella, una pizza molto sottile e croccante che di solito viene condita in superficie con olio extravergine e rosmarino. Provate a prepararla in casa con la pasta madre. Qui la ricetta.


Leggi anche: Come fare la pizza scrocchiarella con la pasta madre



4) Pizza foggiana


La pizza foggiana è una pizza alta condita con pomodori pachino, olio extravergine, origano e aglio. Sostituite la preparazione del lievitino a base di lievito di birra con il rinfresco della pasta madre. Qui la ricetta a cui ispirarvi per preparare la pizza foggiana con la pasta madre. Qui un'altra ricetta utile.


pizza foggiana


fonte foto: peperoncinoecannella.blogspot.it


5) Pizza green al pesto


State cercando un'alternativa alla classica pizza al pomodoro? Per variare potrete condire la pizza con una salsa diversa, ad esempio preparata con un pesto di rucola e basilico, da arricchire con noci, olive e zucchine. Per la lievitazione naturale vi servirà la pasta madre. Qui la ricetta.


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6) Focaccia alle olive


La focaccia alle olive è una delle focacce più classiche. La possiamo trovare facilmente in vendita un po' ovunque, sia dal panettiere che al supermercato. Ma nessuna focaccia alle olive sarà mai gustosa e fragrante come quella preparata in casa da voi con la pasta madre. Qui la ricetta.


Leggi anche: Focaccia alle olive preparata con la pasta madre



7) Focaccia genovese


Potrete provare a preparare la classica focaccia genovese utilizzando la pasta madre. L'ideale sarebbe avere a disposizione olio extravergine ligure per l'impasto e il condimento. Qui la ricetta per preparare la focaccia genovese con la pasta madre. Qui la ricetta tradizionale con il lievito di birra per chi non ha ancora a disposizione la pasta madre.


focaccia genovese


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8) Focaccia barese


La focaccia barese è una preparazione con impasto molto morbido, preparato con farina, semola, sale, lievito di birra o lievito madre e acqua. Per il condimento vi serviranno olive verdi denocciolate, sale e pomodorini. Qui la ricetta completa.


focaccia barese


fonte foto: misya.info


9) Focaccia bianca


La focaccia più semplice da preparare con la pasta madre è la focaccia bianca. Infatti vi serviranno soltanto lievito madre, farina preferibilmente macinata a pietra, acqua, sale e olio d'oliva. In questa ricetta si utilizza la pasta madre liquida. Qui tutte le istruzioni per preparare la focaccia bianca con il lievito madre.


focaccia bianca lievito madre


fonte foto: www.cucchiaio.it


10) Focaccia alle patate


Alcune ricette per la preparazione della focaccia prevedono di utilizzare le patate come ingrediente all'interno dell'impasto. Una variante molto interessante che potreste sperimentare in abbinamento alla pasta madre. Qui la ricetta completa a cui ispirarvi.


focaccia alle patate


fonte foto: blog.giallozafferano.it


11) Focaccia dolce di segale


Non soltanto focacce salate, ma anche focacce dolci, come la focaccia di segale da preparare con la pasta madre. Vi serviranno farina di segale e semola di grano duro rimacinata. Potrete aggiungere anche un pizzico di cannella o un pochino di scorza di limone. Qui la ricetta completa per preparare la focaccia dolce di segale con la pasta madre.


Leggi anche: Focaccia dolce di segale



12) Focaccia all'uva


La focaccia all'uva è nota anche come ciaccia all'uva o schiacciata all'uva. La ricetta classica prevede lievito di birra, zucchero bianco e farina di grano tenero 00. Noi abbiamo modificato la ricetta scegliendo la lievitazione naturale con la pasta madre e ingredienti il meno possibile raffinati. Qui la ricetta per preparare la focaccia all'uva con la pasta madre.


Leggi anche: Focaccia all'uva: la ricetta con la pasta madre



Marta Albè


Fonte foto copertina: signwr.com


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SpaceX progetta Internet via satellite e si allea con Google

SpaceX progetta Internet via satellite e si allea con Google

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In un evento privato tenutosi presso il Fisher Pavillon nel Seattle Center di Seattle, stato di Washington, Elon Musk ha presentato un progetto di Internet via satellite, realizzato con una rete di 4.000 satelliti costruiti da SpaceX.

Lo scorso 16 Gennaio 2015, davanti a 400 invitati selezionati e senza la presenza dei media, Musk, fondatore,


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C’è una molecola che attiva l’ansia. Ecco dove nascono le paure

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Ansia e paura hanno lo stesso interruttore nel nostro cervello. La molecola che le attiva è la stessa che portò Rita Levi Montalcini al Nobel


Ansia e paura hanno lo stesso interruttore al centro del cervello. Lo si cercava, è stato trovato e adesso si può lavorare per vedere come «spegnerlo». Ma solo quando la paura diventa malattia, quando il panico è ingiustificato e paralizza, quando un grave trauma lascia come conseguenza il terrore nel fare qualcosa. Guidare l’auto, entrare in ascensore, uscire di casa, prendere l’aereo… Fobie che innescano modificazioni ormonali e fisiche tali da bloccare una persona, farla star male, attivare meccanismi di difesa ingiustificati. Utili per anticipare i pericoli reali, negativi quando il pericolo è inventato. In questi casi, e solo in questi, l’interruttore va spento o rimesso in equilibrio. Oppure si può studiare come renderlo più raffinato, quasi predittivo di un pericolo: ansia e paura hanno consentito all’umanità bambina di sopravvivere, il meccanismo va preservato.


Amigdala, la «telecamera di sicurezza»


Il sistema memorizza il pericolo avvertito da tutti e cinque i sensi, lo elabora e innesca le contromosse. Per esempio fa distinguere se quello che sembra un ramo d’albero è un vero ramo o un serpente mimetizzato, se l’auto che sta arrivando rischia di investirti o non rappresenta un pericolo. Questa «telecamera di sicurezza» al centro del cervello si chiama amigdala, il pannello di comando è adiacente e si chiama talamo. Si trovano in un’area della corteccia cerebrale che più si studia più assomiglia alla centrale di comando psico-fisico-emotiva dell’intero organismo. Tutto è connesso e tutto lì, in quell’area, interpreta dati e innesca reazioni.


40 milioni di ansiosi nel mondo


Il circuito nervoso responsabile dei disordini dell’ansia e delle fobie, che nel mondo affliggono 40 milioni di adulti, è stato scoperto da due gruppi indipendenti: uno, guidato da Bo Li, del Cold Spring Harbor Laboratory (Cshl) di New York; l’altro, con a capo Gregory Quirk, dell’università di Porto Rico. Entrambi firmano la pubblicazione su Nature . Individuato nei topi, il circuito svolge un ruolo chiave nell’organizzazione della memoria dei ricordi traumatici. È difficile immaginare, rilevano gli autori, che un’emozione intangibile come la paura sia codificata all’interno di circuiti nervosi. Invece è così: è memorizzata e organizzata in un’area specifica del cervello. «In precedenti ricerche – spiega Li – abbiamo scoperto che l’apprendimento della paura e del relativo ricordo sono gestiti dalle cellule nervose nell’amigdala centrale». E ora il passo successivo. Gli scienziati hanno visto che l’amigdala centrale è governata a sua volta da un gruppo di neuroni che formano il nucleo paraventricolare del talamo (Pvt), una regione del cervello estremamente sensibile alle sollecitazioni e che agisce come un sensore sia alla tensione fisica sia a quella psicologica.


Le Bdnf


Spiega Claudio Mencacci, direttore del dipartimento di neuroscienze del Fatebenefratelli di Milano: «Queste due aree sono legate da messaggeri chimici, molecole chiamate Bdnf (Brain-derived neurotrophic factor), note per essere implicate nei disturbi d’ansia». Le Bdnf sono fattori di crescita che svolgono un ruolo importante nello stimolare la nascita di nuovi neuroni e di nuove connessioni tra questi. Secondo Bo Li potrebbero diventare presto il bersaglio di nuovi farmaci per il trattamento dell’ansia e delle fobie. O per modulare ansie e fobie. Le Bdnf parlano italiano: la prima a essere scoperta, negli anni 50, è quel fattore di crescita neuronale (Ngf) che consacrò Rita Levi Montalcini premio Nobel nel 1986.







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Carlo Rubbia: “Quale futuro per l’energia?”

CCCP

Cavolo verza Carota Cumino Pompelmo bianco, strano!? Provare e poi ricredersi! In fondo con una preposta così insolita e desueta, futurista e anticonformista che colonna sonora aspettarsi!? CCCP-Canzoni preghiere danze del II millennio – Sezione Europa. Ingredienti: 1 cavolo verza 1 carota 1 pompelmo bianco cumino in semi peperoncino trinidad in polvere (ad personam e […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1yC87R0 che ringraziamo.

Liquore di melagrane

Ingredienti: 335 cc di alcol 480 cc di succo di melagrane (2-3 belle melagrane) 1 cucchiaino da caffè di carvi (o anice) 1 cucchiaio da tavola di karkadè (o rosa canina) 1/3 di buccia di 1 limone 300 g di zucchero Procedimento : Mettere in infusione, nell’alcol carvi, karkadè e buccia di limone per circa […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1JLnYFb che ringraziamo.

mercoledì 28 gennaio 2015

Bottiglie di plastica trasformate in carta resistente all’acqua

Bottiglie di plastica trasformate in carta resistente all’acqua

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Un team di imprenditori messicani ha trovato il modo per evitare di tagliare 20 alberi e consumare 56000 litri di acqua per ogni tonnellata di carta prodotta. Al posto della carta vengono semplicemente impiegate le bottiglie di plastica riciclate.

Il sistema sviluppato dai giovani imprenditori messicani permette di trasformare le bottigle in PET (polietilene tereftalato)


Bottiglie di plastica trasformate in carta resistente all’acqua

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Resistenza Alsaziana: un documentario sui produttori di vino naturale che sfidano gli OGM

resistenza alsaziana cover


Un documentario sulle sfide dell'agricoltura globalizzata, contro gli Ogm e a favore dei prodotti naturali. Resistenza Alsaziana è un mediometraggio del regista Jonathan Nossiter (estratto dal film Resistenza Naturale), che vuole invitarci a riflettere sulle conseguenze dell'agricoltura globalizzata nella produzione di vini naturali.


Il documentario vuole mostrare in 42 minuti le vicende di 2 dei più importanti vignaioli naturali francesi. Le vicende richiamano quanto accaduto nel 2010 in Alsazia, nella località di Colmar. Qui si trovava il vigneto OGM dell'Inra (Istituto Nazionale di Ricerca Agronomica) che venne parzialmente estirpato da 54 volontari.


I "falciatori volontari" furono condannati al rimborso di 57 mila euro per essersi ribellati alla sperimentazione degli Ogm. Solo lo scorso anno la Corte d'Appello francese ha giudicato illegale il decreto che consentiva all'Inra di piantare vigne transgeniche. Dopo una lunga attesa, le persone che avevano estirpato parte del vigneto Ogm sono state assolte.



"Sembra che la Corte ci abbia veramente ascoltati e che abbia preso coscienza del proprio ruolo dicendo che l'autorizzazione ministeriale era illegale. Sentiamo che la nostra battaglia è utile. E' un segno importante nel momento delle negoziazioni nascoste del trattato transatlantico di libero scambio tra l'UE e gli USA" – ha spiegato Jean-Pierre Frick, portavoce del collettivo dei Falciatori Volontari dopo l'assoluzione.



Si teme che con il TTIP vengano autorizzate colture Ogm ora vietate in Europa. Il regista cerca di fare luce su un tema molto delicato, legato alla coltivazione dei vigneti per la produzione di vino in modo naturale e alla possibilità che il settore viti-vinicolo venga minacciato dagli Ogm.


Jonathan Nossiter è autore di sei lungometraggi, di cui due dedicati al mondo del vino: Resistenza naturale (2014, presentato al Festival di Berlino) e Mondovino (2004), candidato alla Palma d'Oro a Cannes – uno degli unici 3 documentari nella storia del festival.


Il documentario sarà presentato il 14 febbraio 2015 a Piacenza Expo per la settima edizione di Sorgentedelvino LIVE, manifestazione dedicata ai vini naturali che proseguirà fino al 16 febbraio.


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Marta Albè


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Tortellini raw

Mentre tra Modena e Bologna è stata aperta la sfida per il tortellino migliore in una gara tra chef super famosi, ho pensato che servisse un’alternativa che fosse veramente qualcosa di diverso dal solito! Poi casualmente ho scoperto di un concorso di CiboCrudo e allora ho deciso che anch’io mi sarei messa in gioco! Come […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1zbxvkf che ringraziamo.

La pida

Ciao a tutti, questa è la mia versione della piadina (“pida” in dialetto cesenate), che da buona romagnola non manca mai in casa mia. Purtroppo come tutti sapete la versione originale prevede lo strutto ma sempre più spesso anche nei classici chioschi di piadina in giro per la Romagna, si trova la versione con olio […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/15NKKNg che ringraziamo.

Sushi vegan crudista

Ingredienti: fogli di alga nori zucchine germogli avocado crema di mandorle (o altro paté vegetale) pomodori essiccati olive verdure fermentate wasabi (o cren) Procedimento: Per prima cosa prepara tutti gli ingredienti che servono in ciotole diverse. Consigliamo, ad esempio: 2-4 zucchine grattugiate, germogli (di alfalfa, trifoglio, ecc), 1 manciata di pomodori secchi (messi in ammollo […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1CfUtKI che ringraziamo.

Pranzetto svuotatutto

Questo pranzetto lo abbiamo mangiato qualche giorno fa, quando peste era malaticcia e inappetente e allora, sotto la luce del sole dalla finestra, si guardava il cielo azzurro cercando di vedere passare gli uccellini e ad ogni uccellino era un boccone da mangiare e visto che non potevo uscire a fare spesa ho dato fondo […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/18sTQ3W che ringraziamo.

Torta Yvette

Oggi la mia cara nonna Yvette compie 86 anni e le abbiamo preparato una torta vegan al grano saraceno. Colonna sonora: “Non je ne regrette rien”, Edith Piaf… Ingredienti: 200 g di farina di grano saraceno 100 g di farina di miglio 200 g di mela grattugiata 1 e 1/2 bustine di lievito per dolci […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1y4aUDj che ringraziamo.

martedì 27 gennaio 2015

Un’altra Terra e un altro Sole?

Un’altra Terra e un altro Sole?

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Con cinque pianeti di grandezza paragonabile a quella della Terra, in orbita attorno a una stella formatasi quando l’Universo era ancora giovanissimo, il Sistema Solare di Kepler-444 socchiude la porta di un’ipotesi affascinante: la Via Lattea ha già conosciuto la vita.

Gli astrosismologi e i ricercatori dell’Università di Birmingham hanno guidato il team che ha


Un’altra Terra e un altro Sole?

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Pompei: l'antica citta' ricostruita con 190 mila mattoncini Lego

lego pompei cover


Ricostruire l'antica città di Pompei con i mattoncini Lego. Ci avreste mai pensato? Ryan McNaught, meglio noto come The Brickman , ha ricevuto questo incarico dal Nicholson Museum di Sydney, in Australia.


L'uomo ha ricostruito l'antica città di Pompei utilizzando almeno 190 mila mattoncini Lego. Ora la sua creazione si trova in mostra presso il museo australiano. La ricostruzione ci mostra come Pompei avrebbe potuto essere prima della sua distruzione, com'era quando fu scoperta nel Settecento e come appare oggi.


Come sapete, l'antica città di Pompei fu distrutta da un'eruzione vulcanica del Vesuvio datata al 79 d.C. Si tratta, secondo il Nicholson Museum della più grande ricostruzione di una città antica mai realizzata fino al giorno d'oggi.


In passato per lo stesso museo McNaught ha creato anche versioni Lego del Colosseo di Roma e dell'Acropoli di Atene. Il Nicholson Museum fa parte dell'Università di Sydney, che pone al centro lo studio delle culture antiche.


Mostre innovative come quella che coinvolge la ricostruzione di Pompei con i mattoncini Lego aiutano gli studenti ad entrare in contatto con il passato e a capire meglio la vita quotidiana nei tempi antichi. L'utilizzo dei celebri mattoncini colorati ha permesso di attirare l'attenzione verso l'argomento di un nuovo pubblico, molto giovane, che altrimenti forse non avrebbe visitato il museo.


pompei 1


pompei 2


pompei 3


pompei 4


La mostra sta attirando l'attenzione dei cittadini australiani e dei turisti, che hanno l'occasione di ripassare un po' della storia antica che riguarda culture e Paesi molto distanti dalle loro terre d'origine, ma che è pur sempre una fonte di fascino e di apprendimento.


Marta Albè


Fonte foto: sydney.edu.au


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Cambiamenti climatici: l'Australia il paese piu' a rischio. Nel 2090 +5° C

australiaclima


Cambiamenti climatici, la minaccia numero uno per l'Australia. Entro la fine del secolo. Qui infatti si faranno sentire di più le conseguenze dell'aumento globale delle temperature. A rivelarlo un nuovo report rilasciato dalla CSIRO (Commonwealth Scientific and Industrial Research Organisation) e dal Bureau of Meteorology.


Anche se le foreste della California si stanno rimpicciolendo e le renne cinesi sono ormai una rarità , sarà l'Australia il paese che dovrà vedersela con i mostri generati dall'uomo stesso. Creature temibili note con il nome di siccità, innalzamento del livello del mare, acidificazione degli oceani e cicloni tropicali più intensi.


I ricercatori del CSIRO e del Bureau hanno confermato che la maggior parte dei cambiamenti osservati negli ultimi decenni, continueranno anche in futuro, peggiorando sempre di più.Crediamo che il livello del mare salirà ancora e gli oceani diventeranno più acidi,lamentano gli scienziati secondo i quali gli eventi estremi di pioggia che hanno colpito tutta la nazione probabilmente diventeranno più intensi col passare degli anni, anche se la pioggia annuale media dovrebbe diminuire.


Variazioni che si fanno sentire in tutto il paese, da Nord a Sud visto che il clima dell'Australia è già profondamente cambiato con un aumento di 0,9 ° C dal 1910. E mentre nella parte settentrionale le precipitazioni sono aumentate in maniera esponenziale dal 1970, nel sud-est e nel sud-ovest dell'Australia sono diminuite.


Aprendo il capitolo sul livello del mare, non va di certo meglio con un innalzamento di circa 20 centimetri a partire dal 1900 e una tendenza che continuerà in questo modo per tutto il 21° secolo e oltre.


Le proiezioni per il clima futuro dell'Australia variano a livello regionale e dipendono da quale degli scenari di emissione di gas a effetto serra viene è considerato. Verso la fine del secolo, all'incirca nel 2090, la temperatura media australiana potrebbe aumentare da 0,6 a 1,7 ° C se si considera uno scenario a basse emissioni, ma potrebbe salire anche di 2,8-5,1° C in uno scenario caratterizzato da elevate emissioni di gas serra.


Di certo, i fenomeni estremi a cui ci si va abituando in tutto il mondo, qui saranno ancora più violenti. Gli scienziati australiani infatti hanno previsto che la temperatura media aumenterà e con essa ondate di calore, piogge estreme che porteranno a inondazioni più frequenti, riduzione del numero di cicloni tropicali ma aumento della loro intensità soprattutto al sud. In aumento anche il numero di giorni caldi e in calo quello dei giorni di gelo.


Fluttuazioni naturali? Fino al 2030 queste ultime soprattutto legate alle piogge continueranno ad avere la meglio sui cambiamenti climatici, ma tra 15 anni saranno le seconde ad emergere.


Questa ricerca è stata fortemente allineata con le esigenze del settore delle risorse naturali in Australia”, ha detto il ricercatore principale Kevin Hennessy.


E intanto i coralli perdono colore e i grandi della Terra stanno a guardare .


Francesca Mancuso


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Cambiamenti climatici: il rapporto dell'ONU spiegato con le illustrazioni degli autori (#clima2014)


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Coralli del Pacifico scoloriti: tutta colpa dei cambiamenti climatici


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Donne: il tumore al polmone nel 2015 superera' il cancro al seno

donne


La salute delle donne europee è minacciata non soltanto dal cancro al seno, ma anche dal tumore ai polmoni. Si tratta delle stime prospettate dagli esperti per l'anno 2015 relativamente al tema dei tumori e del tasso di mortalità tra la popolazione femminile europea.


Lo studio in questione è stato pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Oncology , con il titolo di "European cancer mortality predictions for the year 2015: does lung cancer have the highest death rate in EU women?".


Le statistiche di mortalità per cancro nel 2015 sono state realizzate sulla base dei dati più recenti disponibili per l'Unione Europea e per i sei Paesi del mondo più popolosi. I dati che riguardano la certificazione di decesso per tumori allo stomaco, al colon-retto, al pancreas, al polmone, alla mammella, all'utero, alla prostate e relativi alle leucemie sono stati ottenuti dal database dell'Organizzazione Mondiale della Sanità e da Eurostat.


I risultati indicano che in Europa nel 2015 sono previsti oltre 1 milione e 300 mila casi di decesso per cancro, che dovrebbero riguardare 766200 uomini e 592900 donne. Secondo lo studio italo-svizzero, il tasso di mortalità femminile per tumore polmonare è cresciuto del 9% dal 2009 arrivando a 14,24 decessi ogni 100 mila donne. Il tasso di mortalità per cancro al seno è invece diminuito del 10,2% dal 2009 per toccare i 14,22 decessi ogni 100 mila donne.


Quali sono le cause che determinano l'incremento di decessi per tumori ai polmoni nelle donne? La causa principale del fenomeno sarebbe l'aumento del numero di donne fumatrici, che avrebbero, tra l'altro, iniziato a fumare in "ritardo" rispetto agli uomini.


Al momento il tasso di mortalità femminile per tumore ai polmoni è particolarmente elevato in Gran Bretagna (21 decessi ogni 100 mila donne) dove le donne hanno iniziato a fumare già durante la seconda Guerra Mondiale.


Smettere di fumare potrebbe aiutare le donne a proteggersi dal tumore ai polmoni e a guadagnare 10 anni di vita, come ricorda una recente ricerca sul tabagismo, dal titolo Million Women . Le donne riusciranno a dire addio alle sigarette partendo dalla consapevolezza che il fumo potrebbe portarle a sviluppare gravi malattie come il tumore ai polmoni?


Marta Albè


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I tumori più diffusi e che causano più decessi in Italia

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#NewYork deserta: in arrivo Juno, la storica tempesta di neve (foto e video)

PlowNYC


New York sotto assedio. La città americana potrebbe essere colpita dalla più violenta tempesta di neve di sempre. E come tutte le minacce meteo che si rispettano ha un nome mitologico: si chiama Juno e un effetto lo ha già generato: è riuscita a far rimanere a casa milioni di cittadini americani.


Ieri il sindaco della Grande Mela Bill de Blasio ha fatto scattare il coprifuoco sulla città dalle 23 ora locale. Dalla scorsa notte nessuna auto privata potrà circolare ma saranno ammessi solo veicoli d'emergenza, spazzaneve e ambulanze. Chiusi i parchi, chiuse le scuole.


“Il nostro messaggio ai newyorkesi è di non sottovalutare questa tempesta. Fare i preparativi per tornare a casa questo pomeriggio prima che arrivi il peggio della tempesta. La combinazione tra forti nevicate e vento renderà pericoloso il viaggio. Abbiamo bisogno di togliere le automobili dalla strada in modo tale che i nostri apparati possano fare il proprio lavoro e mantenere le strade percorribili per i veicoli di emergenza” ha detto ieri il sindaco de Blasio.


Ma non c'è da star tranquilli secondo il governatore dello stato New York Andrew Cuomo e quello del New Jersey, Chris Christie, che hanno dichiarato lo stato di emergenza. Ad essi si sono aggiunti anche Massachusetts, Connecticut e gli altri stati della costa nordorientale degli Usa.


ny neve


Il National Weather Service ha emesso un avviso di “Blizzard” per tutta la città, in vigore da ieri 26 gennaio alle 13 fino a domani alle 12:00. La previsione attuale prevede da 50 a 75 centimetri di neve, con valori localmente più elevati e nevicate e venti che potrebbero superare i 100 km/h.


A tenere col fiato sospeso gli americani è il rischio di blackout.


neveny2015


Foto: Nasa


Anche la Nasa sta monitorando la tempesta da qualche giorno insieme al Noaa ed è riuscita a mostrate con un'animazione la progressione della spaventosa tempesta dal 24 gennaio al 26 gennaio.


{youtube}gXmkMIATOlw{/youtube}


Ed ecco come appariva qualche ora fa la città di New York:


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Su Twitter #blizzardof2015 ha già all'attivo numerose foto di New York innevata.



Oltre 4000 voli cancellati. Per qualche ora New York, spesso definita la città che non dorme mai, si fermerà per lasciar passare la furia della Natura.


Francesca Mancuso


Foto: Twitter


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Cosa fare quando la neve ricopre i pannelli fotovoltaici?


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