sabato 31 ottobre 2015

Galassie, materia oscura e wormholes

Galassie, materia oscura e wormholes
Altrogiornale.org.

Una fenomenale scoperta in Cosmologia è stata che una grande quantità di materia, invisibile e sconosciuta ed interagente con la materia ordinaria solo attraverso la gravità, è presente in tutte le galassie. Capire la natura di questa Materia Oscura è oggi il maggior obbiettivo della cosmologia. Osservazioni recenti stanno suggerendo uno straordinario scenario che

Galassie, materia oscura e wormholes
Altrogiornale.org.

...continua sulla fonte http://ift.tt/1M3ijtF che ringraziamo.

Risotto alla zucca

Con patate e funghi, al profumo di cannella. O no?! Se solo il nome del piatto vi ha fatto venir fame, consiglio di provarlo. Dato che oggi mi son sentita un po’ Benedetta Parodi, soprattutto per la presentazione del piatto, che mi ha fatto andr via almeno 1/4 d’ora, cioè il tempo per mangiarmelo, è […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1WpXRYG che ringraziamo.

Il reattore nucleare vecchio due miliardi di anni

Il reattore nucleare vecchio due miliardi di anni
Altrogiornale.org.

Lo chiamavano il ‘mostro atomico’. In tutto il pianeta non è mai esistito un generatore di energia così grande e così efficiente: pareti ad angolo inclinato, isolamento per i residui nucleari e il miglior sistema di raffreddamento che l’ingegneria abbia mai potuto sviluppare. Ma è vecchio di due miliardi di anni.
Il reattore nucleare della

Il reattore nucleare vecchio due miliardi di anni
Altrogiornale.org.

...continua sulla fonte http://ift.tt/1HipMmH che ringraziamo.

venerdì 30 ottobre 2015

Addio Expo: 10 padiglioni che verranno riutilizzati per una seconda vita (VIDEO)

Mancano poche ore alla fine di Expo, ma cosa succederà ai padiglioni dell’Esposizione Universale di Milano? Ogni nazione a questa domanda ha deciso di rispondere a modo suo.

A rimanere sul sito saranno solamente poche strutture: Palazzo Italia, Cascina Triulza, il Padiglione Zero e l’Albero della Vita.

Alcune verranno riportati in patria, altre ricollocate. C’è poi chi, prossimo alla chiusura, non sa ancora cosa farci e, infine, c’è chi ha deciso di portarle in Africa per dargli una seconda vita e destinarle a strutture sanitarie.

{youtube}9Sh_qpU5C7k{/youtube}

Ecco le dieci storie più interessanti sulla seconda vita di queste strutture.

1) Cascina Triulza

cascina triulza

Questa vecchia cascina c’era prima di Expo e ci sarà dopo. L’omonima fondazione che la gestisce infatti ha visto questa grande kermesse come solo il punto di partenza della propria attività. In questi sei mesi sono transitati da queste parti oltre 800 eventi e nel prossimo futuro non si vuole certo cambiare direzione. Già nel mese di novembre sono state fissate alcune date: il 23 ci sarà il consiglio generale di Fondazione Triulza, il 26 e 27 la Fiera del Turismo Cooperativo – BITAC e il 30 un incontro promosso dal Forum del Terzo Settore Lombardia.

{youtube}qGDBdS_G0Nk{/youtube}

 

LEGGI: CASCINA TRIULZA: UN'OASI CHE NON PIACE ALLE MULTINAZIONALI DENTRO EXPO 2015

 

2) Principato di Monaco

principato monaco

Nessuno avrebbe scommesso qualcosa sul padiglione del piccolo stato Europeo, invece sia per quanto riguarda i contenuti sia per la seconda vita della struttura, sicuramente, il lavoro fatto dai monegaschi merita un voto positivo. Finito Expo, infatti, questa struttura viaggerà fino in Burkina Faso. In Africa diventerà la sede operativa della Croce rossa locale, all’interno di un centro di formazione del villaggio di Loumbila, poco lontano dalla capitale Ouagadougou. Ben l’85% dell’attuale struttura insomma verrà riutilizzata, dalle parti di Monaco, oltretutto, le idee erano chiarissime da subito. Bisogna dare merito infatti che sin dal primo giorno di Expo già era stato ufficializzata la seconda vita del padiglione.

3) Azerbaigian

azerbaijan

All’inizio di Expo il padiglione dell’ex repubblica socialista sovietica è stato uno di quelli che aveva maggiormente attirato l’attenzione, dai visitatori è stato infatti ribattezzato il “gioiello”. Un gioiello che, oltretutto, è anche frutto dell’ottimo lavoro fatto da un team di creativi italiani. Il “Simmetrico” è infatti il team – tutto rigorosamente made in Italy - di creativi, project manager, architetti, ingegneri ed esperti di tecnologie multimediali che ha fatto nascere questa struttura. Terminato Expo il padiglione tornerà in Azerbaigian. Diventerà, infatti, un centro dedicato alla biodiversità nella capitale Baku.

{youtube}MI7xGhOwMxE{/youtube}

 

4) Coca Cola

coca cola

Quando era partito Expo in tanti avevano storto il naso. “Nutrire il pianeta. Energia per la vita” e poi si decide da avere un sponsorizzazione da una delle multinazionali più globalizzanti del mondo? La risposta, in questo caso, è arrivata con i fatti. Il padiglione della bibita più gasata per eccellenza sarà, infatti, quasi completamente riciclato. Nella sua seconda vita diventerà addirittura un campo di basket che verrà collocato in un quartiere della città di Milano ancora da decidere.

Leggi: COCA COLA A EXPO 2015: LA VERITA' SULLE MULTINAZIONALI CHE 'NUTRONO' IL PIANETA CON GRASSI E ZUCCHERI

5) Nepal

nepal

È stato l’ultimo padiglione a essere inaugurato. Il paese asiatico, infatti, è stato devastato da un terremoto lo scorso 25 aprile proprio a pochi giorni dall’apertura di Expo. È stato possibile visitare la struttura, per la prima volta nella sua interezza, solo il 12 luglio grazie anche alla collaborazione e all’aiuto di tanti volontari che hanno permesso la realizzazione di tutti i lavori. Le colonne di legno, scolpite a mano, sono una delle parti più suggestive. Verranno rivendute all’asta e il ricavato andrà ad aiutare, ancora una volta, quella parte di popolazione nepalese colpita dal terribile sisma.

Leggi: #Expo2015: il padiglione del Nepal finito gratis dagli altri operai (VIDEO)

6) Austria

Austria

L’insolito padiglione austriaco aveva la genuina ambizione di voler riprodurre un bosco. All’interno, infatti, c’era una tipica foresta austriaca e, a Expo terminato, si può dire che la scommessa è stata decisamente vinta. L’obiettivo era infatti quello di sensibilizzare i visitatori facendogli capire quanto l’ossigeno prodotto dal mondo verde sia importante per la nostra esistenza. Le piante, non c’è che dire, hanno fatto perfettamente il loro dovere riproducendo oltre sessanta chili di ossigeno all’ora e, soprattutto, si è creato un ecosistema con tanto di nidi di uccelli, funghi, farfalle e addirittura la nascita di nuove piante. Terminato Expo questa foresta dove andrà a finire? Continuerà ad essere tale in un’area boschiva in provincia di Bolzano. Questo trasporto, oltretutto, non rappresenterà infatti nessun shock per gli alberi che, essendo stati piantati qua in primavera, non si sono ancora stabilizzati nel terreno e possono essere nuovamente spostati.

{youtube}_Dz0APo1XUI{/youtube}

 

7) Don Bosco

don bosco

La realtà salesiana era presente a Expo con un proprio padiglione che ha ospitato eventi e conferenze. La seconda vita della struttura sarà, naturalmente, all’insegna dell’utilità sociale. Lo spazio, infatti, verrà trasferito in Ucraina nella città di Vynnykyte dove diventerà un centro polifunzionale per ragazzi disagiati in grado di ospitarne fino a 300.

«Consegniamo con orgoglio Casa Don Bosco ai giovani dell’Ucraina - ha spiegato Ercole Lucchini, operation manager di Casa Don Bosco a Expo - che potranno beneficiare non solo di una struttura che risponde a pieno titolo dei migliori canoni di architettura sostenibile, ma che è anche passata alla storia essendo stata presente nell’edizione 2015 di Expo; un luogo speciale, visitato da oltre 20 milioni di persone che hanno ritrovato in essa uno spazio nel quale confrontarsi, riflettere, condividere e diffondere le proprie conoscenze e pensieri».

8) Bahrain

 DETTAGLIO BAHRAIN

Il piccolo stato situato nel golfo Persico offriva nel suo padiglione di Expo un’interessante esperienza botanica. All’interno c’erano infatti dieci diversi frutteti che, nel corso dei sei mesi, hanno dato dei veri e propri frutti. Terminata l’Esposizione Universale verranno smantellati ma non per essere distrutti, torneranno infatti in patria dove diventeranno un giardino botanico con tutte le specie più rappresentative del patrimoni agrario di questa nazione.

9) Emirati Arabi Uniti

emirati

È stato uno dei padiglioni più visitati di Expo. Le sue file sono diventate qualcosa di leggendario. 5, 6 o anche 7 ore per poter entrarci dentro. A disegnarlo Norman Foster, un designer dall’indiscusso valore internazionale. La struttura raccontava come un paese, apparentemente privo di risorse, sia diventato uno dei più ricchi al mondo. Un percorso avveniristico che verrà trasferito, interamente, a Masdar City. La prima città del mondo che potrà fregiarsi di essere a emissioni zero.

Leggi: MASDAR CITY, LA CITTÀ "SORGENTE" 100% ECOSOSTENIBILE

10) Svizzera

svizzera

Gli elvetici l’avevano pensato bene il loro padiglione. Quattro torri piene di acqua, mela, caffè e sale, dove ogni visitatore prendeva gratuitamente quanti e quali alimenti desiderasse. L’unica avvertenza fatta era quella di essere consapevoli che le torri non sarebbero state mai riempiti e, quindi, se si prendeva troppo ci sarebbe potuto essere il rischio che i visitatori futuri si sarebbero trovati a mani vuote. Un percorso basato sull’educazione e sul rispetto delle risorse che, senza dubbio, era quanto mai in sinergia con il tema di Expo Milano 2015. Finiti questi sei mesi le torri verranno riportate in patria e diventeranno delle serre urbane destinate a quattro differenti città svizzere.

{youtube}5LgQhTESBrw{/youtube}

Alessandro Ribaldi

Leggi anche:

FACCIA A FACCIA CON JOSÉ MUJICA A EXPO: ESSERE INDIPENDENTI PER DIFENDERSI DALLE MULTINAZIONALI

A Expo 2015 le multinazionali nutrono loro stesse, ma non il pianeta. La nostra intervista a Vandana Shiva (Video)

Berrino contro Expo: la grande fiera dei cibi che non fanno bene alla salute

...continua sulla fonte http://ift.tt/1kZ2I7D che ringraziamo.

Sosia per caso: due uomini sullo stesso volo scoprono di essere identici


Quante probabilità ci sono che viaggiando in aereo vi ritroviate seduti accanto alla vostra copia esatta? Sembra assurdo ma è accaduto realmente su un volo della compagnia Ryanair.

sosia

L’incontro è stato subito condiviso su Twitter da un’amica di uno dei due ‘gemelli’. I due uomini non si erano mai visti prima eppure si somigliano come due gocce d’acqua. E qual è la prima cosa da fare quando troviamo uno dei nostri 7 sosia al mondo? Farsi un selfie insieme, naturalmente.

WhatsAppEmailCondividi



from Gazzettino web http://ift.tt/1Odtyp9
via IFTTT

Raggio traente sonico

Raggio traente sonico
Altrogiornale.org.

Un team di ricercatori inglesi ha creato dei campi acustici tridimensionali che possono assumere diverse forme. Questi campi acustici sono i primi ologrammi acustici in grado di esercitare una forza sulle particelle al fine di manipolarle e farle levitare.
Utilizzando un semplice set di altoparlanti, gli scienziati hanno trovato un modo per far levitare e

Raggio traente sonico
Altrogiornale.org.

...continua sulla fonte http://ift.tt/1Ods4va che ringraziamo.

10 piante officinali utili per preparare in casa delle ottime tisane

piante tisane

Attorno a noi esistono numerose piante officinali che l’erboristeria e la fitoterapia considerano come dei rimedi naturali utili per il trattamento di diversi disturbi, dal raffreddore al mal di stomaco, dall’insonnia agli stati d’ansia.

Possiamo imparare a conoscerle e riconoscerle per utilizzarle al momento del bisogno quando vogliamo preparare delle tisane benefiche per la salute.

Le quantità delle piante officinali da utilizzare per preparare delle tisane salutari possono variare in base al problema di salute da trattare. Variano nello stesso modo anche le quantità di tisana da assumere (quante tazze al giorno e per quanto tempo?).

Vi invitiamo a chiedere maggiori informazioni al riguardo al vostro erborista di fiducia, se non siete voi stessi degli esperti in materia. Ecco alcune delle principali piante officinali che in erboristeria vengono utilizzate per preparare delle tisane (infusi o decotti). Determinate tisane potrebbero essere controindicate in gravidanza e allattamento: in questi casi rivolgetevi al medico per ricevere i consigli più adatti a voi.

1) Melissa

La melissa (Melissa officinalis) è una pianta dalle ottime proprietà calmanti e sedative. In fitoterapia viene utilizzata soprattutto per la preparazione di tisane, in particolare sotto forma di infuso o di decotto. Se non avete la possibilità di raccogliere la melissa fresca, potete acquistare la melissa essiccata in erboristeria. La melissa cresce facilmente in giardino e nell’orto ed è molto facile da coltivare.

Leggi anche: Melissa: proprietà, benefici e come preparare una tisana

tisane 1 melissa

Fonte foto: Forest and Kim Starr

2) Echinacea

L’echinacea è considerata una pianta officinale molto utile per prevenire e contrastare l’influenza, il raffreddore e i tipici malanni della stagione invernale. In particolare la scienza sottolinea la sua capacità di rafforzare il sistema immunitario. Le tisane all’echinacea sono molto utili per prepararsi alla stagione fredda e anche quando i sintomi del raffreddore sono già presenti, possono diventare un prezioso aiuto.

Leggi anche: Echinacea: più efficace dei farmaci per sconfiggere l’influenza

tisane 2 echinacea

3) Rosa canina

Per preparare una tisana alla rosa canina si utilizzano le bacche di questa pianta, dopo averle lasciate essiccare. Le bacche di rosa canina sono una fonte di vitamina C, che aiuta a rafforzare il nostro sistema immunitario e a migliorarne il funzionamento ma che è anche benefica per la pelle. Le bacche di rosa canina si raccolgono durante l’inverno ma le potete trovare tutto l’anno in versione essiccata in erboristeria.

Leggi anche: Bacche di rosa canina: proprietà, benefici e utilizzi come rimedio naturale

tisane 3 rosa canina

Fonte foto: Maujune

4) Malva

Con i fiori di malva si preparano infusi e decotti. Le tisane alla malva hanno proprietà emollienti e lenitive. Sono note come rimedio della nonna per alleviare i disturbi causati dalla cistite, come infiammazione e bruciore. La malva ha anche proprietà rilassanti e una buona tisana alla malva concilia il sonno quando viene bevuta alla sera.

Leggi anche: Malva: proprietà e utilizzi

tisane 4 malva

Fonte foto: A Photo Flora

5) Camomilla

L’infuso alla camomilla è forse il più famoso tra le tisane facili da preparare in casa. Bere una tisana alla camomilla può essere utile per conciliare il sonno e per calmare il mal di stomaco. La camomilla ha proprietà calmanti e rilassanti. Ma attenzione: quando i tempi di infusione si prolungano troppo, in alcune persone si potrebbe scatenare l’effetto contrario e addio alla tranquillità. Per preparare una tisana alla camomilla bastano infatti 4 o 5 minuti di infusione. Chiedete maggiori informazioni al vostro erborista di fiducia.

Leggi anche: Camomilla: proprietà, usi e controindicazioni

tisane 5 camomilla

6) Zenzero

Lo zenzero è una pianta erbacea originaria dell’Estremo Oriente. Fa parte della stessa famiglia del cardamomo. La tisana allo zenzero di solito si prepara sotto forma di decotto a partire dalla radice fresca di questa pianta. In particolare, la tisana allo zenzero viene consigliata in caso di raffreddore, tosse, mal di gola e influenza, ma anche come aiuto per digerire e per alleviare la nausea.

Leggi anche: Zenzero: 10 ricette per utilizzarlo al meglio

tisane 6 zenzero

7) Menta

Con le foglie di menta potrete preparare un infuso rinfrescante da consumare preferibilmente tiepido o freddo a cui potrete aggiungere alcune gocce di succo di limone, che daranno un tocco di sapore in più. L’infuso di menta, oltre che come bevanda, è adatto come collutorio naturale per rinfrescare l’alito. Basta lasciarlo raffreddare prima di utilizzarlo per sciacquare la bocca.

tisane 7 menta

Fonte foto: Wikipedia

8) Salvia

La salvia è una pianta officinale facile da coltivare in vaso o in giardino. Con le foglie fresche di salvia si prepara un decotto, mentre le foglie secche sono adatte per gli infusi. La tisana alla salvia viene utilizzata soprattutto per sfruttare le sue proprietà digestive. Inoltre la salvia è indicata in menopausa per combattere le vampate di calore.

Leggi anche: Salvia, l’erba alleata delle donne

tisane 8 salvia

Fonte foto: Syrup and Biscuits

9) Lavanda

La lavanda ha proprietà rilassanti che arrivano in nostro aiuto in caso di ansia, insonnia e mal di testa. Proprio per questo motivo la lavanda viene utilizzata spesso in aromaterapia sotto forma di olio essenziale. I fiori di lavanda freschi o essiccati invece vengono aggiunti alle tisane rilassanti in abbinamento ad altre piante con lo stesso effetto, come la camomilla, la melissa, la malva e la passiflora.

tisane 9 lavanda

Fonte foto: Flickr

10) Passiflora

I fiori e i frutti della passiflora sono fantastici. Forse non sapevate che con la passiflora si preparano dei rimedi naturali sotto forma di tisane considerati molto utili in caso di ansia e di insonnia. Bere una tisana alla passiflora prima di andare a dormire calma, rilassa e facilita il sonno. Spesso la passiflora è combinata con altre piante dall’effetto rilassante nella preparazione delle tisane.

Leggi anche: Passiflora: mille proprietà e benefici

tisane 10 passiflora

Avete altre piante officinali utili per preparare delle tisane da suggerire?

Marta Albè

Leggi anche:

Come preparare un infuso
Come preparare un decotto
Tisane rilassanti: 10 ricette contro stress e insonnia

 

...continua sulla fonte http://ift.tt/1WomoNL che ringraziamo.

Street art: Invergordon, la città del petrolio riqualificata grazie ai colori

invergordon1

Invergordon, città portuale della Scozia, situata sulle rive del Cromarty Firth. Un piccolo centro che per tutto il '900 è stato piegato al petrolio. Ma la città ha saputo rifarsi il look, scacciando l'ombra scura che da oltre un secolo incombeva su di essa. Come? Grazie alla street art alcune zone di Invergordon sono state riqualificate trasformandola in una meta turistica. 

Fino a qualche decennio fa, la cittadina era una base strategica per la Royal Navy e durante le due guerre mondiali il suo porto veniva utilizzato anche per conservare i serbatoi di stoccaggio del petrolio.

La base navale venne chiusa nel 1956, ma la vicinanza di Invergordon ai giacimenti petroliferi del Mare del Nord legarono strettamente la città all'oro nero. Gran parte della popolazione infatti venne impiegata nella fabbricazione o nella riparazione di piattaforme petrolifere.

Nel corso degli anni, gli abitanti di Invergordon videro nascere e morire varie industrie tutt'altro che ecologiche, come una fonderia di alluminio. I costi di trasmissione dell'energia elettrica necessaria per fondere la bauxite importata via mare dalla Giamaica resero gli affari poco convenienti, portando alla chiusura della fonderia nel 1981.

A gennaio del 2002, un piccolo gruppo di volontari raccolti sotto il nome di “Invergordon off the wall” si riunirono per affrontare la povertà sociale ed economica della città. Uno dei progetti portati avanti dal gruppo fu la creazione di una galleria d'arte all'aperto dove la storia e la cultura della zona fossero raffigurate attraverso grandi murales.

invergordon2

invergordon3

invergordon4

invergordon5

Nasce così il percorso che prese il nome dal gruppo Invergordon off the wall, composto da 17 murales divenuti poggi un'importante attrazione turistica.

invergordon6

invergordon7

invergordon8

invergordon9

La street art in questo caso ha offerto una seconda possibilità, riempiendo di colore ciò che prima era nero come il petrolio.

Francesca Mancuso

Foto

LEGGI anche:

LA STREET ART RIGENERA E COLORA BLACKPOOL, IN UK (FOTO)

STREET ART: IL CIELO PRENDE IL POSTO DEL GRIGIO DEI PALAZZI (FOTO)

STREET ART: IN MESSICO IL QUARTIERE CHE HA ELIMINATO LA VIOLENZA COI COLORI (FOTO)

STREET ART: NESPOON OVVERO COME DECORARE LA CITTÀ CON PIZZI E MERLETTI

Il suo grigiore  

...continua sulla fonte http://ift.tt/1LGsMNA che ringraziamo.

Eroi dell’anno: la donna che ha creato una no-profit per aiutare i nativi americani (VIDEO)

rochelle ripley cnn 0

Povertà, disoccupazione, carenze igieniche e nutrizionali, alcolismo sono solo alcuni dei mali che affliggono le riserve in cui risiedono gli ultimi discendenti dei nativi americani. Spinta dal desiderio di onorare le proprie origini indiane, Rochelle Ripley si dedica da sedici anni a migliorare le loro condizioni di vita, attraverso l'organizzazione no-profit hawkwing.

Nata da una famiglia multietnica e cresciuta sulla East Coast degli Stati Uniti, da piccola Rochelle Ripley era affascinata dai racconti che le faceva la nonna, appartenente alla tribù indiana dei Lakota e originaria del South Dakota: attraverso di lei, la bambina veniva a conoscenza di storie e tradizioni che parlavano dell'intima armonia del cosmo, della magia e della saggezza insite nella natura, del legame profondo che unisce tutti gli esseri viventi.

Poco prima di morire, la nonna chiese alla piccola Rochelle di prendersi cura del suo popolo e la bambina le promise che lo avrebbe fatto. Quarantacinque anni più tardi, in procinto di diventare a sua volta nonna, Rochelle Ripley si è ricordata di quella antica promessa ed è partita per il South Dakota, per riscoprire le proprie radici indiana e conoscere da vicino la tribù dei Lakota.

La Cheyenne River Sioux Reservation si trova in una zona molto isolata, a ben tre ore di auto dalla città più vicina. Vi abitano circa 6.000 nativi americani, le cui condizioni di vita, povere, precarie e insalubri, colpiscono profondamente Ripley, facendole sentire l’urgenza di agire.

Nella riserva, infatti, i tassi di povertà e disoccupazione sono altissimi, le dipendenze da alcol e droghe sono molto frequenti e numerose persone soffrono di malattie quali il diabete e l’asma, dovute all’alimentazione povera e poco varia e alle condizioni malsane delle abitazioni. Il tasso di suicidi, tra la popolazione nativa, è molto elevato.

Mettendo a frutto la sua esperienza professionale, sedici anni fa Ripley fonda la no profit hawkwing, che si occupa di rifornire di beni e servizi la tribù dei Lakota, lavorando insieme a loro per migliorare le condizioni di vita nella riserva e offrire ai più giovani un’educazione e delle prospettive per il futuro.

Sin dall’inizio, l’associazione si è occupata di distribuire alimenti freschi ai nativi, attraverso la creazione di una banca del cibo, in modo da garantire loro una dieta il più possibile varia e completa e combattere l’insorgere di alcune patologie, quali il diabete. Periodicamente, hawkwing si dedica anche alla riparazione e alla ristrutturazione delle abitazioni, troppo spesso insalubri e fatiscenti.

Ripley e i volontari dell’associazione riforniscono regolarmente gli abitanti della riserva di elettrodomestici, giocattoli, libri, capi di abbigliamento, vitamine e di tutto ciò di cui c'è bisogno: secondo le stime, in questi sedici anni di attività, hawkwing ha permesso di portare ai Lakota beni e servizi del valore complessivo di circa 9 milioni di dollari.

Con il passare del tempo, il progetto di Ripley è diventato ancora più vasto e articolato, grazie anche alla collaborazione con altri enti e associazioni: nella Riserva sono sorte delle cliniche in grado di garantire ai Lakota cure mediche e dentistiche e dei centri specializzati in salute mentale.

hawkwing promuove anche diverse attività dedicate ai bambini e un piano per favorire l’istruzione e l’avviamento professionale dei più giovani, in modo da offrire loro delle prospettive concrete e aiutarli a costruirsi un futuro.

“Siamo tutti figli di questa Terra” – dice oggi Ripley, ricordando i preziosi insegnamenti della nonna Lakota – “e dobbiamo lavorare insieme per far sì che tutti abbiano l’opportunità di vivere una vita decente.”

{youtube}H9WAp-eYJKw {/youtube}

Per la sua dedizione all’antico popolo dei Lakota, Rochelle Ripley è stata inserita dalla CNN nella Top 10 del premio Hero of the Year: tutti i finalisti potranno essere votati sul sito del network entro il prossimo 15 novembre e il vincitore verrà proclamato il prossimo 6 dicembre.

 

Lisa Vagnozzi

Photo Credits

LEGGI anche

Eroi dell’anno: Jody Farley-Berens, la mamma che aiuta i genitori single malati di cancro (VIDEO)

Eroi dell’anno: la ragazza che ha lasciato tutto per dedicarsi ai bambini orfani del Nepal

Eroi dell'anno: la signora dei bradipi che salva i cuccioli orfani (FOTO e VIDEO)

Eroi dell’anno: l’uomo che rifornisce di acqua potabile i villaggi indiani colpiti dalla siccità (VIDEO)

Eroi dell'anno: il medico che presta cure gratuite in strada ai senzatetto di Pittsburgh (VIDEO)

Darlene Arviso: l'instancabile nonna che ogni giorno rifornisce 250 famiglie Navajo senza acqua (FOTO)

...continua sulla fonte http://ift.tt/1P1y8H4 che ringraziamo.

A Gerusalemme i papaveri giganti che si aprono al passaggio, regalando ombra e luce (FOTO e VIDEO)

papaveri cover

A Gerusalemme sbocciano nuovo fiori, di un tipo un po’ diverso, però, rispetto a ciò che ci aspetteremmo. A dare un tocco di colore alla città arrivano infatti dei papaveri rossi giganti.

Un gruppo di architetti di Tel Aviv ha installato Warde, una serie di quattro sculture simili a papaveri rossi pronti a sbocciare. I papaveri aprono le loro corolle ogni volta che qualcuno passeggia al di sotto della loro struttura o nelle vicinanze. In questo modo, di notte si accendono al passaggio di qualcuno, permettendo di usare l'energia solo al bisogno.

Si tratta di vere e proprie sculture interattive ricche di colore e di energia che danno nuova vita alla piazza della città e che sono pensate per fornire illuminazione durante la notte e ombra di giorno, quando i petali dei fiori sono completamente aperti.

I quattro papaveri sono suddivisi in due coppie. La prima si trova all’ingresso della piazza del mercato della città mentre la seconda è situata nella vicina stazione dei tram. Le strutture dei papaveri reagiscono quando i pedoni passano vicino a loro o quando un tram si avvicina. Per creare ombra dispiegano il loro tessuto di 9 metri di ampiezza.

Secondo gli architetti che hanno realizzato il progetto, fino a questo momento la piazza non si trovava in buone condizioni, soprattutto dal punto di vista estetico, tra bidoni dei rifiuti e spazzatura che rischiava comunque di accumularsi per terra.

Il tentativo di Warde non è comunque quello di combattere il caos ma invece di provare a creare uno spazio urbano più vivibile attorno a degli elementi diversi dal solito. La novità sembra molto apprezzata sia dai cittadini che dai turisti che visitano Gerusalemme.

papaveri 1

papavero 2

papaveri 3

Speriamo solo che queste strutture siano di lunga durata e che gli architetti abbiano pensato a brillanti strategie di risparmio energetico per il loro funzionamento.

papaveri 4

papaveri 5

papaveri 6

Come funzionano questi speciali papaveri giganti che adornano la città di Gerusalemme? Scopritelo guardando il video.

{vimeo}143512581{/vimeo}

Marta Albè

Fonte foto: HQ Architects

Leggi anche:

...continua sulla fonte http://ift.tt/1GB7h25 che ringraziamo.

Crespino e berberina: proprietà benefiche e controindicazioni

crespino berberina 1

Il crespino (Berberis vulgaris) è la pianta da cui viene ricavata la berberina, una sostanza nota dalla medicina complementare perché viene utilizzata per la preparazione di rimedi omeopatici, che rappresenta nello stesso tempo un alcaloide potenzialmente velenoso.

L’albero del crespino cresce nei boschi e nelle zone montane, può raggiungere un’altezza di tre metri, ha grosse radici scure e presenta molti rami spinosi. Produce dei frutti sotto forma di bacche rosse, ognuna delle quali contiene due o tre semi che servono a garantire la nascita di nuove piante.

Dal crespino viene estratta la berberina, una sostanza che è considerata utile per contrastare il diabete. Teniamo conto che la medicina tradizionale cinese e l’ayurveda indiana conoscono la berberina da centinaia di anni. Eppure la scienza ufficiale pare dedichi ancora poca attenzione a questa sostanza.

In realtà la berberina è già stata sottoposta a studi scientifici ma le informazioni in proposito risultano ancora scarsamente divulgate. In particolare la berberina sarebbe in grado di ridurre la produzione di glucosio da parte del fegato, di migliorare la sensibilità all’insulina, di migliorare l’assorbimento del glucosio nel sangue da parte delle cellule e di ridurre i livelli ematici di glucosio.

Forse una sostanza naturale così potente rischia di fare paura all’industria farmaceutica? In particolare, secondo Julien Venesson, direttore della rivista Alternatif Bien Etre, la diffusione di notizie sulla berberina potrebbe portare ad una grave perdita di profitti da parte dell’industria farmaceutica perché la berberina sarebbe più efficace rispetto ad altri medicinali utilizzati per gestire il diabete di tipo 2. La tendenza attuale sarebbe quella di tenere nascosti all’opinione pubblica gli ultimi dati scientifici.

Il crespino per via della presenza della berberina è considerato una pianta velenosa. Infatti la berberina è un alcaloide che in dosi eccessive può risultare dannoso per la salute. Utilizzato in dosi corrette dal punto di vista farmaceutico e omeopatico potrebbe rappresentare una vera e propria svolta per trattare il diabete senza gravi effetti collaterali. Anche il chinino è un alcaloide e di per sé è velenoso, ma può diventare utile nelle giuste dosi per contrastare la malaria.

La berberina è considerata utile per stimolare il sistema immunitario, per distruggere funghi e parassiti nell’intestino e sulla pelle e per regolare i problemi intestinali ma, soprattutto, sarebbe efficace in caso di diabete di tipo 2. In particolare la berberina avrebbe la stessa azione sul diabete della metformina, ma senza i suoi effetti collaterali.

crespino berberina 2

Le controindicazioni della berberina riguardano soprattutto il suo utilizzo da parte delle donne in gravidanza. Inoltre nessun paziente diabetico in cura con la metformina dovrebbe passare alla berberina senza il consenso del medico.

crespino berberina 3

E’ probabile che la scienza debba ancora approfondire le caratteristiche e gli effetti della berberina. Ad esempio si è scoperto che essa è in grado di agire in modo positivo per abbassare il colesterolo, ma il suo meccanismo di funzionamento è diverso da quello delle statine, i medicinali che di solito vengono somministrati a chi soffre di colesterolo alto.

Infine la berberina pare abbia anche delle proprietà anticancro utili nella prevenzione dei tumori e potrebbe essere utile nei pazienti che hanno subito un trapianto di organi come aiuto nelle loro delicate condizioni di salute. Non resta dunque che attendere che la scienza individui ulteriori prove sulla sicurezza della berberina e sui suoi possibili utilizzi per la salute.

Marta Albè

Fonte foto: Wikipedia

Leggi anche:

Curcuma: meglio del Prozac contro la depressione
Rimedi naturali per il raffreddore: piante officinali e oli essenziali
Integratori alimentari: sono pericolosi? Vietato il fai da te

...continua sulla fonte http://ift.tt/1GB7iTF che ringraziamo.

Ceci orientali

Ingredienti: ceci bolliti paparika dolce cumino macinato curcuma peperoncino macinato coriandolo macinato curry olio di sesamo sale 200 ml di latte di cocco cipolla aglio erba cipollina fresca peperone rosso fresco succo di 1/2 lime acqua Procedimento: Soffrigete la cipolla e aglio con olio di sesamo e tutte le spezie. Aggiungete i ceci lessati a […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1WnVGoC che ringraziamo.

Come lo Yoga può aiutare le donne ad affrontare meglio il cancro al seno

yoga donne cancro al seno

Il cancro al seno colpisce il corpo ma i problemi che le donne devono affrontare di fronte a questa malattia vanno oltre il dolore, le terapie e l’aspetto fisico. Un approccio olistico viene considerato sempre più importante in modo che possa essere affiancato ai trattamenti medici per supportare le donne nella mente e nello spirito.

Nel mondo negli ultimi anni un numero crescente di associazioni ha iniziato a proporre lezioni di Yoga gratuite per le pazienti in terapia per il cancro al seno. La pratica dello Yoga si è dimostrata efficace per migliorare la loro salute sia mentale che fisica e nel complesso la loro qualità della vita.

Uno studio condotto dall’ MD Cancer Center nel 2006 ha preso in considerazione 61 donne che si erano sottoposte alla radioterapia per il cancro al seno per sei settimane. La metà di queste donne aveva seguito una lezione di Yoga due volte alla settimana, mentre l’altra metà non lo aveva fatto. Le donne che avevano praticato Yoga hanno riferito di sentirsi più energiche e di provare meno sonnolenza diurna rispetto alle altre.

Altre ricerche hanno dimostrato che lo Yoga può aiutare le pazienti con carcinoma mammario a ridurre i livelli di stress e di affaticamento, a migliorare il loro ciclo del sonno e il loro controllo mente-corpo.

Ellen Patrick, insegnante di Yoga di New York ogni settimana propone una lezione presso il Mount Sinai’s Dubin Breast Center in collaborazione con l’associazione nonprofit Kula for Karma, che si occupa di avvicinare allo Yoga i pazienti malati di cancro, adulti con bisogni speciali, educatori, vittime di violenza domestica e giovani in difficoltà.

L’esperienza di insegnamento dello Yoga alle donne malate di cancro al seno l’ha portata a conoscere da vicino le loro storie. Molte donne devono sopportare gli effetti collaterali della chemioterapia ma si avvicinano comunque alla pratica dello Yoga con la speranza di sentirsi meglio.

L’associazione Kula for Karma è stata fondata nel New Jersey nel 2007 da Geri Topfer, con l’intenzione di portare lo Yoga verso le fasce di popolazione in difficoltà che non avrebbero potuto permettersi di iscriversi a un corso. Ora chi segue le lezioni di Yoga riconosce la loro importanza e utilità per iniziare la settimana al meglio, con più energia, nonostante la malattia da affrontare. Nessuna di queste donne vorrebbe mai perdere una lezione di Yoga.

La speranza è che anche in Italia siano sempre più presenti iniziative simili, come quella di offrire lezioni di Yoga gratuite ai malati di cancro. Ne conoscete qualcuna? Potete segnalarla nei commenti.

Marta Albè

Fonte foto: Popsugar

Leggi anche:

...continua sulla fonte http://ift.tt/1jWEATb che ringraziamo.

Come creare una fioriera con irrigazione capillare per risparmiare acqua (VIDEO)

costruire fioriera

L’acqua è un elemento essenziale per l’orto e per il giardino, ma è importante non sprecarla, soprattutto se si vive in una zona molto secca o se si vuole risparmiare. Una fioriera con irrigazione capillare può diventare una buona scelta per rendere più efficiente l’utilizzo dell’acqua.

Ricordiamo che purtroppo l’acqua scarseggia in molte zone del mondo e che siamo davvero fortunati ad averla a disposizione nelle nostre case.

Per risparmiare acqua possiamo creare una fioriera che abbia alla base un serbatoio da cui le piante possano attingere per nutrirsi. L’acqua versata sulla superficie del terreno può andare persa a causa dell’evaporazione. Ecco allora l’idea di dare da bere alle piante dal basso.

Nel video qui di seguito troverete tutte le istruzioni per sperimentare la costruzione di una semplice fioriera ad irrigazione capillare. Si tratta di un esempio molto semplice, utile per avvicinarsi alla coltivazione idroponica.

costruire fioriera 1

Questo sistema permette alle vostre piante di ottenere la giusta quantità d’acqua di cui hanno bisogno per mantenersi sane e idratate e per avere a disposizione una riserva idrica corretta. Le piante assorbiranno soltanto l’acqua di cui hanno davvero bisogno. In questo modo utilizzerete molta meno acqua per innaffiare le piante rispetto al giardinaggio tradizionale, come suggerisce Hydroponic Is Cool.

{youtube}EklgDEGbiXU{/youtube}

Guardate il video per capire come costruire una fioriera ad irrigazione capillare.

Marta Albè

Fonte foto: Hydroponic Is Cool

Leggi anche:

...continua sulla fonte http://ift.tt/1OcOiNL che ringraziamo.

L'artista americana che dipinge paesaggi dimenticati sui vecchi tronchi (FOTO)

Tronchi cover

I tronchicaduti, spezzati dalle intemperie e dalla mano umana, abbandonati al loro destino trovano una nuova vita grazie all'artista Alison Moritsugu. Ispirandosi al movimento artistico della Hudson River School, risalente alla metà del 19 ° secolo, Alison dipinge i tronchi rappresentando alcuni tipici paesaggi naturali dell'America.

In realtà, l'artista mostra come apparivano prima che l'uomo li cancellasse per far posto a industri e centri commerciali. L'artista newyorkese usa solo i tronchi naturalmente caduti o recuperati da altri usi.

Invece di modificare la forma originale, Moritsugu dipinge direttamente sul legno e lascia intatte le crepe e buchi esistenti, inglobandoli nei suoi originali dipinti.

Il suo uso del colore e l'attenzione ai dettagli fanno il resto e regalano a questi particolari quadri un aspetto realistico. Vere e proprie finestre che si aprono su un passato non lontano ma ormai cancellato.

Tronchi4

Tronchi5

Tronchi7

Tronchi8

Tronchi9

Tronchi10

 

Forte anche il messaggio che Alison vuole lanciare: La sezione dell'albero contrasta infatti con la celebrazione idilliaca della natura, quasi a ricordare allo spettatore che è frutto della distruzione e dell'industrializzazione.

Tronchi11

Tronchi12

“Il mio lavoro rivela come le immagini idealizzate del terreno plasmino la nostra concezione del mondo naturale, in sostanza come le nostre esperienze siano mediate da meccanismi di arte e culturaspiega Moritsugu. “Oggi, le immagini photoshoppate di foreste verdeggianti e spiagge incontaminate ci invitano alle vacanze fornendo un falso senso di sicurezza”

Tronchi1

Tronchi2

Tronchi3

Tronchi6

Invece, esplorando questa vista idealizzata della natura, l'artista riconosce e cerca di valorizzare il nostro rapporto complesso e precario con l'ambiente che ci circonda.

Tronchi13

Le sue opere verranno esposte a New York dal 12 novembre al 12 dicembre 2015 presso la , Littlejohn Contemporary.

Francesca Mancuso

Foto: Alison Moritsugu

LEGGI anche:

THE TREE PROJECT: L'ARTE CHE DA' ESPRESSIONE AGLI ALBERI

SUNLAND BAOBAB: L'ALBERO MILLENARIO CON UN PUB NEL TRONCO

I 10 ALBERI PIU' STRANI DEL MONDO

...continua sulla fonte http://ift.tt/1WnAwXI che ringraziamo.