giovedì 30 aprile 2015

Farinata borragine & calendula

Ciao a tuttiiiiiii Scusate per la lunghissima assenza!! ( che purtroppo continuerà ) è un periodo abbastanza impegnato ma finalmente abbiamo trovato un momento per salutare tutti voi e dare il ben venuto ai nuovi arrivati!! Vi proponiamo una ricettina semplice, veloce e buonissima che abbiamo preparato qualche giorno fa dopo aver finalmente trovato la […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1DZGOTJ che ringraziamo.

10 ricette alternative al pure' di patate

pure ricette

Siete stanchi del solito puré di patate? In realtà è molto buono se viene fatto in casa a partire da ingredienti freschi e non dai preparati in polvere comunemente in vendita. Di solito i bambini amano molto il puré. Ma non si prepara solo con le patate ma anche con molti altri ortaggi, con i legumi e con le verdure.

Preparare un puré alternativo al classico puré di patate può essere una buona idea per aiutare i bambini a mangiare più spesso le verdure ma anche per variare il vostro menù. Ecco una raccolta di ricette dedicate alle alternative al puré di patate.

1) Puré di carote

Portiamo un tocco di allegria in tavola con il puré di carote. Un puré dai colori vivaci semplice da preparare e che invoglierà i bambini a mangiare le verdure. Per prepararlo scegliete olio extravergine d'oliva. Qui la ricetta.

pure di carote

fonte foto: gestionedeisoffritti.com

2) Puré di zucchine

Un perfetto ingrediente alternativo per il vostro purè è rappresentato dalle semplici zucchine. Potrete scegliere sia quelle lunghe che le tonde. Chi ha detto che il purè si può preparare solo con le patate? Qui la ricetta completa.

pure di zucchine

fonte foto: blog.giallozafferano.it

3) Puré di piselli

Un puré di piselli da servire come contorno alternativo al classico puré di patate. Un tocco in più per insaporirlo è dato dall'aggiunta di qualche fogliolina fresca di menta. Lo potrete preparare con piselli freschi o surgelati. Qui la ricetta.

pure di piselli

fonte foto: sweet-occasions.it

4) Puré di ceci

A differenza dell'hummus, che di solito si serve freddo, il puré di ceci da preparare come contorno si serve caldo o tiepido. Potrete preparare il vostro purè di ceci a partire dai ceci secchi o più rapidamente dai ceci già lessati. Qui la ricetta.

pure di ceci

fonte foto: imetec.com

5) Puré di zucca

Puré alternativi per ogni stagione. Quando avrete a disposizione delle zucche fresche, sarà il momento di sfruttarle per preparare un ottimo purè goloso e colorato da insaporire con erbe aromatiche e spezie. Qui la ricetta per preparare il puré di zucca.

pure di zucca

fonte foto: donnamoderna.com

6) Puré di fave

Ricco di proteine e molto versatile in cucina, il purè di fave è tipico della tradizione salentina, ma in realtà è un piatto che si trova in tutte le cucine contadine d'Italia, sia perché è una pietanza low-cost e nutriente allo stesso tempo, sia perché può abbinarsi a moltissimi ingredienti. Qui la ricetta.

pure di fave

7) Puré di lenticchie

Per rendere più rapida la preparazione del puré di lenticchie scegliete le lenticchie rosse piccole, per le quali non occorre l'ammollo. Vi serviranno anche sedano, cipolle, panna da cucina, erbe e spezie a piacere. Qui la ricetta completa.

pure di lenticchie

fonte foto: comefare.com

8) Puré di spinaci

Avete degli spinaci a disposizione e non sapete proprio come cucinarli? Ecco un'idea per voi molto semplice da realizzare: il puré di spinaci. Otterrete un contorno cremoso e un nuovo modo per servire gli spinaci. Qui una ricetta a cui ispirarvi.

pure di spinaci

fonte foto: mykitchentweets.com

9) Puré di cavolfiore

Come fare apprezzare ai bambini ortaggi come il cavolfiore? Provate a preparare un purè alternativo con un cavolfiore lessato o cotto al vapore. Vi serviranno anche olio extravergine d'oliva, latte vegetale e un pizzico di noce moscata. Qui la ricetta.

pure di cavolfiore

fonte foto: veganblog.it

10) Puré di fagioli neri

Il puré di fagioli neri è la ricetta ideale da preparare per farcire le vostre tortillas fatte in casa. Vi serviranno dei fagioli neri secchi da mettere in ammollo per una notte, olio extravergine, coriandolo e peperoncino. Qui la ricetta.

pure fagioli neri

fonte foto: cucina-naturale.it

Marta Albè

Fonte foto: gingerandtomato.com

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Il 1° maggio la notte dei pianeti: ecco come osservarli a occhio nudo

nottepianeti

Se state organizzando una gita all'aria aperta per il 1° maggio, prolungatela fino a tarda sera. Sarà la notte dei pianeti. Un evento per gli appassionati del cielo, che avranno a disposizione non i soliti Venere e Marte, ma anche Mercurio, Giove e alcune delle sue lune e il lontanissimo Saturno. Tutti osservabili a occhio nudo. 

Se siete rimasti in città, cercate di allontanarvi per quanto possibile dalle fonti di inquinamento luminoso e concedetevi almeno un'ora per ammirare i protagonisti del cielo notturno.

Serve infatti del tempo prima che il nostro occhio si abitui all'oscurità. Ma con un po' di pazienza si riusciranno a cogliere un numero sempre maggiore di dettagli.

Iniziamo a scoprire come e dove rivolgere lo sguardo per individuare i pianeti, la sera del 1° maggio.

La luna

Una presenza a cui ci siamo abituati, al punto da non notarla più. Ma il nostro satellite è indispensabile per la vita sulla Terra, non dimentichiamolo. E ricordiamoci di ammirarne la bellezza. Il 1° maggio sarà quasi al culmine della fase crescente. La Luna Piena sarà il 4 maggio. Con un buon binocolo potreste ammirarne perfino i crateri.

Mercurio e Venere

Saranno ben visibili subito dopo il tramonto. Basterà guardare a Ovest per individuare i due pianeti. Venere sarà molto luminoso, mentre Mercurio sarà più basso sull'orizzonte, nei pressi delle Pleiadi.

veneremercurio 

Giove e le lune galileiane

Una volta che Mercurio sarà tramontato seguito da Venere, il palcoscenico celeste sarà dominato dal grande Giove. Puntiamo allora lo sguardo verso Sud, cerchiamo la Luna e troveremo anche il gigante gassoso. Con un piccolo telescopio sarà possibile anche ammirare i suoi satelliti, le quattro lune galileiane, così chiamate perché scoperte dal nostro Galileo. Sono: Io, Europa, Ganimede e Callisto.

satellitimedicei

Foto: Nasa

La mappa che segue mostra il cielo alle 21 circa, dove sono ben visibili a ovest, Giove, Venere e Mercurio.

giovevenere

Saturno

Lo spettacolo non è ancora finito. In tarda serata, a partire dalle 22 circa, sarà possibile anche ammirare il “Signore degli Anelli”. Il pianeta Saturno sorgerà a SudEst.

saturnonotte

Buona visione!

Francesca Mancuso

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Artrite reumatoide: 10 sintomi e 10 cose da sapere sui reumatismi articolari

artrite reumatoide sintomi reumatismi

L'artrite reumatoide è una patologia infiammatoria cronica. Viene classificata come malattia autoimmune. Si tratta della tipologia più comune di artrite infiammatoria. Colpisce soprattutto le donne, che rappresentano circa il 75% dei pazienti nel mondo.

Di solito inizia attorno alla mezza età, ma già i giovani e persino i bambini possono sviluppare la malattia. Riconoscerne i sintomi per il paziente è molto importante in modo da poter consultare un reumatologo, ottenere una diagnosi accurata e sviluppare subito un piano di trattamento.

Sintomi dell'artrite reumatoide

Di solito l'artrite reumatoide si sviluppa gradualmente, ma alcuni pazienti hanno avuto l'esperienza di una comparsa improvvisa dei sintomi. Quelli comunemente associati con l'artrite reumatoide includono:

1) Dolori articolari, gonfiore, rigidità articolare e calore attorno all'articolazione interessata.
2) Tensione e rigidità mattutina, che dura una o più ore.
3) Dolore su entrambe le articolazioni, ad esempio su entrambe le ginocchia.
4) Coinvolgimento delle piccole articolazioni delle mani e dei piedi.
5) Noduli reumatoidi sotto la pelle, ad esempio su gomiti e mani.
6) Perdita di peso e di appetito.
7) Affaticamento e notevole perdita di energia.
8) Secchezza degli occhi e della bocca.
9) Deformità articolari.
10) Difficoltà di movimento a livello delle articolazioni colpite.

10 cose da sapere su artrite reumatoide e reumatismi

Artrite reumatoide, impariamo a conoscere meglio questa malattia. Le seguenti informazioni saranno utili soprattutto a chi ne soffre e a chi pensa di presentare dei sintomi di reumatismi articolari.

1) Causa ancora sconosciuta

La causa esatta dell'artrite reumatoide è ancora sconosciuta ma i ricercatori stanno tentando di comprendere meglio il funzionamento del sistema immunitario e lo sviluppo dei processi infiammatori per riuscire a dare una risposta.

2) Malattia autoimmune

L'artrite reumatoide è una malattia autoimmune che sarebbe innescata dal malfunzionamento del sistema immunitario. L'artrite reumatoide influenza soprattutto le articolazioni, ad esempio con dolori e difficoltà nei movimenti, ma può coinvolgere anche altri organi. In questo caso si parla di patologia sistemica.

3) Fattore reumatoide

Si utilizza un esame del sangue per rilevare la presenza del fattore reumatoide nell'organismo dei pazienti. Circa l'80% degli adulti che soffre di artrite reumatoide è positivo al fattore reumatoide, mentre il 20% dei pazienti risulta negativo. Si parla dunque sia di pazienti sieropositivi sia di pazienti sieronegativi nel caso dell'artrite reumatoide.

4) Esami per la diagnosi

Per diagnosticare l'artrite reumatoide si utilizzano sia analisi del sangue che radiografie, come tecniche in combinazione per comprendere se la malattia è presente. I pazienti e i casi di artrite reumatoide non sono uguali. Alcuni pazienti provano dolore anche se le radiografie non evidenziano danni gravi alle articolazioni. Altre persone hanno gravi danni articolari ma non provano molto dolore.

5) Primi danni articolari

Speso il danno articolare si verifica entro i primi due anni dalla comparsa della malattia. La possibilità di un danno articolare precoce rende precoce anche la diagnosi e essenziale il trattamento. Il medico saprà come agire di fronte ai primi danni articolari e ai danni precoci.

6) Artrite e artrosi

L'artrite reumatoide è la forma più comune di artrite infiammatoria, ma l'artrosi è la tipologia più comune di artrite generale. Negli Stati Uniti l'artrite reumatoide interessa ben 27 milioni di persone. L'artrite reumatoide di solito si sviluppa tra i 30 e i 50 anni, ma può insorgere a qualsiasi età.

7) Rischio di morte

La letteratura medica suggerisce che le persone con artrite reumatoide possono vivere circa 10-15 anni in meno dei coetanei sani. L'aspettativa di vita però è influenzata da molti fattori, tra cui la storia familiare, la salute generale e le scelte di vita.

8) Rischio di disabilità

Esiste un alto rischio di disabilità per i pazienti affetti da artrite reumatoide. Negli Stati Uniti l'artrite e le altre condizioni reumatiche sono la principale causa di disabilità. L'artrite può portare a limitazioni sul lavoro a causa del dolore.

9) Donne e uomini

L'artrite reumatoide colpisce di più le donne. Ciò suggerisce che la genetica e gli ormoni possono svolgere un ruolo da non sottovalutare tra le cause dell'artrite reumatoide. Ci sono tipi di artrite più diffusi tra gli uomini, come la gotta e la spondilite anchilosante, ma altri tipi di artrite, come l'artrite reumatoide, sono più frequenti tra le donne.

10) Qualità della vita

Nonostante le limitazioni fisiche, i pazienti affetti da artrite reumatoide possono avere una buona qualità della vita. Nei casi più gravi però le limitazioni fisiche possono diventare invalidanti e la malattia da affrontare può sfociare in una sfida emotiva. Secondo gli esperti è importante mantenere un atteggiamento positivo per reagire e trovare soluzioni.

Marta Albè

Fonte foto: tqn.com

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International Sunflower Guerrilla Day 2015: il Primo Maggio pianta un girasole!

guerrilla gardening girasoli

Pronti a lanciare le vostre bombe seme preparate con i semi di girasole? Il 1° maggio torna l'appuntamento con l'International Sunflower Guerrilla Day, una giornata interamente dedicata al guerrilla gardening e ai girasoli.

Tutti possono partecipare a questa iniziativa. Basta scegliere il 1° maggio per acquistare dei semi di girasole o delle piantine di girasole e mettersi all'opera per arricchire di verde e di fiori la casa e il giardino ma soprattutto la propria città.

Obiettivo del guerrilla gardening è rendere più colorate e vivaci le strade ingrigite dal cemento delle nostre città. Basta adocchiare uno spazio abbandonato, un prato poco curato o un'aiuola praticamente deserta per dare inizio alle proprie azioni di guerrilla gardening.

Sono già passati nove anni da quando per la prima volta un gruppo di guerrilla gardener di Bruxelles ha dichiarato il 1° maggio come data ufficiale per un'azione internazionale di guerrilla gardening dedicata ai girasoli.

L'invito per i cittadini di tutto il mondo è di andare al di là del proprio giardino e del proprio orto per la semina dei girasoli. La speranza è di portare colore, bellezza e un tocco di natura in più in tutti i quartieri del mondo dominati dall'avanzata del cemento, dove però la natura riesce ancora a fare capolino nonostante il traffico e l'inqunamento.

sunflower guerrilla gardening 2015

In Italia quest'anno il movimento del guerrilla gardening si riunisce a Taranto per un appuntamento nazionale il 2 e 3 maggio 2015. Un motivo in più per trascorrere il ponte del Primo Maggio a Taranto. Lo scorso anno il raduno nazionale del guerrilla gardening si era svolto a RomaQui maggiori informazioni sull'evento di Taranto.

taranto guerrilla gardening 2015

Avete organizzato delle iniziative di guerrilla gardening nelle vostre città?

Per imparare a preparare le bombe seme con i semi di girasole per il Guerrilla Gardening Day guardate il nostro video.

{vimeo}41155800{/vimeo}

International Sunflower Guerrilla Gardening Day: seguite qui l'evento su Facebook.

Marta Albè

Fonte foto: therural.co.nz

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L’eterna dicotomia, il bene e il male

L’eterna dicotomia, il bene e il male
Altrogiornale.org.

La dicotomia bene-male è trasversale a numerose antiche religioni. Anzi è probabile che a questa associazione si debba la prima e principale ragione della nascita di ogni religione.
L’elemento principale che può aver contribuito a generare le prime religioni è da ascriversi certamente al timore generato dal cielo con i suoi fenomeni meteorologici più eclatanti. La

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Calorie bevande alcoliche: obbligatorie in etichetta, ecco perche' (VIDEO)

Scrivere sulle etichette delle bevande alcoliche il conteggio delle calorie. È la proposta di Fiona Sim, presidente della Royal Society for Public Health, che lo ha scritto nero su bianco sul BMJ. L'alcol, infatti, contribuiscono all'obesità e la legge dovrebbe imporre che sulle etichette venissero esplicitate le calorie, oltre a contenuto alcolico.


A partire dal 2011, gli alimenti confezionati nell'Unione europea sono stati oggetto di un regolamento che impone l'etichettatura con ingredienti e informazioni nutrizionali, tra cui il contenuto di energia (calorie). Ma le bevande che contengono più dell'1,2% di alcol in volume sono esenti da questo obbligo e i consumatori non sanno il loro contenuto.

Tra gli adulti che bevono, si stima che il 10% del loro apporto calorico giornaliero venga proprio dall'alcol, scrive Sim. Eppure un recente sondaggio ha rilevato che l'80% dei 2.117 adulti intervistati non conosceva il contenuto calorico di bevande comuni, e la maggior parte era completamente all'oscuro del fatto che l'alcool potesse contribuito al calcolo totale delle calorie consumate.

"La maggior parte delle donne, ad esempio, non si rende conto che due grandi bicchieri di vino, che contengono 370 calorie, comprendono quasi un quinto di loro apporto energetico giornaliero raccomandato, oltre a contenere più del limite giornaliero raccomandato di unità di alcol", spiega la dottoressa.

Molti intervistati si sono espressi a favore di un'etichettatura delle calorie sulle bevande alcoliche. Alcuni produttori di bevande alcoliche hanno già iniziato a introdurre l'etichettatura nutrizionale, che suggerisce non vi è alcun svantaggio commerciale in una simile mossa. Tuttavia, le informazioni fornite ai consumatori dovrebbero essere "accurate, evidenti e significatiche".

La Food and Drug Administration ha dato mandato di indicare in etichetta le calorie per le bevande alcoliche a partire da dicembre 2015, nelle catene di ristoranti americani con 20 o più punti vendita. Che cosa stiamo aspettando in Europa?

{youtube}T8H2zMctP3w{/youtube}

Roberta Ragni

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Il ristorante con le capre sul tetto (FOTO)

ristorante capre cover

In Italia sembrerebbe davvero una stranezza, ma negli Stati Uniti è ormai la normalità. Ecco il ristorante con le capre sul tetto Al Johnson's Swedish Restaurant, un locale a conduzione familiare con un tetto verde dove le capre possono brucare indisturbate.

Il ristorante si trova nel villaggio di Sister Bay, nel Wisconsin. Si tratta di un locale rinomato per la cucina svedese e per l'atmosfera scandinava, ma è ancora più famoso per via del suo tetto verde e delle sue capre.

Il richiamo alla Svezia non è casuale, dato che nei Paesi scandinavi è normale che vi siano case e altri edifici ricoperti con un bel tetto verde, un vero e proprio prato o pascolo naturale sul tetto per ritrovare facilmente il contatto con la natura.

L'arredamento del ristorante all'interno richiama la Svezia, con i suoi tavoli in legno e i caminetti in pietra. Le cameriere servono le portate ai tavoli indossando gli abiti tradizionali svedesi. Nel menù si trovano i piatti tipici della cucina svedese, con portate sia calde che fredde.

I proprietari del ristorante hanno voluto rimanere fedeli al design scandinavo sia per l'interno che per l'esterno del ristorante. Ecco allora che non poteva proprio mancare il tetto verde. Non si tratta soltanto di una caratteristica estetica ed esotica ma anche di uno strumento vantaggioso per gli edifici, dato che limita la dispersione di calore in inverno e mantiene il fresco all'interno in estate.

ristorante capre 1

ristorante capre 2

ristorante capre 3

ristorante capre 4

ristorante capre 5

Anche le capre sul tetto fanno parte del richiamo alla tradizione svedese. Sono un vero e proprio simbolo di questo ristorante, sono amate dagli ospiti e dai proprietari e vengono trattate con la massima cura, come dei veri e propri animali da compagnia. Segno che la convivenza pacifica tra uomo e animali è ancora possibile.

Marta Albè

Fonte foto: aljohnsons.com

 

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#AddioAmianto: 5 misure per una maggiore trasparenza (Petizione)

petizione amianto

L'amianto in Italia causa 3000 vittime e manda in fumo più di 500 milioni di euro ogni anno. E' questo il caro prezzo dell'amianto emerso da un'inchiesta condotta da Wired che ora propone una petizione per una migliore trasparenza sulla gestione dell'amianto.

I dati sull'amianto sono chiari: l'Italia è stata il primo consumatore di amianto in Europa e il secondo maggior produttore dopo l'Unione Sovietica. L'amianto fa vittime ancora oggi dopo 23 anni dalla messa al bando di questo materiale.

I costi sociali sono altissimi e il primo passo è una maggiore trasparenza sulla gestione dell'amianto, come ha ammesso lo stesso ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti. Servono controlli ambientali, sanitari e di smaltimento delle oltre 30 milioni di tonnellate di amianto nelle sue varie forme presenti in Italia.

Ecco le 5 proposte per una maggiore trasparenza riguardo all'amianto, specificate nella petizione lanciata tramite Change.org. La petizione è rivolta a Matteo Renzi, per sollecitare il premier Matteo Renzi e il Ministro Galletti ad adottare subito cinque misure concrete per migliorare la trasparenza sull'amianto entro la fine del 2015.

1) Mappatura

Pubblicazione immediata in open data della mappa di tutti i siti a rischio censiti dalle Regioni anche se incompleta, insieme a una precisa e scadenziata road map per il completamento della mappatura nazionale.

2) Identificazione

Identificazione delle 373 aree ad alta frequentazione pubblica (scuole, impianti sportivi e infrastrutture) con la più alta priorità di rischio (classe di priorità del rischio 1) individuate dal ministero dell'Ambiente, per le quali sono richiesti interventi di bonifica urgente.

3) Bonifica

Finanziamento del Piano nazionale amianto presentato a Casale l'8 aprile 2013 per il coordinamento e l'esecuzione degli interventi di bonifica e prevenzione accompagnati da una capillare azione di informazione delle popolazioni.

4) Epidemiologia

Pubblicazione obbligatoria in open data da parte delle Regioni dei dati aggiornati di mortalità e insorgenza di nuovi casi di malattie asbesto-correlate con dettaglio per comune e Asl.

5) Smaltimento

Unificazione delle procedure di controllo sull'inertizzazione e sullo smaltimento in discarica dell'amianto, sul modello di quanto già avviene a Casale Monferrato, per estenderlo a tutto il territorio nazionale.

Firma qui la petizione per dire addio all'amianto.

Marta Albè

Fonte foto: change.org

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Ecco la Polizia per i diritti degli animali in Norvegia. E in Italia?

Mentre in Italia si smantella il Corpo forestale, in Norvegia si sta sperimentando la polizia per i diritti degli animali. L'assorbimento della Forestale in un'altra forza di Polizia ha incassato il sì del Senato qui in Italia. Ma fuori dai nostri confini come siamo messi quanto a tutela degli animali?


Molto bene in Norvegia, dove sta nascendo un'unità di polizia specifica per indagare sulla crudeltà verso gli animali. La polizia della contea occidentale di Sor-Trøndelag nominerà tre persone - un investigatore, un esperto legale e un coordinatore - per combattere gli abusi sugli animali, sostenendo che chi fa male gli animali spesso danneggia anche le persone.

Nel 2014, 38 casi di maltrattamento di animali sono stati segnalati alla polizia in Norvegia. Secondo la legge norvegese, gli atti di maltrattamento degli animali portano a una pena massima di tre anni di carcere. Simili unità di polizia per i diritti degli animali operano anche nei Paesi Bassi e in Svezia. L'obiettivo è aiutare gli animali e combattere, allo stesso tempo, i crimini e gli attacchi contro le persone.

È lo stesso motivo per cui torturare e uccidere gli animali sara' un crimine punito pesantemente dalla legge negli Stati Uniti, con una propria categoria, come omicidio, incendio doloso o aggressione. I giovani che torturano e uccidono gli animali, infatti, diventano sono inclini alla violenza contro le persone. Lo dicono gli studi e la storia.

 

 

Jeffrey Dahmer, il cannibale di Milwaukee, aveva impalato teste di cani, rane e gatti su bastoni; David Berkowitz, conosciuto con i soprannomi 'Son of Sam' o '.44 Caliber Killer', avvelenò il pappagallino di sua madre; Albert DeSalvo, lo "strangolatore di Boston", intrappolava cani e gatti in casse di legno e li uccideva sparando frecce.

Roberta Ragni

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Qual e' la quantità giusta di fibre per dimagrire?

fibre dimagrire pane integrale

Qual è la quantità giusta di fibre per perdere peso? Aumentare il nostro consumo quotidiano di fibre e regolarizzare la nostra dieta potrebbe essere la soluzione per riuscire a dimagrire facilmente e senza problemi.

Un nuovo studio pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Internal Medicine dall'American Heart Association ha messo a confronto una dieta ricca di fibre e una dieta convenzionale. La dieta stabilita dagli esperti prevedeva di contare le calorie, ridurre i grammi di zucchero, mangiare più verdure, scegliere fonti magre di proteine.

I ricercatori hanno inoltre chiesto ai partecipanti di introdurre nella dieta 30 grammi di fibre al giorno. Entrambi i gruppi hanno perso peso. Il gruppo che ha seguito la dieta proposta dall'America Heart Association ha perso più peso rispetto al gruppo con la dieta standard tipica degli americani ma in realtà non è dimagrito molto di più.

Proprio questo sarebbe il dato che rende lo studio interessante. Il semplice atto di mangiare più fibre, in entrambi i gruppi, ha aiutato i partecipanti a perdere peso senza pensare al problema di contare le calorie o di tenere conto delle quantità di macronutrienti.

Secondo gli esperti, le fibre aiutano a perdere peso in modi diversi. Innanzitutto gli alimenti più ricchi di fibre aumentano il senso di sazietà. Ne sono un esempio il pane integrale e la farina di avena. Al nostro corpo occorre più tempo per digerire questi cibi. Ci sentiremo sazi e mangeremo meno.

Quindi come si fa per introdurre abbastanza fibre nella dieta e per perdere peso? E' molto semplice, basta scegliere i cereali integrali quando si comprano il pane, la pasta e il muesli per la colazione. E' necessario leggere bene le etichette per essere certi che questi prodotti siano stati preparati davvero con farina integrale e cereali integrali.Per arricchire di fibre la vostra dieta non dimenticate la frutta e la verdura fresca.

Quanta fibra dovremmo assumere ogni giorno? I partecipanti allo studio sulla perdita di peso hanno assunto 30 grammi di fibre al giorno. Le attuali linee guida sull'alimentazione negli Usa suggeriscono un consumo di fibre tra i 20 e i 35 grammi al giorno. Dunque, se vogliamo perdere peso in modo naturale scegliamo cibi ricchi di fibre per la nostra alimentazione. Senza dimenticare l'importanza dell'attività fisica per mantenerci in forma.

Marta Albè

Fonte foto: quick-weightloss-tips.com

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Propulsore a curvatura, dal garage alle stelle

Propulsore a curvatura, dal garage alle stelle
Altrogiornale.org.

Il Prof.David Pares sta tentando di costruire il suo sistema di propulsione in stile Star Trek. Lo scienziato dell’Università del Nebraska sta cercando di ottenere una compressione dello spazio intorno ad un peso con solo 100 watt di potenza nel suo garage a Omaha. Il motore a curvatura è un sistema di propulsione ipotetico che

Propulsore a curvatura, dal garage alle stelle
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Sformatini di patate

Lo so, sono una pessima decoratrice e questa foto è brutta, ma credo che più di così non riesco 😀 bando alle ciance, passiamo agli ingredienti 😀 Ingredienti (per 6 stampini): 2 patate 3 cime di cavolfiore 1 pugno di spinaci basilico 1 panetto di tofu 30 g di farina di ceci 4 c di […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1IqRSzu che ringraziamo.

Tumore al polmone: basta analisi del sangue per sapere se c'e' prima che si sviluppi

Analisi sangue

Tumori e diagnosi precoce: un test del sangue consentirà di sapere se c'è un tumore al polmone e di aumentare le possibilità di guarigione. Un'analisi specifica, infatti, il cosiddetto test dei microRna, sarà in grado di leggere la "firma molecolare" del cancro prima che si manifesti

L'Istituto europeo di oncologia di Milano ha così messo a punto un vero e proprio strumento di diagnosi ultraprecoce che, una volta perfezionato (al momento il test ha un'accuratezza pari all'80%), diventerà il mezzo per uno screening semplice e, soprattuto, economico, sulle persone più a rischio.

Cosa sono i microRna? Si tratta di molecole espulse dalle cellule e ne sono circa 200 diversi, ma i ricercatori hanno scoperto che 13 di questi, se alterati, indicano il rischio di avere un tumore, per cui sono stati sperimentati come marcatori tumorali.

I TEST - Condotti su 1115 forti fumatori o ex fumatori, a rischio ma sani (tra i quali erano state distribuite a caso 48 persone con tumore). Al termine della ricerca, la "firma" del tumore è stata trovata solo nei 48 soggetti malati. Una scoperta, pubblicata sul Journal of the National Cancer Institute, che ha tutti lati positivi: oltre che molto meno costoso di una Tac spirale, il nuovo esame ("mir-Test") è anche meno invasivo e facile da eseguire tanto che, al contrario della Tac, potrebbe essere utilizzato come screening di massa tra i forti fumatori per avere una diagnosi precoce del tumore polmonare.

In pratica, "se oggi ci vogliono 10mila esami Tac per diagnosticare 100 tumori - spiega Fabrizio Bianchi, responsabile del Laboratorio di Genomica e Bioinformatica dell'Ieo - domani, facendo prima il mir-Test, basteranno 3108 Tac (sulle persone positive al mir-Test) per avere lo stesso numero di diagnosi precoci". "Abbiamo dimostrato - dice Pier Paolo Di Fiore, Direttore della Medicina Molecolare dell'Ieo - che il mir-Test è dirimente: se positivo, se cioè è presente la 'firma', il fumatore deve sottoporsi alla Tac spirale; se invece è negativo, non deve fare altri accertamenti fino al prelievo successivo".

Un grosso passo avanti verso il risparmio di tempo e di denaro, quindi. E non solo: il test verrà anche sperimentato per altri tipi di tumore e, gli esperti giurano, potrà servire anche a leggere il profilo genetico di un individuo e valutare la propria personale risposta ai farmaci o a un percorso chemioterapico.

La scienza e la ricerca procedono insomma, ma ricordatevi sempre che la via della prevenzione passa sempre prima di tutto dalla nostra tavola e dai nostri stili di vita. Ecco qui 8 regole che dovreste seguire se non volete ammalarvi di cancro (o quanto meno ridurre il rischio!).

Germana Carillo

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Vellutata di piselli secchi

Aggiungo la mia versione alle numerose ricette del genere. Amo le vellutate e credo questa è la mia preferita. Sia per la consistenza sia per il colore e sapore…Ingredienti: piselli secchi qb patate qb porro acqua sale, pepe bianco erba cipollina olio evo Procedimento: Soffriggere leggermente i porri tagliati a pezzetti. Aggiungere le patate, piselli […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1JbpQWX che ringraziamo.

Cupcake di carote e zucchine

Finalmente! Ho avuto problemi di connessione a internet e non riuscivo a entare nel blog. Mi siete mancati. Ora vi delizio con dei pasticcini un po’ salati, un po’ dolci, da leccarsi i baffi. Io ne ho mangiati 5. Uno tira l’altro… 😀 Ingredienti (per 8 cupcake): 200 g di farina integrale 100 g di […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1OI4JC9 che ringraziamo.

Charity, la pecora con gli stivali: senza zoccoli, torna a correre con le protesi (VIDEO)

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Una seconda possibilità di vivere, e camminare, grazie a nuovi stivali. Charity è una pecora nata nel 2013 con un piccolo difetto: la mancanza di zoccoli su due delle sue zampe. Le pecore sono ungulati con zoccoli fessi, ossia spaccati in due parti come quelli della mucca e del vitello. Ma non Charity.


Una delle sue zampe anteriori ha una sola una punta, mentre altre due estremità nessuna. Nonostante le sue difficoltà di deambulazione, Charity è sempre stata determinata nel superarle. Zoppicando a lungo accanto alla madre, l'agnellino ha dimostrato che era in grado di godersi la vita tanto quanto qualsiasi agnello "normale".

Fortunatamente è finita nelle mani del rifugio per animali Edgar's Mission, in Australia. Qui subito hanno capito che aveva bisogno di un piccolo aiuto per vivere altrettanto bene come tutti gli altri ovini. Così, dopo essere nata senza zoccoli, ora ha delle protesi su misura! Charity indossa ogni mattina il suo speciale paio di zoccoli, come mostrato in un video recente.

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Prima di tutto, si indossano i calzini. Poi i suoi stivali. E infine si corre fuori per unirsi agli amici. "Ogni giorno abbiamo messo gli stivali e le calze per aiutarla a uscire e salutare il mondo. Ora abbiamo una pecora felice, vivace e attiva", spiega Pam Ahern, fondatrice del santuario per animali. E pensare che nella maggior parte delle aziende agricole, un agnello come Charity sarebbe stato soppreso al momento della nascita.

 

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Roberta Ragni

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Terremoto in Nepal: bimbo e ragazzo salvati dalle macerie (FOTO)

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In Nepal in mezzo alla disperazione, qualche sprazzo di speranza. Un bimbo è stato estratto vivo dalle macerie, dopo il terremoto che il 25 aprile scorso ha devastato il paese. Un vero e proprio miracolo, e non è l'unico.

La conta delle vittime continuerà ancora a lungo. Ad oggi sono circa 6.300 quelle già accertate. Ma a dare nuova speranza sono le vite ritrovate dopo lunghi scavi a mani nude in mezzo alle macerie.

Com'è accaduto al piccolo Sonit Awal, che è stato salvato dall'esercito nepalese domenica mattina alle 10. La casa in cui il piccolo viveva coi genitori era crollata il giorno prima. Allora il padre Shyam aveva chiamato i soccorritori. 

Fino alla mezzanotte, al buio, gli uomini avevano provato a cercare il bambino ma senza successo. Nessun suono, né un piccolo movimento. Le speranze ormai si erano affievolite. Shyam non credeva più al fatto che avrebbe riabbracciato il suo bambino. Sono state necessarie 22 ore per mettere in salvo il bambino.

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Ma dopo che l'esercito è andato via, il padre ha sentito il grido del piccolo. Non si è mosso da lì, cercando di tirarlo fuori. La squadra di soccorso è tornata la mattina e ha tratto così in salvo il bambino.

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Miracolosamente illeso. Quando il piccolo è stato soccorso era in buone condizioni ma è stato portato all'ospedale di Bhaktapur per un check-up ma nel complesso stava bene.

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A Kathmandu anche un ragazzo di 18 anni è stato estratto vivo dalle macerie dopo ben 5 giorni, I soccorritori hanno scavato per ore per cercare di raggiungerlo. Il giovane è stato estratto ancora vivo ieri alle 11:50 ora locale. Si chiama Pemba ed è originario di Nuwakot. Si trovava lì perché lavorava in una guest house della capitale, crollata per via del terremoto.

Ma le buone notizie, purtroppo, sono di gran lunga meno numerose rispetto a quelle cattive. Fa sapere Save the Children che nei principali ospedali di Kathmandu e Lalitptur molti sono i bambini soli o separati dai propri genitori. Tanti sono anche i piccoli gravemente feriti o che hanno subito amputazioni degli arti. A Bhaktapur, un’antica città a poche miglia da Kathmandu, Rajani, una bambina di 10 racconta agli operatori di Save the Children sopraggiunti:

“Ero con i miei amici quando è arrivato il terremoto, ero terrorizzata. Alcuni dei miei amici sono rimasti feriti, a qualcuno si sono spezzate le braccia, altri sono scappati di corsa.

E i sopravvissuti devono fare i conti con la realtà e con le epidemie. Tanti i corpi delle vittime non ancora rimossi. E manca anche la legna per la loro cremazione.

Francesca Mancuso

Foto: Kathmandutoday

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Bimbimbici 2015: domenica 10 maggio tutti in sella

Bimbimbici cover

Tutti in bicicletta! Torna domenica 10 maggio, la giornata di Bimbimbici 2015, la pedalata in famiglia promossa da FIAB-Federazione Italiana Amici della Bicicletta. 

In più di 200 città italiane si seguirà un unico importante scopo: incentivare la mobilità sostenibile e l'uso della bici tra i giovani, per una vita sana nel rispetto dell'ambiente e, perché no, lanciare un montio alla collettività e al mondo politico perché si realizzino zone verdi, piste ciclabili e progetti di moderazione del traffico.

MILANO - Un simpatico invito a prendere parte alla biciclettata dedicata a bambini, ragazzi, genitori, zii e amici, arriva dalla madrina di Bimbimbici, Filippa Lagerbäck, attraverso uno speciale videomessaggio. Filippa pedalerà insieme ai bambini di Milano, dove, oltre a poter scegliere tra diversi itinerari adatti alle differenti fasce di età, i partecipanti avranno modo di iscriversi ad attività ricreative durante tutta la giornata come quelle per imparare le regole del buon comportamento in bici o per mantenere in sicurezza la propria bicicletta. Per tutti i dettagli: www.ciclobby.it/cms.

ROMA – Nella Capitale alla manifestazione collaborerà l'Ente Parco dell'Appia Antica per una pedalata in famiglia attraverso paesaggi naturali e con un richiamo all'antichità, con soste lungo il percorso per ammirare i luoghi archeologici più caratteristici all'interno del parco. Il ritrovo è domenica 10 maggio alle 10.00 presso l'Ex Cartiera Latina in via Appia Antica 42.

AREZZO – Tra le città più virtuose della Bimbimbici 2015, che annoverano già più di 1000 iscritti, c'è Arezzo dove bambini, ragazzi e genitori pedaleranno seguendo un percorso di facile difficoltà di circa 10 chilometri, e Specchia, un comune nel sud del Salento in provincia di Lecce che, dal 2004, fa parte de "I Borghi più belli d'Italia".

Bimbimbici locandina

Tutti a scuola a piedi o in bici – Legata a Bimbimbici è anche la Giornata Nazionale "Tutti a scuola a piedi o in bici" del prossimo 8 maggio che FIAB ha istituito per la prima volta quest'anno. L'iniziativa coinvolge le scuole e invita gli studenti a compiere il tragitto casa-scuola in modalità sostenibile, creando così una concreta occasione per iniziare a costruire la mappa dei Bicibus e Pedibus presenti nel nostro Paese.

In questo ambito sono molte le città che da anni adottano politiche e iniziative per incentivare l'uso della bicicletta negli spostamenti quotidiani. Oltre Bologna (In bici a scuola), Genova (Bike to School), Milano (In bici a scuola e Massa Marmocchi), Napoli (Bike to School), Roma (Bike to School) e Torino (Bike to School), un esempio d'eccellenza è il comune marchigiano di Giulianova che, insieme a FIAB e ad altre associazioni, ha sviluppato un valido servizio di Bicibus.

Il progetto si articola in tre percorsi dedicati per raggiungere in bici le scuole partendo da diversi punti della città: lungo i tragitti sono presenti delle "fermate" dove, in orari stabiliti, i volontari (mamme, papà, nonni, insegnanti, ecc.) accompagnano i bambini a scuola in bicicletta. Negli istituti scolastici sono stati, inoltre, predisposti ciclo-parcheggi con apposite rastrelliere.

Bimbimbici bambini

Il Concorso Fotografico Bimbimbici 2015, infine, quest'anno si ispira alla Giornata Nazionale "Tutti a scuola a piedi o in bici" dell'8 maggio: bambini e ragazzi delle scuole dell'infanzia e primaria sono invitati a indossare, per un giorno, i panni di giovani reporter e, insieme a genitori e insegnati, dovranno documentare il tragitto casa-scuola a piedi o in bici scattando tante foto originali. Le più belle, inviate come scuola o come classe, saranno premiate.

Qui trovate tutti i dettagli per partecipare a concorso (aperto a tutte le scuole d'Italia anche nelle località dove non è in programma la pedalata Bimbimbici 2015). 

Patrocinata da Ministero dell'Ambiente, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, e in collaborazione con Coop-Club 4-10, la manifestazione nazionale è aperta a tutti: l'elenco delle città aderenti e le modalità di partecipazione sono online.

Germana Carillo

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Tumori: 8 regole per prevenire il cancro

Tumori prevenzione

Tumori e prevenzione. Poco alcol, niente fumo, tanto esercizio fisico e divieto assoluto delle lampade solari: per prevenire un cancro, o almeno per provarci, basta seguire alcune semplici regole, non solo buone abitudini alimentari, e adottare uno stile di vita che renda il nostro organismo meno vulnerabile, specialmente di fronte a malattie come i tumori. 

Secondo gli oncologi il 40% dei tumori è potenzialmente prevenibile ed è per questo che dettano 8 regole d'oro "anti-cancro":

1. Niente sigarette: il 25-30% di tutti i tumori è infatti da collegarsi al fumo. Ogni anno sono tre milioni le persone al mondo che perdono la vita per questa causa: si calcola che i fumatori muoiano mediamente otto anni prima. E molte ricerche confermano la pericolosità anche del fumo passivo.

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2. Moderare il consumo di alcol: l'alcol aumenta il rischio di cancro del cavo orale, faringe, esofago e laringe. È inoltre fortemente correlato all'insorgenza di tumore del fegato, intestino e mammella nelle donne. Gli oncologi sconsigliano prima dei 15 anni.

3. Seguire la dieta mediterranea: il maggior apporto di frutta e verdura, specie se crude, ha un forte effetto protettivo sul rischio di numerose forme tumorali, in particolare a carico degli apparati digerente e respiratorio.

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4. Tenere sotto controllo il peso: l'obesità e l'elevata assunzione di grassi costituiscono importanti fattori di rischio da evitare. Le persone con un sovrappeso uguale o superiore al 40% presentano tassi più elevati di mortalità per cancro del colon-retto, prostata, utero, cistifellea e mammella.

5. Praticare attività fisica: quante volte lo abbiamo detto! Lo sport riduce di molto le possibilità di sviluppare un cancro. I sedentari hanno una probabilità del 20-40% superiore di ammalarsi.

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6. Niente lampade solari. Per carità! La loro pericolosità è ormai dimostrata e sono considerate cancerogene al pari delle sigarette. Un'esposizione precoce, in particolare prima dei 30 anni, incrementa del 75% il rischio di sviluppare il melanoma. La presenza di nei è inoltre indice di una maggiore predisposizione allo sviluppo di neoplasie della pelle, vanno quindi tenuti sotto controllo.

7. Proteggersi dalle malattie sessualmente trasmissibili: il 15-20% dei tumori, infatti, deriva da infezioni che possono essere prevenute. Tra queste alcune, come l'epatite o il papilloma virus, possono essere trasmesse attraverso i rapporti sessuali. Per proteggersi è bene utilizzare sempre il preservativo.

8. No alle sostanze dopanti: gli steroidi anabolizzanti comportano un aumento del rischio di tumori, in particolare a fegato, prostata e reni.

Germana Carillo

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Piu' verdure nel piatto per il 91% degli italiani

italiani verdure 

Il 91% degli italiani mangia le verdure e lo fa volentieri. Almeno 1 cittadino su 10 apprezza le verdure e le porta in tavola. Segno che la popolazione del nostro Paese si sta muovendo verso un'alimentazione più sana, basata su cibi verdi e naturali.

Le verdure non sono più soltanto un contorno. Per il 64% degli italiani rappresentano il piatto principale. I dati sul consumo di verdure da parte degli italiani parlano di un nuovo "gusto verde". Le nostre abitudini alimentari stanno migliorando?

Secondo l'ultima ricerca Doxa in proposito, appena presentata presso il ristorante Joia, storico locale vegetariano di Milano, sono 50 milioni gli italiani che amano le verdure. 7 italiani su 10 mangiano le verdure perché sono buone, non soltanto perché fanno bene.

La rivoluzione verde sulla tavola degli italiani è guidata dai giovani, che negli ultimi 10 anni hanno aumentato in modo considerevole il loro consumo di verdure. Il 58% dei giovani nell'ultimo decennio ha portato in tavola piatti ricchi di verdure, non soltanto come semplice contorno.

Gli italiani consumano sia verdure fresche che verdure conservate, alla ricerca di una strategia anti-spreco. Nel complesso mangiamo le verdure in media 1 volta al giorno e circa il 20% dei nostri connazionali le mangia anche fino a 10 volte alla settimana.

Le donne consumano verdure un po' più spesso degli uomini. E pare che gli italiani le mangerebbero anche più spesso se non ci fossero alcuni ostacoli. Non tutti sembrano avere a disposizione tempo a sufficienza per cucinare le verdure. Senza contare i problemi di chi non è molto creativo in cucina

Secondo alcune persone (28% degli intervistati) occorre troppo tempo per prepararle. Altri (14%) devono affrontare la propria scarsa creatività nell'ideare ricette o il fatto che in famiglia le verdure non piacciano a tutti, un problema per il 7% degli intervistati.

La buona abitudine di mangiare le verdure, però, dovrebbe iniziare proprio in famiglia, sin da bambini. Il consiglio di abituare i bambini a nuovi sapori in modo graduale e divertente. Senza dimenticare che chi non ha amato le verdure da bambino può riscoprirle da adulto: i gusti cambiano ed esistono davvero tanti ortaggi e verdure da cucinare e da gustare in mille modi diversi.

Marta Albè

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Focaccia

Un classico, le faccio spesso per cena. Piace a tutta la famiglia, quindi nessun problema.Ingredienti: 300 ml di acqua 500 g di farina T1 100 g di pasta madre (oppure lievito di birra) 2 cucchiai di olio evo 1 cucchiaino di sale pomodorini cipolla capperi origano sale, pepe Procedimento: Impastare i primi 5 ingredienti creando […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1Q0Yqai che ringraziamo.

Spaghi di patata rossa

Ciao a tutti! Altri spaghi, questa volta di patata rossa, i miei preferiti Ingredienti: 1 patata rossa olio evo tahini tamari succo di limone curcumina pepe nero Procedimento: Spiralizzare la patata e mettere gli spaghi in una ciotola capiente. Preparare il condimento unendo olio, tahini, tamari e succo di limone e mischiare bene, quindi aggiungere curcuma […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1ETByaM che ringraziamo.

Torta ciliegie e mandorle

Più che ciliegie, direi “yogurt alla ciliegia”… Per un risultato super! Super soffice, leggero, sano e buonissimo. Questa torta, che ho deciso di servire tagliandola a cubotti, è una coccola perfetta al mattino appena svegli, per fare colazione ed io vi avverto: uno tira l’altro! Esattamente come le ciliegie… Ingredienti : 1 yogurt di soya […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1ETBYhs che ringraziamo.

Mele, pere e cioccolato

Condivido con voi un’altra mia torta preferita, ricca di frutta e profumata… Molto semplice – questo mi piace perchè come al solito non ho voglia di scervellarmi per capire le ricette 😀Ingredienti: 300 g di farina T1 150 g di zucchero di canna 110 ml di olio di mais (o di girasole) 300-400 g di […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1EsEMi0 che ringraziamo.

mercoledì 29 aprile 2015

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Miguel Nicolelis: La comunicazione tra cervelli è arrivata. Come abbiamo fatto

Miguel Nicolelis: La comunicazione tra cervelli è arrivata. Come abbiamo fatto
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Forse vi ricordate del neuroscienziato Miguel Nicolelis: ha costruito l’esoscheletro a controllo cerebrale che ha permesso a un uomo paralizzato di calciare il primo pallone ai Mondiali 2014. Su cosa sta lavorando adesso? Costruire sistemi in cui due menti (ratti e scimmie, per ora) possono mandarsi messaggi da cervello a cervello. Guardate fino alla

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Incendi a Chernobyl: rischio radioattivita' pari a un incidente nucleare

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Incendi a Chernobyl quasi 30 anni dopo la catastrofe nucleare. Quali sono i rischi? Negli ultimi giorni nelle aree boschive attorno alla centrale nucleare di Chernobyl sono scoppiati alcuni incendi che potrebbero innalzare i livelli di radioattività.

I servizi di emergenza in Ucraina sono stati posti immediatamente in allerta. Gli incendi avrebbero avuto inizio lo scorso 26 aprile, in coincidenza con il 29esimo anniversario dell'incidente nucleare più grave e disastroso della storia. Nella mattinata di oggi i vigili del fuoco hanno circoscritto e domato uno dei roghi, ma il pericolo non è concluso. Infatti i pompieri sono ancora impegnati a spegnere altri focolai e ad evitare che le fiamme si dirigano verso il cuore della centrale"La situazione è sotto controllo, ma questo è il più grande incendio dal 1992"ha sottolineato la stampa Ucraina.

Greenpeace teme che gli incendi in corso a Chernobyl possano causare una notevole dispersione di radioattività. Le squadre di emergenza sono ancora attive per fermare la diffusione delle fiamme che si dirigono verso la centrale abbandonata.

Il primo ministro Arseniy Yatesenyuk ha sorvolato la zona e ha reso noto che sono in corso interventi per localizzare gli incendi. Sono stati messi a disposizione tre aerei, un elicottero e diversi veicoli per domare le fiamme.

L'associazione ambientalista parla di una notevole contaminazione delle foreste e dei terreni attorno alla centrale di Chernobyl. Lo scorso febbraio gli esperti internazionali hanno reso nota la presenza di una grande quantità di isotopi pericolosi rimasti nelle aree boschive intorno a Chernobyl. Il timore è che queste sostanze possano diffondersi a causa degli incendi. I quantitativi totali di materiali radioattivi rilasciati dagli incendi potrebbero essere potenzialmente equivalenti a quelli di un incidente nucleare rilevante, secondo quanto comunicato da Geeenpeace.

Ecco che a 29 anni dall'esplosione della centrale, l'incidente di Chernobyl non è ancora chiuso. Tra le sostanze pericolose depositate nei boschi e nei terreni attorno alla centrale si troverebbero quantitativi notevoli di sostanze radioattive molto pericolose, come il cesio 137, lo stronzio 90 e il plutonio 239.

Gli incendi al momento non avrebbero raggiunto l'area più contaminata attorno alla centrale e le fiamme si troverebbero a circa 15-20 chilometri dal sito. All'inizio di quest'anno è stata presentata un'analisi dettagliata sui rischi da incendio a Chernobyl: la conclusione è stata che nel caso peggiore il rilascio di radioattività in atmosfera potrebbe equivalere a un incidente di livello 6 della scala INES (International Nuclear Events Scale). Sia l'incidente di Chernobyl che quello di Fukushima sono stati collocati al livello 7 della scala INES.

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fonte foto: reuters.com

Di fronte agli incendi a Chernobyl, non possiamo dimenticare la situazione di Fukushima. Notevoli quantitativi di radioattività si sono depositati anche nelle foreste attorno alla centrale giapponese, proprio come è avvenuto in Ucraina.

In Giappone uno stock notevole di materiali radioattivi rimarrà depositato per tempi molto lunghi con rischi di incendio e di dilavamento verso aree più densamente popolate. Una situazione particolarmente preoccupante si registra con lo scioglimento delle nevi, in primavera, o durante piogge particolarmente forti che possono disperdere la radioattività in terre, fiumi e laghi.

Gli incidenti nucleari di Chernobyl e Fukushima hanno chiaramente dimostrato i rischi del nucleare. Ci sarà sempre una combinazione imprevista di errori umani e tecnologici e di disastri naturali che potrebbe portare ad ulteriori incidenti e contaminazioni radioattive. La lezione è chiara secondo Greenpeace. L'unico modo per assicurarsi che non vi siano nuovi incidenti come quelli di Chernobyl e Fukushima è di eliminare del tutto il ricorso al nucleare per la produzione di energia.

 

Marta Albè

Fonte foto: kyivpost.com

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Inquinamento: in Italia lo smog uccide 33mila persone all'anno

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Lo smog uccide. L'inquinamento ogni anno provoca 600 mila morti in Europa, 33 mila solo in Italia. Lo svelano i dati dell'ultimo rapporto shock presentato dall'Oms sui danni dell'inquinamento dell'aria in Europa.

In quasi tutte le città italiane troviamo alti livelli di inquinamento, tra benzene e polveri sottili. In Europa 9 cittadini su 10 respirano aria inquinata, migliaia di persone si ammalano ogni anno. Le morti sono causate soprattutto da tumori ai polmoni e patologie cardiocircolatorie. Lo studio appena presentato dall'Oms porta il titolo di "Economic cost of the health impact of air pollution in Europe".

L'inquinamento dell'aria sarebbe correlato anche alle malattie neurologiche. I danni alla salute della popolazione italiana e europea causati dallo smog sono davvero gravi. L'Oms riflette anche sulla situazione economica, sulle ricadute che le malattie causate dall'inquinamento hanno sul PIL in tempi di crisi.

Il rapporto Oms sull'inquinamento è stato presentato in occasione del meeting di Haifa con oltre 200 rappresentanti di istituzioni e associazioni europee per fare il punto sulle misure prese cinque anni fa dopo le Dichiarazioni di Parma.

In quell'occasione gli Stati si impegnarono ad intervenire contro l'inquinamento atmosferico. Eppure i Governi sembrano non agire abbastanza per arginare i danni dell'inquinamento, nonostante i vantaggi economici che ne deriverebbero.

''Diminuire gli effetti sulla salute dell'inquinamento paga dividendi" - ha affermato Zsuzsanna Jakab, direttore regionale per l'Europa dell'Oms - "Le prove che abbiamo fornito dovrebbero dare ai leader politici un grande impulso ad agire, non solo per salvare vite ma anche per ottenere risultati economici straordinari''.

Per far fronte ai danni dell'inquinamento l'Unione Europea utilizza il 5% del suo PIL, per un totale di 1463 miliardi di euro, di cui 88 miliardi riguardano l'Italia. Purtroppo le nostre città non si salvano dall'inquinamento dell'aria. Negli ultimi anni si è registrato qualche miglioramento, ma nella Pianura Padana milioni di persone sono esposte a valori di inquinamento superiori alle soglie di riferimento indicate dall'Oms.

Quali sono le principali fonti di inquinamento? L'Oms indica tra i principali fattori la produzione industriale con i suoi ossidi di zolfo, il trasporto marittimo e stradale, il riscaldamento e la produzione di calore, che innalzano i livelli di polveri sottili e di monossido di carbonio. Dal settore industriale derivano le emissioni di diossina, metalli pesanti, Pcb e Ipa.

Un ulteriore nuovo rapporto pubblicato congiuntamente da Oms e Ocse, con il titolo di "From Parma to Haifa: how far have we gotten?" ci informa che 1 cittadino europeo su 4 si ammala o muore prematuramente a causa dell'inquinamento ambientale.

I dati provenienti da diverse indagini in aree tematiche prioritarie - come l'acqua e i servizi igienico-sanitari, la qualità dell'aria, l'ambiente quotidiano della vita dei bambini, i prodotti chimici, l'amianto e i cambiamenti climatici - mostrano che il miglioramento delle condizioni di salute della popolazione europea, nonostante qualche passo avanti, è risultato irregolare.

Marta Albè

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