L'incredibile storia della lupa ibrida Alberta tornata in libertà dopo il canile (FOTO)

lupa ibrida alberta liberta

15 mesi interminabili, privata della propria libertà e della propria natura di essere selvatico.

"Siamo davvero felici di aver offerto questa possibilità ad Alberta che, nonostante il lungo viaggio, al suo arrivo si è mostrata molto tranquilla e incuriosita dal nuovo ambiente; ha annusato tutto il nuovo spazio, non ha tardato molto ad entrare nella tana scavata nella terra e dalle telecamere di sorveglianza l’abbiamo vista correre e giocare serena", si legge sul profilo Facebook del rifugio.

Alberta, chiamata così in onore di Alberta Antenucci, l’animalista che l’ha aiutata a tornare libera, è una lupa ibrida di un anno e mezzo, che per troppo tempo ha vissuto chiusa in un box nel canile di Isernia.

alberta lupa

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Vista la sua natura meticcia, l’animale non poteva essere adottato. Il suo futuro sembrava per sempre segnato dalla volontà umana, ma gli occhioni di Alberta hanno fatto breccia in molti cuori. Tantissimi, infatti, si sono mobilitati per assicurarle una vita più dignitosa. L’associazione Nonsoloanimali aveva addirittura lanciato una petizione su Change.org, con oltre 6mila firme.

"Alberta dovrebbe essere trasferita in un centro di recupero della fauna selvatica specializzato, con personale competente. Chiediamo al ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti che Alberta venga affidata ad una struttura idonea e specializzata che ne consenta un’adeguata gestione e più in generale chiediamo che, nel rispetto del benessere animale, possa essere trovata, anche per il futuro, una soluzione alla gestione degli individui ibridi che potranno eventualmente essere recuperati o catturati", si legge nel testo della petizione.

alberta lupa cover

Una vicenda che, grazie al tam tam mediatico, è arrivata fino al Centro di tutela di Monte Adone.

"Messi a conoscenza a fine aprile di questa articolata vicenda dall’opinione pubblica, abbiamo dato la nostra disponibilità ad accogliere l’esemplare all’inizio di maggio; in seguito, il Presidente della Provincia di Isernia, il Presidente e l’Assessore competente della Regione Molise, in collaborazione con l’ASREM, si sono attivati in tempi rapidi affinché l’animale venisse trasferito il prima possibile e la Regione Molise, a seguito del parere di ISPRA, oltre ad aver scelto e nulla ostato per il trasferimento presso il nostro Centro, si è formalmente impegnata a garantire un contributo forfettario al mantenimento di Alberta", si legge ancora su Fb.

Per la lupa è già iniziato il periodo di riabilitazione. Il recinto che si scorge in queste immagini, ampio e immerso nel bosco, confinante con un altro spazio che ospita Ares e Lara, serve in questa fase per farla riadattare alla natura.

Per 15 lunghi mesi è, infatti, stata privata della terra da scavare e dell’erba da calpestare. Dopo questa prima fase iniziale, la lupa sarà accanto agli altri due esemplari ibridi, perché la socialità è fondamentale per il benessere dei lupi.

"L’interessamento per Alberta è arrivato da più fronti, numerose sono state infatti le associazioni animaliste che si sono mosse per lei, così come privati cittadini e alcuni esponenti del mondo politico. Riteniamo che la triste vicenda di questa lupa debba segnare un decisivo cambio di passo nella complicata questione della gestione degli individui ibridi in Italia e creare precise procedure affinché non possa più accadere che un ibrido venga “dimenticato” in un canile".


E noi siamo felici di dare questa bella notizia: bentornata in libertà Alberta!

Dominella Trunfio

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