Sprechi alimentari: come recuperare il cibo per chi non ce l'ha (VIDEO)

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Caritas Italiana e Banco Alimentare hanno presentato un manuale contro gli sprechi alimentari, uno strumento utilissimo alle associazioni che operano nel sociale ma, perché no, anche alle famiglie che vogliono imparare a gestire al meglio il cibo a loro disposizione.

Il nuovo manualetto “Recupero, raccolta e distribuzione di cibo a fini di solidarietà sociale” promette di salvare dalla spazzatura circa 30 mila tonnellate di cibo in più grazie al fatto di riuscire a rendere autonome le associazioni che lo trattano e lo distribuiscono ai più bisogni, fornendo una serie di consigli pratici. La sfida sta nel insegnare come comportarsi di fronte alle diverse categorie di alimenti, compresi quelli senza etichette.

Il criterio fondamentale su cui si basa la pubblicazione, infatti, è la suddivisione degli alimenti in funzione dei “livelli di attenzione” che variano a seconda della “categoria di alimento” e che, una volta individuati, prevedono l’applicazione di prassi operative specifiche che assicurano la sicurezza dell’alimento fino a quando non viene consumato.

A questo proposito all'interno del manuale si legge:

“i parametri per definire i livelli di attenzione sono stati scelti tenendo in considerazione, i processi produttivi, i processi di conservazione, la provenienza dell’alimento, le caratteristiche proprie dell’alimento, e riferendosi inoltre alla categorizzazione effettuata dal Centro Interdipartimentale di Ricerca e Documentazione sulla Sicurezza Alimentare”.

In base a tutto ciò gli alimenti sono stati inseriti in 3 macro categorie: alto livello di attenzione, medio livello di attenzione, basso livello di attenzione. Per conoscere nello specifico i cibi inseriti in ognuna delle categorie con tutte le indicazioni utili per conservarli e trattarli potete consultare il manuale QUI.

Un capitolo particolarmente utile per arginare gli sprechi è quello relativo alla distribuzione di derrate alimentari con il Termine Minimo di Conservazione (TMC) con la dicitura “consumarsi preferibilmente entro...” o "da consumarsi preferibilmente entro la fine" raggiunto o superato.

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Tra le indicazioni che vengono date c’è quella di fare attenzione alla temperatura di conservazione (se indicata e/o prevista) e agli altri suggerimenti riportati in etichetta, di accertarsi che le confezioni siano integre, che non ci siano rigonfiamenti, presenza di ruggine, muffe, segni di alterazione o insetti e corpi estranei. 

Escluse tutte queste possibilità, gli alimenti si possono tranquillamente utilizzare anche oltre la data riportata sulle confezioni. Il manuale riporta questa interessante tabella per farsi un’idea di quanto tempo oltre la scadenza possono essere ancora consumati alcuni alimenti:

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Molte altre le indicazioni che fornisce il manuale, tra queste consigli per il congelamento, informazioni sui pericoli di contaminazione batterica che rischiano alcuni alimenti, le corrette prassi igieniche e tanto altro.

Francesca Biagioli

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