Epatite C: arriva l'accordo per farmaci meno costosi

Farmaci epatite

Epatite C e farmaci: il ministero della Salute arriva a un accordo con le associazioni per cure più accessibili e prezzi bassi. Per i malati di Epatite C si apre dunque un nuovo spiraglio, dal momento i nuovi farmaci sinora si trovavano sì sul mercato ma ad un costo decisamente proibitivo

È questo l’annuncio del ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che ha incontrato sei associazioni unite nella lotta all'Epatite C e promotrici della “Campagna di sensibilizzazione Senza la C”. 

Per una buona volta, il governo ha così deciso di di giungere a una mediazione in grado di invogliare le aziende produttrici a ridurre i prezzi e favorire finalmente il sacrosanto accesso al farmaco anche alle fasce di popolazione meno abbienti.

Buone notizie, quindi, per i 300mila malati che si contano in Italia (ogni anno si verificano circa 1000 nuovi casi), di cui 160-180mila sono pazienti che seguono un trattamento antivirale. Con le nuove terapie sono stati curati più di 32mila pazienti, scelti in base a criteri di priorità stabiliti dall’Aifa-Agenzia italiana del Farmaco, e le percentuali di guarigioni hanno superato il 95%.

Secondo il ministro alla Salute Lorenzin, la lotta all’epatite resta un priorità nell’agenda della spesa medica italiana e presto sarà possibile rendere disponibili i nuovi farmaci a costi nettamente inferiori, andando a raddoppiare di anno in anno il numero dei pazienti in cura.

E non solo, la garanzia dei prezzi più bassi per i farmaci per l’epatite C consentiranno anche di arginare, e di molto, il fenomeno dei cosiddetti viaggi della speranza in direzione delle aree più povere del pianeta dove le case farmaceutiche distribuiscono le molecole salvavita a prezzi calmierati. È il caso dell’India e dell’Egitto, per esempio, dove gli italiani vanno a qualsiasi costo pur di procurarsi un farmaco in grado di farli guarire dall'epatite C. In questi casi, poi, la maggior parte dei malati ricorre ai farmaci generici, frutto di accordi tra le multinazionali del farmaco e le aziende locali, che sarebbero farmaci con lo stesso principio attivo ma che comunque non godono della validazione da parte dell’agenzia Ue Ema.

Costi più bassi e cure per tutti, insomma, la frontiera per la buona salute di un popolo parte anche da qui. Peccato, però, che su molti fronti, e visti anche i recenti scandali, siamo ancora parecchio indietro per una sanità trasparente e vicina ai cittadini.

Germana Carillo

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