lunedì 30 novembre 2015

Il gran dispiacere del cane abbandonato. La foto commuove il mondo

Quando una foto comunica più di mille parole. Miley, la cagnolona nella foto seduta con il muso rivolto verso il muro, è stata appena abbandonata in canile.

cane abbandonato

«Di fronte a questa scena i nostri cuori si sono spezzati. Marley, a sinistra, stava vicino a Miley, devastata dopo essere stata appena lasciata al canile dai suoi proprietari. I due si erano da poco conosciuti durante una sessione di gioco – ha scritto il personale del rifugio – Miley è arrivata qui sorridente, ma quando si è resa conto che non sarebbe più tornata a casa, si è messa in un angolo con il muso rivolto verso il muro». Potrebbe anche essere sintomo di malattia, ma è chiaro che questa cagnolona necessita di calore umano e cure.

«Ha subito accettato l’amore dei volontari della struttura e di Marley. Ha bisogno di trovare al più presto una famiglia che la accolga per sempre» hanno concluso i responsabili del centro. Miley probabilmente non dimenticherà mai il senso di perdita che ora la attanaglia, ma ha ancora moltissimo amore da dare. La cagnolona si trova a Los Angeles e ha già ricevuto centinaia di richieste di adozione, che sono in questo momento al vaglio del rifugio presso cui è ospitata. La speranza è che trovi presto una famiglia che la accolga per sempre.

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Il 1° giorno della Cop21 raccontato coi tweet

parigiCop21

Cop21 di Parigi. Il primo giorno della conferenza Onu sui cambiamenti climatici ha visto salire sul palco di Le Bourget i rappresentanti di alcuni degli stati che più inquinano. Primi tra tutti Barack Obama e Xi Jinping. Sul palco anche David Cameron e Putin.

Le sorti del clima e degli abitanti della Terra si decideranno in questi giorni a Parigi dove si cercherà di raggiungere un accordo globale vincolante per contenere entro i 2°C l'aumento delle temperature.

Il tempo è scaduto e la percezione di essere ormai sull'orlo del baratro sembra essere più che mai concreta. Ieri nelle più grandi città del mondo, la popolazione è scesa in strada per manifestare, chiedendo di fare il possibile per scongiurare la catastrofe ambientale.

Ma ecco un racconto della prima giornata di negoziati:

Il presidente di Kiribati, uno dei paesi più a rischio a causa dei cambiamenti climatici, ha detto che la nostra stessa sopravvivenza è in gioco.

“La domanda ora dovrebbe essere, siamo davvero pronti a prendere le misure necessarie?”.

Per approfondire: RISCALDAMENTO GLOBALE: LA POPOLAZIONE DI KIRIBATI STA PENSANDO DI EVACUARE IN MASSA SULLE ISOLE FIJI

Il Presidente turco Erdogan ha sottolineato che le responsabilità dei singoli stati vanno sì differenziate ma anche occorre “un sistema realistico e flessibile”.

Per il britannico David Cameron, i paesi ricchi devono aiutare quelli meno ricchi ad arrestare i cambiamenti climatici. E per farlo i leader mondiali dovranno chiudere accordi legalmente vincolanti ai colloqui di Parigi.

Il Regno Unito ha aperto la strada promettendo lo 0,7 per cento del PIL per aiutare i più vulnerabili in tutto il mondo” spiega Cameron.

Il primo ministro indiano Narendra Modi in una dichiarazione di apertura ha ribadito la necessità che le nazioni ricche si assumano la maggiore responsabilità per affrontare il cambiamento climatico e che alle nazioni più povere come la sua dovrà essere permesso di crescere:

Il presidente Usa Barack Obama ha confermato di avere l'intenzione di farlo: “Siamo la prima generazione a sentire l'impatto dei cambiamenti climatici e l'ultima generazione che può fare qualcosa al riguardo. Abbiamo la possibilità di cambiare il futuro proprio adesso. Sono venuto qui personalmente come leader della più grande economia del mondo e il secondo più grande emettitore di gas serra per dire che gli Stati Uniti non solo riconoscono il loro ruolo nella creazione di questo problema ma che si assumono la responsabilità di fare qualcosa al riguardo”.

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<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr">In <a href="https://twitter.com/hashtag/COP21?src=hash">#COP21</a> speech, <a href="https://twitter.com/POTUS">@POTUS</a> invokes words of MLK Jr. &quot;There is such a thing as being too late.&quot; <a href="https://twitter.com/hashtag/climatechange?src=hash">#climatechange</a> <a href="https://t.co/lsbvadcrtw">http://pic.twitter.com/lsbvadcrtw</a></p>&mdash; UN Environment (@UNEP) <a href="https://twitter.com/UNEP/status/671298717681627140">30 Novembre 2015</a></blockquote>
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Per Vladimir Putin la tecnologia aiuterà a ridurre le emissioni e a Parigi si dovrà sottoscrivere un accordo giuridicamente vincolante. Secondo Putin, entro il 2030 la Russia ridurrà le emissioni di gas serra del 70 per cento rispetto al 1990 grazie al progresso tecnologico e il paese è pronto a condividere le tecnologie.

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<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr">Vladimir Putin, President of Russian Federation: Agreement should reflect important role of forests <a href="https://twitter.com/hashtag/COP21?src=hash">#COP21</a> <a href="https://t.co/aLSeaQsk7c">http://pic.twitter.com/aLSeaQsk7c</a></p>&mdash; UN Environment (@UNEP) <a href="https://twitter.com/UNEP/status/671309377530413056">30 Novembre 2015</a></blockquote>
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A intervenire anche Dilma Rousseff secondo cui il Brasile sta già sperimentando gli effetti del cambiamento climatico. Per questo auspica un accordo equo ed equilibrato.

Per il cancelliere tedesco Angela Merkel è la prima volta che abbiamo l'opportunità di raggiungere l'obiettivo di un accordo. Per la prima volta più di 170 paesi hanno presentato i loro INDC, gli impegni nazionali, ciò rappresenta il 95 per cento delle emissioni globali. La cattiva notizia è che oggi non siamo ancora in grado di raggiungere l'obiettivo dei due gradi, quindi abbiamo bisogno di capire come farlo nei prossimi dieci anni per la decarbonizzazione dell'economia.

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<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr">German Chancellor, Angela Merkel: Billions of people pinning their hopes on what we do in Paris. <a href="https://twitter.com/hashtag/COP21?src=hash">#COP21</a> <a href="https://t.co/ut3kABYN9N">http://pic.twitter.com/ut3kABYN9N</a></p>&mdash; UN Environment (@UNEP) <a href="https://twitter.com/UNEP/status/671307935847473152">30 Novembre 2015</a></blockquote>
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Per il leader cinese Xi Jinping i paesi sviluppati devono fare di più, per questo ha sottolineato che la Cop21 dovrà porre l'accento sui risultati pratici, dovrà rispettare le differenze tra politiche interne, il rafforzamento delle capacità e della struttura economica, non negando le richieste dei paesi in via di sviluppo.

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<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr">Xi Jinping, President of China - <a href="https://twitter.com/hashtag/COP21?src=hash">#COP21</a> is not a finish line, but a new starting point. <a href="https://twitter.com/hashtag/climatechange?src=hash">#climatechange</a> <a href="https://t.co/H4o9FiISoW">http://pic.twitter.com/H4o9FiISoW</a></p>&mdash; UN Environment (@UNEP) <a href="https://twitter.com/UNEP/status/671301776361041920">30 Novembre 2015</a></blockquote>
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Francesca Mancuso

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COP21, TUTTO IL MONDO IN MARCIA PER IL CLIMA. E A PARIGI IN PIAZZA UN MARE DI SCARPE (VIDEO)

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Alla fine arriva LISA!

Alla fine arriva LISA!
Altrogiornale.org.

Il lancio è previsto per mercoledì 2 dicembre 2015 alle ore 4:15 GMT (ore 5:15 di mattina in Italia), dalla base di lancio di Kourou in Guyana francese. La sonda viaggerà fino al punto di Lagrange L1, una posizione virtuale di equilibrio gravitazionale nello spazio a circa 1,5 milioni di chilometri dalla Terra in direzione

Alla fine arriva LISA!
Altrogiornale.org.

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Cannella: come consumarla in modo corretto e in quali quantità

cannella quantita benefici

Alcuni alimenti, come le bacche di goji e i semi di chia, stanno diventando sempre più popolari sulle nostre tavole e nella nostra alimentazione, insieme ad altri ingredienti di cui è importante conoscere il modo corretto e la quantità di assunzione.

Dei semi di chia e delle bacche di goji a questo proposito vi avevamo già parlato. Ora invece andiamo approfondire questo argomento per quanto riguarda la cannella. Forse nella vostra cucina avete già un barattolo di cannella in polvere da utilizzare per insaporire i dolci. Ma quanta cannella dovremmo assumere in modo da ottenere degli effetti benefici per la nostra salute?

La scienza sta approfondendo i benefici per la salute della cannella, che da secoli viene utilizzata sia come spezia per cucinare sia come rimedio naturale. La cannella ha proprietà antibatteriche e antinfiammatorie, può aiutare a ridurre i livelli degli zuccheri nel sangue, allevia i dolori mestruali, facilita la funzionalità dell’intestino ed è utile in caso di mal di gola.

Inoltre la cannella aiuta a rendere alcuni cibi più digeribili ed è utile per chi segue una dieta con l’obiettivo di perdere peso dato che stimola il senso di sazietà. Come assumere la cannella al di là del suo comune utilizzo per la preparazione dei dolci?

Innanzitutto, secondo gli esperti, non esistono differenze nutrizionali tra la cannella in polvere e la cannella in bastoncini. Ciò che cambia è la modalità di utilizzo, dato che la cannella in bastoncini è più comoda da utilizzare per preparare infusi e decotti, mentre la cannella in polvere ha il suo utilizzo più semplice e prevedibile come insaporitore.

Includere 3 grammi di cannella nella preparazione del riso speziato, ad esempio, aiuta a favorire la riduzione dei livelli di insulina dopo i pasti. In questo modo l’utilizzo della cannella permette di controllare i livelli di zuccheri nel sangue.

Possiamo aggiungere ai nostri succhi di frutta, ai frullati o ai dolci che prepariamo in casa un pizzico di cannella di tanto in tanto come ingrediente per insaporire. Se invece vogliamo assumere la cannella come rimedio naturale con effetto terapeutico, possiamo rivolgerci al nostro erborista di fiducia per comprendere le quantità e le modalità di assunzione a seconda delle nostre condizioni di salute.

La cannella contribuisce a rafforzare il sistema immunitario. E’ interessante il suo impiego in abbinamento allo zenzero, come spezia riscaldante utile a chi, soprattutto durante l’inverno, soffre il freddo. Ecco dunque l’opportunità di aggiungere un pizzico di cannella e un pezzetto di zenzero alle vostre tisane. L’abbinamento tra zenzero e cannella aiuta il nostro corpo a stimolare il metabolismo e consumare più energia.

L’azione antinfiammatoria della cannella è benefica in caso di malattie delle vie respiratorie e di tosse. Una ricetta per preparare la tisana alla cannella utile in caso di mal di gola prevede di abbinare questo ingrediente con un pizzico di pepe. Qui la nostra ricetta.

Per quanto riguarda la cannella non mancano comunque alcune avvertenze. Il suo consumo è sconsigliato alle donne in gravidanza e durante l’allattamento. Da questo punto di vista chiedete però maggiori informazioni al vostro medico di fiducia per quanto riguarda le dosi ammesse in periodi così delicati della vita. In ogni caso, non consumate mai la cannella in modo eccessivo.

Ne basta un pizzico ogni tanto nei dolci e nelle bevande. Dosi eccessive di cannella possono procurare allergie, avvelenamento, ulcere, irritazione delle mucose dell’intestino e allergie.

Marta Albè

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Mal di gola? Provate con la tisana alla cannella fai-da-te

 

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Come e perché dovremmo vivere la vita momento per momento

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Cogliere l’attimo, vivere il momento fino in fondo, concentrarsi sul qui e ora: ne siamo davvero capaci? Nel corso del tempo la tradizione filosofica sia occidentale che orientale ha riflettuto molto sul modo in cui dovremmo vivere la nostra esistenza, a partire dalla concezione del tempo che abbiamo a disposizione.

Ricordiamo, ad esempio il "De brevitate vitae" si Seneca e il "Carpe diem" di Orazio, secondo cui è meglio vivere l’attimo piuttosto che interrogarsi inutilmente sul destino che ci attende.. La verità è che non possiamo sapere in anticipo con esattezza cosa ci accadrà domani, oppure questa sera. E non siamo nemmeno a conoscenza della durata della nostra vita. Di fronte a questo pensiero, non possiamo che ritenere giusto provare a vivere momento per momento.

Vivere nel qui e ora non significa, però, rinunciare a progettare il nostro futuro. Infatti possiamo prefissarci alcuni obiettivi che vorremmo raggiungere nella nostra vita e decidere quali sono i desideri che vorremmo realizzare.

In questo modo il nostro “qui e ora” potrà diventare un tassello di ciò che vorremmo costruire in futuro, ma rimanendo comunque radicati nel presente e nelle possibilità che la giornata di oggi può offrirci.

Ad esempio – non lo sappiamo ancora – ma proprio domani potrebbe accadere un imprevisto che non avevamo inserito nei nostri piani. La nostra capacità di vivere attimo per attimo ci permetterà di affrontare l’imprevisto nel momento in cui esso si presenta, senza toglierci la forza di volontà e la grinta necessarie per raggiungere i risultati che vorremmo.

Il futuro si costruisce passo dopo passo, momento nel momento, in quello che un attimo dopo l’altro diventa il nostro presente. Non sempre è semplice mettere in pratica questo tipo di ragionamento, ma possiamo comunque provarci.

Ciò che ci allontana dal momento in cui stiamo vivendo può non riguardare soltanto le nostre aspettative per il futuro, ma anche il passato. Abbiamo detto che possiamo costruire il nostro futuro giorno per giorno, mentre sul nostro passato non possiamo intervenire.

E proprio perché non ci è data la possibilità di cambiare il nostro passato, dovremmo provare a lasciarlo scorrere dietro di noi, come se dimenticarlo fosse semplicissimo. Il passato non è modificabile ma può agire ancora sul nostro presente se tendiamo ad essere troppo legati a ciò che abbiamo fatto e a come ci siamo comportati in precedenza.

Il passato può essere utile per imparare a non ripetere alcuni errori. A volte guardare al passato è d’aiuto per comprendere una situazione analoga che si ripresenta nell’oggi. Ecco cosa dovrebbe essere per noi il passato: un’opportunità per imparare dalle esperienze che abbiamo accumulato, ma non un pesante fardello che ci impedisca di proseguire per la nostra strada nel presente e nel futuro.

momento per momento 1

Vivere la vita momento per momento significa soprattutto considerare ogni giornata come una nuova opportunità. Ieri eravamo tristi o abbiamo vissuto dei momenti difficili? Oggi possiamo metterci in gioco e agire per sentirci meglio e per cambiare ciò che nel presente potrebbe farci ancora soffrire, soprattutto se si tratta di un aspetto che dipende soltanto da noi.

carpe diem 2

Cogliere l’attimo dunque, non significa soltanto cercare di non lasciarci sfuggire le buone occasioni che la vita ci offre, ma soprattutto vivere intensamente il momento presente senza subire troppo i condizionamenti legati al passato e al futuro.

momento per momento 3

Ognuno di noi ha dentro di sé un punto di equilibrio che ci permette di calmare la mente e di concentrarci sul qui e ora per ritrovare la pace e per sentirci in seguito ancora più pronti ad affrontare ciò che succederà e che non conosciamo ancora. La meditazione può esserci molto utile da questo punto di vista.

Viviamo intensamente, costruiamo la nostra vita senza dimenticare gli obiettivi che vorremmo raggiungere e i sogni che ci piacerebbe realizzare. Proviamo a considerare ogni istante come l’attimo più prezioso della nostra vita. Ecco un tentativo utile per imparare a cambiare prospettiva. Forse non è sempre facile, a volte incontreremo degli ostacoli che ci ricorderanno che la vita è una lotta, ma tentare non costa nulla.

Marta Albè

Fonte foto: Asja Boros - Flickr

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Coniglio morto in diretta radio: la provocazione di Giuseppe Cruciani de La Zanzara

cruciani coniglio

Includere il coniglio tra gli animali d'affezione. Un concetto che molti di noi probabilmente non solo apprezzano, ma anche condividono. Non è così per il giornalista de La Zanzara – Radio 24 Giuseppe Cruciani, che questa mattina si è lasciato andare a una scena che di giornalistico ha davvero poco.

Cruciani si è presentato con un coniglio scuoiato preso dal macellaio, come racconta. “Un meraviglioso coniglio, stupendo, proprio come i coniglietti che vediamo nei film”.

Non impiega molto a spiegare le sue intenzioni. “Questo coniglio andrà a un ristorante per essere cotto al forno” sostiene, negando che si tratti di un gesto provocatorio

Perché? La sua motivazione è presto detta: “C'è gente che vuole equiparare i conigli ai cani e ai gatti”.

Il riferimento è alla campagna #coraggioconiglio di Animal Equality e della LAV, supportata da un'indagine shock che mostrava gli orrori dell'industria del coniglio. L'iniziativa invita a non mangiare carne di coniglio per salvare tutti quelli che ogni anno vengono uccisi per finire sulla nostra tavola.

Un'assurda campagna, per citare Cruciani. Non quanto le immagini che ha condiviso sui social e che lasciano capire le finalità della sua trovata, accompagnata da un linguaggio a dir poco colorito.

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Una provocazione fine a se stessa. E a pensarlo sono stati in tanti visti i commenti alla foto arrivati via Facebook.

"30 milioni di conigli hanno bisogno di te. Sabato 5 e domenica 6 dicembre scendi in piazza con LAV e Animal Equality Italia. Sostieni la campagna ‪#‎coraggioconiglio‬. Vieni a firmare anche tu per dare ai conigli la vita a cui hanno diritto" è l'invito della Lav.

Per firmare la petizione di Lav, clicca qui

Francesca Mancuso

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Yasuni: quella strada petrolifera illegale che minaccia le tribù incontattate e la foresta amazzonica (PETIZIONE)

ecuador foresta petrolio

Le tribù native dell’Ecuador e la foresta amazzonica presente sul territorio del Paese sono in pericolo a causa dell’inizio imminente di nuove operazioni per la ricerca e l'estrazione del petrolio. Si rischia un vero e proprio genocidio, oltre a una grave minaccia per un ambiente che dovrebbe rimanere incontaminato.

Il Ministero dell’Ambiente in Ecuador sta per concedere la licenza ambientale per lo svolgimento delle operazioni petrolifere nel lotto 55, conosciuto anche come Campo Armadillo. Si tratta di un territorio abitato da popolazioni indigene in isolamento volontario.

La lettera aperta rivolta al Governo dell’Ecuador da parte di Salviamo La Foresta chiede la chiusura definitiva del Lotto 55 e l’annullamento di tutte le concessioni emesse per il medesimo. Chiede, in particolare, l’ampliamento della Zona Intangibile Tagaeri Taromenae fino a questo lotto e oltre, tanto da stabilire un territorio che protegga a tempo indeterminato l’integrità ed i diritti umani fondamentali di queste popolazioni, evitando così un genocidio imminente.

Il lotto in questione si trova nello Yasuni, una regione dell’Ecuador il cui territorio, ufficialmente, sarebbe tutelato dall’istituzione di un Parco Nazionale che nel 1989 fu nominato dall’Unesco come Riserva della Biosfera, poiché rappresenta una delle zone più ricche di biodiversità del mondo.

La scoperta di una strada petrolifera illegale nel Parco Nazionale Yasuni alcuni mesi fa ha messo in allarme il mondo e ora la preoccupazione sale perché il Governo potrebbe concedere un’autorizzazione che minaccerà la vita delle tribù e la salvaguardia della foresta amazzonica.

A causa della presenza delle popolazioni occulte, che scelgono di rimanere incontattate, si dovrebbe negare qualsiasi estrazione. Le associazioni che da anni lavorano, con diverse modalità, per la protezione di queste popolazioni, chiedono al Governo dell’Ecuador di fermare immediatamente l’attività petrolifera nel lotto 55.

La campagna ha avuto inizio il 20 novembre 2015 e Salviamo La Foresta ha messo a disposizione una petizione online da firmare e diffondere.

Firma qui la petizione di Salviamo La Foresta.

Marta Albè

Fonte foto: Travel Past 50

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I 10 cibi di Natale più inquinanti, da bandire dalle tavole

natale cibi no

Si avvicina il Natale e tante famiglie stanno già pensando a cosa mettere in tavola per il cenone e i pranzi in famiglia. La Coldiretti, però, punta il dito su una black list di cibi che sarebbe decisamente meglio evitare se abbiamo a cuore l’ambiente oltre che il nostro portafoglio.

Si tratta di alimenti, principalmente frutta e verdura, completamente fuori stagione ma che troppi italiani scelgono comunque di acquistare e mangiare a Natale noncuranti dei tantissimi chilometri che devono percorrere per arrivare sulle nostre tavole.

Si parla ad esempio di ciliegie e pesche provenienti dal Cile, che per raggiungerci devono superare 12mila chilometri con un consumo di 6,9 chili di petrolio e drammatiche emissioni di anidride carbonica: ben 21,6 chili!,

L’elenco, frutto di uno studio divulgato dalla Coldiretti, è molto lungo: mirtilli dall’Argentina, anguria dal Brasile, noci dalla California,ecc.

“Un chilo di mirtilli dall’Argentina deve volare per piu’ di 11mila chilometri con un consumo di 6,4 kg di petrolio che liberano 20,1 chili di anidride carbonica e l’anguria brasiliana viaggia per oltre 9mila km, brucia 5,3 chili di petrolio e libera 16,5 chili di anidride carbonica per ogni chilo di prodotto, attraverso il trasporto con mezzi aerei” si legge sul comunicato Coldiretti.

black list cibi natale

Ma abbiamo davvero bisogno di questi cibi? Assolutamente no, vengono usati soprattutto da chi vuole fare bella figura e stupire i propri ospiti. E’ importante al contrario più che mai rivalutare i prodotti nostrani e di stagione (cosa che noi vi consigliamo sempre, Natale e festività incluse).

La Coldiretti ha voluto sottolineare questo partecipando alla marcia globale per il clima a Roma dove ha distribuito frullati di frutta e verdura a chilometro zero preparati dagli agricoltori di Campagna Amica.

L’associazione ci ricorda una cosa molto importante: nel nostro piccolo possiamo e dobbiamo fare qualcosa per combattere i cambiamenti climatici. Non acquistare prodotti fuori stagione che arrivano dall’altra parte del mondo è un modo concreto che abbiamo per aiutare il pianeta. In questo modo poi si risparmiano anche molti soldi, dato che i prezzi di questi alimenti arrivano ad essere dieci volte superiori a quelli di frutta di stagione e di provenienza italiana come arance, mandarini, mele, pere, ecc.

Ne guadagna infine anche il sapore le cose di stagione, si sa, sono molto più buone!

Francesca Biagioli

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Matrimonio green: le partecipazioni che si piantano per far nascere i fiori (FOTO)

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State pensando di organizzare un matrimonio green? Se siete ancora indecisi sulle partecipazioni, ecco un’idea che potrebbe fare per voi. La tradizione di consegnare a mano le partecipazioni è ancora molto viva, nonostante le possibilità offerte dal web.

Una partecipazione vera e propria, stampata su carta, infatti, risulta comunque molto più significativa di qualsiasi invito spedito via e-mail. Le partecipazioni hanno una marcia in più quando possono essere riutilizzate e non rimangono un semplice biglietto da conservare nella scatola dei ricordi.

Ecco allora l’idea di creare delle partecipazioni che si trasformeranno in fiori. Questi speciali biglietti d’invito si chiamano “Se mi ami mi pianti”. Sono realizzate in carta riciclata e al loro interno hanno degli inserti e delle fascette in “carta semi”.

La carta semi è carta riciclata che al suo interno contiene un impasto di semi di fiori di campo. Questa carta può essere piantata direttamente in un vaso. Così nel giro di poche settimane potrete vedere spuntare dei colorati fiori di campo.

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Dopo il matrimonio, l’invito può essere piantato in un vaso, innaffiato e curato, in modo da ammirare la nascita di nuovi fiori, a partire dai loro germogli. Si tratta di un’idea tutta italiana nata dalla Cooperativa Ingresso Libero.

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Infine, la produzione di carta ecologica è legata ad un progetto del commercio equo e solidale nato per proteggere gli elefanti dello Sri Lanka.

Qui trovate un esempio di partecipazione, con prezzo e dettagli.

Per maggiori informazioni su prezzi e punti vendita, contattate Bianco Sposi.

Marta Albè

Fonte foto: Bianco Sposi

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Via gli animali dal circo alle Hawaii, sì al progetto di legge

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Lo stato delle Hawaii dice no agli animali selvatici nei circhi e nelle fiere. Il Dipartimento dell'Agricoltura e Ambiente ha votato all'unanimità a favore di un progetto preliminare che vuole vietare sia l'importazione che il maltrattamento di alcune specie. Un primo importante passo per la fine dello sfruttamento degli animali selvatici durante queste manifestazioni.

La norma, secondo la sua attuale formulazione, impone il divieto di sfruttare alcuni animali selvatici nei circhi e nelle fiere animali. Tra essi troviamo orsi, leoni e coccodrillo. Qualora il progetto fosse approvato, le Hawaii sarebbe il primo stato a imporre questo tipo di divieto.

Ma si tratta di una buona notizia solo parziale visto che sia gli zoo di proprietà del governo che l'industria cinematografica e televisiva saranno esenti dal divieto.

Si tratta pur sempre di un traguardo, giunto dopo la pubblicazione del durissimo video Tyke Elefante Outlaw che raccontava la storia di un elefante di 20 anni che durante l'esibizione del circo internazionale di Honolulu, il 20 agosto 1994 fuggì calpestando il suo addestratore. Ma la povera creatura venne poi uccisa a fucilate dalla polizia.

{youtube}F4IH-EqoHws{/youtube}

Una scelta dunque legata non solo al benessere animale, tenendo conto delle terribili condizioni in cui si trovano gli animali selvatici nei circhi di tutto il mondo, ma anche per garantire la sicurezza pubblica.

Il progetto dovrà ora passare attraverso un processo di audizione pubblica prima di tornare al Dipartimento dell'Agricoltura e Ambiente per l'approvazione e al governatore David Ige. Quest'ultimo ha collaborato con l'associazione Humane Society per il progetto di legge:

“Stiamo parlando di animali selvatici pericolosi che sono una minaccia per le nostre comunità”, ha spiegato il presidente dell'associazione Inga Gibson.

Al di là delle motivazioni, se il progetto andrà in porto gli animali selvatici non metteranno più piede nei circhi, almeno alle Hawaii.

Le audizioni pubbliche avranno luogo probabilmente a gennaio, come ha spiegato Scott Enright, che presiede il Consiglio dell'agricoltura. Se tutto va bene, il divieto potrebbe entrare in vigore dal prossimo aprile.

Francesca Mancuso

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Il villaggio indonesiano dove tutti conoscono la lingua dei segni (FOTO e VIDEO)

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In un villaggio situato a nord dell’isola di Bali, in Indonesia, tutti gli abitanti, udenti e non, sono in grado di esprimersi in Kata Kolok, una lingua dei segni unica nel suo genere, di origine rurale, indipendente sia dalla lingua internazionale dei segni che da quella indonesiana. Il risultato è una piccola comunità coesa e solidale, in cui la sordità non viene percepita come un handicap.

Siamo a Bengkala, dove vivono circa 3.000 persone e dove la percentuale di residenti sordomuti è molto più alta che altrove, tanto che la località è stata ribattezzata Desa Kolok, che in balinese significa proprio “il villaggio sordo”.

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Attualmente, gli abitanti non udenti dalla nascita sono quarantadue. La diffusione della sordità in questo villaggio immerso nella foresta ha una spiegazione genetica: dipende infatti da un gene recessivo, il DFNB3, di cui è portatore il 10% della popolazione di Bengkala e che è presente nella zona da circa sette generazioni. Per anni, invece, gli abitanti del villaggio hanno creduto che la nascita di un neonato sordo fosse il risultato di una maledizione.

Invece di isolare o ostracizzare i non udenti, la comunità locale è riuscita a creare un ambiente estremamente inclusivo, dando vita ad un esperimento sociale unico al mondo: tutti gli abitanti del villaggio, infatti, sono in grado di utilizzare una lingua dei segni nata localmente e che viene tramandata di generazione in generazione. Anche gli udenti insegnano ai propri figli il Kata Kolok come seconda o terza lingua - accanto al balinese, all’indonesiano o all’inglese - e nelle scuole i bambini, udenti e non, seguono le lezioni insieme, fianco a fianco.

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D’altra parte, qui a Bengkala la probabilità che una coppia di udenti possa un giorno avere un bambino sordo è piuttosto alta: da qui, lo sforzo a rendere la vita del villaggio accessibile a tutti, per offrire ad ogni abitante, udente o meno, le medesime opportunità.

"Mi sento uguale a tutti gli altri." – racconta il settantaduenne Wayan Sandi, utilizzando le mani - "Qui siamo tutti membri della comunità."

Tuttavia, anche se all’interno del villaggio non vi sono problemi di comunicazione, le barriere si fanno evidenti quando i non udenti hanno necessità di recarsi in altri villaggi, magari per vendere i propri prodotti al mercato. La maggior parte dei residenti di Bengkala vive infatti di piccola agricoltura e di allevamento.

La lingua dei segni di Bengkala, infatti, viene parlata solo a Bengkala, facendo del villaggio una piccola isola felice in un contesto globale che, invece, presenta ostacoli e difficoltà. Per questo, molte famiglie stanno iniziando ad iscrivere i figli sordomuti in scuole in cui viene insegnata anche la lingua dei segni indonesiana, in modo da offrire loro prospettive più ampie per il futuro.

Per la sua particolarità, negli ultimi anni Bengkala è diventata meta di numerosi visitatori stranieri: non solo sociologi, che vengono a studiare le caratteristiche di una comunità che non eguali al mondo, ma anche turisti, udenti e non, attratti dal richiamo di un luogo che ha fatto dell’integrazione e dell’abbattimento delle differenze la propria bandiera.

La più grande attrazione locale è il cosiddetto “ballo dei sordi”- Janger Kolokun tipo di danza molto particolare, ideato appositamente per i non udenti e che ha preso piede nel corso degli ultimi trent’anni. Un gruppo costituito da sedici ballerini sordomuti, di età compresa tra i sedici e i settantadue anni, si esibisce tre volte al mese per eseguire coreografie sincronizzate, utilizzando solo riferimenti visivi per mantenere il ritmo.

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Tutti i proventi delle esibizioni vanno agli stessi ballerini: l’obiettivo è sia di offrire una fonte di reddito salda alla popolazione non udente, sia di incentivare il turismo nell’area, in modo che la comunità abbia a disposizione più fondi per realizzare infrastrutture e lavori necessari al benessere di tutti. Una delle priorità delle autorità locali è, al momento, aumentare il livello di alfabetizzazione della comunità, e in particolare della popolazione sordomuta.

“Credo che, al di fuori del villaggio, la gente pensi che essere ‘normali’ sia meglio.” – conclude l'anziano Sandi“Ma io mi sento proprio come tutti gli altri abitanti di Bengkala.”

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Lisa Vagnozzi

Photo Credits: Matt Alesevich

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L'obesità danneggia (anche) il cervello

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Il problema dell’obesità è sempre più diffuso e coinvolge purtroppo sia adulti che bambini. Si tratta di un fattore di rischio molto serio per alcune patologie, in particolare quelle che riguardano il sistema cardiovascolare. Ora però una nuova ricerca mette in guardia anche dagli effetti negativi di un eccesso di grasso corporeo sul cervello.

Secondo lo studio condotto dal Medical College of Georgia, avere un corpo con eccessiva quantità di massa grassa danneggerebbe il funzionamento e le connessioni tra i neuroni cerebrali. Ciò avrebbe conseguenze davvero pesanti su diverse funzioni cognitive e sulla memoria.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Brain, Behavior and Immunity, ha evidenziato il processo che porta alla formazione di danni neuronali: l’eccesso di grasso genera infiammazione cronica nel corpo e l’organismo per fronteggiare la situazione attiva una vera e propria risposta autoimmune.

Durante la sperimentazione, condotta purtroppo su modello animale, si è visto infatti che i topi obesi, che erano stati alimentati con una dieta a base di grassi saturi per il 60%, mostravano dopo 12 settimane una riduzione di numero e funzione delle sinapsi (punti di contatto tra i neuroni) nell’ippocampo. Insieme a ciò vi era anche un aumento delle citochine infiammatorie con conseguente perdita di funzionalità cognitive. Tutto questo invece non avveniva nel gruppo di topi alimentati con solo il 10% di grassi saturi.

C’è bisogno sicuramente di ulteriori verifiche che coinvolgano un ampio campione di persone seguite per lunghi periodi, ma che mangiare in maniera squilibrata ed essere obesi sia pericoloso  per il benessere di tutto il nostro organismo è cosa già appurata da tante ricerche. Di tutto questo non può che risentirne negativamente anche il cervello. Resta solo da capire come e fino a che punto!

Francesca Biagioli

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Disastro ambientale in Brasile: il Rio Doce sta morendo, inquinato da fango tossico, arsenico e mercurio (FOTO)

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Disastro ambientale in Brasile, arrivano le conferme sull’inquinamento del Rio Doce. Nel fiume sono stati rinvenuti livelli illegali di arsenico e di mercurio. L’Istituto per la gestione delle acque di Minas Gerais ha trovato livelli di arsenico più di dieci volte superiori ai limiti legali lungo il Rio Doce.

Tutto ciò a seguito del crollo di due dighe avvenuto lo scorso 5 novembre. La tragedia ha portato alla morte di almeno 13 persone e sta distruggendo la fauna del Rio Doce e l’ambiente circostante, a causa del fango tossico che ha ormai raggiunto il mare.

Il Rio Doce percorre 800 km dalla zona di Minas Gerais fino alla costa atlantica di Espirito Santo. Le società responsabili del disastro – Samarco, BHP Billiton PLC e Vale SA – continuano a sostenere che le sostanze presenti nelle acque del fiume dopo il crollo delle dighe non siano tossiche.

Ma l’agenzia delle Nazioni Unite per i diritti umani ha dichiarato che esistono nuove prove che mostrano che il fango contiene alti livelli di metalli pesanti tossici e di altre sostanze inquinanti. Prima del crollo delle dighe, l’arsenico nel Rio Doce non era presente. Il fango tossico ha ucciso migliaia di pesci, probabilmente sia a causa del soffocamento che per le sostanze pericolose che contiene. Anche i livelli di ferro e manganese sono al di sopra della norma. Samarco continua però a ribadire che si tratta di sostanze inerti e quindi non pericolose.

L’avanzata del fango ha travolto gli impianti per il trattamento delle acque presenti lungo il Rio Doce, mettendo a rischio la disponibilità di acqua potabile per le popolazioni che vivono nelle città situate lungo il fiume.

Le Nazioni Unite hanno criticato il Governo brasiliano per la sua risposta insufficiente di fronte al disastro. Due esperti delle Nazioni Unite lo scorso 25 novembre hanno chiesto al Governo brasiliano e alle società coinvolte di adottare misure adeguate per proteggere l’ambiente e la salute delle comunità a rischio di esposizione a sostanze tossiche a seguito del crollo catastrofico delle dighe avvenuto lo scorso 5 novembre.

Secondo le Nazioni Unite, le misure adottate fino ad ora per arginare i danni sono chiaramente insufficienti. L’inquinamento del fiume sarebbe legato ai rifiuti ferrosi contenenti livelli elevati di metalli pesanti e di sostanze chimiche tossiche prodotti nell’area mineraria gestita dalla Samarco. E’ come se l’equivalente del contenuto di 20 mila piscine olimpioniche si fosse riversato sotto forma di rifiuti tossici contaminati nel fiume e nel sistema idrico lungo un percorso di 850 chilometri.

Il fango tossico è arrivato sulle coste compromettendo un importante habitat naturale per le tartarughe marine. Ora il Rio Doce è praticamente considerato un fiume morto dagli scienziati. Il fango tossico sta procedendo nel suo percorso contaminando delle aree naturali protette.

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Sia le aziende coinvolte che il Governo sono responsabili di aver violato i diritti umani per non essere intervenute immediatamente per arginare il disastro. Non hanno saputo gestire una situazione di emergenza e ora la popolazione locale è continuamente a contatto con le acque inquinate.

Purtroppo il Rio Doce negli ultimi anni aveva già visto in pericolo la propria sopravvivenza, a partire dalla deforestazione che ha deturpato l’habitat naturale circostante. Come ci segnalano i nostri corrispondenti dal Brasile, il popolo dei Krenak, una tribù nativa del luogo, ora piange la morte del fiume e non può più berne le acque, ormai irrimediabilmente inquinate.

Marta Albè

Fonte foto: Reuters

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Civita di Bagnoregio, il meraviglioso borgo di tufo che rischia di scomparire per sempre

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Il suo destino era forse già stato scritto da Bonaventura Tecchi che l'aveva denominata la "Città che muore", una sorte che oggi sembra più realistica che mai, perché Civita di Bagnoregio, un bellissimo e suggestivo borgo della provincia viterbese, rischia davvero di scomparire.

Questo piccolo gioiellino raggiungibile solo a piedi è, infatti, incastonato in un colle tufaceo minato alla base sia dalla continua erosione di due torrentelli che scorrono nelle valli sottostanti che, dalle piogge e dal vento.

Un territorio, insomma, che non può farcela da solo, che ha bisogno di manutenzione per difendersi dalle calamità naturali. Le continue frane rischiano,infatti, di cancellare in un attimo storia, arte, cultura e tradizioni. Scenari fatti da case medievali abitate dalle poche famiglie rimaste e dal paesaggio quasi surreale dei calanchi argillosi, formatisi spontaneamente.

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La sua sopravvivenza è oggi in mano a un appello rivolto all’Unesco e fatto dal Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti affinché, Civita e la Valle dei calanchi diventino Patrimonio dell’umanità.


Considerato uno dei borghi più belli d’Italia, il piccolo centro raggiungibile solo a piedi attraverso un ponte, è stato fondato 2500 anni fa dagli Etruschi e sorge su una delle più antiche vie, quella che inizia dal Tevere e finisce nel lago di Bolsena.

Tutto il borgo ha, quindi, un’impronta medievale e un’atmosfera familiare ferma nel passato: fiori alle finestre, frantoi rinascimentali, strette viuzze. Lo scenario è arricchito dalla Chiesa di San Donato, che si affaccia sulla piazza principale e custodisce al suo interno il Crocifisso ligneo quattrocentesco, ritenuto miracoloso, cui è legata la processione del Cristo morto.

La sera del venerdì santo la scultura viene portata in processione a Bagnoregio ma la tradizione vuole che essa ritorni assolutamente entro mezzanotte a Civita, pena la sua acquisizione della stessa dai bagnoresi.

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Vi è poi la Porta di Santa Maria attribuita al Vignola composta da due bassorilievi che raffigurano un leone che tiene un uomo con gli artigli, metafora della cacciata dei Monaldeschi. E ancora, il Palazzo vescovile, un antico mulino del XVI secolo e la casa natale di San Bonaventura. Insomma un territorio che non può e non deve scomparire.

 

Firma la petizione

Dominella Trunfio

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Fagioli saporiti

Ingredienti: 300 g di fagioli con l’occhio 3 foglie di alloro 1 pezzetto di alga kombu 1/2 cipolla 20 olive nere condite 4 cucchiai di capperi sotto sale 2 cucchiai di aceto di mele succo di 1/2 limone olio evo sale Procedimento: Ammollare i fagioli in acqua per 12 ore, cuocerli coperti di acqua con […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1IuPlkS che ringraziamo.

Riso di Marta

Ieri al Natural Expo di Rimini io e mio genero abbiamo assistito al bellissimo e profumato Show cooking di Marta Filipponi. Abbiamo assaggiato questo tortino di riso Venere. Ci è piaciuto e oggi è già pronto sulla nostra tavola. Io ho usato i germogli di aglio orientale invece che di senape. Bellissimo pomeriggio!Ingredienti: rucola pistacchi […] ...continua sulla fonte http://ift.tt/1XroPoG che ringraziamo.

Cop21, tutto il mondo in marcia per il clima. E a Parigi in piazza un mare di scarpe (VIDEO)

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Ieri nelle principali città del mondo la gente è scesa in piazza per manifestare, marciando per il clima. Un messaggio condiviso, partito dall'Australia e arrivato fino a Parigi, per ricordare che la Terra è l'unica casa che abbiamo e che occorre agire senza ulteriori ritardi per salvare il clima. Oggi nella capitale francese si sono aperti i lavori della Cop21, la conferenza delle Nazioni Unite contro i cambiamenti climatici.

Una Parigi blindata ha accolto i 150 rappresentanti dei vari paesi, compresi due dei maggiori inquinatori, finora restii a mollare a favore di un accordo globale vincolante per contenere il global warming, India e Cina.

Nonostante la scarsa attenzione manifestata da tanti media, a Roma è stata grande la partecipazione alla marcia, partita da Campo de' fiori. Circa 20 mila persone hanno sfilato nella capitale per chiedere futuro verde e di pace.

In #marciaperilclima, non potevamo non esserci. Abbiamo marciato anche per le migliaia di persone che a Parigi non hanno...

Posted by greenMe.it: sarò buon* con la Terra on Domenica 29 novembre 2015

Tantissime le adesioni anche Melbourne, San Paolo, Berlino, Ottawa, Beirut e Tokyo. La marcia globale per il clima infatti ha coinvolto oltre 175 paesi, con più di 2300 eventi.

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Perché occorre agire subito? A mostrarlo è il video che segue:

{youtube}v2f5ma2YzeM{/youtube}

Ma voliamo a Parigi. Nonostante il divieto imposto dalle autorità alla luce degli attentanti del 13 novembre, sono stati in tanti a scendere in piazza per dire no al riscaldamento globale e per lanciare anche dalla Francia un messaggio forte ai rappresentanti politici riuniti a Le Bourget per la conferenza delle Nazioni Unite.

Molto toccante l'iniziativa lanciata su Avaaz.org dopo il divieto imposto dalle autorità francesi: i cittadini hanno fatto sentire la loro presenza donando un paio di scarpe con il proprio nome. Queste ultime sono state sistemate a Place de la Rèpublique, dando un segno tangibile della partecipazione popolare.

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<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="en" dir="ltr">A sea of shoes in Place de la Republique in Paris: protests are banned here so you have to imagine them <a href="https://twitter.com/hashtag/COP21?src=hash">#COP21</a> <a href="https://t.co/AetuepjzAt">http://pic.twitter.com/AetuepjzAt</a></p>&mdash; David Shukman (@davidshukmanbbc) <a href="https://twitter.com/davidshukmanbbc/status/670885623738327040">29 Novembre 2015</a></blockquote>
<script async src="//platform.twitter.com/widgets.js" charset="utf-8"></script>
{/source}

Nella parata di calzature, anche quelle di Papa Francesco che ne ha simbolicamente donate un paio per far sentire la sua presenza. Tutte le scarpe, alla fine della manifestazione, sono state donate ai bisognosi.

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<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="it" dir="ltr">A Parigi pronte le scarpe del <a href="https://twitter.com/hashtag/Papa?src=hash">#Papa</a> per la Globate Climate March <a href="https://t.co/Z8Q6ExH8GB">http://ift.tt/21onkaf; <a href="https://twitter.com/ilfoglio_it">@ilfoglio_it</a> <a href="https://twitter.com/hashtag/COP21Paris?src=hash">#COP21Paris</a> <a href="https://t.co/JpbhoLFxul">http://pic.twitter.com/JpbhoLFxul</a></p>&mdash; Matteo Matzuzzi (@matteomatzuzzi) <a href="https://twitter.com/matteomatzuzzi/status/670902774712913921">29 Novembre 2015</a></blockquote>
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Non sono però mancati gli scontri. La polizia francese ha fermato numerosi attivisti dopo una serie di attacchi contro la Cop21. Vi sarebbe stato anche il lancio di oggetti, candele e vasi di fiori lasciati per le vittime degli attentanti:

{youtube}4cgnEQ3Nf8Y{/youtube}

Ma a Parigi c'è stato anche chi è sceso in piazza pacificamente creando una catena umana lungo uno dei viali parigini per denunciare lo stato di emergenza sul clima alla vigilia dell'avvio della Cop21.

{youtube}gpchTSEQoIQ{/youtube}

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<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="fr" dir="ltr">Chaîne humaine pour un <a href="https://twitter.com/hashtag/Climat2Paix?src=hash">#Climat2Paix</a> ininterrompue de Repu à Nation! La chaîne est doublée! <a href="https://t.co/3E5tgQTE8r">http://pic.twitter.com/3E5tgQTE8r</a></p>&mdash; Amis de la Terre FR (@amisdelaterre) <a href="https://twitter.com/amisdelaterre/status/670922584544960512">29 Novembre 2015</a></blockquote>
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<blockquote class="twitter-tweet" lang="it"><p lang="fr" dir="ltr">Cette chaîne humaine représente notre responsabilité partagée face à l&#39;urgence climatique <a href="https://twitter.com/hashtag/Climat2Paix?src=hash">#Climat2Paix</a> <a href="https://t.co/NB8edyFmbr">http://pic.twitter.com/NB8edyFmbr</a></p>&mdash; Amis de la Terre FR (@amisdelaterre) <a href="https://twitter.com/amisdelaterre/status/670923422260703232">29 Novembre 2015</a></blockquote>
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“I leader riuniti a Parigi non possono ignorare centinaia di migliaia di persone scese in strada in tutto il mondo per dire basta a petrolio, carbone e gas e chiedere un futuro 100 per cento rinnovabile”, ha detto Luca Iacoboni, responsabile Campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia. “La società civile si è mobilitata per spingere i governi a siglare un accordo ambizioso e vincolante che metta fine all’era dei combustibili fossili. Vedremo se la politica finalmente ascolterà i cittadini o continuerà a fare gli interessi delle lobby dei combustibili fossili”.

Francesca Mancuso

Foto cover:BBC

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Massaggio Tui Na: cos’è, benefici e controindicazioni

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Un rimedio naturale per rilassarvi e dare una sferzata di benessere al vostro corpo? Potreste ricercarlo nella medicina tradizionale cinese. Tra le sue mille sfaccettature, rientra il Tui Na, un tipo di massaggio millenario che potrebbe mettervi in pace con il mondo. 

Il Tui Na (da “tuī”, spingere, e “na”, afferrare) è annoverato tra le prime tecniche di cura delle malattie: in molti, infatti, pensano che la storia del Tui Na sia la storia dell’arte del massaggio, usato anche da Bian Que, medico inventore del metodo diagnostico clinico, che lo usò con lo scopo di curare determinate patologie, come mezzo per riattivare le risorse individuali e velocizzare i processi di guarigione.

Il Tui Na, dunque, si appoggia sulle stesse basi teoriche delle altre sue pratiche (l’agopuntura, la fitoterapia cinese, la dietetica medica, il Qi Gong e le tecniche complementari), ma può essere considerato una disciplina a se stante: chi la pratica, infatti, agisce sull’organismo tramite l’attivazione della cosiddetta “Energia Difensiva” (WEI QI) e delle naturali risorse omeostatiche. Lavora proprio su quei meridiani che mettono in contatto esterno con interno, manipolando e stimolando la cute come strato più superficiale del corpo e ristabilire così un flusso armonico sia del sangue che dell’energia vitale.

In che consiste il massaggio – Nella pratica, il massaggio consiste in una serie di manipolazioni articolari e di stiramenti muscolari che lo rendono dinamico, sempre “personalizzato” e in accordo con la “valutazione energetica” che si fa prima sul paziente. Include tecniche di massaggio sui muscoli, tecniche di trazione e mobilitazione sulle vertebre e sulle giunture, digitopressione sui punti energetici e movimenti di pressione, frizione, “rotolamento” e “impastamento”.

Quando farlo – Grazie alla sua influenza sulla microcircolazione del sangue e del sistema linfatico, riesce ad accelerare i processi di guarigione di traumi, distorsioni e contusioni e, dato che il sistema nervoso regola la microcircolazione degli organi ed è a sua volta collegato alla pelle, massaggiare determinate zone può andare a regolare in maniera indiretta la circolazione di determinati organi interni.

Per questo il Tui Na è in grado di migliorare la circolazione, la funzionalità delle articolazioni e rilassare i muscoli. Si può ricorrere al Tui Na in caso di dolore, contrattura e rigidità dei muscoli e delle articolazioni, cefalea, cervicale, mal di schiena e lombalgia, gonfiore addominale, oppressione toracica o irregolarità del ciclo. Pare, inoltre, sia efficace contro i disturbi del sonno, l’ansia, lo stress e la depressione. Il Tui Na migliora in generale la circolazione linfatica, sanguigna ed energetica e contribuisce a rinforzare le difese immunitarie dell’organismo.

Quando non farloÈ meglio non praticare il massaggio Tui Na in casi di gravi patologie cardiache o epatiche, in caso di gravidanza avanzata o a rischio e perforazione gastrica o intestinale. Non lo possono praticare, infine, nemmeno i soggetti anziani debilitati, coloro che hanno malattie infettive e lesioni della spina dorsale o del midollo spinale.

Germana Carillo

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Ognuno di noi è un’opera d’arte: i bambini con sindrome di Down ricreano dipinti famosi (FOTO)

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La fotografa Soela Zani ha dato vita ad un progetto davvero straordinario che permette ai bambini con la sindrome di Down di immedesimarsi nei protagonisti dei dipinti più famosi del mondo.

Il messaggio che la fotografa con il suo progetto vuole trasmettere a tutta l’umanità è molto semplice: ognuno di noi è un’opera d’arte. In questo modo i bambini con sindrome di Down hanno potuto partecipare a un’iniziativa davvero positiva.

La fotografa pensa che sia necessario creare degli esempi positivi per educare i bambini e gli adulti di oggi e di domani in modo che possano porsi al meglio in relazione con le persone che appaiono “diverse” da loro.

Le persone con bisogni speciali, come i bambini con la sindrome di Down, hanno bisogno di non essere vittime della discriminazione e di ricevere il giusto supporto sia dalla loro famiglia sia dalle persone che se ne prendono cura o che entrano in contatto con loro durante la vita quotidiana.

Grazie al buon senso e ad una maggiore comprensione verso chi si trova in una situazione di difficoltà, possiamo superare qualsiasi inutile barriera e diventare davvero un prezioso aiuto per gli altri.

Pensiamo all’ingiusta vicenda che pochi giorni fa ha coinvolto una mamma e il suo bambino disabile. La mamma, arrivata a scuola in anticipo, ha trovato il figlio lasciato solo in una stanza molto simile ad un ripostiglio e ha lanciato un appello su Facebook per chiedere che non accada mai più niente di simile.

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Per riflettere, ammiriamo e diffondiamo le fantastiche fotografie scattate da Soela Zani.

Marta Albè

Fonte foto: Soela Zani

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