Cammino dei Briganti: 100km per ripercorrere una storia dimenticata (FOTO)

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Il 26 maggio si inaugura il nuovo percorso del Cammino dei Briganti con tre camminate. La prima di 20 km, le altre due circa 2 km ciascuna, pensate proprio per tutti (dettagli sul sito).

Un percorso a quote medie, tra gli 800 e i 1300 metri, che in sette giorni traccia terre, boschi, montagne attraversate ormai oltre 150 anni fa dai briganti. Ieri tra Stato Pontificio e Regno borbonico, oggi tra Abruzzo e Lazio, il cammino parte e arriva a Sante Marie, vicino Tagliacozzo, in provincia dell’Aquila. Sentieri percorsi dai briganti e oggi trasformati in tappe attrezzate e segnate, percorribili a piedi.

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I briganti vivevano sul confine per passare da una parte all’altra a seconda della minaccia. I briganti non erano malviventi, erano più simili ai partigiani, lottavano contro l’invasione dei Sabaudi, che avevano costretto il popolo a entrare nell’esercito. Erano spiriti liberi, che non volevano assoggettarsi ai nuovi padroni, e per questo erano entrati in clandestinità. Una storia fatta anche di rapimenti, riscatti, e tanta violenza, si legge sul sito.

Il cammino, che non necessariamente si deve percorrere nel suo insieme, può essere affrontato sia a piedi che in mountain bike. Si parte da Sante Marie, vicino a Tagliacozzo per proseguire verso Valdevarri nel Lazio, dove le signore ancora lavano il bucato alla fonte e Nesce, dove passò anche San Francesco nei suoi viaggi.

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Paesi quasi disabitati e poco conosciuti, si rientra poi in Abruzzo, a Cartore, magico borgo alle pendici del Velino sede dell’omonima banda di briganti, con una puntata al Lago della Duchessa, incastonato nell’ Appennino. Poi Santa Maria in Valle, Rosciolo e Scurcola Marsicana, tra i borghi meglio conservati della Marsica, per poi tornare a Sante Marie.

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Dominella Trunfio

Foto

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