Fusi orari addio: dal 2018 un unico tempo universale. La proposta shock

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Fuso orario addio. Secondo due scienziati, sarebbe possibile ma soprattutto utile eliminare le differenze di orario imposte a livello globale sostituendo ai vari fusi un unico tempo universale.

Un'idea accarezzata da tempo ma tornata al centro dell'attenzione dopo che l'estate scorsa la Corea del Nord ha annunciato di cambiare in modo permanente i suoi orologi, portandoli indietro di mezz'ora. Di fatto, il paese stava creando un vero proprio fuso orario: il tempo di Pyongyang.

La modifica è stata annunciata in occasione del 70° anniversario della liberazione della Corea dall'occupazione giapponese. Un altro segno della politica autoritaria coreana. Eppure il tempo di Pyongyang ha evidenziato qualcos'altro.

In tutto il mondo, i fusi orari sono controversi. La Russia ne ha 11 mentre la Cina appena uno nonostante le dimensioni. Dal canto loro, gli spagnoli sono costantemente stanchi perché a loro dire sono nel fuso orario sbagliato. E il Nepal è l'unico paese al mondo ad avere un fuso orario di 45 minuti oltre l'ora (5 ore e 45 minuti sull'UTC).

In questo scenario poco ordinato non è stato strano chiedersi se i fusi orari siano sbagliati e per questo andrebbero rivisti. Ed è quello che hanno fatto i due scienziati della Johns Hopkins University Steve Hankee e Dick Henry.

Alcuni anni fa Hanke, economista, e Henry, professore di fisica e astronomia, collaborarono per proporre un nuovo calendario progettato per risolvere le inefficienze di quello attuale. Il piano è stato soprannominato “Hanke-Henry Permanent Calendar”. Il mese scorso, i due scienziati ebbero un'altra idea per risolvere il caos causato dai fusi orari.

Una soluzione semplice. Invece di regolamentare una serie di fusi orari in tutto il mondo, basterebbe distruggere quelli esistenti utilizzando tutti un grande Tempo Universale: se a Roma sono le 7, è così in tutto il mondo. “Ovunque tu sia, il tempo è lo stesso” spiegano.

Anche se può in ultima analisi semplificare la nostra vita, il concetto richiederebbe alcuni grandi cambiamenti nel nostro modo di pensare il tempo. Gli orologi sarebbero basati sul Coordinated Universal Time (il successore del Greenwich Mean Time) ma le persone dovrebbero cambiare il loro modo di considerare gli orari. A Washington, ad esempio, bisognerà abituarsi a vedere l'alba mezzogiorno e cenare all'una del mattino.

Chissà se la loro idea potrà in futuro diventare realtà... Per adesso di certo c'è solo la data entro cui secondo Hanke ed Henry dovrebbe entrare in vigore il nuovo sistema: il 1° gennaio 2018. Ma a che ora?

Francesca Mancuso

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