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Un pensiero

 



« La Fratellanza esiste affinché noi tutti, insieme, collettivamente, possiamo chiedere il Regno di Dio. Certo, ognuno può chiederlo da solo, per conto suo, ma da soli non si è in grado di produrre effetti altrettanto potenti, oppure bisogna conoscere altre leggi. Chi è da solo deve sapere che nella sua solitudine non farà mai niente e che, tramite il pensiero, deve unirsi a tutta quella collettività di esseri disseminati nel mondo che continuamente lavorano in tal senso, per il Regno di Dio. Se non sempre si può essere con gli altri, occorre almeno legarsi a loro tramite il pensiero.

Perché rimanere sempre isolati? Anche per mettere al mondo un figlio si deve uscire da quella solitudine sterile e trovare qualcun altro, una donna… o un uomo. Ma gli esseri umani non hanno capito niente. «Io da solo… Voglio rimanere da solo!». Bene, allora rimani pure da solo, così raccoglierai la sterilità, un’abbondanza di sterilità! Per trovare il Signore, non si può rimanere da soli, ma ci si deve unire a tutti gli esseri evoluti nell’universo che stanno pensando a Lui. »


Omraam Mikhaël Aïvanhov


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Regole nella Coscienza di Krishna

Carissimo Ramananda das, Hare Krishna! Grazie per la buona domanda, che mi da’ l’occasione di parlare di Krishna e dei Suoi insegnamenti. Srila Rupa Govami (benedetto lui) dice che nella coscienza di Krishna ESISTONO SOLO DUE REGOLE e due principi regolatori: 1. Ricordarsi sempre di Krishna 2. Non dimenticarsi mai di Krishna Per aiutarsi ad arrivare a questo punto, esiste una milionata di regole “di assistenza”, che pian piano ci portano al livello del puro amore per Dio. Sempre Rupa Gosvami (benedetto, benedetto) dice che ci sono due cose che ci fanno cadere dal ricordo di Krishna (cioe’ dalla COSCIENZA di Krishna): 1. Non seguire le regole 2. Seguire le regole per le regole Infatti, non dobbiamo seguire le regole in modo stupido: Srila Prabhupada (benedetto) diceva spessisimo, in un sacco di conversazioni con devoti che gli chiedevano come “regolarsi”, che NON C’E’ NIENTE CHE POSSA SOSTITUIRE IL BUON SENSO. E ne diede la dimostrazione pratica in un sacc

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Shrila Prabhupada e devoti gay

Per quanto ho visto, gli scambi di Prabhupada con amici omosessuali e discepoli erano sempre straordinariamente amorevoli e gentili. Anzi, si prendeva cura di loro ed era evidente una grande preoccupazione perché si sentissero benvenuti e inclusi nel suo Movimento per la Coscienza di Krishna. E’ molto triste che questo atteggiamento amorevole sia diventato per lo più assente oggi tra molti dei discepoli e seguaci di Srila Prabhupada. I devoti sembrano ossessionati solo dall’aspetto sessuale dell’omosessualità, non riuscendo ad affrontare le più importanti considerazioni umane e personali sottolineate da Srila Prabhupada stesso. Un puro devoto cerca sempre le buone qualità negli altri, mentre i neofiti si dilettano nel sottolineare difetti e debolezze. Per quanto riguarda i gay e le lesbiche, Prabhupada personalmente ci ha insegnato come ricevere e trattare loro, quindi perché semplicemente non ascoltare e seguire il suo esempio? Srila Prabhupada ha incontrato molte volte con All