sabato 28 febbraio 2015

In che modo l’epigenetica conferisce forma alla vita?

In che modo l’epigenetica conferisce forma alla vita?

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C’è la forte tentazione di chiedersi se questa collana di zucchero attorcigliato, contenente perle fatte di basi puriniche e pirimidiniche, non sia in realtà Dio.

James Watson

Sono passati oltre 50 anni da quando Watson e Crick hanno pubblicato per la prima volta la struttura tridimensionale della doppia elica del DNA. Con la diffusione


In che modo l’epigenetica conferisce forma alla vita?

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Sformato di quinoa e cavolfiore

Ad onor del vero devo dire che questa è una ricetta della mia mammina che avendo due figlie vegan si adegua, e con piacere. Personalmente non amo il cavolo, ma con la quinoa il risultato è superlativoooo, gnam gnam!!! Ingredienti: 250 g di quinoa 1/2 cavolfiore 200 g di ceci già cotti Procedimento: Sbollentare il […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1ATmu86 che ringraziamo.

Camillucce

Questa è una versione delle camille, veramente molto leggera e gustosa nello stesso tempo. Può essere fatta anche una torta, ma non resisto ai pirottini floreali Ingredienti (per circa 16 camille): 180 g di farina 100 g di farina di mandorle 220 g di zucchero di canna 500 g di carote scorza grattugiata di 1 […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1G229Sc che ringraziamo.

venerdì 27 febbraio 2015

Mistero spaziale: sonda Dawn scopre due macchie luminose sul pianeta Cerere

luci cerere


Nuove sorprese dal pianeta nano Cerere: mentre la sonda Dawn della Nasa sta per entrare nella sua orbita ha scoperto due misteriose macchie molto luminose e ravvicinate, all’interno di un cratere. Le ha fotografate dalla distanza di 46.000 chilometri e il mistero sulla loro identità potrebbe trovare una soluzione quando la sonda sarà ancora più vicina al pianetino, dopo l’ingresso nella sua orbita, previsto il 6 marzo. Le macchie hanno dimensioni e luminosità diverse ”una appare più grande e brillante, l’altra più piccola e debole, ma a quanto pare sono nello stesso bacino” osserva il responsabile scientifico della missione, Chris Russell, dell’università della California a Los Angeles. ”La loro origine – aggiunge – potrebbe essere vulcanica ma dovremo aspettare immagini scattate a una migliore risoluzione prima di poter effettuare interpretazioni sulla loro natura”.

La missione, che parla anche italiano, con lo spettrometro Vir (Visual and Infrared Spectrometer) realizzato da Agenzia spaziale italiana (Asi) e Istituto nazionale di astrofisica (Inaf), nei prossimi 16 mesi indagherà su origine ed evoluzione di Cerere e si concentrerà anche su questi punti luminosi. ”La macchia più grande continua ad essere troppo piccola per la nostra macchina fotografica, ma nonostante le sue dimensioni, è più brillante di qualsiasi altra cosa su Cerere. È un fenomeno inaspettato e misterioso per noi” ha rilevato Andreas Nathues, che partecipa alla missione con l’Istituto tedesco Max Planck per la ricerca sul sistema solare. Del diametro di 950 chilometri, Cerere è il corpo celeste più grande della fascia di asteroidi compresa fra Marte e Giove. Prima di raggiungerlo, Dawn ha fatto ‘tappa’ sul secondo oggetto più grande della fascia, l’asteroide gigante Vesta (del diametro di 525 chilometri), offrendo più di 30.000 immagini che hanno permesso di analizzare la composizione e ricostruire la storia geologica del corpo celeste.






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Come preparare una perfetta tazza di te'

come preparare tazza di te


Il tè molto probabilmente è la bevanda più diffusa al mondo, dopo la semplice acqua. La preparazione di una normale tazza di tè, anche al di fuori di un vero e proprio cerimoniale, come avviene in Giappone, richiede sempre un piccolo rituale.


Dalla scelta della varietà di tè, alla preferenza per il tè sfuso o in bustina, allo strumento prescelto per portare ad ebollizione l'acqua fino alla decisione di dolcificare o macchiare il tè, oppure di berlo così com'è: ecco alcune delle variabili che distinguono il modo di preparare il tè non soltanto tra i diversi popoli del mondo ma anche tra le persone di una stessa famiglia.


Vi avevamo già parlato delle varietà di tè più diffuse al mondo , di come preparare un infuso e di come preparare un decotto utilizzando piante spontanee e erbe officinali, ma non vi avevamo ancora svelato i segreti per la preparazione di una tazza di tè a regola d'arte.


Quale e quanto tè utilizzare


Tenete conto di usare una bustina di tè per tazza o un cucchiaino di tè sfuso per tazza. Ricordate che alcuni tè di alta qualità possono essere utilizzati per una seconda volta, per preparare una nuova bevanda, magari dal gusto leggermente meno intenso. Si tratta in ogni caso di un semplice consiglio antispreco.


Considerate comunque che in Cina il tè preparato riutilizzando le stesse foglie per la seconda o la terza volta è considerato il migliore. La scelta della varietà di tè da utilizzare dipende dai gusti personali. Tenete conto di qualità e rispetto dell'ambiente nella scelta del tè: preferite il più possibile tè biologico e del commercio equo.


Temperatura dell'acqua


Una questione fondamentale per la preparazione di un buon tè è rappresentata dalla temperatura dell'acqua. Di solito su ogni confezione di tè, sia in bustine che sfuso, o semplicemente sull'etichetta della bustina stessa, sono presenti le indicazioni relative alla temperatura ideale dell'acqua da utilizzare per la preparazione della bevanda.


A seconda delle varietà di tè la temperatura può cambiare leggermente e risultare, ad esempio, tra i 70° e i 95° C. Se non avete un termometro adatto a misurare con precisione la temperatura dall'acqua, potete portarla ad ebollizione e attendere qualche minuto in modo che scenda al di sotto dei 100° C, se ciò è richiesto dalla varietà di tè prescelta. Tenete conto delle seguenti indicazioni per quanto riguarda la temperatura dell'acqua per preparare il tè:


Tè bianco: tra i 70° e i 90° C

Tè verde cinese: tra 85° e 95° C

Tè verde giapponese: tra 70° e 80° C

Tè nero: tra 90° e 100° C


Tempi di infusione


Così come la temperatura dell'acqua per la preparazione delle diverse tipologie di tè, varia anche il tempo di infusione. Cercate di rispettare il più possibile quanto indicato sulle bustine di tè che avete selezionato, ma in caso di mancanza di indicazioni potete fare riferimento ai seguenti tempi di infusione per i tipi più comuni di tè.


Tè bianco: da 7 a 15 minuti

Tè verde cinese: da 2 a 3 minuti

Tè verde giapponese: da 1 a 2 minuti

Tè nero: da 3 a 5 minuti


preparare tatta di te


fonte foto: rareteacompany.com


Ingredienti aggiuntivi


L'aggiunta di altri ingredienti al tè fa parte dei gusti personali e segue le proprie abitudini. C'è chi ama mettere una fettina di limone nel tè nero e chi preferisce spremere qualche goccia di succo di limone fresco direttamente nella tazza, chi non rinuncia ad aggiungere un po' di zucchero o un altro dolcificante e chi sceglie sempre di non zuccherare. Altri ancora macchiano il tè, soprattutto il tè nero, con il latte classico o vegetale. Tenete conto, però, che per quanto riguarda i tè più pregiati, come il tè bianco, sarebbe bene assaporarli al naturale senza nessun tipo di ingrediente aggiuntivo.


Tazzine, teiere e samovar


Non lasciate al caso la scelta delle tazze e della teiera da utilizzare per preparare il tè. Le tazze da tè classiche sono piuttosto piccole: anche se più grandi di una tazzina da caffè, hanno dimensioni minori rispetto ad una tazza per il latte o per la colazione. Le tazze da tè più pregiate hanno il bordo sottile e dorato. Potrete decidere di portare ad ebollizione il tè in un pentolino, in un bollitore elettrico o in una teiera da riscaldare sul fornello.


In alternativa ecco anche il samovar, un contenitore metallico tradizionalmente usate per scaldare l'acqua per il tè in Russia, nei Paesi slavi, in Iran e in Turchia. Se la vostra teiera ha un filtro, potrete utilizzarla direttamente per l'infusione del tè sfuso prima di versare la bevanda già pronta nelle tazze.


La cerimonia del tè in Giappone


La cerimonia del tè (Cha no yu ) in Giappone è un vero e proprio rito sociale e spirituale che fa parte delle arti cerimoniali zen. Nella cerimonia del tè giapponese si utilizza il tè matcha. Si tratta di tè verde in polvere che viene mescolato con l'acqua calda utilizzando un apposito strumento in bambù. Nel caso del tè matcha non si parla di una vera e propria infusione, ma di una sospensione. La polvere del tè viene bevuta insieme alla bevanda vera e propria. Il tè matcha veniva e viene ancora utilizzato dai monaci zen per rimanere svegli durante le lunghe meditazioni.


Conservare il tè


Nella riuscita della vostra tazza di tè contano molto sia la qualità delle foglie di tè prescelte e del prodotto in bustina, sia la loro corretta conservazione. Bisognerebbe conservare il tè in un luogo asciutto, al riparo sia dalla luce che dall'umidità. Il tè sfuso andrebbe conservato in barattoli a chiusura ermetica per conservare il suo aroma. La stessa soluzione vale anche per le bustine di tè, che altrimenti potreste riporre in scatole di legno o di cartone.


Siete pronti per preparare una tazza di tè perfetta? Quale varietà di tè sceglierete?


Marta Albè


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Jacque Fresco – Ambiente e Società (SUB-ITA)

Jacque Fresco – Ambiente e Società (SUB-ITA)

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È comune presso i nostri mass-media, leggere e ascoltare giornalisti parlare del numero di problemi sociali che abbiamo di fronte oggi, come il riscaldamente globale, la distruzione ambientale, la disoccupazione, la crimininalità, la violenza, la povertà, la fame e l’esplosione demogragfica. Eppure, quante volte sentiamo parlare di piani realizzabili per alleviare molti di questi


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Il mostruoso buco nero all’alba dell’universo

Il mostruoso buco nero all’alba dell’universo

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SDSS J0100 + 2802 è il più brillante quasar mai scoperto nell’universo primordiale, alimentato da un buco nero di ben 12 miliardi di masse solari, il più massiccio finora noto in epoche così remote. Il risultato è stato raggiunto da un team internazionale di astronomi guidato dal cinese Xue-Bing Wu grazie anche alle osservazioni condotte


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Mercurio nel pesce: i consigli per ridurre i rischi

pesce mercurio efsa


Pesce al mercurio, dall'Efsa arrivano le indicazioni relative alle specie a rischio e alle linee guida che la popolazione dovrebbe seguire per quanto riguarda il consumo di pesce. Si tratta di raccomandazioni volte a ridurre un'esposizione eccessiva al metilmercurio contenuto nel pesce.


Ecco allora che l'Efsa raccomanda agli Stati europei di esaminare i modelli nazionali sul consumo di pesce per valutare i rischi di esposizione al metilmercurio delle diverse fasce di popolazione. Il contenuto di mercurio riguarda sia pesci che molluschi.


Tra le specie più a rischio l'Efsa indica il pescespada, il tonno, il luccio e il nasello. Dovrebbero valutare il quantitativo del consumo di pesce soprattutto quegli Stati in cui le specie a rischio indicate vengano portate in tavola dai cittadini di frequente.


Secondo l'Efsa in alcuni Paesi esistono gruppi della popolazione particolarmente a rischio di eccessiva esposizione al mercurio contenuto nel pesce, con particolare riferimento ai bambini molto piccoli e ai bambini di età compresa tra i 3 e i 10 anni. Per quanto riguarda i soggetti a rischio, l'Efsa raccomanda quanto segue:


- Donne in età fertile: per proteggere il feto dagli effetti avversi del metilmercurio sullo sviluppo neurologico, le donne in età fertile non devono superare la dose settimanale tollerabile.


- Bambini: poiché il cervello continua a svilupparsi anche dopo la nascita, i bambini regolarmente esposti al metilmercurio in quantità superiori alla dose settimanale tollerabile devono essere considerati a rischio di sviluppare gli effetti neurotossici causati dal metilmercurio.


Sotto accusa il rischio di sviluppare effetti nefrotossici causati dal metilmercurio, soprattutto per quanto riguarda i bambini. L'Efsa ha preparato un documento teso a mettere a confronto i benefici che vengono attribuiti al pesce per via del suo contenuto di acidi grassi omega 3 e i rischi legati alla presenza di metilmercurio nel pesce.


E' stato calcolato il numero di portate di pesce/molluschi alla settimana che un determinato gruppo della popolazione dovrebbe consumare per raggiungere la dose settimanale tollerabile di metilmercurio, rispetto alle sostanze nutritive presenti nel pesce.


L'Efsa sottolinea, infine, che nei bambini, compresi quelli molto piccoli, e nelle donne in età fertile, i benefici nutrizionali del pesce devono essere ricercati aumentando il consumo di specie con bassi livelli di metilmercurio.


Consulta qui l'articolo dell'Efsa che compara rischi e benefici del pesce.


Marta Albè


Fonte foto: brainfoodblog.com


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Conchiglioni ripieni

Un vasetto di pomodori secchi quasi finito, una zucchina scura solitaria e un pezzo di cavolfiore lesso. Che fare con questi avanzi nel frigo? Se c’è una cosa che odio è sprecare il cibo… Quindi mi sono inventato un bel piatto di pasta: facile, divertente e colorato! Ingredienti (per 1 persona): 80-90 gr di pasta, […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1Dz5CEF che ringraziamo.

Dieta Bulletproof: burro nel caffe' per dimagrire?

burro caffe


Un cucchiaino di burro nel caffè invece del classico zucchero. Dagli Stati Uniti arriva una nuova dieta "alla moda" che promette di aiutare a dimagrire e a bruciare i grassi. Sarà davvero così? Di fronte alla stranezza di mettere del burro nel caffè non mancano le critiche, che riguardano soprattutto la salute.


Caffè corretto con il burro, questa la proposta di Dave Asprey , il promotore della nuova dieta. La dieta Bulletproof elimina i dolcificanti e inserisce più grassi, come il burro, nell'alimentazione quotidiana. Si basa sul processo della chetosi, in cui l'organismo va ad intaccare le scorte adipose, per portare al dimagrimento.


Si va così verso il principio delle diete ad elevato contenuto di grassi e di proteine di origine animale, sullo stile della dieta Dukan, che promettono un dimagrimento rapido ma che non sono considerate salutari per l'organismo, dato che sottopongono i reni e in generale l'apparato digerente a sforzi eccessivi.


Ecco allora in arrivo l'ennesima dieta iperproteica che non solo indica di evitare lo zucchero nel caffè (sostituirlo con il burro sarà salutare?) ma anche di non consumare frutta zuccherina. Sotto accusa troviamo inoltre aspartame, coloranti e conservanti (che dovrebbero essere il più possibile assenti in qualsiasi dieta basata su alimenti naturali).


Attenzione: non si tratta di una dieta elaborata da uno specialista in alimentazione e nutrizione ma da un imprenditore nel settore delle nuove tecnologie, quale è Dave Asprey, che dopo un viaggio in Tibet ha appreso l'usanza di aggiungere un cucchiaino di burro nelle tazze di tè caldo. Da questa esperienza è nata una vera e propria dieta, che negli Usa si sta diffondendo grazie a un libro best-seller.


Secondo questo regime alimentare, il burro fa meno male dello zucchero. Durante la giornata si dovrebbero consumare pasti composti da proteine animali, come carne e formaggi, e verdure condite con il burro.


Non manca però lo scetticismo espresso dagli esperti di alimentazioni. Secondo Joan Sagle Blake , nutrizionista della Boston University, mettere il burro nel caffè non è una buona idea. Il nostro cervello ricava energia dai carboidrati e non dai grassi. A suo parere, chi beve caffè col burro può continuare a farlo per una questione di gusti, ma non per la speranza di dimagrire, ancora tutta da dimostrare.


Marta Albè


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Sull'Himalaya arriva Ice Stupa, il mini-ghiacciaio artificiale contro la scarsita' d'acqua

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I ghiacciai dell'Himalaya non saranno solo il frutto del lavoro della Natura. A breve infatti sarà completato un mini ghiacciaio artificiale in grado, sciogliendosi, di fornire l'acqua per l'agricoltura durante la stagione più calda. È una vera e propria piramide di ghiaccio, si chiama Ice Stupa ed è stata realizzata anche grazie al crowdfunding.


Quello della scarsità d'acqua è un vero problema per gli abitanti del villaggio di Phyan, nel deserto del Ladah, sull'Himalaya indiano. Qui la popolazione locale ha bisogno di produrre ciò di cui ha bisogno per l'alimentazione ma negli ultimi anni ha avuto grosse difficoltà. E i cambiamenti climatici stanno sempre più riducendo le dimensioni dei ghiacciai, portando a valle minori volumi di acqua in primavera.



Nasce così l'idea di Sonam Wangchuk, ingegnere meccanico. Il suo ingegnoso metodo immagazzina acqua senza la necessità di serbatoi o dighe di stoccaggio in cemento. “Nel gennaio 2014, alcuni dei nostri studenti hanno lavorato con me su un interessante progetto che abbiamo chiamato Ice Stupa. Il nostro obiettivo era quello di trovare una soluzione alla crisi idrica cui devono far fronte gli agricoltori del Ladakh nei mesi critici, tra aprile e maggio, prima che le acque originate dallo scioglimento naturale dei ghiacciai iniziano a fluirespiega nella pagina di raccolta fondi su Indiegogo.



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In poche settimane il crowdfunding ha permesso di ottenere 125mila dollari. L'idea di realizzare ghiacciai artificiali non è nuova ma quella dell'ingegnere himalaiano si basa sulla possibilità di raccogliere l'acqua a bassa quota, non alle grandi altezze (circa 4000 metri) necessarie di solito ai ghiacciai. Come? Riducendone la superficie e facendola crescere in altezza, a forma di cono rovesciato. In questo modo, il ghiacciaio non si scioglie velocemente.


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Ci è venuta l'idea di formare coni di ghiaccio che crescevano verticalmente, con una superficie molto più piccola esposta al sole rispetto ai campi di ghiaccio che si formano in piano con un dato volume di acqua. Per esempio una Ice Stupa di 40 m di altezza e 20 m di raggio potrebbe conservare circa 16 milioni di litri di acqua. Se la stessa quantità di acqua viene ghiacciata normalmente in un ghiacciaio spesso 2 metri, la zona esposta al sole sarebbe circa cinque volte di più. Pertanto, il sole e il vento caldo di primavera la scioglierebbero cinque volte più velocemente”.



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Lo scorso anno è stato testato il prototipo di una stupa a due piani, costruita all'altezza più bassa possibile lungo le rive dell'Indo. Il sito è stato impermeabilizzato anche con argilla, in modo tale da non far penetrare l'acqua nella sabbia del deserto una volta sciolta. “È stato surreale vedere una piramide di ghiaccio circondata da tutto il verde dell'estate del Ladakh. Questo ci ha dato la fiducia necessaria per portare avanti questo progetto” racconta.


Saranno necessari ancora 100mila euro per realizzare il progetto che prevede la costruzione di 80-90 stupa, capaci di conservare un miliardo di litri d'acqua.


Francesca Mancuso


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Torta carotina

Ingredienti: 300 g di farina integrale 150 g di farina di farro 1 bustina di lievito 1 pizzico di bicarbonato 320 ml di latte di avena 1 vasetto di yogurt bianco di soia 200 g di zucchero di canna 90 g di olio semi grattugiata di 1 arancia 75 g di maizena 1 tazzina di […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1wpLhMS che ringraziamo.

Gateau di cavolfiori

Voglia di verdure? Infornatele! Ingredienti: 1 cavolfiore piccolo cotto a vapore 4 foglie di verza scura 1 gambo di sedano 1 carota 1 cipolla 1 barattolo grande di piselli 3 patate medie 3 cucchiai di farina di ceci 200 ml di latte di cocco 1 cucchiaio di salsa di soia peperoncino cumino zenzero prezzemolo pangrattato […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1DylHua che ringraziamo.

La tazza biodegradabile che si pianta dopo l'uso

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Bevi il caffè e poi pianta la tazza. Suona più meno così l'idea della startup americana “Reduce. Reuse. Grow”, a caccia di fondi su KickStarter per realizzare il contenitore da asporto che non si butta via dopo l'uso ma che si pianta per dar vita a fiori ed alberi.


Definita la tazza di caffè usa e getta più eco-friendly, essa potrebbe contribuire a ripopolare di verde la nostra terra. Questo l'obiettivo dell'iniziativa. “Abbiamo sviluppato una tazza di carta post-consumo, che sarà in grado di eliminare oltre una tonnellata di CO2 dall'atmosfera all'anno una volta piantata” spiega il team.


Anche se di cartone e riciclabili per 2-3 volte, gli attuali bicchieri utilizzati nei fast food (un vero e proprio must negli Usa), hanno comunque una durata di vita limitata. Dopo essere state riciclati, infatti, le loro fibre si deteriorano.


In questo modo invece le tazze darebbero origine a una nuova vita, evitando anche di trasformarsi in un rifiuto. Anche se gettate via, esse sarebbero completamente biodegradabili in 180 giorni e darebbero comunque i loro frutti.


Come funziona la tazza? Semplice. Dopo aver bevuto il caffè, il the o la bevanda in essa contenuta la tazza va aperta e lasciata in acqua per 5 minuti. A quel punto basta piantarla in base anche ai semi che contiene, indicati nella parte anteriore. Sul fondo sono inoltre presenti le istruzioni con i suggerimenti per far crescere in bellezza la nuova pianta.


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E se non si ha modo di piantarla? A quel punto interverrebbero degli speciali cestini installati nelle città, dove gettare le tazze. La raccolta permetterà di utilizzarle per progetti di rimboschimento sia locali che nazionali, per ripopolare le zone distrutte da incendi ma anche per arricchire i parchi pubblici.


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Il progetto sarà finanziato solo se riuscirà a raccogliere almeno 10 mila dollari entro i prossimi 15 giorni.


Francesca Mancuso


Foto: Planttrash


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Burger di lupini

Questa ricetta è di Camiria Tredicine modificata da me a mio piacimento. Ingredienti: 5oo g di lupini 3 patate piccole 1 spicchio di aglio rosmarino tritato 1 cuchiaio di lievito alimentare sale, pepe qb 1 cucchiao di olio di sesamo 2 cucchiai di pane grattugiato farina mais fioretto qb Procedimento: Con santa pazienza sbucciare i […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1DgBATx che ringraziamo.

giovedì 26 febbraio 2015

Elettrosmog: medici scrivono al Governo. No all'innalzamento dei limiti (PETIZIONE)

elettrosmog


Elettrosmog , una minaccia invisibile ma non per questo meno reale. E il nostro Governo potrebbe addirittura alzare i limiti attualmente previsti. L'obiettivo? Favorire per lo sviluppo della banda larga ma a danno della salute. Per questo medici e ricercatori hanno prima sottoscritto una lettera aperta e adesso dato il via a una petizione.


Più di 60 firmatari tra medici, fisici, ingegneri, comitati e associazioni hanno chiesto al Governo e al Parlamento di conservare e migliorare i livelli di tutela della salute dagli effetti nocivi delle radiazioni emesse da cellulari, tablet, smartphone, computer collegati in rete senza fili, antenne Wi-Fi, Wi-Max, radar, ripetitori della radiofonia, della radiotelevisione e della telefonia mobile DECT, GSM, UMTS e LTE (4G).


L'iniziativa nasce in risposta a due piani che prevedono un innalzamento dei limiti di legge per i campi elettromagnetici e una maggiore diffusione delle tecnologie a radiofrequenza come il Wi-Fi, ovvero la Strategia Italiana per la Banda Ultralarga e la Strategia per la Crescita digitale 2014-2020 .


Questi piani di sviluppo rischiano di far aumentare in modo esponenziale tutta una serie di patologie tumorali e neurodegenerative correlate all’esposizione continuata alla radiofrequenza, con un rischio più significativo per i più giovani dal momento che gli effetti nocivi dell’esposizione ai campi elettromagnetici si accumulano nel tempo”, ha commentato il Dott. Fiorenzo Marinelli, ricercatore del CNR di Bologna, uno dei firmatari dell’appello. “Al momento la radiofrequenza è classificata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come possibile cancerogeno per l’Uomo, ma ricerche epidemiologiche più recenti richiedono una classificazione come cancerogeno certo”.


I medici nutrono evidenti preoccupazioni per la salute legate a queste prospettive dettate da mere esigenze economiche. Due sono i punti discussi anche in occasione di un workshop sull'elettrosmog, il 21 febbraio scorso: uniformare i limiti nazionali a quelli europei in materia di elettro-magnetismo e razionalizzare lo spettro elettromagnetico.



In linea con le politiche europee di razionalizzazione dello spettro elettromagnetico e in coerenza con l’incremento esponenziale della domanda di connettività prevista nei prossimi anni, l’Italia potrà prevedere di assegnare ulteriori frequenze al settore. Sono inoltre già in corso operazioni di refarming e ristrutturazione di porzioni di spettro per modificarne la destinazione e ridurre gli sprechi” spiega il primo documento. “Nella convinzione che si debba costruire un mercato unico digitale europeo partendo dunque dallo standardizzare regole e opportunità, l’Italia dovrà progressivamente uniformarsi ai limiti degli altri Paesi europei in materia di elettromagnetismo con immediati vantaggi in termini di diffusione del servizio di connettività a banda ultralarga wireless, in fixed wireless access e via satellite”.



In soli tre giorni a sottoscrivere la lettera sono stati oltre sessanta medici, fisici, ingegneri e ricercatori, tra cui numerosi esperti di effetti cancerogeni dei campi elettromagnetici, come la Dr.ssa Fiorella Belpoggi, Direttore del Centro di Ricerca sul Cancro Cesare Maltoni presso l’Istituto Ramazzini a Bologna e il Prof. Mario Barteri, Ordinario di Chimica Fisica Biologica alla “Sapienza” Università di Roma.



Deve essere chiaro che noi siamo per lo sviluppo delle tecnologie digitali purché avvenga nel pieno rispetto della salute ”, commenta Giuseppe Teodoro, uno dei portavoce della iniziativa. “Nella nostra lettera appello chiediamo che il Governo investa sulle connessioni via cavo che sono le più efficienti e le uniche davvero prive di controindicazioni per la salute e richiediamo anche il divieto di installazione del Wi-Fi negli asili, nelle scuole, nei luoghi di cura e negli ospedali.



LA PETIZIONE - C'è tempo fino al 30 marzo per raccogliere le firme. Occorre stampare la petizione e far scrivere per esteso il nome e cognome, il documento di riconoscimento, la data e la firma. I fogli vanno poi spediti alla casella postale indicata in fondo alla pagina: AMICA – Casella Postale 3131 – 00121 Roma.


Francesca Mancuso


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La casa di riposo per i gatti anziani abbandonati (FOTO)

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Camere con riscaldamento centralizzato, comodi divani, un accogliente caminetto e tante coccole. Così vengono viziati i gatti ospiti dell'unica 'casa di riposo' per mici anziani della Gran Bretagna, il Lincolnshire Trust For Cats.


Situata su un terreno di sette ettari a due passi dalla cittadine inglese di Osgodby, la struttura accoglie, infatti, i gatti che, attraverso le circostanze più svariate, si sono ritrovati senza casa o abbandonati, spesso dopo la morte dei loro proprietari o in seguito a trasferimenti all'estero.


I suoi ospiti con vibrisse sono attualmente 80. Per tutti loro sarebbe stato difficile trovare una sistemazione: trovare casa e adozioni per i gatti anziani è sempre difficile, perché le persone purtroppo preferiscono adottare esemplari giovani.


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I gatti anziani vengono visti anche come un impegno troppo costoso, per via dei problemi di salute a cui vanno incontro. Per questo la casa di riposo fondata da Jain Hills è unica, e non solo perché è esposta a sud, dando la possibilità ai gatti anziani di prendere il sole, e dispone di ben tre salotti collegati da spazi esterni chiusi, lettini riscaldati, divani e un caminetto.


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"So di alcuni enti di beneficenza che hanno qualche gatto anziano, ma non tanti quanto noi. I gatti vengono da noi in base alle ultime volontà dei loro proprietari", spiega la fondatrice.



Tutti noi tendiamo a pensare che vivremo per sempre, ma dobbiamo ricordare che i nostri animali domestici meritano la nostra considerazione e potrebbero sopravvivere a noi. Ecco perché una casa di riposo di questo tipo può fare la differenza.


Roberta Ragni


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Noocity Growbeds: l'orto autoirrigante per coltivare risparmiando l'80% di acqua

orto autoirrigante cover


Un sistema per realizzare un orto autoirrigante modulare per coltivare risparmiando acqua fino all'80%. L'idea arriva dal Portogallo, dove cresce la preoccupazione per l'origine dei prodotti che i cittadini portano in tavola.


Una start-up portoghese ha deciso di dare il proprio contributo all'orticoltura urbana, che ormai non è più un semplice fenomeno, ma un vero e proprio movimento di consumatori e cittadini consapevoli.


Così Noocity Urban Ecology ha deciso di lanciare l'idea per la creazione dei Noocity Growbeds, grandi vasi autoirriganti che verranno realizzati e resi disponibili per l'acquisto via web grazie a una campagna di crowdfunding lanciata su Indiegogo .


L'agricoltura urbana è un fenomeno internazionale che può are un contributo efficace ad un consumo più consapevole e ad una società più sostenibile. Noocity Growbeds viene presentato come il modo ideale per coltivare cibo vicino a casa propria.


Si tratta di un orto urbano dotato di un sistema di autoirrigazione molto efficiente, dato che è in grado di rendere l'orto domestico autosufficiente per 3 settimane e di garantire risparmio idrico fino all'80% rispetto ai sistemi di coltivazione tradizionali.


Risolve problemi comuni come l'eccesso di acqua o l'irrigazione insufficiente e riduce drasticamente le perdite di acqua che avvengono attraverso l'evaporazione o il drenaggio. Gli ideatori del progetto hanno raggiunto il 50% del proprio obiettivo di raccolta fondi in soli tre giorni.


Con la campagna presentata su Indiegogo intendono finanziare ulteriori attività di ricerca e sviluppo che potranno completare il progetto denominato Noocity Urban Food, per un'agricoltura urbana e un'alimentazione più sostenibili e basate su prodotti a chilometri zero.


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Il progetto prevede anche la realizzazione di un essiccatore per la conservazione dei prodotti dell'orto e di un facile sistema per il compostaggio domestico. Potete seguire su Facebook l'evoluzione del progetto Noocity Urban Ecology e supportarlo su Indiegogo .


{youtube}dUX1aGdADb4{/youtube}


Marta Albè


Fonte foto: indiegogo.com


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Quinoa con cavolo rapa

Salve a tutti/e! Qualche giorno fa, girovagando in un supermercato, ho trovato questi cosi in offerta (dicesi cavolo rapa, scoperto in un secondo momento… scusate l’ignoranza! Ma, vivendo in Germania, non sapevo come si chiamassero in italiano eheheh) e ho pensato di acquistarli per sperimentare una nuova ricetta! Vi presento la mia quinoa con cavolo […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1LICqNp che ringraziamo.

Vigneti: in Umbria assegnati 118 ettari di cui 30 ai giovani agricoltori

vigneti umbria assegnati


Al via l'assegnazione dei vigneti della Riserva Regionale in Umbria. A seguito del bando regionale, sono stati concessi 38 ettari di vigneti ai giovani agricoltori e 80 ettari agli altri produttori, per un totale di 118 ettari complessivi.


L'assegnazione viene descritta come conveniente, poiché nettamente inferiore rispetto ai prezzi di mercato. Lo ha sottolineato l'assessore all'Agricoltura della Regione Umbria Fernanda Cecchini che ha espresso soddisfazione per la risposta dei giovani produttori di età inferiore ai 40 anni, a cui è stato assegnato un terzo dei diritti di impianto per i vigneti.


Questo bando ha permesso alle aziende agricole e ai giovani di attivarsi per avviare nuovi progetti agricoli nonostante la crisi. Il bando servirà all'Umbria per mantenere l'attuale livello di superficie regionale coltivata a vigneto.


In Umbria troviamo vigneti su 13 mila ettari di terreni agricoli, che consentono la produzione di vini Dop e Igp. Qualificare le produzioni di vino consentirà all'Umbria di evitare gli eventuali effetti negativi della nuova regolamentazione dell'Unione Europea, che entrerà in vigore dal prossimo anno con il passaggio da un sistema basato sui diritti di impianto/espianto al sistema di autorizzazioni per gli impianti viticoli.



"Con il bando regionale" - ha spiegato l'assessore Cecchini - "abbiamo pertanto cercato di evitare la possibile riduzione del potenziale produttivo vitivinicolo regionale e abbiamo voluto soddisfare le richieste di diritti di reimpianto da parte dei produttori regionali per adeguare le produzioni alle richieste del mercato".



Inoltre, i produttori beneficiari dell'assegnazione, potranno presentare domanda per la concessione degli aiuti previsti dalla misura della ristrutturazione e riconversione dei vigneti, con priorità assoluta nell'eventuale graduatoria regionale.


Infine, rimangono ancora da assegnare circa 170 ettari di diritti di impianto della riserva regionale. Ciò avverrà attraverso un ulteriore bando che verrà pubblicato nei prossimi mesi. Dunque gli interessati prestino attenzione ai nuovi bandi che la Regione Umbria pubblicherà prossimamente.


Marta Albè


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Easy riso del recupero

Ciao a tutti! Inizio con un piatto che mi piace perchè lo faccio spesso dopo l’allenamento (nuoto) ed è un giusto connubio tra carboidrati, proteine e immancabili verdure! Premetto che per questo genere di piatti non ho dosi precise perchè molto dipende dal gusto di ognuno e aumentare o diminuire un ingrediente non compromette la […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1LHmzyB che ringraziamo.

Ciambelline

Ingredienti: 200 g di farina tipo 1 50 g di fecola di patate 130 g di zucchero di canna grezzo 80 g di mandorle 50 g di ciocolato extrafondente 2 cuchiai di olio di girasole 1 cuchiaio di aceto di mele 1 bustina di lievito per dolci latte di riso qb Procedimento: Setacciare le farine […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1AucXVY che ringraziamo.

mercoledì 25 febbraio 2015

I piccoli terremoti del fracking di gas e petrolio aumentano il rischio di un grosso sisma

I piccoli terremoti del fracking di gas e petrolio aumentano il rischio di un grosso sisma

Altrogiornale.org.


Da uno studio dell’US Geological Survey che sta per essere pubblicato, e che è stato presentato all’American Association for the Advancement of Science da William Ellsworth, emerge che i terremoti legati al fracking di petrolio e gas sarebbero meno rischiosi di quelli che si pensava fino ad ora ma anche che l’accumulo di queste


I piccoli terremoti del fracking di gas e petrolio aumentano il rischio di un grosso sisma

Altrogiornale.org.


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Eclissi solare del 20 marzo: che effetti sul fotovoltaico europeo?

eclissifotovoltaico


Non bastavano le lobby del petrolio. Anche il cielo mette i bastoni tra le ruote al fotovoltaico in Europa. Il 20 marzo prossimo dal nostro continente si potrà ammirare una bella eclissi parziale di sole , uno spettacolo per gli appassionati ma una minaccia per i produttori di energia pulita.


Quella mattina, l'eclissi bloccherà quasi del tutto la luce solare diretta verso la Norvegia e l'Europa settentrionale per circa un'ora e mezza. L'evento sarà visibile in altre parti d'Europa (Italia compresa) nel Nord Africa e in Russia.


Ma le conseguenze per la produzione fotovoltaica in Europa saranno immediate: circa 30.000 megawatt (MW) di energia solare potrebbero perdersi durante l'eclissi. L'ultimo giorno di questo piovoso inverno sarà dunque all'insegna della preoccupazione per l'industria energetica visto che il 20 marzo il tasso di occultazione della nostra stella potrebbe superare l'80%.


Si tratta di un fenomeno relativamente raro: occorre tornare indietro fino al 1999 per trovare tracce di simili eventi alle nostre latitudini ma la diffusione del fotovoltaico era lontana anni luce da quella attuale. Da allora sono passati poco più di 15 anni, ma la capacità solare in Europa è notevolmente aumentata dopo l'ultima eclissi di questo tipo.


Secondo le statistiche europee, il fotovoltaico copriva lo 0,1% di tutta l'energia elettrica prodotta in Europa da fonti energetiche rinnovabili nel 2002. Più di dieci anni dopo, questa cifra è salita al 10,5%. Nella sola area continentale, il 3% di tutti i consumi di energia elettrica è coperto dal fotovoltaico.


Anche a seconda del tempo, quel giorno, l'eclissi potrebbe causare rapide oscillazioni della produzione che richiederanno aggiustamenti da parte delle reti. Queste ultime infatti si troveranno ad affrontare una prova senza precedenti.



Il passaggio di quest'ombra ridurrà considerevolmente la produzione di energia fotovoltaica,” lamenta Dominique Maillard, gestore della rete francese RTE, di proprietà di EDF. “Secondo i nostri calcoli, l'impatto potrebbe essere un calo della produzione di ben 30.000 megawatt in tutta Europa”, pari alla capacità di 30 reattori nucleari.



Nei giorni scorsi, la Rete Europea dei Gestori di rete dei sistemi di trasmissione di energia elettrica (Entsoe), ha reso noto un report in cui ha analizzato l'effetto dell'eclissi sull'Europa.



Un'eclissi solare non è paragonabile a un'alba o a un tramonto per via del fatto che la velocità dell'alimentazione solare è più velocespiega l'Entsoe. “È come avere due albe e due tramonti nella stessa giornata ”.



L'intero continente sarà interessato direttamente o indirettamente dall'eclissi, che sarà visibile dalla Turchia alla Groenlandia e dalla Spagna alla Norvegia. Indirettamente, tutti i paesi ne saranno colpiti per via della loro interconnessione.


L'ombra dell'eclissi gradualmente si sposterà da una parte all'altra dell'Europa nel corso di un paio di ore, come mostra la simulazione del suo percorso:


{vimeo}117269669{/vimeo}


Un banco di prova per l'Europa. Ma nella suggestione dell'evento c'è anche un altro lato negativo: in quelle ore per sopperire alla mancanza di energia solare si dovranno utilizzare maggiormente altre fonti, dalle fossili al nucleare.


Francesca Mancuso


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Tre eclissi, stelle cadenti e congiunzioni: gli spettacoli del #cielo del #2015


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Biscotti no problem

Rieccomi dopo un iperstressante periodo di esami, ahimè non ancora terminato! In cerca di una carica extra per continuare lo studio, ho sperimentato questi dolcetti. Perchè no problem?! Sono senza glutine, amidi aggiunti e lievito e sono dolcificati naturalissimamente con datteri! E hanno il sapore caldo e avvolgente delle spezie natalizie! Insomma, non ci sono […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1AJbLNk che ringraziamo.

martedì 24 febbraio 2015

Quinoa mediterranea

Quinoa con erbe aromatiche, un mix che mi han subito fatto tornare alla mente i profumi della Grecia, quindi Quinoa mediterranea semplice semplice, deliziosa deliziosa e, quale colonna sonora migliore se non i Fugees – The Score!? Le dosi le ometto perché sono personali come sempre ma in questo caso non opinabili e non omettibili […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1DPzCyB che ringraziamo.

Eclissi solare del 20 maggio: che effetti sul fotovoltaico europeo?

eclissifotovoltaico


Non bastavano le lobby del petrolio. Anche il cielo mette i bastoni tra le ruote al fotovoltaico in Europa. Il 20 marzo prossimo dal nostro continente si potrà ammirare una bella eclissi parziale di sole , uno spettacolo per gli appassionati ma una minaccia per i produttori di energia pulita.


Quella mattina, l'eclissi bloccherà quasi del tutto la luce solare diretta verso la Norvegia e l'Europa settentrionale per circa un'ora e mezza. L'evento sarà visibile in altre parti d'Europa (Italia compresa) nel Nord Africa e in Russia.


Ma le conseguenze per la produzione fotovoltaica in Europa saranno immediate: circa 30.000 megawatt (MW) di energia solare potrebbero perdersi durante l'eclissi. L'ultimo giorno di questo piovoso inverno sarà dunque all'insegna della preoccupazione per l'industria energetica visto che il 20 marzo il tasso di occultazione della nostra stella potrebbe superare l'80%.


Si tratta di un fenomeno relativamente raro: occorre tornare indietro fino al 1999 per trovare tracce di simili eventi alle nostre latitudini ma la diffusione del fotovoltaico era lontana anni luce da quella attuale. Da allora sono passati poco più di 15 anni, ma la capacità solare in Europa è notevolmente aumentata dopo l'ultima eclissi di questo tipo.


Secondo le statistiche europee, il fotovoltaico copriva lo 0,1% di tutta l'energia elettrica prodotta in Europa da fonti energetiche rinnovabili nel 2002. Più di dieci anni dopo, questa cifra è salita al 10,5%. Nella sola area continentale, il 3% di tutti i consumi di energia elettrica è coperto dal fotovoltaico.


Anche a seconda del tempo, quel giorno, l'eclissi potrebbe causare rapide oscillazioni della produzione che richiederanno aggiustamenti da parte delle reti. Queste ultime infatti si troveranno ad affrontare una prova senza precedenti.



Il passaggio di quest'ombra ridurrà considerevolmente la produzione di energia fotovoltaica,” lamenta Dominique Maillard, gestore della rete francese RTE, di proprietà di EDF. “Secondo i nostri calcoli, l'impatto potrebbe essere un calo della produzione di ben 30.000 megawatt in tutta Europa”, pari alla capacità di 30 reattori nucleari.



Nei giorni scorsi, la Rete Europea dei Gestori di rete dei sistemi di trasmissione di energia elettrica (Entsoe), ha reso noto un report in cui ha analizzato l'effetto dell'eclissi sull'Europa.



Un'eclissi solare non è paragonabile a un'alba o a un tramonto per via del fatto che la velocità dell'alimentazione solare è più velocespiega l'Entsoe. “È come avere due albe e due tramonti nella stessa giornata ”.



L'intero continente sarà interessato direttamente o indirettamente dall'eclissi, che sarà visibile dalla Turchia alla Groenlandia e dalla Spagna alla Norvegia. Indirettamente, tutti i paesi ne saranno colpiti per via della loro interconnessione.


L'ombra dell'eclissi gradualmente si sposterà da una parte all'altra dell'Europa nel corso di un paio di ore, come mostra la simulazione del suo percorso:


{vimeo}117269669{/vimeo}


Un banco di prova per l'Europa. Ma nella suggestione dell'evento c'è anche un altro lato negativo: in quelle ore per sopperire alla mancanza di energia solare si dovranno utilizzare maggiormente altre fonti, dalle fossili al nucleare.


Francesca Mancuso


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Ornella Muti condannata a 8 mesi di reclusione con l’accusa di truffa e falso

ornella-muti


Otto mesi di reclusione e 600 euro di multa: pena sospesa a condizione che paghi una provvisionale di 30 mila euro alla parte civile. È la sentenza con cui il giudice del Tribunale di Pordenone, Patrizia Botteri, ha condannato Ornella Muti, riconosciuta colpevole di truffa e di avere indotto un medico a commettere un falso ideologico nel redigere il suo certificato di malattia.


Il 10 dicembre 2010 l’attrice avrebbe dovuto esibirsi in uno spettacolo della stagione teatrale del Verdi di Pordenone – il cachet previsto per lo show era di circa 25 mila euro – ma a causa di una laringo-faringite diede forfait, inviando relativo certificato medico. Tuttavia, la stessa sera l’attrice fu ospite, a San Pietroburgo, di una cena di beneficenza in compagnia del presidente russo Vladimir Putin e del premio Oscar Kevin Costner.


La sentenza è perfino più severa delle richieste formulate dalla Procura di Pordenone che aveva proposto 6 mesi e 15 giorni di reclusione. I danni al Teatro Verdi, che si era costituito parte civile, saranno liquidati in separata sede.






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Mangiareste insetti? Arriva la barretta energetica a base di larve (FOTO)

barretta insetti


A prima vista non lo direbbe nessuno, ma questa è una barretta energetica proteica a base di larve di insetti. L'hanno realizzata gli studenti dell'Università di Scienze Applicate di Zurigo (ZHAW) Stefan Klettenhammer e Meinrad Koch, come parte della loro tesi di laurea. Il prodotto ha vinto il premio dell'Accademia svizzera delle scienze tecniche, attirando l'interesse dei produttori alimentari e dei media di tutto il mondo.


Il segreto del successo sta proprio nel fatto che i vermi non sono visibili nella barretta, per la cui realizzazione viene utilizzata solo la proteina estratta. Una grande novità per la trasformazione in cibo degli insetti. In base al suo valore nutrizionale e al contenuto di zucchero, lo snack con gli insetti è paragonabile a una barretta convenzionale. Il sapore che si avverte mangiandola è quello dei frutti, mentre non si sente affatto il gusto degli ingredienti di origine animale.


La tesi "Development of a food product based on mealworms for mass production" nasce come soluzione alle carenze alimentari di cui soffre parte della popolazione mondiale. Gli insetti, come ha ricordato la FAO, possono essere una grande fonte proteica per risolvere i problemi della fame nel mondo, ma l'entomofagia (il mangiare insetti) nel mondo occidentale è ancora decisamente poco diffusa. Da qui nasce l'idea di un estratto proteico liofilizzato utilizzato come base per lo sviluppo della barretta di insetti.


barretta insetti2


barretta insetti 3


Photo Credit Adrian Baer/NZZ


"L'industria ha riconosciuto il potenziale degli insetti commestibili", dice Klettenhammer, ricordando che la qualità delle proteine degli insetti è alta e la loro produzione sostenibile. Con 10 chilogrammi di mangime si possono ottenere, infatti, 1 kg di carne di manzo o 6 kg di insetti.


La riproduzione degli insetti, inoltre, produce 100 volte meno gas serra rispetto a quella del bestiame. E il consumo di acqua è minimo. Forse, però, vale la pena di ricordare che la scelta più eco-sostenibile e praticabile resta quella vegeteriana/vegana, le cui motivazioni vanno di certo ben oltre la carenza di B12. Se tutti abbracciassero questa di filosofia, si risolverebbero molti degli attuali problemi che affliggono il Pianeta, e senza toccare gli insetti.


Roberta Ragni


Photo Credit Meinrad Koch


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Combattere la fame nel mondo mangiando gli insetti


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Agricoltura sostenibile: una App per ridurre i pesticidi e i cambiamenti climatici

app agricoltura pesticidi


Un'agricoltura più sostenibile passa anche dalle nuove tecnologie. L'uso eccessivo di pesticidi e i cambiamenti climatici minacciano i terreni agricoli di tutto il mondo. Come uscire da un vero e proprio circolo vizioso? Grazie ad una app per l'agricoltura sostenibile e hi-tech.


Nella creazione del prototipo della nuova app giocano un ruolo importante i ricercatori italiani che hanno messo a disposizione degli esperti statunitensi i dati sulle coltivazioni e sulle malattie delle piante per renderle prevedibili su basi statistiche.


E' nata così una collaborazione tra l'Istituto per la protezione sostenibile delle piante (Ipsp) di Torino e l'Università della Pennsylvania. L'app è stata pensata per semplificare il lavoro dei contadini, per ridurre l'impiego di pesticidi e per prevenire le conseguenze dei cambiamenti climatici.


Il prototipo consente di monitorare la situazione dei campi in tempo reale. Indica le aree in cui potrebbero svilupparsi delle malattie, in modo da poter utilizzare gli agrofarmaci in modo mirato, soltanto su alcune zone e su alcune piante, anziché in modo indistinto sull'intero campo coltivato.


Grazie alla nuova app, che speriamo possa arrivare presto in Italia, i contadini potranno controllare e confrontare le informazioni sulle condizioni meteo, sulla posizione geografica, sulla crescita delle piante e sulla presenza di parassiti, in modo da poter gestire al meglio il proprio lavoro nei campi e il raccolto.


Potranno prevedere gli attacchi che le coltivazioni rischiano di subire a causa dei parassiti e delle variazioni del clima e dunque agiranno di conseguenza per arginare gli eventuali danni previsti. L'agricoltura diventa più intelligente e sostenibile grazie alle nuove tecnologie. I suoi protagonisti allora dovranno prepararsi a recarsi nei campi muniti di tablet e smartphone.


Marta Albè


Fonte foto: deltafarmpress.com


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Ciclista scava tunnel gigante nella neve per andare a lavoro in bicicletta (VIDEO)

One minute ice cream

Tanti auguri a me! Anche se quest’anno ho passato un compleanno un po’ sottotono perché sono influenzata… sigh! Ma col mal di gola che mi ritrovo, non avevo proprio voglia di farmi una torta. Così ci siamo preparati il gelato più veloce del mondo! Ingredienti: 1 tazza abbondante di frutta congelata (noi mela, banana, ananas […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1JG1E3f che ringraziamo.

Funghi fritti

Amo le ricette semplici e questa che vi presento lo è veramente. Ingredienti: farina di ceci acqua sale, pepe curcuma funghi freschi pane grattugiato olio per friggere Procedimento: Fare la pastella con farina, sale, pepe, curcuma e acqua. Immergerci i funghi e poi proseguire con la panatura. Infine friggere in olio fino a dorare i […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/18gYfqU che ringraziamo.

Orzotto al pistacchio

Ingredienti (per 2 persone): 1 bicchiere di orzo 1 cipolla 100 g di pistacchi 100 ml di panna vegetale 1/2 bicchiere di vino bianco secco brodo vegetale qb Procedimento: Tritate 1 cipolla piccola e rosolatela in un filo d’olio per circa 5 minuti; unite l’orzo (si può usare anche il farro o il riso) e […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/17t9snk che ringraziamo.

Fagioli all’uccelletto veg

Ingredienti (per 2 persone): 300 g di fagioli bio borlotti 2 bicchieri di passata di pomodoro bio 1 cipolla rossa bio 2-3 spicchi di aglio rosso 1 grattata di pepe olio evo bio qb 1 cucchiaio di parmigiano vegan Procedimento: Tritate la cipolla e l’aglio molto fini. Metteteli a soffriggere nell’olio e poi aggiungete la […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1Bj7PX2 che ringraziamo.

Frammenti di Note Bianche - performance con Gaia Chon

lunedì 23 febbraio 2015

“Mostreremo le foto degli alieni di Roswell” parola di Jaime Maussan – Intervista esclusiva di Maurizio Baiata

“Mostreremo le foto degli alieni di Roswell” parola di Jaime Maussan – Intervista esclusiva di Maurizio Baiata

Altrogiornale.org.


La storia della moderna ufologia potrebbe essere a una svolta. Il prossimo 5 Maggio a Città del Messico, durante un convegno nell’Auditorium Nazionale, il giornalista il giornalista e ufologo messicano Jaime Maussan presenterà le diapositive che mostrano il corpo di un essere extraterrestre presumibilmente recuperato a seguito dell’incidente UFO di Roswell, avvenuto nel Luglio


“Mostreremo le foto degli alieni di Roswell” parola di Jaime Maussan – Intervista esclusiva di Maurizio Baiata

Altrogiornale.org.


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Detersivi monodose fai-da-te per lavatrice, lavastoviglie e pulizie ecologiche

detersivi monodose fai da te


Casa ecologica significa anche occuparsi delle pulizie e del bucato con la massima attenzione agli sprechi. Aboliamo qualsiasi pericolo di spreco anche nell'autoproduzione preparando dei detersivi monodose per la lavatrice, per la lavastoviglie e per le pulizie ecologiche della casa. In questo modo useremo esattamente la quantità di prodotto di cui abbiamo davvero bisogno.


Ecco alcune ricette utile per preparare in casa detersivi monodose fai-da-te ecologici ed economici.


1) Pastiglie per la lavastoviglie fai-da-te


Con il bicarbonato di sodio, il sapone di Marsiglia liquido, olio essenziale di limone o di arancio dolce e acqua demineralizzata potrete preparare in casa le vostre pastiglie per la lavastoviglie fai-da-te. Dovrete mescolare gli ingredienti, inserirli in stampini morbidi per il ghiaccio, lasciare asciugare le monodosi e poi rimuoverle dal contenitore.


Conservate le vostre pastiglie per la lavastoviglie fatte in casa in barattoli di vetro a chiusura ermetica. Vi basterà utilizzare una pastiglia per la lavastoviglie fai-da-te ad ogni lavaggio. Il consiglio è di abbinare le pastiglie per la lavastoviglie al brillantante all'acido citrico (più sotto troverete la ricetta monodose per il brillantante). Qui la ricetta completa delle pastiglie fai-da-te per la lavastoviglie.


Leggi anche: 5 detersivi fai-da-te per la lavastoviglie


pastiglie monodose lavastoviglie


fonte foto: lifeontheurbanfarm.blogspot.com


2) Detersivo monodose per il bucato in lavatrice


Con pochi ingredienti facilmente reperibili potrete autoprodurre dei cubetti monodose fai-da-te da utilizzare come detersivo per il bucato in lavatrice. Vi serviranno sapone di Marsiglia, meglio se fatto in casa , bicarbonato di sodio, carbonato di sodio, oli essenziali e normale acqua di rubinetto. Per realizzare le monodosi di detersivo per la lavatrice vi serviranno anche degli stampini per il ghiaccio. Qui la ricetta completa da Paper Blog.


pastiglie monodose lavatrice


fonte foto: papeblog.com


3) Pastiglie monodose per il WC


Potrete preparare in casa anche le pastiglie monodose per il WC da utilizzare come anticalcare. Per la preparazione delle pastiglie monodose per il WC vi serviranno acido citrico, cristalli di soda Solvay (si tratta del carbonato di sodio, non della soda caustica), olio essenziale di menta, olio essenziale di eucalipto e acqua di rubinetto. Qui la ricetta completa del blog "S come Sabrina" con informazioni tratte da Aroma Zone.


pastiglie monodose wc


fonte foto: scomesabrina.blogspot.it


4) Monodosi al bicarbonato


Il bicarbonato è molto comodo da utilizzare disciolto in acqua come deodorante naturale per gli abiti (in sostituzione dei prodotti commerciali) e per ottenere un prodotto spray utile per la pulire e deodorare il frigorifero. Potete preparare una monodose da 48 gr di bicarbonato (quantità massima per mezzo litro d'acqua, otterrete una soluzione satura adatta per deodorare) che conserverete in un barattolino di vetro chiuso. Se volete, potete profumare il bicarbonato con 3 o 4 gocce dell'olio essenziale che preferite (ad esempio olio essenziale di lavanda o di geranio), in particolare per utilizzare la soluzione di acqua e bicarbonato per deodorare o profumare la biancheria.


Al momento di preparare lo spray potrete unire la monodose di bicarbonato a 500 ml di acqua. Il consiglio è di unire i due ingredienti a poco a poco e di mescolare con accuratezza in modo che il bicarbonato si sciolga bene e poi di versare il tutto in un nebulizzatore. E' importante che il bicarbonato sia ben disciolto, in modo che non vada ad otturare lo spray. Agitate sempre prima dell'uso, soprattutto se un pochino di bicarbonato dovesse depositarsi sul fondo. Potete dimezzare o ridurre le dosi in proporzione, a seconda delle necessita.


Leggi anche: 50 fantastici usi alternativi del bicarbonato di sodio



5) Monodosi all'acido citrico


L'acido citrico disciolto in acqua è utile come brillantante per la lavastoviglie, come anticalcare e come ammorbidente in lavatrice. Potete preparare delle monodosi da utilizzare al momento del bucato in lavatrice o in lavastoviglie.


- Brillantante all'acido citrico: 10-15 gr di acido citrico + acqua

- Ammorbidente all'acido citrico: 10-15 gr di acido citrico + acqua

- Anticalcare all'acido citrico: 15-20 gr di acido citrico + acqua


Dovrete unire acido citrico e acqua, mescolare e versare brillantante o ammorbidente nelle apposite vaschette degli elettrodomestici. Il procedimento richiede di versare l'acido citrico nelle dosi indicate in un contenitore graduato e di aggiungere acqua fino ad arrivare alla tacca dei 100 ml. Mescolate molto bene prima dell'uso.


acido citrico


Per l'anticalcare all'acido citrico vi basterà un piccolo nebulizzatore in cui versare la soluzione di acido citrico da spruzzare sulle superfici. Le dosi di acido citrico da utilizzare possono variare leggermente a seconda del problema di calcare da affrontare (dos da 10, 15 o 20 grammi). Partite sempre dalla dose minima e aumentatela in caso di necessità.


Marta Albè


Fonte foto copertina: mom4real.com


Per ulteriori consigli su come pulire casa senza detergenti dannosi vi consigliamo il nostro libro "La mia casa ecopulita - Detersivi fai da te ecologici ed economici" (Gribaudo 2014). Lo trovate in tutte le librerie Feltrinelli al prezzo di 14,90 Euro. Potete approfittare dello sconto di lancio del 15% acquistando il libro online:


- Sul sito di Feltrinelli


- Su Amazon


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5 detersivi fai da te per la lavastoviglie

Detersivi per piatti: 5 ricette fai da te

Detersivi: kit di pulizia fai da te non tossico


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L'agricoltura biodinamica contrasta anche frane e alluvioni

agricoltura biodinamica frane


L'agricoltura biodinamica è benefica per il Pianeta. Non solo permette di produrre cibo sano e genuino, ma contrasta frane e alluvioni, aiutando ad arginare le conseguenze dei cambiamenti climatici.


Un'agricoltura che, a differenza di quella convenzionale, non toglie risorse e fertilità alla terra, ma gliele restituisce. Non usa pesticidi ed è fondata su prezzi giusti per agricoltori e lavoratori. Cibo sano e meno frane e alluvioni, ecco dunque i maggiori vantaggi dell'agricoltura biodinamica di cui si è discusso negli ultimi giorni "Oltre Expo. Alleanze per nutrire il Pianeta" ospitato dall'Università Bocconi e organizzato dall'Associazione per l'Agricoltura Biodinamica.


I terreni coltivati con l'agricoltura biodinamica, rispetto a quelli gestiti con metodi tradizionali, sono più resistenti all'erosione e al rischio desertificazione fino al 60%. Non solo: reagiscono meglio ai mutamenti climatici perché più forti ed efficienti, tutelano la biodiversità, preservano e consumano meno risorse idriche.


I terreni, ospitando una maggiore varietà di piante e animali e di microorganismi che rendono l'ecosistema più resistente, affrontano meglio le situazioni di disturbo e di stress come le variazioni di climatiche. Una qualità non da poco, per un Paese sempre più segnato dagli effetti devastanti del climate change.


Inoltre la biodinamica non è solo un modo per coltivare la terra in armonia con l'ambiente, ma sempre più rappresenta una prospettiva concreta per far ripartire l'economia del Paese, per creare nuovi posti di lavoro e per difendere il nostro territorio.


Nel mondo ci sono più di 2 milioni di ettari coltivati in modo biodinamico e certificati, ma sono molto più numerose le aree agricole dove si produce secondo le pratiche agronomiche biodinamiche. L'Italia è al terzo posto (dopo Germania e Francia) tra i Paesi europei per superficie destinata all'agricoltura biodinamica e conta oltre 4500 aziende che ne applicano le tecniche, tra cui alcune grandi realtà: ad esempio, è coltivata con i metodi biodinamici una delle più grandi aziende biologiche europee, così come la più grande azienda agricola in assoluto del Molise è oggi biodinamica.


Uno studio dell'Istituto Elvetico FIBL condotto per ben 21 anni su un confronto tra agricoltura chimica industriale, sistema a lotta integrata, biologico e biodinamico, ha fornito un quadro da cui emerge che le caratteristiche della biodinamica vanno ben oltre le qualità dei prodotti coltivati.


I dati evidenziano che il metodo biodinamico è quello che raggiunge le migliori performance di sostenibilità, fertilità e biodiversità. A volte questi dati sono anche doppi rispetto al bio, soprattutto per quel che riguarda la tenuta dei terreni all'erosione.


L'Italia è al primo posto per quanto riguarda la coltivazione biologica in Europa, al terzo per la biodinamica. Ma la domanda dei consumatori per i prodotti bio è così in crescita che la nostra produzione nazionale non riesce a sostenerla. Aumenterà dunque il numero delle aziende italiane che si dedicano all'agricoltura biologica e biodinamica, con il vantaggio di proteggere i suoli da frane e conseguenze del climate change?


Marta Albè


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Quadrotti croccanti con mirtilli

Questo dolce mi piace tantissimo, perché combina il sapore aspro del mirtillo all’aroma delicato e inconfondibile del cocco. Ha un cuore morbido ma è croccante in superficie, grazie al crumble: tagliarlo a quadrotti è sicuramente la soluzione ideale per cercare di limitarsi ed evitare di finirlo subito! Ingredienti: 150 g di farina integrale 50 g […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1zzHg9T che ringraziamo.

Tortelli vegani

Ciao a tutti, come prima ricetta vi propongo questa che mi è piaciuta davvero tanto e che con orgoglio ho fatto assaggiare ad amici che non mangiano vegetale, riscuotendo grande successo! Posso assicurare che non hanno niente da invidiare a quelli crudeli! Sono così simili che una persona non credeva fossero completamente vegetali! Ingredienti per […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1a4VwkV che ringraziamo.

Tiffany, il gatto piu' vecchio del mondo

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E 'ufficiale: il gatto più vecchio del mondo è Tiffany Two. Risiede a San Diego, California, e ha vissuto ben 5 presidenze. Riuscite a indovinare quanti anni ha? La tartarugata, come ha certificato il Guinness World Records, ha 26 anni ed è la nuovo titolare del record del gatto vivente più anziano su tutto il Pianeta.




Nata il 13 marzo 1988, è stata acquistata per 10 dollari dalla sua proprietaria Sharon Voorhees in un negozio di animali, quando aveva appena sei settimane. Tiffany festeggia il suo 27° compleanno il mese prossimo, vivendo l'equivalente di 125 anni umani.


Nonostante la sua incredibile età, ha ancora una buona vista e un ottimo udito. Certo, ha piccoli disturbi, come la pressione alta, ma è forte ed è ancora in grado di andare su e giù per le scale autonomamente. La vecchietta ha un carattere tenero e amorevole. Inseparabile dalla sua proprietaria, adora essere accarezzata e coccolata.


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Il segreto per una lunga vita? Deve essere l'amore, dice la proprietaria. In ogni caso, Tiffany segue una dieta variegata, con cibo sia umido che secco. Vive all'interno della casa e ma spesso va anche all'aperto.


La sua longevità è incredibile, ma ha ancora molta strada da fare prima di battere il gatto più vecchio mai esistito al mondo, un felino di Austin, Texas, chiamato Creme Puff : nato il 3 agosto 1967, ha vissuto fino al 6 agosto 2005: 38 anni e 3 giorni! Non ci resta che augurare lunga vita a Tiffany, ancora per molti e molti giorni!


Roberta Ragni


Photo Credit: Guinness World Records


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