venerdì 11 maggio 2012

Possibili strutture biologiche su frammento di meteorite marziano


via Byline

Nel luglio del 2011, un meteorite si schiantò nel Marocco, e l'impatto con il nostro pianeta venne osservato da personale militare di stanza a Tissint, a qualche decina di chilometri da Tata. 
Solo all'inizio di quest'anno è stato possibile determinare l'origine marziana del bolide, e la notizia non ha fatto altro che attirare nell'area dell'impatto decine di cacciatori di meteoriti speranzosi di ottenere un prezioso cimelio cosmico, dato che ogni singolo grammo di meteorite può essere venduto alla modica cifra di 800 dollari.

Quello di cui si parla poco o nulla è la possibile scoperta di strutture di origine biologica a bordo del meteorite di Tissit. Un recente studio dal titolo "Discovery of Biological Structures in the Tissint Mars Meteorite", effettuato da un team di ricercatori britannici, sembrerebbe indirizzare l'attenzione su particolari strutture sferiche ricche di carbonio e ossigeno.

Secondo i ricercatori, l'origine di queste strutture è difficilmente spiegabile se si esclude la natura biologica. Le minuscole sferette, inoltre, sembrano somigliare stranamente ad altre già osservate nel celebre meteorite ALH84001.

Affermazioni parecchio discutibili, secondo alcuni, ma che sono state pubblicate su Journal of Cosmology, una rivista sottoposta al tradizionale processo di peer-review scientifica.

Il meteorite di Tissint fa parte degli 86 bolidi di origine marziana caduti sulla Terra e recuperati per scopi scientifici. Appartiene al gruppo definito SNC (Shergottiti, Nakhliti, Chassigniti), noti per differire dal resto dei meteoriti per età e composizione chimica.

Al momento dell'impatto, il meteorite di Tissint si è frantumato in centinaia di frammenti, per un totale di 6,8 kg recuperati. Il pezzo più grosso pesa quasi un chilogrammo, e l'analisi della composizione dei frammenti ha stabilito l'origine marziana del bolide, che sembra aver lasciato il Pianeta Rosso diversi milioni di anni fa.

Una prova circa la sua provenienza ci viene data dal fatto che i frammenti contengono sacche d'aria ricche di atmosfera marziana, situazione forse più unica che rara. La giovane età della roccia, inoltre, sarà estremamente preziosa per comprendere le dinamiche geologiche del passato recente di Marte.



Le strutture a cui fa riferimento la nuova ricerca sembrano non essere una contaminazione da parte dell'ambiente e dei microrganismi terrestri. La vetrificazione del materiale ha sigillato le sacche d'aria interne, impedendo l'intrusione di qualunque batterio o agente atmosferico.

I ricercatori hanno analizzato alcuni campioni del meteorite di Tissint tramite un microscopio elettronico a scansione, scoprendo strutture sferiche del diametro di circa 20 micron ricche di carbonio e ossigeno.

La formazione di strutture sferiche di questo tipo incapsulate nella matrice di roccia del meteorite non è facilmente spiegabile se si pensa a processi geologico-atmosferici. Considerando, invece, processi di natura biologica, l'origine di queste strutture potrebbe avere più senso. A detta dei ricercatori, "la biologia potrebbe fornire una spiegazione elegante a queste strutture".

E' esistita la vita su Marte in un lontano passato? Esistono ancora sacche biologiche in cui prosperano esseri viventi nati ed evolutisi sul Pianeta Rosso?
La risposta conclusiva non viene certo dall'analisi microscopica delle strutture del meteorite di Tissint. Quello che l'ultimo bolide marziano ha fatto, tuttavia, è stato riaprire la questione della vita su Marte, indirizzando le ricerche future verso conclusioni più precise e realistiche.
METEORITE

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